Vite passate, amori presenti
  1. 216 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

Informazioni su questo libro

A volte ci sentiamo inspiegabilmente attratti da qualcuno, o ci sembra di averlo amato da sempre anche se lo abbiamo appena conosciuto. Altre volte viviamo odi, gelosie, paure, o ci troviamo davanti a incompatibilità di carattere, blocchi psicologici, sensi di colpa che non riusciamo proprio a capire. Jeanne Avery, profonda sostenitrice e conoscitrice della teoria della reincarnazione, spiega come le risposte a certi comportamenti apparentemente incomprensibili, a certi problemi sentimentali, affettivi o sessuali della nostra vita attuale siano riconducibili alle nostre esistenze precedenti. Risalire, attraverso la cosiddetta «terapia della regressione», a queste nostre esperienze passate, può aiutarci a capire, e soprattutto a migliorare, la nostra quotidianità.

Scelto da 375,005 studenti

Accedi a oltre 1 milione di titoli a un prezzo mensile contenuto.

Studia in modo più efficiente con i nostri strumenti dedicati.

Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852074479
Print ISBN
9788804630579
IV

Separazioni nel passato: frustrazioni nel presente

Molte persone vengono da me per una seduta di regressione perché vivono relazioni problematiche.
Ci sono due casi, in particolare, che sembrano spiegare, mitigare e far svanire l’ansia dovuta alle scelte difficili che dobbiamo compiere nei rapporti del presente. Entrambe le protagoniste, pur senza conoscersi, si trovavano in una situazione simile, dolorosa e carica di rimpianti, che sembrava non avere via d’uscita. A prima vista, in tutti e due i casi, la scelta della persona con cui vivere era stata frutto di una decisione razionale, ma le due donne erano confuse perché amavano due uomini contemporaneamente. Se avessero potuto sceglierne uno ed esserne soddisfatte, non si sarebbero trovate di fronte a un simile dilemma. Ma non era così semplice liberarsi della sofferenza che la necessaria scelta di una persona invece dell’altra inevitabilmente comporta. Da molto tempo erano in preda all’angoscia, non riuscivano a smettere di pensare all’uomo con cui non potevano stare e continuavano a essere tormentate da dubbi: avevano fatto la scelta giusta? Avrebbero potuto evitare il dolore che ne sarebbe conseguito? Che cosa potevano fare per smettere di sentirsi così confuse? Avrebbero potuto agire diversamente?
Dalle regressioni emersero particolari sorprendenti su una vita passata in cui i due uomini avevano svolto un ruolo fondamentale. L’impatto che loro avevano avuto non poteva certo svanire con il tempo. Quegli uomini erano perlopiù inconsapevoli dell’importanza del loro vero rapporto con ciascuna di queste donne. Entrambe volevano troncare con i compagni del passato per avere relazioni future armoniose. Dato che questi uomini erano stati presenti in molte vite precedenti, era più che probabile che lo sarebbero stati anche in quelle future.
Eve venne da me dopo che avevo interpretato la sua carta astrologica. Poiché abitavamo in città abbastanza lontane, aveva preso appuntamento per telefono. La carta le era stata regalata da un uomo che chiameremo Brett, suo vecchio amico e mio assistito. Lui non mi raccontò nulla di lei, se non che l’aveva recentemente assunta nel suo ufficio e che intendeva farle quel dono. Aggiunse che le avrebbe regalato anche una seduta di regressione, se lei avesse accettato.
L’aveva conosciuta quando lei frequentava ancora l’università e lavorava come praticante nella sua società. Si era poi laureata in giurisprudenza ed era diventata avvocato. Quando l’aveva incontrata di nuovo, l’aveva convinta a unirsi al suo staff, sebbene lei stesse lavorando per uno studio legale.
Quel che Brett tralasciò di dirmi fu come l’aveva assunta la prima volta. Era in viaggio in una città del Sud quando Eve era ancora all’università. Aveva visto una sua foto su un giornale locale e aveva detto alla sua segretaria di assumerla come praticante senza averla neppure incontrata. Dopo il lavoro estivo, Eve aveva ripreso gli studi e Brett non aveva più avuto sue notizie. Per combinazione, Eve, adesso sposata, era andata a vivere nella città in cui Brett aveva l’ufficio.
