Quando Daisy e Hazel ritornano alla scuola Depdean, tutto sembra essere cambiato e non si respira una buona aria. Una notte, durante uno spettacolo di fuochi d'artificio, viene trovato il cadavere di una delle nuove ragazze: riusciranno le due giovani detective a risolvere il mistero, ora che anche la loro amicizia inizia a vacillare?

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Miss Detective - 4. Un delitto allegro ma non troppo
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PARTE QUARTA
LA SOCIETÀ INVESTIGATIVA IN PERICOLO
1
Scricciolo e io siamo tornate di corsa al dormitorio, ma quando siamo arrivate, c’erano soltanto Kitty e Lavinia. «Daisy se n’è andata» ha detto Kitty. «Ha detto che aveva una cosa da fare.»
Mi dispiaceva, tuttavia non sono rimasta sorpresa. Ovvio che Daisy non poteva essere lì: si trovava in un’altra parte della Casa, a seguire i suoi indizi. Era la punizione per ciò che avevo fatto. Ho ripensato alle parole di Florence: carpire i segreti altrui era l’unico modo che Elizabeth conoscesse per sentirsi vicina a qualcuno. E mi sembrava di sapere a chi assomigliasse.
«Ascoltate cos’abbiamo scoperto!» ha detto Scricciolo. In un fiume di parole, ha spifferato tutto ciò che avevamo sentito.
«Ma credi davvero che stessero dicendo la verità?» ha domandato Kitty.
Ho annuito. Non intendevo svelare i miei pensieri, non del tutto, ma volevo darmi un tono. «Non vedo perché no» ho risposto. «Ciò che ha detto Florence riguardo ai giochi della prossima estate… si riferiva alle Olimpiadi, ovviamente. E se mettiamo insieme quelle informazioni con ciò che ha visto Scricciolo, credo che sia davvero malata, e che lo stia nascondendo perché vorrebbe andare a Berlino.»
«Cielo!» ha esclamato Kitty. «Ma certo! Insomma, mia cugina conosceva una ragazza che aveva un problema al cuore, e a salire le scale le veniva il fiatone.»
«Oh!» ha detto Scricciolo. «Sì, proprio come succede a lei. Povera Florence. Provate a immaginare!»
Mio malgrado, ho iniziato a sentirmi elettrizzata. «E Una…» ho iniziato.
«Una è preoccupata per suo padre e i nazisti!» ha concluso Scricciolo.
Ho pensato ad alcune delle cose che avevo scoperto quell’estate sull’Orient Express, e a ciò che la signorina Lappet aveva detto di Una.
«E se il padre di Una fosse ebreo?» ho domandato. «O qualcuno della sua famiglia? Se i nazisti lo scoprono, lui dovrà lasciare il partito. La sua famiglia potrebbe essere costretta ad abbandonare la Germania. Insomma, avrebbe senso, vero?»
«Sì!» ha risposto Scricciolo. «Oh, povera Una!»
«Scricciolo, smettila di dispiacerti per tutti!» ha detto Lavinia. «Una di loro è un’assassina, ricordi?»
«Anche gli assassini sono persone» ha ribattuto lei. «Ed entrambe sostengono di non averlo fatto.»
«Ma non puoi limitarti a credere alle loro parole, Scricciolo!» è intervenuta Kitty. «Comunque, possiamo annotare entrambi i moventi sulla nostra lista dei sospettati, vero?»
«Dobbiamo ancora assicurarci che siano veri» ho precisato. «Dobbiamo trovare le prove. Una conversazione, persino quella conversazione, non è abbastanza.»
«Pensi che Daisy ti permetterà…» ha iniziato Kitty. C’era un silenzio immobile, e sgradevole.
«Lo vedremo» ho risposto. «Li scriverò in ogni caso. La lista dei sospettati dev’essere aggiornata.»
Speravo che non notassero il tremolio delle mie mani.
LISTA DEI SOSPETTATI
- UNA DICHMANN. Era vicino al falò quando Elizabeth è stata uccisa. Una ragazza di seconda superiore l’ha vista discutere con Elizabeth mentre venivano distribuite le stelle scintillanti, e l’hanno vista vicino al falò anche due di prima media, poco dopo la fine dei fuochi d’artificio. NOTE: Crediamo di aver scoperto il suo movente. Quando la signorina Lappet ha menzionato i nazisti (testimonianza di Kitty Freebody) l’ha evidentemente messa a disagio, e da questo e dalla sua conversazione con Florence sospettiamo che suo padre o qualcuno della sua famiglia possa essere ebreo. Sarebbe un movente perfetto per un omicidio. Ora dobbiamo confermare che è vero.
- FLORENCE HAMERSLEY. Era vicino al falò quando Elizabeth è stata uccisa. È stata vista discutere con Elizabeth poco dopo l’arrivo delle ragazze più piccole sui campi da gioco da quelle di seconda media e da Clementine. NOTE: Scricciolo Martineau e Hazel Wong hanno sentito che parlava del suo segreto con Una. Sembra che stia nascondendo di essere malata per poter partecipare alle Olimpiadi la prossima estate. Se è vero, questo può essere un magnifico movente. Ora dobbiamo confermarlo.
