Nella mia fine è il mio principio
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Nella mia fine è il mio principio

  1. 196 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Nella mia fine è il mio principio

Informazioni su questo libro

Da sempre un'oscura maledizione grava sul Campo degli Zingari, un vasto terreno nel quale sono avvenute molte terribili disgrazie. Eppure, da quando l'ha visto, il giovane Michael Rogers non ha che un'idea in mente: acquistarlo, costruirvi sopra la casa dei sogni e andarvi ad abitare con la ragazza che ama. Un desiderio apparentemente irrealizzabile, vista la povertà nella quale versa Michael. Ma un colpo di fortuna è dietro l'angolo: la ragazza di cui si è innamorato si rivela una ricchissima ereditiera. Tutto sembra andare per il verso giusto e il ragazzo riesce a far costruire una splendida villa, sfidando l'oscuro presagio. Ancora una volta, tuttavia, sul Campo degli Zingari avviene un delitto...

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2015
eBook ISBN
9788852064838

Parte seconda

9

E così, io ed Ellie ci sposammo. Può sembrare precipitoso dirlo in questo modo. Ma d’altra parte le cose si svolsero precipitosamente. Decidemmo di sposarci e ci sposammo.
Il nostro matrimonio fu una parte del tutto… non semplicemente la fine di un racconto romantico o di una fiaba: “E così si sposarono e vissero felici e contenti fino alla fine dei loro giorni”. Sì, il nostro matrimonio fu solo una parte del tutto. Eravamo sposati ed eravamo felici, e passò parecchio tempo prima che gli altri riuscissero a mettersi in contatto con noi per crearci difficoltà e portare scompiglio, e a noi toccasse prendere decisioni in merito.
La cosa fu straordinariamente semplice. Spinta dal suo desiderio di libertà, Ellie aveva nascosto con cura qualunque traccia. La provvida Greta aveva preso tutte le misure necessarie ed era continuamente pronta a coprirle le spalle. Inoltre, mi ero ormai reso conto che non esisteva una sola persona al mondo che si occupasse sul serio di Ellie e si chiedesse davvero dove potesse essere andata a finire. La matrigna era presa esclusivamente dalla sua vita di società e dai suoi amori. Se Ellie si rifiutava di accompagnarla da qualche parte, in qualunque punto del globo, era liberissima di farlo. In fondo, Ellie aveva avuto un’educazione rigorosa, governanti severe, istitutrici che le avevano insegnato quello che si doveva e non si doveva fare: quindi, ora poteva starsene tranquillamente in Europa, se voleva. Così come poteva festeggiare a Londra il suo ventunesimo compleanno, visto che le faceva piacere. Ormai aveva ereditato l’enorme patrimonio del nonno, e quindi in famiglia era lei ad avere il completo controllo del suo denaro. Se desiderava una villa sulla Riviera o un castello in Costa Brava, o uno yacht o qualunque altra cosa, era sufficiente che lo dicesse, e qualcuno dello stuolo di persone che abitualmente circondano i milionari avrebbe subito provveduto a soddisfare i suoi desideri.
In quanto a Greta, avevo la sensazione che i parenti di Ellie la considerassero una specie di robot tuttofare. Competente e capace di sbrigare qualunque faccenda con la massima efficienza. Inoltre, senza dubbio, era deferente e gentile tanto con la matrigna di Ellie quanto con lo zio e i vari cugini.
Ellie aveva almeno tre legali ai suoi ordini. Lo capii dalle frasi che lasciava cadere di tanto in tanto nelle conversazioni. Era circondata da una pletora di banchieri, di avvocati e di amministratori. Era un mondo che intravedevo di tanto in tanto attraverso le sue parole. E, com’è ovvio, Ellie non supponeva neanche lontanamente che io non capissi una sola parola di quello che diceva. Lei ci era cresciuta, in mezzo a quelle cose, e quindi era convinta che tutti gli altri dovessero sapere alla perfezione che cosa significavano, come si affrontavano e quali erano le soluzioni più appropriate.