Una volta che mi recai nella città in cui Brett ed Eve vivevano, lei fissò un appuntamento per una seduta di regressione. Al suo arrivo, non potei fare a meno di notarne il viso stupendo, la figura armoniosa, il sorriso incantevole e lo sguardo luminoso. Aveva un’intelligenza vivace e trasmetteva vitalità ed energia.
Ci presentammo. «Penso di essere stata la prima moglie di Brett!» disse lei, ridendo. Lasciai cadere subito la frase, perché sapevo che Brett aveva da poco divorziato dalla seconda moglie e che la prima era ancora viva. Pensai che raramente ciò che emerge in una seduta è quello che la gente si aspetta e, così, non feci alcun commento su quell’affermazione. Mi ritornò in mente solo molto tempo dopo.
Eve ripercorse la sua infanzia, che era stata abbastanza serena, e descrisse l’incontro con Ed, suo marito. «È come se ci conoscessimo da sempre» disse. «Sto così bene con lui! È stato chiaro fin dall’inizio che lo avrei sposato.» Emersero, poi, alcune cose che l’avrebbero aiutata ad acquisire la consapevolezza di non essere esattamente la dolce ragazzina del Sud che la sua famiglia credeva. Era molto intelligente, andava diligentemente in chiesa con i suoi genitori tutte le domeniche, era educata e gentile. Aveva più amici che amiche e aveva capito che la gelosia di alcune sue compagne di scuola era dovuta alla sua popolarità. Era fortunata, aveva genitori amorevoli, possedeva dei cavalli e conduceva una vita assai piacevole.
Aveva partecipato ad alcuni concorsi di bellezza, vincendoli con grande facilità. Ma gli attriti che aveva provocato la sua elezione a reginetta della scuola l’avevano convinta a non gareggiare più. Si sentiva isolata dalle compagne, che l’avevano bollata come presuntuosa e fredda. Nessuno sembrava vederla per quella che era. Ne aveva sofferto, ma poi aveva deciso di voltare pagina e di puntare su obiettivi di carattere intellettuale. Una decisione molto importante, visto che aveva davanti due strade diverse. Anche se sapeva di aver scelto consapevolmente di non diventare una modella né un’attrice, evitando di cedere alle lusinghe del mondo dell’effimero, la seduta di regressione mostrò quanto determinante ed energica fosse stata quella decisione e come le avesse cambiato la vita. Questo avvocato non era certo l’ennesima ragazza con un bel viso.
Con Ed aveva vissuto la classica storia d’amore. Si erano innamorati e poi sposati con una cerimonia meravigliosa. «Lui è tutto per me: un fratello, un amante, un marito e il mio migliore amico» continuava a ripetere. «Il problema è che non abbiamo bisogno praticamente di nessun altro. Non usciamo per cercare nuovi amici. Ci basta stare insieme per essere appagati.» Con la sua bellezza tenebrosa, Ed era il perfetto complemento di Eve e la concretezza e la serietà del suo carattere facevano da contraltare allo spirito libero di lei. Il loro amore reciproco era così solido che Ed non dava mai segni di gelosia quando Eve partecipava a eventi mondani importanti insieme a Brett, il suo capo. Questi appuntamenti sociali facevano parte del suo lavoro, ma avevano anche un risvolto leggero e brillante che la divertiva moltissimo. Ed non l’aveva mai ostacolata in ciò. La sua disponibilità, in realtà, meravigliava le persone: Eve godeva di molta libertà per essere una donna felicemente sposata. Ancora una volta non l’avevano capita. Ed, invece, sapeva che lei aveva bisogno di una certa indipendenza e non gli era difficile venirle incontro. Il lavoro lo portava lontano da casa per brevi viaggi, ma nessuno dei due, giovani e bellissimi entrambi, si era mai preoccupato di un’eventuale infedeltà.
Eve aveva un problema che non emerse del tutto nella seduta di regressione. Fin dall’infanzia aveva incubi ricorrenti nei quali appariva una figura minacciosa, una specie di Hitler-Satana. Temeva di aver fatto qualcosa di terribile in una vita precedente ed era come se questo mostro la perseguitasse in sogno. Eve, però, non si dilungò sull’argomento, dichiarando che, quando l’incubo si presentava, l’abbraccio di Ed bastava a dissolverlo.
