Asiatici Ricchi da Pazzi
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Asiatici Ricchi da Pazzi

  1. 432 pagine
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Asiatici Ricchi da Pazzi

Informazioni su questo libro

Quando la newyorkese Rachel Chu accetta di conoscere la famiglia del fidanzato Nicholas Young, con la scusa di accompagnarlo a un matrimonio a Singapore, certo non si immagina che Nick è lo scapolo d'oro del mondo asiatico. Che la sua casa di famiglia sembra un castello uscito dalle favole e che probabilmente nel corso della sua vita lui ha preso più jet privati che taxi. Non ha idea che sta per partecipare al matrimonio dell'anno, a un evento senza precedenti, con il Cirque du Soleil e i Piccoli cantori di Vienna ad aprire le danze, abiti disegnati ad hoc da Valentino e una silenziosa gara a chi è il più ricco fatta a suon di regali di nozze che nessuno in Occidente potrebbe mai permettersi.

E sicuramente non può arrivare a pensare che la madre del fidanzato le ha messo un detective privato alle calcagna perché sicuramente lei non è all'altezza del figlio, l'uomo più ricco di tutta l'Asia. Un po' Dallas, un po' Orgoglio e pregiudizio, Asiatici ricchi da pazzi è una commedia sfavillante, un viaggio nel jet set dei veri ricchi. Un racconto esilarante su cosa significhi essere asiatici, giovani, innamorati e pieni di soldi ben oltre l'immaginabile.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852074523
Print ISBN
9788804641421

TERZA PARTE

Lasciate dormire la Cina, perché al suo risveglio il mondo tremerà.
Napoleone Bonaparte
1