In effetti, la parte più divertente del nostro matrimonio era rappresentata proprio dalle cose inaspettate che scoprivamo continuamente l’uno dell’altra. La verità nuda e cruda – e a me stesso dicevo sempre la verità nuda e cruda, perché era l’unico modo per giostrarmi nella mia nuova vita – è che i poveri non sanno come vivono i ricchi e i ricchi non sanno come vivono i poveri. Comunque, scoprirlo giorno per giorno era molto affascinante. Una volta dissi, a disagio: «Senti un po’, Ellie, pensi che pianteranno molte grane per questo? Per il nostro matrimonio, intendo».
Ellie considerò la mia domanda senza molto interesse.
«Oh, sì» disse alla fine. «Con ogni probabilità si comporteranno in modo terribile.» E aggiunse: «Spero che non te ne importi».
«No, non me ne importa. Perché dovrebbe? Ma… cercheranno di intimidirti?»
«Credo di sì. Ma basta non starli a sentire. L’importante è che non possano fare niente.»
«Tenteranno, però.»
«Naturale che tenteranno» esclamò Ellie. Poi aggiunse pensierosa: «Probabilmente tenteranno di comprarti».
«Comprarmi?»
«Non fare quella faccia scandalizzata» disse, e sorrise come una bimba soddisfatta. «Come fecero i genitori di Minnie Thompson.»
«Minnie Thompson? Quella che chiamano “l’ereditiera del petrolio”?»
«Proprio lei. Scappò di casa e sposò un bagnino.»
«Ellie» dissi a disagio. «Una volta anch’io ho fatto il bagnino, a Littlehampton.»
«Davvero? Che bello! Per quanto tempo?»
«Per una sola estate.»
«Comunque, non devi preoccuparti, Mike.»
«Che cos’accadde a Minnie Thompson?»
«I suoi genitori dovettero sborsare duecentomila dollari, se non mi sbaglio» disse Ellie. «Il bagnino non si accontentò di meno. Minnie era una specie di ninfomane, e per giunta semideficiente.»
«Mi lasci senza fiato, Ellie» esclamai. «Non solo ho trovato una moglie, ma anche un oggetto di scambio, che potrebbe fruttarmi un bel mucchio di contanti non appena mi saltasse in mente.»
«Proprio così. Rivolgiti a un bravo avvocato e digli che sei disposto a trattare. Al resto penserà lui: organizzerà il divorzio e fisserà la cifra degli alimenti» spiegò Ellie, continuando la sua lezione sulla vita. «La mia matrigna è stata sposata quattro volte. E ne ha ricavato un bel mucchio di quattrini.» Poi esclamò: «Oh, Mike, non fare quella faccia scandalizzata!».
La cosa buffa è che ero veramente scandalizzato. Provavo una sorta di moralistico disgusto per la corruzione dell’alta società. In Ellie avevo visto qualcosa di infantile, di semplice, un’ingenuità che quasi mi aveva commosso, e adesso mi sbalordiva scoprire che aveva le idee così chiare su questioni tanto sordide. Malgrado questo, però, ero sicuro di non sbagliarmi per quanto riguardava la sua vera personalità. Lo sapevo benissimo che era una creatura deliziosa. Piena di semplicità, di tenerezza, di slancio. E questo non significava necessariamente che dovesse ignorare certe cose. In fondo, era vissuta in quell’ambiente ed era giusto che ne conoscesse certi aspetti. Così com’era giusto che non conoscesse certi aspetti del mio mondo, un mondo fatto di lavori umilianti, di scommesse clandestine e di droga, di farabutti disposti a giocarsi la propria madre. Tipi in mezzo ai quali avevo passato la vita. Ellie non sapeva che cosa volesse dire essere allevati in una famiglia dignitosa ma modesta, con una madre che si rompeva la schiena in nome della rispettabilità, e decisa a fare di tutto perché suo figlio crescesse onesto. Non sapeva che cosa significasse guadagnarsi il pane con il sudore della fronte, risparmiare fino all’ultimo centesimo e poi scoprire con amarezza che il proprio unico, spensierato figliolo perdeva un’occasione dopo l’altra o si giocava tutto ai cavalli.
