Un anno per un giorno
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Un anno per un giorno

  1. 240 pagine
  2. Italian
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Un anno per un giorno

Informazioni su questo libro

Noi amiamo essenzialmente quello che ci manca.

Alex Gioia è uno dei più famosi cantanti italiani. La sua vita, baciata dal successo, è attraversata da un cruccio che lo tormenta: non aver potuto vivere fino in fondo la sua storia d'amore con Greta, una ragazza più giovane di lui, conosciuta durante un evento a Napoli. Alex e Greta si sono rincorsi, si sono sfiorati, ma il momento per loro non è stato mai quello giusto.

Da qualche tempo Alex si è trasferito a Parigi, per riprendere fiato in una città in cui non conosce nessuno e nessuno lo conosce, per ritrovare la sua ispirazione perduta. Un giorno, in metrò, si incuriosisce osservando una donna che scende sempre a fermate diverse con persone diverse, facendo delle bolle di sapone. Ne resta affascinato, si presenta e si ritrovano a parlare di occasioni mancate e di rimpianti. Improvvisamente Nirvana, questo è il nome della ragazza, offre ad Alex un dono: un tubo di bolle di sapone. Un tubo magico, gli spiega, e ogni volta che soffierà potrà tornare a un giorno del suo passato, e cambiarlo. Ma ogni viaggio avrà un prezzo. Per ogni tentativo fatto per tornare indietro nel tempo, Alex dovrà dare in cambio un anno della sua vita. Un anno per un giorno.

Alex torna all'albergo in cui vive, credendo sia uno scherzo. Finché, ripensando a Greta, non osserva il tubo e viene preso dalla voglia di soffiare. E se Nirvana avesse detto la verità? Se davvero il passato si potesse cambiare?

A due anni dallo straordinario successo del Quadro mai dipinto, Massimo Bisotti torna in libreria con il suo nuovo romanzo. Le meditazioni sui temi fondamentali dell'esistenza umana, quali il tempo e la sua stretta connessione con il caso, il destino e il vero amore, si inseriscono in una trama avvincente e metafisica. Ambientato tra Parigi e Napoli, di cui Bisotti come nessuno sa restituire l'incanto e la bellezza, e popolato di personaggi indimenticabili, come il concierge Etienne e la bellissima modella Charlotte – rimasta paralizzata dalla vita in giù dopo un incidente – che Alex ha conosciuto sulla tomba di Oscar Wilde al cimitero di Père-Lachaise, Un anno per un giorno è un libro emozionante, inatteso, profondo.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852073397
Print ISBN
9788804661818
1

