La città sospesa
  1. 324 pagine
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Informazioni su questo libro

La Corrente Pirata è un mondo pieno di misteri, incantesimi e creature di ogni forma e colore. Un vero e proprio mare di magia, che la dolce Marrill ha già solcato in compagnia del suo gatto Karny. Lì Marrill ha conosciuto Fin, giovane e astuto ladro con un potere speciale: appena lo vedono, tutti si dimenticano di lui. Ora il mondo incantato della Corrente rischia di mescolarsi alla realtà, generando caos e distruzione. L'unica via di salvezza è raggiungere Monerva, una città al di là dello spazio e del tempo, dove è nascosta la Macchina dei Desideri. Ma per salvare la Corrente Pirata, la vera magia di cui hanno bisogno Marrill e Fin è la loro amicizia…

«I desideri sono grandi cose.

Ma per ogni desiderio che si realizza, mille possibilità devono essere eliminate.»

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852074073
Print ISBN
9788804655497
1

IL MESSAGGIO SULLO STOP

Karnelius J. Mousington, di norma, non era un gatto che amasse sentirsi ignorato. Tirava il guinzaglio, lo stringeva intorno al braccio di Marrill e le faceva perdere la concentrazione. Con un gesto, cercò di farlo stare fermo. Nel frattempo non staccava gli occhi dai tre bambini davanti a lei, il più piccolo dei quali aveva in mano un oggetto che non esisteva.
Almeno, non nel suo mondo.
«Non l’ho mai visto» disse Tim, arrossendo. Glielo porse.
Marrill cercò di impedire alla sua mano di tremare mentre lo osservava. Era una specie di rete; o piuttosto una ragnatela fatta di bolle di sapone, attaccata per un filo a un sottile bastoncino di vetro. Aveva un aspetto così fragile che sembrava potesse scomparire solo stringendola troppo forte. E tuttavia, da quanto le aveva detto Fin una volta, avrebbe resistito a un uragano.
I fratelli Hatch la guardarono, speranzosi. Era la terza volta oggi che la chiamavano nel lotto vuoto ai margini del quartiere, giurando di aver trovato il tesoro di Atlantide, affiorato grazie al recente nubifragio. Finora i “tesori” erano stati metà di un vecchio pneumatico, due bottiglie di vetro e un sasso un po’ più luccicante del normale, ma in fondo non tanto luccicante.
Di solito lei inventava delle storie per loro, per esempio che un vecchio osso di manzo era in realtà ciò che restava di un bebè di drago, o che un barattolo di caffè arrugginito era il nucleo di energia di un’astronave aliena caduta sulla Terra.
Ma stavolta non c’era bisogno di inventare.
«È una rete catturanuvole» spiegò.
Si morse il labbro. Sulla Corrente Pirata non ci sarebbe stato niente di strano a trovarne una. Ne aveva viste un mucchio nella gelida torre delle cianfrusaglie del Bastian Contrario, nelle Terre Desolate di Cristallo e Ombra.
Ma la Corrente Pirata era un fiume infinito di pura magia, pieno di cose meravigliose e magiche e luoghi magici e pazzeschi. Questa era l’Arizona, cioè il posto meno magico del mondo. Le reti catturanuvole non erano proprio diffuse, qui.
Marrill guardava la rete sottilissima, con un misto di paura, entusiasmo e confusione che creava una specie di bomba dentro di lei. «Dove l’avete trovato?» chiese.
«Nel burrone. Ci sono un sacco di cose, là dentro. Vieni, ti facciamo vedere!» L’Hatch di mezzo si mise a correre, con i fratelli al seguito. Poche ore prima aveva piovuto, un bel temporale per il deserto, e sul terreno c’erano ancora delle pozzanghere. Marrill prese in braccio Karnelius e corse dietro ai bambini sulla terra umida.
Il cosiddetto “burrone” in realtà era un lungo fosso profondo che costeggiava il lato posteriore del lotto e finiva in una conduttura sotto il piano stradale. Di solito era asciutto, ma dopo la pioggia del mattino un rivolo sottile d’acqua lo attraversava nel mezzo: l’ultimo sussulto del nubifragio.
I fratelli Hatch la portarono fino a un cumulo di ferrivecchi appoggiato all’ingresso della conduttura. «L’abbiamo trovato qui» disse Ted indicando il punto. «Guarda quanti tesori!»
«Mmmh.» Marrill posò a terra Karny, ignorando le sue proteste, poi toccò con cautela i ferrivecchi. Più cercava, più aumentava la sua confusione: uno scudo anti-incubo spaccato, che ancora ringhiava per tener lontani i brutti sogni. Una canna da pesca rotta con su inciso un granchissà. E poi qualcosa che somigliava in modo inquietante a un cristallo di speranza usato. Cose che esistevano solo lungo la Corrente Pirata.