Il ricordo di una vita precedente servì a spiegare il suo matrimonio attuale con Ed e il fatto che si sentisse a suo agio con lui. Si vide in Egitto: lei e Ed erano sposati e facevano parte di una setta il cui culto imponeva strane regole. In quella società nessuno raggiungeva la vecchiaia: ci si aspettava, infatti, che, arrivate a una certa età, le persone ponessero fine ai propri giorni suicidandosi in modo non cruento. Un’esistenza migliore le attendeva nell’aldilà. Sulla terra nessuno era gravato dal peso della cura degli anziani e tutti potevano proseguire liberamente le loro attività.
Quando per Eve era venuto il momento di andarsene, non era stata sicura di voler onorare la tradizione. Aveva esitato un po’: non era pronta a lasciare la dimensione terrena, ma Ed, molto rispettoso delle regole, sentiva che la moglie avrebbe dovuto tener fede all’impegno e fare ciò che ci si aspettava da lei. Pur continuando a non capire perché dovesse morire, Eve aveva accettato di compiere il rituale del suicidio.
La sua morte aveva lasciato Ed sconvolto. Solo e in preda a una terribile nostalgia per Eve, non era più riuscito a dare un senso a quel tragico evento. E così aveva finito per rinnegare il credo della setta, trascinandosi per il resto della vita come un’anima senza guida: aveva perso non solo la moglie, ma anche la certezza di poter credere ancora in qualcosa.
Poi Eve regredì a un’altra vita. Questa volta, si vide come una donna molto giovane che viveva con i genitori in una cittadina, forse della Grecia. La famiglia aveva progettato un bel viaggio in una grande città, forse legato al lavoro del padre, che doveva prendere parte a una sorta di raduno. Per Eve sarebbe stata un’occasione per fare qualcosa di diverso, con la prospettiva di nuove avventure. Durante l’importante ritrovo, che sembrava di natura politica, aveva incontrato un uomo che l’aveva colpita. Anche lui era sembrato stregato da Eve e i due avevano deciso di rivedersi subito dopo quell’incontro casuale. Il loro amore era sbocciato all’istante e, dato che il raduno si sarebbe concluso di lì a pochi giorni, avrebbero dovuto affrettarsi a pianificare il loro futuro. Il solo problema era che l’uomo era già sposato.
Lui le aveva giurato amore eterno e, per provarle la sua intenzione di passare con lei il resto della vita, le aveva chiesto di andare ad aspettarlo in una città lontana. Eve non poteva ritornare a casa sua adesso, perché non era più vergine, e avrebbe disonorato la famiglia se avesse rivelato la sua relazione con quell’uomo. Evidentemente lui era una persona molto in vista e tutti sapevano che era sposato e aveva già una famiglia. Eve era così innamorata da essere disposta a fare qualsiasi cosa per stare con lui.
L’uomo aveva mandato un servitore ad accompagnarla in un altro Paese e le aveva trovato una casa in cui vivere. Ben sistemata dal punto di vista finanziario, Eve poteva contare sulla protezione e sull’imperitura fedeltà del servo. La città poteva essere Roma.
Avendo parecchio tempo libero, aveva potuto partecipare alla vita culturale del posto, occuparsi della casa e svolgere varie attività in attesa del suo amato. Ma l’uomo non era mai arrivato. Lei non aveva mai messo in dubbio che lui l’amasse e stesse facendo di tutto per tornare da lei, ma non aveva più avuto sue notizie. Nel suo cuore sentiva che era trattenuto da qualche parte senza nemmeno la possibilità di inviarle un messaggio. Aveva passato il resto della vita ad aspettarlo, giorno dopo giorno.
Quando chiesi a Eve di dare un volto all’uomo, al servitore e alla sua famiglia, lei esclamò: «Oh, l’uomo è Brett! E credo che il servitore fedele sia Ed: siamo diventati amici perché io avevo solo lui e lui aveva solo me, mi è rimasto accanto e si è preso cura di me».
Dopo aver parlato ancora un po’ del suo attuale rapporto con Brett e del fatto che avesse lavorato per lui quando frequentava l’università, disse di non avere ancora capito perché ai tempi della Grecia e dell’Italia non fosse tornato da lei. Sapeva di essergli stata sempre fedele e di aver desiderato il suo ritorno fino alla sua morte.
In quello stesso periodo fece una seduta di regressione Geoffrey, un amico di Brett, il quale vide se stesso e Brett come uomini del seguito di Alessandro Magno. Il condottiero era mosso da un insaziabile desiderio di conquiste, saccheggi e ricchi bottini. Un gruppo di suoi uomini, ricostruì Geoffrey, aveva cercato di convincerlo a mettere fine alle campagne militari: erano tutti stanchi e da molti anni non ritornavano a casa dalle loro famiglie; inoltre, trasportare il bottino era diventato sempre più gravoso. Alessandro, però, aveva ordinato che quel gruppo di soldati dissidenti fosse ucciso. E così Geoffrey, Brett e gli altri erano morti. Questo avrebbe spiegato perché Brett non era stato in grado né di tornare da Eve, né di inviarle un messaggio.