Ellie si divertiva a sentir parlare della mia vita almeno quanto io mi divertivo a sentir parlare della sua. Per entrambi era come esplorare un paese sconosciuto.
Ripensandoci, mi rendo conto che quei primi giorni con Ellie furono veramente felici. La felicità ci pareva del tutto naturale. Ci eravamo sposati con rito civile a Plymouth. Guteman era un nome abbastanza comune, da quelle parti. E poi, né i giornalisti né i cronisti televisivi sapevano che l’ereditiera Guteman era in Inghilterra. Sui giornali era uscito solo qualche trafiletto che dava vagamente notizia della sua presenza in Italia o a bordo di qualche yacht. Ci sposammo con due testimoni sconosciuti: un impiegato e una dattilografa del municipio. Dopo averci impartito un sermoncino sui nostri reciproci doveri coniugali, il funzionario che aveva celebrato il matrimonio ci strinse la mano e ci augurò ogni bene. Poi uscimmo, liberi e sposati. Il signore e la signora Rogers! Trascorremmo una settimana in un albergo sul mare, poi andammo all’estero. Tre stupende settimane, che ci portarono ovunque ci saltò in mente di andare e senza badare a spese.
Visitammo Firenze, poi Venezia, poi la Riviera francese, le Dolomiti e la Grecia. Decine di paesetti dei quali non ricordo più il nome. Prendemmo l’aereo, o noleggiammo degli yacht e delle macchine di lusso. E mentre noi ci divertivamo un mondo, Greta, almeno a quanto mi diceva Ellie, era in armi sul fronte familiare a parare i colpi.
Si spostava da una città all’altra dell’Inghilterra e spediva le lettere e le cartoline che Ellie le aveva lasciato già pronte.
«Naturalmente arriverà il giorno della resa dei conti» disse Ellie. «E quel giorno ci piomberanno addosso come avvoltoi. Ma finché non accadrà, sarà meglio che ci divertiamo il più possibile.»
«E Greta?» chiesi. «Non se la prenderanno anche con lei, quando scopriranno come sono andate le cose?»
«Naturale,» disse Ellie «ma a Greta non importa. È un tipo che sa il fatto suo.»
«Potrebbero fare in modo d’impedirle di trovare un altro impiego.»
«Perché mai dovrebbe trovare un altro impiego? Verrà a vivere con noi.»
«No!» esclamai.
«No? Perché no, Mike?»
«Non voglio nessuno, con noi.»
«Greta non ci darà nessun fastidio» disse Ellie. «E sarà molto utile. Credimi, non so cosa farei, senza di lei. È così brava a mandare avanti la casa e a occuparsi di tutto!»
Mi accigliai. «L’idea non mi va, Ellie. E poi… la casa, la casa dei nostri sogni, dev’essere solo nostra.»
«Sì,» mormorò Ellie «capisco che cosa vuoi dire. Ma d’altra parte…» Esitò. «Sarà difficile, per Greta, ricominciare tutto da capo. Non dimenticare che è stata con me per quattro anni. Pensa a come ci è stata utile, quando ci siamo sposati!»
«Non ho nessuna intenzione di avere Greta fra i piedi dalla mattina alla sera.»
«Greta non è come pensi, Mike. Tu non la conosci.»
«No. Lo so che non la conosco, ma… ma non è questo il punto. Non ha importanza se è simpatica o no. Voglio restare solo con te, Ellie.»
«Caro Mike» mormorò lei, con voce commossa.
Non ne parlammo più, almeno per il momento.
Durante i nostri spostamenti andammo a trovare Santonix, in Grecia. Abitava in una piccola baracca di pescatori, in riva al mare. Rimasi sconvolto nel vedere com’era ridotto. Era molto peggiorato da quando l’avevo visto l’a...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Nella mia fine è il mio principio
  4. Parte prima
  5. Parte seconda
  6. Parte terza
  7. Copyright