Storia dei carabinieri
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Storia dei carabinieri

Dal 1814 a oggi

  1. 300 pagine
  2. Italian
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Storia dei carabinieri

Dal 1814 a oggi

Informazioni su questo libro

Dalla monarchia sabauda di Vittorio Emanuele I all'assassinio del generale Dalla Chiesa, la storia dei carabinieri s'intreccia con le vicende italiane in un percorso di quasi due secoli, durante i quali l'Arma è stata insieme garante dell'«ordine» e immagine del potere. Una storia di lotta alla criminalità, episodi bellici e interventi di soccorso durante calamità naturali, ma anche di rapporti non sempre facili con la classe dirigente e con il potere politico. Per la prima volta uno studioso esterno all'ambiente militare fornisce una ricostruzione complessiva del passato e del presente dei carabinieri, valendosi di una vastissima documentazione e sfuggendo alla facile retorica che finora ha caratterizzato l'immagine collettiva dell'Arma. Ma soprattutto offre un sorprendente spaccato delle vicende, delle trasformazioni e delle sfide di duecento anni di tormentata storia italiana.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2015
Print ISBN
9788804501039

Note

I. La costituzione del corpo

1. «Regie Patenti del 13 luglio 1814», in Raccolta di regi decreti, proclami, manifesti ed altri provvedimenti, Torino 1815.
2. «Proclama del 14 maggio 1814», in ibid.
3. Sulle trasformazioni nella conduzione dei fondi e sulle conseguenze politico-economiche, si veda R. Davico, «Peuple» et notables 1750-1816. Essai sur l’Ancien Régime et la Révolution en Piemont, Paris 1981.
4. G. Vaccarino, I giacobini piemontesi, Torino 1989, vol. I, p. XLIII.
5. Ibid., p. 503. L’insorgenza contro francesi e giacobini fu, d’altra parte, fenomeno comune a tutta l’Italia, pur con manifestazioni di differente intensità e con caratteri propri nelle diverse regioni.
6. F. Pinelli, Storia militare del Piemonte, Torino 1854, vol. II, p. 31. Per una prima ricostruzione del brigantaggio piemontese in epoca napoleonica, si veda M. Ruggiero, Briganti del Piemonte Napoleonico, Torino 1968.
7. Il testo è riportato in B. Manzone, La città di Bra dal 1789 al 1814, Bra 1880, p. 95.
8. F. Pinelli, Storia militare del Piemonte, cit., vol. II, p. 37.
9. V. Alfieri, Vita di Vittorio Alfieri scritta da esso (1803), Torino 1957, p. 156.
10. F. Pinelli, Storia militare del Piemonte, cit., vol. I, p. 61.
11. P. Pieri, Storia militare del Risorgimento, Torino 1962, p. 38.
12. La guardia urbana, istituita per la tutela dell’ordine pubblico della città, constava di qualche decina di uomini al comando del marchese Chiesa di Roddi. Nel maggio 1814 l’esercito piemontese poteva contare anche su un altro reparto, il 1º reggimento di linea Cacciatori Robert (cosiddetti perché comandati dal conte Emilio Robert), di cui facevano parte molti soldati italiani caduti prigionieri degli austriaci nell’ultima campagna. Al momento dell’ingresso del re in Torino il reparto era però dislocato a Voghera, dove il 1º maggio aveva ricevuto la bandiera e prestato giuramento.
13. «Proclama di Vittorio Emanuele Re di Sardegna, dato in Genova il 14 maggio 1814.»
14. A. Omodeo, L’età del Risorgimento italiano, Napoli 1948, p. 245.
15. P. Pieri, Storia militare del Risorgimento, cit., p. 39.
16. Ibid., p. 41.
17. J. Gooch, Soldati e borghesi nell’Europa moderna (1980), Bari 1982, p. 53.
18. L. Bergéron, L’épisode napoléonien, Paris 1972, p. 44.
19. Le relazioni di Luigi Prunotti e della commissione reale sono riportate in R. Denicotti (a cura di), Delle vicende dell’Arma dei Carabinieri Reali in un secolo dalla fondazione del corpo, Roma 1914, Appendice, pp. 4 sgg. (il corsivo è mio).
20. A. Ricci, Introduzione all’arte militare, Torino 1863, p. 509.
21. Sulla formazione napoleonica dei militari piemontesi, si veda F. Della Peruta, Esercito e società nell’Italia napoleonica, Milano 1988.
22. Si veda F. Pinelli, Storia militare del Piemonte, cit., vol. II, pp. 404 sgg.
23. «Regie Patenti del 13 luglio 1814», in Raccolta di regi decreti…, cit.
24. Ibid.
25. «Vittorio Emanuele I si è reso conto della ancora scarsa efficienza del suo esercito (i reggimenti di linea hanno disponibile per la campagna un solo esile battaglione e l’armamento consta di fucili inglesi, francesi e in piccola parte piemontesi): e se il 2 maggio 1815 stipula un accordo con l’Inghilterra col quale si obbliga a mettere in campo 15 mila uomini per la prossima campagna contro Napoleone, dietro un forte sussidio pecuniario britann...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Storia dei carabinieri
  4. Introduzione
  5. I. La costituzione del corpo
  6. II. I custodi dell’ordine restaurato
  7. III. Le guerre risorgimentali
  8. IV. La repressione del brigantaggio meridionale
  9. V. Autorappresentazione e ricerca del consenso
  10. VI. L’ordine nell’età liberale
  11. VII. Dalla Prima guerra mondiale al fascismo
  12. VIII. La Resistenza e la nascita della Repubblica
  13. IX. L’ordine nell’Italia repubblicana
  14. Appendice
  15. Note
  16. Copyright