TYERSALL PARK

Singapore

«Io e Colin ci lanciavamo in bicicletta giù per questa discesa, a braccia spalancate, facendo a gara a chi andava più veloce senza toccare il manubrio» disse Nick mentre percorrevano il lungo vialetto sinuoso che portava a Tyersall Park. Per Rachel arrivare con Nick era un’esperienza del tutto diversa dalla prima volta con Peik Lin. Innanzitutto, la nonna di Nick li aveva mandati a prendere con una splendida Daimler d’epoca, e stavolta c’era Nick a indicarle le cose lungo il tragitto.
«Vedi quell’enorme albero di rambutan? Io e Colin abbiamo cercato di costruirci sopra una casa. Per tre giorni abbiamo lavorato di nascosto, ma quando Ah Ma ci ha scoperti è andata su tutte le furie. Non voleva che i suoi preziosi frutti si rovinassero e ci ha costretti a distruggerla. Colin era così seccato che ha pensato bene di staccare tutti i frutti che riusciva.»
Rachel scoppiò a ridere. «Voi due ne combinavate di disastri, eh?»
«Già... ci mettevamo sempre nei guai. Ricordo che qua vicino c’era un kampong1 in cui ci intrufolavamo per rubare i pulcini.»
«Che birbanti! E non c’erano adulti a controllarvi?»
«Quali adulti?»
La macchina accostò davanti all’ingresso, e alcuni domestici uscirono da una porta laterale per prendere i loro bagagli dal baule. Il maggiordomo indiano scese le scale per salutarli.
«Buongiorno, Mr Young, Miss Chu. Mrs Young vi aspetta per il tè. È nel frutteto delle carambole.»
«Grazie, Sanjit, andiamo subito da lei» disse Nick. Guidò Rachel attraverso una terrazza di pietra rossa e un vialetto in cui l’acanto bianco e sgargianti sprazzi di fiori di ibisco si mescolavano a lussureggianti cespugli di papiro egiziano.
«Di giorno questi giardini sono ancora più belli» osservò Rachel, sfiorando la fila di steli di papiro che ondeggiava piano alla brezza. Enormi libellule ronzavano tutt’intorno, le ali scintillanti al sole.
«Ricordami di farti vedere lo stagno delle ninfee. Qui abbiamo la varietà Victoria amazonica, la più grossa del mondo. Ti ci potresti sdraiare sopra a prendere il sole!»
Quando arrivarono al frutteto, uno spettacolo davvero insolito attendeva Rachel: la nonna novantenne di Nick, in cima a una scala di legno precariamente appoggiata al tronco di un alto albero di carambole, armeggiava con alcune borse di plastica. Due giardinieri, ai piedi dell’albero, tenevano ferma la scala, mentre un gurkha e due cameriere thailandesi guardavano la scena senza scomporsi.
«Oddio, ma se cade si rompe l’osso del collo!» disse Rachel allarmata.
«Ah Ma vuole farlo da sola. Non c’è modo di impedirglielo» disse Nick con un sorriso.
«Ma cosa sta facendo di preciso?»
«Esamina ogni singolo frutto acerbo di carambola e lo avvolge in un sacchettino di plastica. Questa umidità lo aiuta a maturare e lo protegge dagli uccelli.»
«Ma perché non lo lascia fare a uno dei giardinieri?»
«Le piace farlo di persona, con la guaiava è lo stesso.»
Rachel guardò la nonna di Nick con l’impeccabile grembiule giallo da giardinaggio, e si meravigliò della sua agilità. Sun Yi abbassò lo sguardo e, notando che aveva un nuovo pubblico, disse in mandarino: «Un attimo, me ne mancano solo due».
Quando la nonna di Nick fu sana e salva ai piedi della scala (con grande sollievo di Rachel), il gruppo imboccò un altro vialetto che portava in un giardino chiuso alla francese dove una profusione di agapanto dilagava tra le ordinate siepi di bosso. Al centro del giardino sorgeva una graziosa serra che sembrava presa di peso dalla campagna inglese.
«È qui che la nonna coltiva le sue premiate orchidee ibride» spiegò Nick a Rachel.
«Oh» fu tutto quello che riuscì a dire Rachel entrando nella serra. Centinaia di orchidee erano sparse a varie altezze nello spazio, e il loro profumo dolce e tenue permeava l’aria. Rachel non ne aveva mai viste tante varietà: dalle raffinate caladenie alle sgargianti vande, dalla magnificenza della cattleya alla forma evocativa e quasi oscena delle scarpette di Venere. Nascosto in mezzo a quel tripudio c’era un tavolo rotondo che sembrava essere stato ricavato da un singolo blocco di malachite azzurra. La base consisteva di quattro maestosi grifoni che guardavano in direzioni diverse, ognuno pronto a spiccare il volo.
Mentre si accomodavano sui cuscini delle sedie in ferro battuto, un trio di domestici apparve come per magia, portando un enorme vassoio d’argento a cinque piani carico di deliziosi nyonya kueh, piccoli tramezzini, invitanti gelatine di frutta e morbidi scones dorati. Una delle cameriere thailandesi portò il carrello del tè e Rachel credette di avere le allucinazioni mentre osservava la donna che versava con grazia un tè fresco di infusione da una teiera incisa di draghi di tutti i colori. Non aveva mai visto un servizio da tè così sontuoso.
«Questi sono i famosi scones di mia nonna: buon appetito» disse Nick gongolante, leccandosi le labbra.
Gli scones erano ancora caldi quando Rachel ne aprì uno e lo coprì con una generosa dose di panna, come aveva imparato a fare da Nick. Stava per spalmare sul dolcetto anche la marmellata di fragole quando Su Yi disse in mandarino: «Dovresti provarlo con la crema al limone. La mia cuoca la prepara fresca ogni giorno». Rachel non ebbe il coraggio di contraddire la sua ospite, quindi prese un po’ di crema al limone e diede il primo morso. Era il paradiso, niente meno: la burrosa leggerezza del pasticcino, la panna ipercalorica e la nota appena accennata di limone creavano un’alchimia perfetta di sapori.
Rachel sospirò. «Avevi ragione, Nick, questi sono i migliori scones del pianeta.»
Nick le rivolse un sorriso trionfante.
«Mrs Young, sto ancora scoprendo la storia di Singapore. Il tè del pomeriggio è sempre stata un’abitudine nella sua famiglia?» chiese Rachel.
