Chaos Walking - 2. Il nemico
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Chaos Walking - 2. Il nemico

  1. 472 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Chaos Walking - 2. Il nemico

Informazioni su questo libro

Haven doveva essere la salvezza per Todd e Viola, ma è stata conquistata e ora è la capitale di un mondo in cui regneranno pace e giustizia, e in cui nessuno sarà mai infelice. Basta non fare domande, basta ubbidire. Todd deve ricongiungersi a Viola, isolata in una comunità di guaritrici, e solo questo gli dà la forza di non ribellarsi. Fino a quando le bombe cominciano a esplodere, portando la firma di chi non vuole piegarsi: l'Assalto. Le bombe colpiscono edifici abbandonati e non uccidono, ma quando si macchieranno del sangue di innocenti, Todd e Viola dovranno decidere da che parte stare.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2015
Print ISBN
9788804650904
eBook ISBN
9788852069055

PARTE VI

L’ASSALTO E L’ASCOLTO
35

ASCOLTANDO VIOLA

[TODD]

«LASCIALA STARE!»
Picchio sul vetro, ma per quanto forte possa colpire, non si spezzerà.
«LASCIALA STARE!»
La voce mi s’iccrina per lo sforzo ma continuerò e continuerò finché ne avrò per gridare.
«SE LA TOCCHI CON UN DITO SEI MORTO!»
Viola è legata con le cinghie al telaio nell’Arena dell’Ascolto, le braccia indietro e sollevate, la pelle infiammata e arrossata intorno alla banda metallica, la testa fra le bacchette che ronzano e che le ippediscono di udire il Rumore.
La vasca piena d’acqua è sotto di lei, il tavolino di strumenti affilati lì accanto.
Il signor Hammar è in attesa, le braccia conserte, e Davy, anche lui, osserva inquieto vicino alla porta, al capo opposto della stanza.
E il Sindaco è lì, cammina in cerchio attorno a lei, calmo.
La sola cosa che ricordo è il BOOM e il Sindaco Ledger che spariva sbembrato in una furia di fuoco e fumo.
Mi sono risvegliato qui, la testa dolorante, il corpo sporco di terra e calcinacci e sangue secco.
E mi sono alzato in piedi.
E lei era lì.
Dietro il vetro.
Sottoposta all’Ascolto.
Premo di nuovo il pulsante che attiva l’altoparlante nella stanza. «LASCIALA STARE!»
Ma nessuno reagisce, come se neppure mi sentissero.
«È davvero con grande riluttanza che faccio questo, Viola» dice il Sindaco, continuando a girare in cerchio, lento. La sua voce mi giunge in modo perfetto. «Credevo potessimo essere amici, io e te. Credevo ci fosse un’intesa fra noi.» Si ferma di fronte a lei. «Ma poi hai fatto saltare in aria la mia casa.»
«Non sapevo ci fosse una bomba» dice e colgo la sofferenza sul suo viso. C’è sangue secco in tutto il suo corpo, ferite e graffi per l’esplosione. Non porta le scarpe e ha le caviglie gonfie e storte e nere ed è evidente che il Sindaco non le ha dato nulla per il dolore.
Lo vedo dalla sua espressione.
Vedo tutto il dolore che prova.
Cerco di sollevare la panca che ho dietro per scalliarla contro la finestra, ma è imbullonata nel cemento.
«Ti credo, Viola» dice il Sindaco, riprendendo a girarle attorno. Il Signor Hammar se ne sta lì in piedi con il suo ghigno, osserva tutto, ogni tanto alza lo sguardo verso lo specchio dal quale sa che sto guardando e ghigna ancora di più. «Io credo al tuo sconcerto per il modo in cui Maestra Coyle ti ha tradito. Ma c’è poco di che sorprendersi.»
Viola non dice nulla, crolla sottanto il capo.
«Non farle del male» sospiro. «Ti prego, ti prego, ti prego.»