NIRVANA

Degli amori mancati per un soffio non ne parla mai nessuno. Nessuno capisce che non sempre si continua a vivere come prima se pure il proiettile ti schiva e cambia traiettoria, che ciò che ferisce a volte non è mai accaduto, non sempre è il prodotto di una fine. È solo troppo difficile da raccontare per essere credibile e così diventa un segreto che muore con te.
In un giorno apparentemente come tanti, Alex decise di prendere per la prima volta la metropolitana parigina. È sempre in un giorno qualunque che accadono cose indimenticabili. È il giorno che lascia spazio alla bellezza delle scoperte inaspettate, quella che ci raggiunge mentre siamo alla costante ricerca di qualcos’altro, una sorta di momento serendipity a sorprenderci proprio quando dimentichiamo di ricordarci le possibilità di cambiamento.
Aveva passeggiato a lungo e distrattamente per il quartiere, fra i negozi situati su Avenue des Champs-Elysées. Si era nascosto fra la folla, avvolto in un trench nero e con una sciarpa al collo. Guardava le persone immaginando cosa potessero pensare di lui senza l’ingombrante abitudine di essere riconosciuto, come gli accadeva quotidianamente in Italia a causa della sua popolarità. Alex era infatti un cantante affermato, un uomo che dopo una lunga gavetta aveva realizzato il suo sogno, vivere della sua passione più grande, la musica.
Improvvisamente si sentì travolgere dalla voce di alcune ragazze italiane, dinanzi alla boutique di Guerlain che riprendeva vita, dopo diversi anni, proprio quel giorno: «Oddio ma è lui?» si chiesero vedendolo uscire dalla boutique. «Eh sì, sì, è proprio lui!»
Alex le guardò, incrociando i loro occhi increduli e pieni di stupore, fece loro un sorriso e quasi un piccolo inchino di riverenza, allungando poi velocemente il passo verso la fermata della metropolitana.
Indossava il suo profumo quasi fosse una seconda pelle. Pensava che un profumo non si potesse tradire, una volta scelto, quasi come una donna, l’unica che ti sta bene addosso. Lo immaginava perfettamente intriso dentro ai pensieri, come una fragranza scelta in origine, unica e inimitabile. Perciò non era entrato nella boutique per comprare qualcosa per sé, ma per richiedere la creazione di un particolare profumo su misura, da inserire all’interno di un flacone di cristallo, del quale lui avrebbe scelto ogni cosa, e sarebbe stato detentore della sua formula per sempre, dalla sua creazione, fino alla fine dei propri giorni; un profumo capace di mettere in collegamento fra di loro un segreto e la sua più pura essenza, per farne un sodalizio d’amore.
Tutto questo, gli spiegarono in profumeria, aveva bisogno di un processo di lavorazione accurato e lunghissimo della durata di circa un anno. Era un caso di neurochimica concreta, un modo per rendere paradossalmente scientifico un sentimento, fusione perfetta di tutti gli innumerevoli elementi irrazionali che lo compongono.
Aveva deciso di chiamarlo: πάντα ῥεῖ, Panta rei (tranne noi). Tutto scorre, ispirato alla teoria del divenire di Eraclito, secondo cui non è possibile immergersi due volte nello stesso fiume. Un concetto poi estremizzato dal filosofo Cratilo, secondo il quale non sarebbe possibile immergersi nella stessa acqua nemmeno una volta sola, visto e considerato che l’acqua che ci bagna la punta dell’alluce non è la stessa che, all’altra estremità del piede, ci bagna il tallone. Ma Alex desiderava immensamente credere in qualcosa capace di rimanere, qualcosa che si potesse ricordare e difendere, in grado di scorrere implacabile attraverso le circostanze, gli eventi, i mutamenti e le contaminazioni della vita, così com’è un odore che non si può confondere con nessun altro odore mai. Tutto scorre (tranne noi).
Scese in metropolitana, camminò sulla banchina e si appoggiò al muro, in attesa. Aveva lasciato la sua automobile nel parcheggio dell’albergo, scegliendo volutamente di trascorrere una giornata all’insegna della scoperta delle novità.
Entrò nel vagone e si mise a sedere. Il suo sguardo si posò insistentemente ma con delicatezza su una donna che sembrava scrutare con interesse il comportamento degli altri passeggeri, annotando appunti su un piccolo taccuino. Quando si liberò un posto accanto ad Alex, la donna venne a sedersi proprio lì. Alex cercò di sbirciare con curiosità, tentando di non farsi accorgere. Sul taccuino erano disegnati un insieme di cerchi, che formavano un cerchio più grande, contenente dei numeri senza una sequenza logica, messi in comunicazione fra loro attraverso alcune frecce.
Improvvisamente la donna incrociò gli occhi di una ragazza che leggeva un libro di Oscar Wilde: Le portrait de Dorian Gray. La ragazza le fece cenno di avvicinarsi, così Alex pensò che si conoscessero. La donna si spostò accanto a lei e iniziarono a parlare. Dopo qualche fermata scesero insieme. Nel momento dell’apertura delle porte, la donna tirò fuori dalla sua borsa un piccolo contenitore, lo aprì e soffiò, creando nell’aria delle bolle di sapone.
Incuriosito, Alex tornò nei giorni successivi a prendere la metropolitana alla stessa fermata, rispettando all’incirca gli stessi orari. Riuscì così a rivedere la donna più volte. Notò che era solita scendere sempre a fermate diverse, insieme a persone differenti, e ogni volta tirava fuori il suo contenitore, soffiando una nuvola di bolle iridescenti prima di uscire.