Quando Eve terminò la sua seduta, rimase sbalordita dalle informazioni emerse dal suo subconscio. Si sentiva sollevata perché aveva capito molte cose della sua vita e, in particolare, del suo legame con Ed e Brett. «Non c’è da stupirsi: è come se fossimo sempre stati sposati, vita dopo vita» disse di Ed. «Si è preso cura di me perfino durante la mia esistenza a Roma. Ciò spiega anche perché ora mi lasci fare qualunque cosa io senta giusta per me!» La relazione con Brett era un po’ più complicata: per lui provava una forte attrazione e un amore profondo, malgrado il suo matrimonio felice. Questa situazione stava iniziando a crearle confusione e a farla soffrire, perché Brett sperava che lei lasciasse Ed e lo sposasse. Eve non aveva motivo di farlo ed era fedele al marito, ma Brett le offriva una vita eccitante e quella passionalità che l’aveva convinta a lasciare casa e famiglia nella vita greca. Oltre all’amore, alla fedeltà e alle esperienze condivise, Ed le dava sicurezza e stabilità, cose che Brett non avrebbe potuto garantirle. Eve comprese perché aveva deciso di stare con suo marito.
Eve e io non approfondimmo ulteriormente l’indagine delle sue esistenze precedenti per due motivi: innanzitutto, i suoi incubi con Hitler-Satana si fecero ancora più cupi. In secondo luogo, poco tempo dopo il nostro incontro, decidemmo che mi avrebbe accompagnata a un congresso di cinque giorni in un’altra città, dove le proposi di fare un’altra seduta di regressione. Un amico che aveva a cuore la sua situazione, però, glielo sconsigliò, temendo che avrebbe peggiorato le cose invece di migliorarle. E così le proposi di prenderci un po’ di tempo e, nel frattempo, di analizzare i suoi sogni. Eve accettò.
Una sera, dopo aver passato tutto il giorno al congresso, preparammo la stanza per l’analisi dei sogni. In questo processo uso due sedie, in modo che il soggetto possa comprendere pienamente i suoi conflitti interiori così come si manifestano nel sogno: spostandosi da una sedia all’altra, infatti, impara a dialogare con se stesso. Il significato della rappresentazione onirica diventa presto chiaro.
È spesso difficile convincere una persona a compiere questo esercizio, specialmente se si considera piena di buonsenso. All’inizio il dialogo procede a monosillabi e sembra inconcludente. Ma ci vuole pazienza: è come quando si obbliga uno studente di pianoforte a eseguire le scale finché non si è riscaldato abbastanza per suonare il pezzo. I particolari apparentemente insignificanti che emergono prima di arrivare al nocciolo della questione possono sembrare noiosi o perfino ridicoli. Ma tenere occupato in questo modo l’emisfero sinistro del cervello permette al destro di raggiungere le vere informazioni. Uso la tecnica del dialogo con il subconscio sia nell’analisi dei sogni sia nelle sedute di regressione. Tanto Eve quanto Brett erano rimasti molto frustrati durante la fase iniziale (quella delle scale, per intenderci) della loro seduta di regressione individuale. Proprio quando erano stati sul punto di alzarsi e dirmi che ne avevano abbastanza di tutte quelle stupidaggini, i ricordi avevano cominciato ad affiorare vividamente e in modo dettagliato. Brett era rimasto stupefatto dalle improvvise sensazioni olfattive e visive della vita passata che aveva provato.
Ora, durante l’analisi dei sogni, Eve era quasi sul punto di lasciar perdere, quando di colpo mi fissò: aveva cominciato a visualizzare un’immagine molto nitida.
