In Corea del Sud è chiamato healing master, «maestro guaritore». Con i suoi consigli e le sue parole di conforto, Haemin Sunim è diventato uno dei monaci buddhisti zen più autorevoli del suo paese. Grazie ai social network, che gli hanno permesso di entrare in contatto con migliaia di persone, i suoi brevi messaggi, semplici e diretti, sono arrivati al cuore di un pubblico sempre più vasto, fornendo spunti per la meditazione e consigli per superare le sfide della vita quotidiana.

eBook - ePub
Quando rallenti, vedi il mondo
Come essere calmi e consapevoli in mezzo al trambusto della vita quotidiana
- 224 pagine
- Italian
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Quando rallenti, vedi il mondo
Come essere calmi e consapevoli in mezzo al trambusto della vita quotidiana
Informazioni su questo libro
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CAPITOLO UNO
Riposo

Perché sono così indaffarato?
Quando tutto ciò che mi circonda va così di fretta, mi fermo e mi chiedo: «È il mondo a essere così frenetico, o è la mia mente?».
Di norma pensiamo che la «mente» e il «mondo» esistano indipendentemente l’una dall’altro. Se qualcuno dovesse chiederci dove si trova la nostra mente, nella maggior parte dei casi risponderemmo indicando la testa, o il cuore, ma sicuramente non un albero o il cielo. Percepiamo una chiara linea di confine tra ciò che succede all’interno della nostra mente e ciò che accade nel vasto mondo esteriore. Paragonata a esso, la mente che alberga nel nostro corpo può sentirsi piccola, vulnerabile e talvolta impotente. Tuttavia, secondo gli insegnamenti del Buddha, il confine tra la mente e il mondo è in realtà tenue, permeabile e in definitiva illusorio. Non è il mondo a essere oggettivamente felice o triste, tanto da produrre in noi tali sensazioni. Piuttosto, è la sensazione che ha origine nella mente a proiettare la propria esperienza soggettiva sul mondo. Il mondo non è intrinsecamente gioioso o triste; semplicemente, è.
Forse questo concetto apparirà più chiaro ricordando una conversazione che ho avuto con una mia cara amica, una monaca buddhista molto responsabile e meticolosa. Di recente stava sovrintendendo alla costruzione di una sala di meditazione nel suo tempio. Dopo avermi raccontato della gran fatica fatta per ottenere i vari permessi e trovare, tra le altre cose, l’impresa più adatta, ha descritto il processo di costruzione nel seguente modo:
«Quando è venuto il momento di mettere le tegole sul tetto, vedevo tegole ovunque andassi. Osservavo il materiale di cui erano fatte, il loro spessore e il tipo di modello. E poi, quando si è trattato di realizzare la pavimentazione, non vedevo altro che pavimenti. Prendevo nota del colore, dell’origine, del disegno e della durevolezza del parquet. E infine, ho avuto quest’intuizione: quando osserviamo il mondo esteriore, rivolgiamo la nostra attenzione soltanto a quella piccola parte che c’interessa. Il mondo che percepiamo non è l’intero universo, ma solo quella limitata porzione di cui la mente può occuparsi. Pur tuttavia, per la nostra mente, quel piccolo mondo è l’intero universo. La nostra realtà non è la distesa infinita del cosmo, ma la piccola parte su cui scegliamo di concentrarci. La realtà esiste perché esiste la nostra mente. Senza la mente, non ci sarebbe l’universo.»
Più ci riflettevo, più quella sua intuizione mi sembrava azzeccata. Il mondo giunge a esistere perché ne siamo consapevoli. Non possiamo vivere in una realtà di cui non siamo consapevoli. Il mondo dipende dalla nostra mente per poter esistere, come la nostra mente dipende dal mondo in quanto oggetto della nostra attenzione. Potremmo dire che è la nostra consapevolezza a generare il mondo. Ciò su cui la mente si concentra diventa il nostro mondo. Se la vediamo in questo modo, la nostra mente non sembra così insignificante rispetto al mondo esteriore, non è vero?
Non possiamo né vogliamo conoscere ogni singolo evento che avviene nel mondo. Se ciò dovesse accadere impazziremmo per il sovraccarico di informazioni. Quando osserviamo il mondo attraverso la lente della nostra mente, proprio come ha fatto la mia amica, vediamo subito ciò che stiamo cercando perché la mente si concentrerà su quell’oggetto. Visto e considerato che il mondo che percepiamo attraverso l’occhio della mente è limitato, se possiamo addestrare la nostra mente e scegliere con attenzione su cosa concentrarci, saremo in condizione di sperimentare il mondo in base al nostro stato mentale.
In quanto monaco nonché professore universitario sono sballottato in molte direzioni diverse. Nel corso dei giorni feriali insegno e porto avanti il mio lavoro di ricerca, mentre nel fine settimana mi reco al tempio del mio maestro, che dista due ore d’auto, per adempiere ai miei doveri. Durante le vacanze scolastiche, la mia agenda si riempie ulteriormente di impegni. Capita che ci sia bisogno che io renda visita ai monaci anziani, che debba fare da interprete ai monaci che non parlano inglese, che mi rechi in altri templi per offrire i miei insegnamenti, e devo anche trovare il tempo per dedicarmi alla pratica meditativa. Come se ciò non bastasse, continuo le mie ricerche e pubblico lavori accademici.
A essere onesti, talvolta mi chiedo perché un monaco zen debba avere un’agend...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Quando rallenti, vedi il mondo
- Prologo
- Capitolo 1. Riposo
- Capitolo 2. Mindfulness
- Capitolo 3. Passione
- Capitolo 4. Relazioni
- Capitolo 5. L’Amore
- Capitolo 6. La Vita
- Capitolo 7. Il Futuro
- Capitolo 8. Spiritualità
- Epilogo. Il tuo volto originario
- Copyright