- LETTICE PRESTWICH. Era vicino al falò quando Elizabeth è stata uccisa. È stata vista piangere mentre distribuiva le stelle scintillanti, evidentemente molto preoccupata. L’hanno anche sentita litigare con Elizabeth poco prima dell’inizio dei fuochi d’artificio. NOTE: Era molto nervosa, e non sta mangiando. Sta andando chiaramente a caccia del quaderno degli scandali. È per via della sua cattiva coscienza, o perché ha paura che il suo segreto venga a galla? Dobbiamo indagare ulteriormente.
- ENID GAINES. Era vicino al falò quando Elizabeth è stata uccisa. Le hanno viste insieme accanto al fuoco poco dopo che tutte sono arrivate. Elizabeth le stava parlando in modo brusco. NOTE: Lei è sembrata molto preoccupata, anche se dopo la morte di Elizabeth non ha smesso completamente di studiare. Daisy Wells l’ha vista intrufolarsi nell’aula di storia mentre la signorina Lappet era fuori. Hazel Wong l’ha sentita parlare dell’esame di storia che faranno le ragazze grandi nei prossimi giorni. Le due cose sono collegate? Enid sta tentando di barare? Dobbiamo indagare ulteriormente.
- MARGARET DOLLISWOOD. Era vicino al falò quando Elizabeth è stata uccisa. Ha litigato con Astrid Frith, e l’hanno vista discutere con Elizabeth prima dello spettacolo dei fuochi d’artificio. NOTE: è stata vista in compagnia di Astrid Frith da Hazel Wong. Cosa sta accadendo tra loro? Dobbiamo indagare ulteriormente.
Poi è suonata la campanella per la fine del pranzo. «Bleah!» ha brontolato Lavinia. «Ginnastica!»
Kitty mi ha guardata. «Ginnastica» ha detto, sollevando le sopracciglia. «Non dicevi che dobbiamo cercare gli indizi?»
Ho sentito i battiti del cuore accelerare. La lezione di ginnastica mi avrebbe costretta ad affrontare Daisy per la prima volta dopo la nostra lite, eppure era anche l’opportunità migliore per andare a caccia di indizi sulla scena del crimine. Ho capito che in realtà non vedevo l’ora di tornare ai campi da gioco.
2
Fuori c’era freddo e umido, il tipico clima inglese. Gli alberi si stagliavano spettrali tra la foschia ai bordi del campo sportivo, le gocce di umidità cadevano sull’erba con un forte ticchettio.
Era strano varcare il cancello e vedere di nuovo il campo: sull’erba, le tracce dei piedi che l’avevano attraversato martedì sera erano quasi del tutto scomparse. Tranne lì, tra le linee del campo da hockey e il gazebo, dove le orme spiccavano orride e scure sul terreno verde-argento, tra il perimetro del falò e il punto che tutte noi preferivamo evitare, il luogo in cui Elizabeth Hurst era caduta. La pioggia aveva lavato via il sangue. Lì non avremmo trovato nessun indizio.
Gli spogliatoi nel gazebo erano silenziosi. Anche Clementine era più tranquilla, e Scricciolo piagnucolava mentre si infilava i calzettoni. Avrei voluto piagnucolare anch’io, per il freddo e la preoccupazione che mi opprimeva il petto. Daisy continuava a lanciarmi occhiate ostili, ma senza parlarmi. È vero che ero stata io a schiaffeggiarla, ma lei era stata cattiva con me. Quanto tempo avremmo impiegato questa volta a fare pace, e se non ci fossimo riuscite che ripercussioni avrebbe avuto sul caso? Non avevo ancora raccontato a Daisy ciò che avevamo sentito io e Scricciolo, e non sapevo dove fosse stata a pranzo. Finora nessuna delle due aveva mai risolto un caso senza l’aiuto dell’altra. Come avremmo trovato la soluzione a questo, se non avessimo condiviso tutte le informazioni di cui avevamo bisogno?
«Su col morale, Scricciolo» ha detto Daisy, lanciandomi un’altra occhiata, poi ha sollevato il mento e ha marciato fuori verso il campo. Scricciolo, Kitty e Lavinia continuavano a spostare lo sguardo da me a Daisy, indecise su come comportarsi. Poi, ovviamente, hanno seguito lei. «Scusa, Hazel» ha detto Scricciolo, mentre se ne andava.
«È tutto a posto» ho risposto stupidamente, trascinandomi dietro di loro. Ma non lo pensavo davvero.
Il giovedì pomeriggio quelle di terza media e di prima superiore si allenano insieme, e quando siamo uscite gran parte delle ragazze di terza stavano già aspettando, Binny Freebody in testa. Ha fatto una smorfia a Kitty, e Kitty le ha lanciato un’occhiataccia e ha borbottato qualcosa riguardo alle sorelle minori impertinenti.
