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ANCHE IL SOLE SORGE NELLA NOTTE
Alzando il bicchiere di vino rosso. Mangiando un pezzo di pane. Anche il sole sorge nella notte. La coscienza prorompe dalle viscere del corpo. Il fuoco sgorga dalla terra. La materia è il Dio...
2
UN LEONE INSODDISFATTO...
È sorprendente pensare come l’uomo sia l’unico “animale” del Cosmo capace di disprezzarsi, di “svalutare” la propria presenza nell’Universo... non possiamo certo immaginare un leone insoddisfatto della propria forma psicofisica o capace di colpevolizzare la propria aggressività.
3
QUALCOSA DI SBAGLIATO...
Vi è di certo qualcosa di sbagliato, se riusciamo a disistimare quel “prodotto dell’Universo” che siamo.
4
UN CORPO ESTRANEO
Il mio Io ha uno scarso potere sul mio corpo, gli è come estraneo. Non posso modificare con un enunciato razionale i miei organi interni, le funzioni del mio spazio somatico. Non posso far crescere o cadere i miei capelli, rallentare o accelerare il battito cardiaco. Non mi è dato di interferire con i miei ormoni, con i miei organi interni.
5
DEL PENSARE
Pensare corrisponde a porsi in uno stato lontano dalla materia vivente e dalle sue regole.
6
LE EMOZIONI COME ONDE
Le emozioni non appartengono al territorio dell’Io, se non in superficie. Come le onde di un mare sconosciuto, le emozioni arrivano al nostro Io, lo travolgono a volte, senza poter essere se non minimamente controllate...
7
UNA PORTA SEMPRE APERTA
Mentre pronunciamo la parola “Io”, ci riconosciamo, sappiamo chi siamo, che corpo abitiamo, ci riconosciamo come attori unici e irripetibili della vita, distinguiamo il reale dall’immaginario, il vero dal falso. Allo stesso tempo, ci accorgiamo che una “porta” è continuamente aperta e si apre su un misterioso territorio dove le “regole” sono ben altre... La mente che ragiona, quella che maggiormente in Occidente caratterizza l’Io, non è la porta d’ingresso all’Impero del Senza Tempo.
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UN’ALTRA DIMENSIONE
Non sapremmo di essere noi stessi se il nostro Io non fosse capace di essere cosciente e di orientarsi nel tempo e nello spazio. E tuttavia esistono operazioni dentro di noi che avvengono senza la “nostra” consapevolezza e in un’altra dimensione del tempo e dello spazio.
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TUTTE LE VOLTE CHE...
Tutte le volte che ci sentiamo soli, ci giudichiamo, non ci perdoniamo, dovremmo ricordarci che l’atmosfera desolata è qualcosa che creiamo noi continuamente, chiudendoci nei luoghi comuni, nelle aspettative inutili, nella ricerca di ciò che non ci appartiene. Stiamo male perché lottiamo con tutte le nostre forze contro ciò che siamo nell’intimo, contro le “risorse” che possediamo e che sono lì per farsi scoprire, per essere portate alla luce.
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LA RICERCA DELLA TERRA PROMESSA
La peregrinazione di Odisseo verso Itaca e il destino di Adamo cacciato dall’Eden alla ricerca della Terra Promessa hanno in comune il senso del destino dell’uomo che, nel suo lungo viaggiare verso l’autocoscienza, deve vivere in se stesso il percorso delle tappe chiave dell’Universo.
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L’INCONTRO CON IL MOSTRO
La luce (Numinosum) portata al suo massimo splendore e il buio (Tremendum) nel suo massimo sviluppo sono entrambi e contemporaneamente familiari all’Eroe. Il tumultuoso percorso verso la luce compiuto dall’Eroe vede il suo premio non prima della discesa agli Inferi o dello scontro con il mostro. Il Minotauro di Teseo, il Ciclope di Odisseo sono l’incontro-scontro necessario per arrivare all’autorealizzazione.
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IL GRANDE SOGNO DELL’EROE
Se leggiamo l’Odissea e i miti come un grande sogno, dove tutti i personaggi sono “parti” dell’Eroe, ecco che Odisseo (l’Io) è chiamato all’incontro con tutti i momenti più significativi di se stesso. Così le Sirene (i luoghi comuni), Circe (la sessualità nelle sue parti più basse), il Ciclope (la forza), Penelope (il femminile) sono “trame” essenziali della globalità dell’universo interiore dell’Eroe.
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RINASCERE E MORIRE
L’uomo del Sé (l’Eroe) deve continuamente rinascere e morire in ogni tappa che percorre del suo viaggio verso la meta. Ogni prova che egli affronta lo trasforma alle radici del suo essere. Amore, nascita, morte, peregrinazione sono momenti salienti del percorso dell’autocoscienza di Odisseo.
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CONOSCERE IL SÉ
Per conoscere il Sé, per contattarlo, bisogna nascere e morire, bisogna rinunciare alle facili certezze dei luoghi comuni, delle ideologie, cui l’Io si appella per conoscere il mondo di cui fa parte.
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METTERE LA REALTÀ SULLO SFONDO
La conoscenza comincia quando diventiamo capaci di mettere la realtà sullo sfondo, quando comprendiamo che l’Infinito riesce ad affacciarsi solo se la coscienza può distrarsi, può chiudere gli occhi nei confronti delle regole del quotidiano.
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IL CORPO: NON SOLO TEMPIO DELL’ASSOLUTO
La via mistica, che informa gran parte dei pensieri religiosi, ritiene che la conquista del Sé debba avvenire attraverso “punizioni” del corpo, o comunque privazioni. La via alchemica parte dal presupposto che il corpo sia non solo il tempio dell’Assoluto, la sua dimora, ma la pietra, dalla cui purificazione può sortire il più nobile di tutti i metalli: l’oro.
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PRIMO: NON RINUNCIARE
L’alchimista non rinuncia all’Universo, anzi, di ogni piacere si sazia, riconoscendo in ogni momento una forza sottostante alla materia universale.
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IL SOL...