Il buon uso del mondo · Per l'uomo di oggi che non spera più nella salvezza alla fine dei tempi ma ha davanti a sé un tempo senza fine, navigare a vista sembra essere l'unico modo possibile di vivere. Ma quale rotta seguire dopo il tramonto di ogni certezza e il declino della tradizione giudaico-cristiana in Occidente? Per rispondere a questa domanda Salvatore Natoli compie un lungo e originale itinerario di riflessione sulla modernità. E giunge alla conclusione che di fronte alla pressione di una società che stimola continuamente il desiderio e le passioni all'unico scopo di fare profitto, solo una nuova forma di ascesi intramondana, che sia rifiuto non del piacere ma della sua strumentalizzazione, potrebbe favorire l'emancipazione dalla passività, aiutandoci a distinguere ciò che ci serve da ciò che ci asserve. Questa pausa nella cieca routine del fare e del darsi da fare è la condizione necessaria per compiere azioni responsabili, frutto di una scelta libera e consapevole, che interrompano finalmente il circolo stimolo-risposta, seduzione-delusione, alimentato e governato dalla logica del consumismo.

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Note
Prefazione
1. I. Kant, Antropologia pragmatica, trad. it. Bari, Laterza, 1969, p. 46.
2. Ivi, p. 161 (corsivo nostro).
3. Ibid.
4. F. Nietzsche, Frammenti postumi 1887-1888, trad. it. in Opere, Milano, Adelphi, 1971, vol. VIII, t. II, p. 44.
I. Il fare e l’agire
1. Platone, Repubblica, 617e 1-5.
2. Cfr., in proposito, A. Forcellini, Lexicon totius latinitatis, vol IV, vc. mundus, Prati, Typis Aldiniensis, Ann. MDCCCLXVIII.
3. M. Heidegger, Essere e tempo, trad. it. Milano, Longanesi, 2001, p. 154.
4. Ivi, p. 157.
5. Platone, Eutidemo, 289a 6.
6. Ivi, 289a 7 - 289b 2.
7. K. Marx, Tesi su Feuerbach, trad. it. in K. Marx e F. Engels, Opere complete, Roma, Editori Riuniti, 1972, vol. V, p. 3 (corsivo nostro).
8. M. Heidegger, Introduzione alla metafisica, trad. it. Milano, Mursia, 1989, pp. 13-14 (corsivo nostro).
9. B. Spinoza, Etica, III, Def. II.
10. Esiodo, Le opere e i giorni, vv. 43-46.
11. Eschilo, Prometeo incatenato, v. 236.
12. Platone, Protagora, 321d 4-5.
13. J. Stuart Mill, La libertà, trad. it. Milano, Rizzoli, 1999, p. 145.
14. Platone, Simposio, 203c 5 - 203d 8.
15. A. Kojève, Introduzione alla lettura di Hegel, trad. it. Milano, Adelphi, 1996, p. 18.
16. Aristotele, Politica, VII, 15, 1334a 20-21.
17. Cfr., sull’argomento, I. During, Aristotele, trad. it. Milano, Mursia, 1976, p. 553.
18. Aristotele, Politica, I, 5, 1254b 27-31.
19. Seneca, De vita beata, 24.
20. Ivi, 25.
21. Ivi, 26.
22. Aristotele, Politica, VII, 15, 1334a 31-34.
23. A. Kojève, Introduzione alla lettura di Hegel, cit., p. 224.
24. Ivi, p. 237.
25. H. Arendt, Vita activa. La condizione umana, trad. it. Milano, Bompiani, 1991, p. 61.
26. Ivi, p. 63.
27. Ivi, p. 99.
28. Ivi, p. 107.
29. Ivi, p. 240. «Il problema delle moderne teorie del comportamento» prosegue la Arendt «… sono realmente la migliore concettualizzazione possibile di certe evidenti tendenze della società moderna.»
30. Ibid.
31. Ibid.
II. «Homo œconomicus»: il denaro, la produzione, il consumo
1. J.M. Keynes, Trattato della moneta, trad. it. Milano, Feltrinelli, 1979, p. 17. Subito dopo Keynes precisa che la moneta deriva questo suo carattere «dai suoi rapporti con la moneta di conto, poiché i debiti e i prezzi debbono essere stati innanzi tutto espressi in termini di quest’ultima». La moneta di conto è, infatti, «la parola o il titolo e la moneta è la cosa che alla parola corrisponde» (ibid.). A seguire esemplifica: «La differenza è simile a quella fra il re d’Inghilterra (chiunque possa essere) e il re Giorgio. Un impegno contrattuale a pagare fra dieci anni un peso d’oro uguale al peso del re d’Inghilterra non è la stessa cosa di un impegno a pagare un peso d’oro uguale al peso della persona fisica di re Giorgio. Allo stato spetta di dichiarare, a tempo debito, chi sia il re d’Inghilterra» (ibid.). E conclude: «Lo stato, pertanto, entra anzitutto in gioco come l’autorità legale che obbliga al pagamento della cosa corrispondente al nome o alla descrizione di cui al contratto. Ma entra doppiamente in gioco, quando inoltre avoca a sé il diritto di determinare e dichiarare quale cosa corrisponda al nome e di variare la sua dichiarazione di tempo in tempo; quando, cioè, avoca a sé il diritto di riformare il dizionario» (ibid.). Dati questi parametri, Keynes classifica la moneta distinguendo...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Il buon uso del mondo
- Prefazione
- I. Il fare e l’agire
- II. «Homo œconomicus»: il denaro, la produzione, il consumo
- III. Progresso e rischio
- IV. In tutti i luoghi e da nessuna parte: come essere «soggetti» in una società complessa
- V. «Areté». Il ritorno delle virtù
- VI. Si può essere saggi senza verità? Il sapere di sé e l’enigma del mondo
- VII. Libertà e soggettività
- VIII. Democrazia e virtù civili
- Note
- Copyright