Non riuscendo più a trattenere la sua curiosità, improvvisamente Alex si avvicinò e le chiese:
«Posso permettermi? Perché scende sempre dalla metro a una fermata differente facendo delle bolle di sapone? Ho visto che osserva con molta attenzione le letture delle altre persone, sembra quasi che spii quello che leggono... e quando scendono le segue con lo strano atteggiamento di chi le conosce da sempre. Perché?»
«Le sembra opportuno disturbare una sconosciuta?»
«Mi scusi, non volevo disturbarla, ho solo domandato. Forse sono così abituato a essere riconosciuto che quando non accade mi sembra quasi strano, anche se direi rasserenante.»
La donna lo fissò e aggiunse: «Be’, comunque mi sembra che si annoi abbastanza se ha il tempo di scrutare i comportamenti degli altri».
«Devo averle fatto davvero una cattiva impressione. Lei è francese?»
«Non sono di qui...» rispose in modo evasivo.
«Nemmeno io! Sono venuto ad abitare qui un periodo per rigenerarmi, per staccare la spina dalla mia vita di sempre. Sono un cantante, in Italia sono molto conosciuto e spesso mi manca la mia privacy. Ho attraversato un momento diciamo di depressione. Nonostante avessi tutto, oramai ero senza stimoli. Non scrivevo più buone canzoni e non ho mai imparato a spremermi controvoglia. Lo trovo solo molto stancante e poco produttivo. Anche perché senza ispirazione non c’è autenticità e fare bene il proprio lavoro per me significa farlo con amore e senza forzature. Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di rigenerarci e riposare.»
«Condivido ma so anche che l’inquietudine che ci portiamo dentro è quasi sempre legata al passato, a un ricordo. Perché ha scelto di venire a Parigi?»
«Non l’avevo mai vista. Da ragazzino mi ero sempre riproposto che ci sarei venuto con la donna della mia vita. Sa, quando si è così giovani si crede ancora a certe sciocchezze: l’amore assoluto, la persona con cui trascorrere il resto della propria esistenza, senza sprecare mai nemmeno un secondo, come fosse un regalo da respirare, senza poterne più fare a meno. Un’utopia insomma a cui ormai forse ho rinunciato, o forse no, non l’ho ancora capito.»
«Rinunciare ad amare è qualcosa di assolutamente triste. Ecco, è riuscito a rattristarmi la giornata!» gli disse la donna prendendolo un po’ in giro.
«Non ho rinunciato ad amare» precisò Alex. «L’amore ha molte forme. Sono stato anche molto innamorato ma purtroppo di un amore impossibile. Ho dovuto lasciar perdere, alla fine. Se potessi tornare indietro cambierei tante cose. Ci proverei, perlomeno. Adesso non posso più.»
«Perché dice così?»
«Sono venuto a conoscenza del fatto che a breve lei si sposerà. Eppure uno pensa sempre di aver dimenticato, ma i ricordi ci conoscono meglio di noi. Sa, ricordo un’intervista a cui risposi molti anni fa, non sono cambiato affatto. O le cose mi colpiscono subito o non mi colpiscono più. Per lo stesso motivo o dimentico subito o non dimentico più.»
«Mi sembra ragionevole, ognuno ha le sue modalità per innamorarsi. Comunque mai dire mai. Niente nella vita è mai scritto in modo assoluto.»
«Invece a volte è tardi per recuperare. Il tempismo nella vita è tutto, vale per tutto... Però forse ha ragione nel dirmi che mi annoio. Ultimamente la vita che faccio mi sembra alquanto ripetitiva, stancante.»
«Sa, ci sono due tipologie di persone, quelle che si lamentano perché non vengono mai invitate alle feste e quelle che si lamentano perché tutti le invitano alle feste. C’è sempre un motivo per lamentarsi, d’altronde, o per far risultare scocciante all’esterno la propria condizione. Lo saprà meglio di me, considerando il suo lavoro...»
«Cos’è, una frecciata en passant sulla mia vita?»
«Si dice coup sur le côté...»
La donna sorrise e si fermò davanti alla porta d’uscita. «Lei ha la coda di paglia in effetti, avrei dovuto accorgermene immediatamente!»
Alex fece per fermarla: «No, la prego, non scenda, avrei bisogno di chiederle ancora alcune cose».
«Scenda con me!» rispose lei sorridendo, mentre sistemava i pacchetti che aveva con sé e maneggiava il piccolo contenitore di bolle di sapone.
«Mi chiamo Alex. Magari diamoci del tu...»
«Piacere, Alex, scusami, certo, che maleducata, non mi sono presentata, ma con tutte queste cose in mano... Sono Nirvana.»
Nirvana porse il braccio sinistro ad Alex e lui le strinse il polso per presentarsi.
Restò vicino a lei finché le porte non si spalancarono alla fermata successiva.
L’amore sembra quasi avere una sua bizzarra coerenza: se è felice è impossibile, se è possibile è infelice. E forse dobbiamo trovare il coraggio di romperla, almeno una benedettissima volta, questa coerenza, per sfaldarla e ricomporla con un equilibrio più giusto per noi. E allora forse, una volta distrutta, non è più coerenza, ma sa renderci finalmente felici. Così Alex si chiese in quel momento se fosse lecito o meno, visto il suo significato originario così nobile, avere l’irriverenza di prenderla e gettarla via e permettersi così la libertà di rimediare anche fuori tempo a una decisione sbagliata.
2