«In realtà, io non sono originaria di Singapore. Ho passato l’infanzia a Pechino, dove naturalmente non seguivamo le tradizioni britanniche. Solo quando la mia famiglia si è trasferita qui abbiamo preso queste abitudini coloniali. All’inizio lo facevamo per i nostri ospiti inglesi, che non apprezzavano la cucina cinese. Poi, quando ho sposato il nonno di Nick, che aveva passato tanti anni in Inghilterra, lui ha insistito perché si facesse un tè del pomeriggio con tutti i crismi. E come immaginerai i bambini ne andavano pazzi. È così che mi ci sono abituata» rispose Su Yi parlando in modo lento e ponderato.
Solo in quel momento Rachel si rese conto che la nonna di Nick non aveva toccato gli scones né i tramezzini. Aveva mangiato solo un pezzo di nyonya kueh per accompagnare il tè.
«Dunque, dimmi, è vero che sei una professoressa di economia?» chiese Su Yi.
«Sì» rispose Rachel.
«È una fortuna che tu abbia avuto occasione di studiare queste cose in America. Mio padre era un uomo d’affari, ma non ha mai voluto che studiassi le materie finanziarie. Diceva sempre che nel giro di un centinaio di anni la Cina sarebbe diventata la nazione più potente della storia. E io l’ho sempre ripetuto ai miei figli e ai miei nipoti, non è vero, Nicky?»
«Sì, Ah Ma. Per questo mi hai fatto imparare il mandarino» confermò Nick. Aveva già capito dove voleva andare a parare.
«E ho fatto bene, no? Ho avuto la fortuna di vedere la previsione di mio padre avverarsi nel corso della mia vita. Rachel, hai visto la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino?»
«Sì.»
«Hai visto com’era grandiosa? Nessuno al mondo può dubitare del potere della Cina dopo le Olimpiadi.»
«No, direi di no» rispose Rachel.
«Il futuro è l’Asia. Il posto di Nick è qui, non credi?»
Nick sapeva che Rachel sarebbe finita in un’imboscata, e la interruppe prima che potesse rispondere. «Ho sempre detto che tornerò in Asia, nonna. Ma per il momento sto facendo un’esperienza molto preziosa a New York.»
«Hai detto la stessa cosa sei anni fa, quando sei voluto restare in Inghilterra dopo gli studi. E adesso sei in America. Dove andrai dopo, in Australia, come tuo padre? È stato un errore mandarti all’estero. Sei rimasto troppo affascinato dallo stile di vita occidentale.» A Rachel non sfuggì l’ironia della situazione. La nonna di Nick si comportava e parlava come una donna cinese tradizionale, eppure si trovavano in un giardino che ricordava la Valle della Loira a consumare il tè del pomeriggio come in Inghilterra.
Nick non seppe rispondere. Quella discussione con la nonna andava avanti da anni, e lui sapeva che non l’avrebbe mai avuta vinta. Iniziò a separare gli strati colorati di un pezzo di nyonya kueh, pensando che avrebbe fatto meglio ad allontanarsi un attimo. Per Rachel sarebbe stato un bene passare un po’ di tempo da sola con sua nonna. Guardò l’orologio e disse: «Ah Ma, penso che la zia Alix e famiglia arriveranno da Hong Kong da un momento all’altro. Se andassi ad accoglierli e li portassi qui?».
Sua nonna annuì. Nick sorrise a Rachel e le rivolse uno sguardo rassicurante prima di uscire dalla serra.
Su Yi inclinò impercettibilmente la testa a sinistra, e una delle cameriere thailandesi arrivò all’improvviso al suo fianco e piegò con grazia le ginocchia in modo da avere l’orecchio all’altezza della bocca della signora.
«Di’ al giardiniere della serra che dovrebbero esserci cinque gradi in più» disse Su Yi in inglese. Poi riportò l’attenzione su Rachel. «Dimmi, da dove viene la tua famiglia?» Nella sua voce c’era una forza che prima Rachel non aveva notato.
«La famiglia di mia madre veniva da Guangdong. Quella di mio padre... non l’ho mai saputo» rispose Rachel, nervosa.
«Come mai?»
«È morto prima della mia nascita. Poi sono andata in America da neonata insieme a mia madre.»
«E lei si è risposata?»
«No, mai.» Rachel sentiva che le cameriere thailandesi la giudicavano in silenzio.
«Quindi sei tu a mantenere tua madre?»
«No, piuttosto il contrario. Lei ha frequentato un college negli Stati Uniti e adesso fa l’agente immobiliare. Guadagna piuttosto bene ed è anche riuscita a mantenermi mentre facevo l’università» rispose Rachel.
Su Yi tacque per un po’, soppesando la ragazza che aveva di fronte. Rachel non osava muoversi. Infine, la vecchia signora parlò. «Sapevi che io ho avuto diverse sorelle e fratelli? Mio padre aveva molte concubine che gli hanno dato figli, ma solo una moglie, mia madre. Lei ha partorito sei bambini, ma lui ne ha riconosciuti ufficialmente solo tre. Io e due maschietti.»
«Perché solo tre?» si azzardò a chiedere Rachel.
«Vedi, mio padre era convinto di avere un dono. Sentiva di poter indovinare il futuro di una persona osservando il suo volto... il suo aspetto... e decise di tenere solo i bambini che secondo lui gli avrebbero dato soddisfazioni. Ha scelto mio marito nello stesso modo, lo sapevi? Ha detto: “Quest’uomo ha una bella faccia. Non diventerà ricco, ma non ti farà mai del male”. Aveva ragione su entrambe le cose.» La nonna di Nick si chinò verso Rachel e la fissò dritta negli occhi. «Sto guardando il tuo viso» mormorò.
Prima che Rachel potesse chiederle di spiegarsi meglio, Nick si avvicinò alla serra con un gruppo di ospiti. La porta si aprì e un uomo in camicia bianca di lino e pantaloni arancioni della stessa stoffa si precipitò verso la nonna di Nick.
«Ah Ma, ca...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. ASIATICI RICCHI DA PAZZI
  4. I CLAN YOUNG, T’SIEN E SHANG (un albero genealogico semplificato)
  5. PROLOGO: I CUGINI
  6. PRIMA PARTE
  7. SECONDA PARTE
  8. TERZA PARTE
  9. RINGRAZIAMENTI
  10. Copyright