Non dimenticherò mai il suo viso in quel momento, con gli occhi spalancati in un’espressione di terrore e pieni di lacrime. «Penso di essere nella Germania nazista» disse. «Mi vedo insieme a un uomo bellissimo e penso che mi abbia tradito.» Dal momento che aveva smesso di spostarsi da una sedia all’altra, iniziai a porle le domande che faccio in una seduta di regressione, perché avevo immaginato che l’analisi del sogno l’avrebbe condotta a rivivere un’esistenza passata. Nelle regressioni chiedo al soggetto di chiudere gli occhi, in modo che non venga distratto dall’ambiente circostante, mentre nell’analisi dei sogni gli occhi rimangono aperti. Eve non vedeva nulla né della stanza in cui eravamo, né della vita presente, anche se teneva gli occhi puntati nella mia direzione. Non dovetti sollecitarla, né farle domande. Era come se mi fossi trovata al cinema con un paio di occhiali scuri addosso e Eve mi stesse raccontando fotogramma per fotogramma il film proiettato sullo schermo.
Descrisse se stessa come una ragazzina di quattordici o quindici anni, la cui straordinaria bellezza era appena sbocciata. «Il mio aspetto è simile a quello attuale, ho i capelli scuri, ma sono davvero uno splendore» disse. «La mia aria sofisticata mi fa sembrare più adulta e io stessa mi ritengo più grande della mia età. Penso davvero di sapere tutto e possiedo un notevole istinto di seduzione, anche se non ho ancora avuto l’occasione di sfoderare le mie armi.»
Passò poi a descrivere un giardino pieno di persone riunite forse per una festa o per un evento meno mondano. Lei se ne stava sola vicino a una siepe, piuttosto annoiata. Mentre si guardava intorno, aveva adocchiato un uomo stupendo che ordinava da bere al bancone del bar e subito si era avviata in quella direzione per prendere una bibita. I loro sguardi si erano incrociati e lei d’istinto aveva cominciato il suo gioco di seduzione. Eve aveva pensato che, anche se non c’era stata occasione di parlarsi, l’esca fosse stata ormai lanciata. Lui aveva abboccato subito e, durante la festa, i due avevano continuato a lanciarsi sguardi fino a quando non si erano ritrovati di nuovo al bar. Questa volta, si erano brevemente accordati per incontrarsi in un altro posto che non fosse la festa. Non avevano potuto parlarsi molto, perché se i genitori di Eve o gli amici li avessero visti si sarebbero subito resi conto di ciò che stava succedendo. Il padre e la madre sembravano preoccupati per qualcosa. Eve si rese conto che probabilmente aveva a che fare con l’inizio della guerra.
Mi astenni dal chiederle ulteriori particolari perché capii dall’espressione del suo viso che stava per emergere qualcosa di veramente spaventoso. Non ebbe bisogno del mio incoraggiamento. «Divento l’amante di quest’uomo» raccontò. «So che è un alto ufficiale nazista. Mi vedo a una festa molto elegante con ufficiali in uniforme e donne in sontuosi abiti da sera. Io indosso un vestito di raso rosso.» «E scarpette con il cinturino alla caviglia» aggiunsi io. «Proprio così» confermò. Riuscivo a vederla come in una fotografia. Capita spesso, nelle sedute di regressione, che un soggetto visualizzi un evento in modo molto chiaro. In quel caso è come se le immagini scorressero su uno schermo, per cui anch’io riesco a vederle.
«Sono ubriaca fradicia; forse qualche volta mi drogo anche. Faccio fatica a reggere questo gioco. Sono solo una ragazzina che finge di essere adulta e quest’uomo è un alto ufficiale delle SS. È più vecchio di me ed è molto raffinato. Le altre donne sono le amanti degli ufficiali, non le loro mogli. Ci sono molte feste simili a questa, e io bevo sempre più champagne per sopportarle.
«Oh, mio Dio… sono ebrea! Mi sembra di tradire tutta la mia famiglia. Ma poi ci ragiono e penso che, stando con quest’uomo, potrò proteggere i miei cari. Mi ama tanto che non permetterebbe mai che accadesse loro qualcosa di male....

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Vite passate, amori presenti
  4. I. L’amore fa girare il mondo.. La reincarnazione e le attrazioni della vita presente
  5. II. La terapia della regressione: come guarire relazioni problematiche nel presente
  6. III. Amore eterno: di nuovo insieme
  7. IV. Separazioni nel passato: frustrazioni nel presente
  8. V. Violenza nel passato: paura e repressione nel presente
  9. VI. Gelosia e passione nel passato: separazione nel presente
  10. VII. Debiti o obblighi nel passato: situazione finanziaria nel presente
  11. VIII. Abusi nel passato: problemi sessuali nel presente
  12. IX. Tradimento nel passato: antagonismo nel presente
  13. X. Cambiamenti di razza da una vita all’altra
  14. XI. Come condurre un’autoregressione: riparare agli errori passati
  15. Copyright