«Ti ho sentito» ha detto Binny, aggrottando le sopracciglia. «E sai, Kitty Freebody, tu ti credi tanto grande, e tu e le tue amiche pensate di saperla lunga. Ma non è vero. Brancolate nel buio come chiunque altro, tutte voi ragazze più grandi. Ci sono cose di questa scuola che conosciamo soltanto noi più piccole, vero?»
Le sue amiche si sono voltate e hanno annuito, anche se ho visto la piccola Martha Grey arrossire. Quelle di terza media dovrebbero avere paura di quelle di prima superiore, ma in quel momento eravamo noi a indietreggiare di fronte a loro. Sophie Croke-Finchley ha stretto le dita sul suo bastone da hockey con fare protettivo, e Rose Pritchett è impallidita.
Kitty però ha sbuffato. «Sei la sorella peggiore che si possa immaginare» ha detto. «Che bello se la prossima a essere eliminata fossi tu!»
«Oh!» ha detto Binny tutta allegra. «È orribile quello che hai detto. Cerca di non farti sentire da una delle professoresse!»
Proprio in quel momento la signorina Talent, la professoressa di ginnastica, si è avvicinata, lanciando occhiate in giro e strattonando il fischietto che le pendeva da un laccio intorno al collo. «Formate due squadre, ragazze!» ha sbraitato. «Tu! Tu! Tu! E tu! Siete una squadra, e il resto l’altra. Smettetela di brontolare. Tu! Prendi i bastoni da hockey. Devi prendere uno di quelli di scorta, ne manca uno da ieri. Sbrigatevi, non abbiamo tutto il giorno! Ora tornate qui e iniziate a correre. Forza! Fino alla fine del campo e ritorno. E non fate quelle facce abbacchiate! Di corsa, ragazze, svelte!»
Non pensavo che avrei sentito la mancanza della signorina Hopkins, la nostra ex insegnante di ginnastica, ma, ecco, la vita è sorprendente. I latrati scozzesi della signorina Talent ci hanno seguite fin giù nel campo mentre facevamo la corsa di riscaldamento, preoccupate per la mazza da hockey mancante. Lei sembrava quasi convinta che fossero state quelle di terza a nasconderla, cosa che probabilmente era vera. Sentivo il collo caldo e l’aria fredda mi si appiccicava alle braccia e alle gambe, dandomi la fastidiosa sensazione di essere accaldata, bagnata e a corto di fiato. Anche con quel freddo. Ho guardato Daisy procedere a grandi passi alla guida del gruppo, con Kitty alle calcagna, e ho provato invidia.
Quando abbiamo iniziato la partita di hockey vera e propria, stavo già rantolando. Lavinia e io siamo arretrate nella nostra solita posizione in difesa (la piccola Alma di terza era in porta, e sembrava molto nervosa dietro la pettorina imbottita). Binny e le sue amiche erano tutte nella nostra squadra, con Clementine, mentre Kitty, Daisy e Scricciolo erano nell’altra. Dalla faccia di Kitty capivo che era sempre arrabbiata con Binny, e ancora prima che le loro mazze si scontrassero e la partita avesse inizio, sapevo che non sarebbe stata affatto una partita amichevole. Kitty, subito battagliera, ha iniziato facendo lunghi scatti in avanti, scambiando la palla con Daisy, superando con agili balzi i bastoni delle avversarie e mandando quasi Clementine a gambe all’aria.
Daisy ha attraversato il campo venendo verso di me, e il terrore mi ha attanagliato lo stomaco. Sembrava così determinata. Come potevo fermarla? Mi sono preparata, con la mazza in posizione, e lei mi ha girato intorno come se io neanche fossi lì, mettendo la palla in rete. Non ha neppure incrociato il mio sguardo.
Ma poi Kitty ha iniziato a comportarsi in un modo davvero insolito. Si è messa a correre in picchiata per il campo diretta verso Lavinia e me, di nuovo, e io mi sono preparata a essere sbaragliata una seconda volta. Invece, anziché passare di lato a Daisy, è inciampata, e la palla è volata lontano, atterrando tra gli alberi oltre il bordo del campo.
Lavinia ha borbottato, ed è andata a recuperarla, tornando pochi minuti dopo con le gambe e i calzettoni ricoperti di foglie. Mi ha fatto pensare a una cosa… mi ha quasi ricordato… ma poi la signorina Talent ha iniziato a urlarci contro.
«Forza, Temple! Insomma, dai, tira quella palla! In questi quattro anni non hai imparato nulla?»
Lavinia ha fatto un tiro debole, poco convinto, lanciando nel contempo un’occhiataccia alla signorina Talent, e la palla è rientrata in campo. Pochi minuti dopo, Kitty è tornata alla cari...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Personaggi
- Parte prima. La scintilla
- Parte seconda. Vigilanza costante
- Parte terza. Il quaderno dello scandalo
- Parte quarta. La società investigativa in pericolo
- Parte quinta. Rapimento
- Parte sesta. Holmes & Watson
- Parte settima. La società investigativa risolve la situazione
- Ringraziamenti
- Copyright