UN ANNO PER UN GIORNO

Nirvana e Alex scesero a Saint-Michel – Notre-Dame.
«Volevi scendere qui?» chiese Nirvana.
Alex spaesato rispose: «In realtà desideravo fare una semplice passeggiata. Al di fuori del mondo dello spettacolo, fra i successi discografici e le biografie studiate ad hoc, sono un uomo normale. È davvero così indispensabile essere straordinari? Vivere una vita sopra le righe, sempre ammirati, spesso invidiati? E se questa piccola fetta di vita ordinaria mi fosse sfuggita, se l’avessi sottovalutata, se ora la rivolessi e non fosse più possibile? La verità è che ho tutto là fuori e quasi più niente dentro. Niente davvero da difendere. L’ultima volta mi è capitato anni fa, con Greta, si chiama così la donna di cui ti accennavo prima. L’avrei difesa a qualunque costo ma non mi è stato permesso e non possiamo combattere da soli. L’amore a volte è una battaglia che stravolge le vite di due individui completamente, poi le mescola, quasi a non distinguerle più l’una dall’altra. È una visione di futuro immensamente alta, sembra quasi possa durare un’eternità. Assurdamente, però, basta un secondo per fare una scelta che ci spinge fuori dal disegno meraviglioso che avevamo tracciato per noi e tutto sfuma in modo inesorabile».
«Tutti siamo eterni, Alex, anche solo per un momento. Poi tutto finisce ma non ci interessa se l’amore sia davvero o meno un’illusione. Ce ne dimentichiamo e proprio questo ci regala una possibilità.»
«Questo è il problema. Abbiamo due amori nella vita, uno possibile con cui costruire, uno impossibile con cui vivere in sogno ciò che avrebbe potuto essere. Ho sempre pensato che la vita ti regali con ogni persona al massimo un paio di occasioni: la seconda, se per qualche strano motivo hai buttato via la prima. Tu le sprecherai entrambe, poi continuerai a pensarci sempre, come una condanna, un tormento, un chiodo fisso distratto dal muro solo alcuni secondi, il giusto tempo per staccarsi e far crollare a terra, in mille pezzi, le tue certezze di anni. Perché in cuor tuo sai che avrai dovuto rinunciare per cause di forza maggiore, non avresti voluto. Conoscerai cos’è la disperazione, conoscerai l’impotenza che consiste nel riporre il domani in una speranza negata. Tutto ciò che vivrai con chi avrai accanto ti risveglierà sempre un ricordo sottile, prepotente, assoluto, selvaggio e passionale com’è una storia non consumata, un’emozione proibita. Uno sguardo incancellabile, e lo sapevo, lo sapevo già, credimi, lo sapevo come un giuramento che non l’avrei dimenticato, né avrei potuto ritrovarlo mai più neg...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. UN ANNO PER UN GIORNO
  4. 1. Nirvana
  5. 2. Un anno per un giorno
  6. 3. Charlotte
  7. 4. Ombre cinesi
  8. 5. Tutto o nulla
  9. 6. La notte delle notti
  10. 7. Il prezzo del successo
  11. 8. “Sfonda questi muri e vieni a prendermi”
  12. 9. Innamorati di un desiderio che non si avvera mai
  13. 10. Ogni uomo è una finestra
  14. 11. Confidenza
  15. 12. Il cerchio di un anello
  16. 13. Loverdose
  17. 14. Il volo del palloncino
  18. 15. La Settimana della Moda
  19. 16. La vita sbaglia spesso i momenti
  20. 17. Andarsene così
  21. 18. Il matrimonio di Greta
  22. 19. La geometria dei desideri
  23. 20. I campi di lavanda in fiore
  24. 21. Cuori allo sbaraglio
  25. 22. Bruciare tutto in nome del nulla
  26. 23. Ritorno alle origini
  27. 24. Il filo del tempo
  28. Ringraziamenti
  29. Copyright