«Se questo può confortarti» dice il Sindaco «non sono del tutto certo che sia una cosa da prendere sul piano personale. Maestra Coyle ha intravisto un modo per portare una bomba direttamente nel cuore della mia cattedrale, farla saltare in aria e magari far saltare in aria anche me, già che c’era.»
Alza gli occhi verso lo specchio. Lo picchio di nuovo coi pugni. Non è possibile che non sentano questo. Fatto sta che lui non bada mimimamente a me.
Davy mi guarda, invece, il volto più serio che mai.
E persino da qui riesco a cogliere l’inquiedudine nel suo Rumore.
«Le hai donato un’opportunità alla quale non poteva rinunciare» prosegue il Sindaco. «La tua estrema devozione verso Todd avrebbe davvero potuto condurti fin dove nessun altro bombarolo sarebbe mai riuscito a penetrare. Probabilmente non desiderava ucciderti, ma eccola, un’occasione per farmi fuori, e soppesando le cose saresti stata un sacrificio accettabile.»
E guardo il suo viso.
È abbattuto e triste, abbattuto triste e sconfitto.
E sento di nuovo il suo silenzio, avverto il senso di vuoto e di perdita che provai la prima volta alla palude una vita fa. Lo sento così forte che gli occhi mi si bagnano e mi si rivolta lo stomaco e sento una stretta alla gola.
«Viola» dico. «Ti prego, Viola.»
Ma non alza neppure lo sguardo.
«E dunque se è questo che vali per lei, Viola.» Il Sindaco si china adesso, guardandola in faccia. «Allora forse adesso sai chi è il tuo vero nemico.» S’itterrompe. «E chi sono i tuoi veri amici.»
Viola dice qualcosa con un fil di voce.
«Cos’hai detto?» chiede il Sindaco.
Lei si schiarisce la voce e lo ripete. «Sono venuta solo per Todd.»
«Lo so.» Il Sindaco si tira su e riprende a camminare. «Anch’io mi sono affezionato a Todd. È diventato come un secondo figlio per me.» Rivolge lo sguardo a Davy, che subito arrossisce. «Leale e instancabile e davvero impegnato a dare un contributo al futuro di questa città.»
Ricomincio a battere sul vetro. «STA’ ZITTO!» grido. «STA’ ZITTO!»
«Se lui è con noi, Viola» dice il Sindaco «e la tua Maestra è contro di te, la tua strada è già decisa.»
Ma già lei scuote la testa. «Non te lo dirò» dice. «Non ti dirò niente.»
«Ma lei ti ha tradito.» Il Sindaco sbucqua di nuovo da dietro le sue spalle. «Ha tentato di ucciderti.»
E in quella, Viola alza il capo.
Lo guarda dritto negli occhi.
E dice: «No. Ha cercato di uccidere te».
Brava, ragazza.
Il mio Rumore è gonfio d’orgollio.
Questa è lei.
Il Sindaco rivolge un cenno al signor Hammar.
Che afferra il telaio e la tuffa nell’acqua.
«NO!» grido e ricomincio a picchiare sul vetro. «NO, DANNASSIONE!» Mi avvicino alla porticina e mi metto a scalciarla più forte che posso. «VIOLA! VIOLA!»
Sento un rantolo e corro di nuovo allo specchio…
È fuori dall’acqua, sputa liquido e tossisce forte.
«Il tempo stringe» dice il Sindaco, prendendo un pezzetto di garza dalla tasca. «Sarà meglio arrivare subito al punto.»
Continuo a battere sullo specchio e a gridare mentre lui parla. Si volta e mi lancia uno sguardo. Non mi vede dal suo lato, eppure i suoi occhi si posano esattamente sui miei.
«VIOLA!» grido e continuo a battere sul vetro.
Lo vedo accigliarsi appena…
«VIOLA!»
E mi colpisce con il suo Rumore.
È molto più forte di prima.
Come un grido di un milione di persone dritto nel mezzo del mio cervello, così in profondità che non riesco a entr...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. La fine
  4. Parte I. Todd nella torre
  5. Parte II. Casa di guarigione
  6. Parte III. La guerra è finita
  7. Parte IV. Cala la notte
  8. Parte V. Il Ministero dell’Ascolto
  9. Parte VI. L’Assalto e l’Ascolto
  10. L’inizio
  11. Copyright