Il cuore di Marrill accelerò e lei continuò a scavare più a fondo. Un pezzo di qualcosa che sembrava una gelatina di medusa cadde di fianco e scoprì la parte inferiore di un vecchio cartello di stop tutto rovinato, incastrato su un lato della conduttura. Scarabocchiate sopra c’erano delle parole, in grosse lettere nere:
C’È BISOGNO DI TE
SULLA CORRENTE PIRATA, MARRILL
«Che cavolo…» mormorò lei, spostando un ramo intricato per liberare il cartello. Lo lesse di nuovo, poi lo voltò. Sul retro era stata disegnata alla buona un’immagine con lo stesso tratto nero: una serie di triangoli irregolari inscritti in un cerchio, il tutto poggiato sul dorso di un drago.
Lo stomaco le si strinse. Qualcuno, in qualche modo, era riuscito a mandarle un messaggio: sulla Corrente Pirata c’era bisogno di lei!
Ma tornarci era impossibile: Ardent era stato chiaro quando si erano salutati. Il mondo di Marrill aveva delle regole, mentre la magia della Corrente non ne riconosceva alcuna. Troppi contatti tra i due mondi avrebbero potuto distruggere il suo.
Marrill deglutì, con la gola stretta. “La Corrente toccherà di nuovo il tuo mondo.” Risentì le ultime parole di Ardent. Ricordava ancora la gravità mortale del tono del mago. “E se la Corrente fosse tanto vicina che tu ci capiti di nuovo per sbaglio, be’, vorrebbe dire che le cose vanno molto, molto male.”
«Che cos’è la Corrente Pirata?» chiese Tim, sbirciando da sopra la spalla di lei. «Conosci dei pirati? Ci nascondi un segreto?»
Marrill fece no con la testa, lentamente. «Oh no… ehm, è solo un messaggio di Remy» disse, tirando fuori il primo nome che le passò per la testa.
«La tua babysitter ti ha scritto un messaggio su un cartello stradale?» chiese Tom.
Marrill fece una risata forzata. «Ah ah! Lei è proprio strana, lo so! Comunque, è il suo modo di ricordarmi che devo fare il tema sui pirati.»
Sollevò a fatica il grosso cartello con una mano e tirò il guinzaglio di Karny con l’altra. Mentre non lo guardava il gatto si era infilato nella conduttura per indagare. «Dai, bestia pelosa» mormorò Marrill nel buio, tirando di nuovo il guinzaglio.
In risposta arrivò solo un brontolio profondo. Marrill sospirò e posò a terra il cartello per poter andare a riprendersi il gatto.
L’oscurità improvvisa la colse di sorpresa. In effetti era così buio che riuscì a malapena a distinguere la sagoma del gatto, più avanti, con la coda ritta e il pelo arruffato. Karny soffiò, rabbioso.
A Marrill venne la pelle d’oca. Qualcosa non andava. «Karny?» bisbigliò. Lo toccò cautamente sulla groppa. «Stai bene?»
Le rispose una voce di donna, forte, rapida e così vicina che la fece sobbalzare. «La Marea di Ferro sta arrivando. Devi fermarla! Ferma la Marea di… MREAEEEK!»
Karny scattò in avanti e attaccò. Ci fu un breve tafferuglio con qualcosa che Marrill non riuscì a vedere, poi il silenzio.
«C’è nessuno?» bisbigliò.
Le rispose un mrrrp e qualcosa di peloso contro il polso. Qualcosa di peloso e qualcosa di freddo. Marrill prese il gatto per la collottola e lo riportò fuori, alla luce.
Karny se ne stava inerte fra le sue braccia e la guardava male con l’unico occhio. Dalla bocca gli pendeva, altrettanto inerte, una cosa gonfia, bianca e marrone.
«Bleah, è una rana!» gridò uno degli Hatch.
In effetti era una rana. La grossa pancia bianca aveva al centro uno strano intreccio di linee scure. «Oh, Karny» sospirò Marrill. Tolse la povera creatura dalle fauci del gatto, sperando contro ogni buon senso che non fosse troppo malconcia.
«Chi c’era là dentro?» chiese un altro Hatch. Marrill rabbrividì, ripensando alla voce. Guardò la conduttura. Si sentiva qualcuno, lei non era riuscita a vederlo.
Ma c’era qualcosa di familiare nell’aria. Era l’odore del sale, l’aroma di ozono dell’energia e la sensazione che potesse accadere qualsiasi cosa, tutto insieme. Un’ondata di nostalgia la travolse. Era l’odore della Corrente Pirata: il profumo della magia.
«Nessuno» mormorò agli Hatch. «Chiamavo Karny.»
Marrill prese con una mano il cartello e il guinzaglio di Karny, nell’altra aveva ancora la rana. «È meglio curare questa giovanotta, adesso.»
Il minore degli Hatch si alzò in punta di piedi, con gli occhi che brillavano. «Uuuh, possiamo aiutarti?»
«Ehm… Non è la mamma che vi chiama?» rispose Marrill. Secondo lei gli Hatch non erano ancora pronti ad affrontare qualunque cosa avesse in serbo la Corrente.
I tre sgranarono gli occhi all’unisono. «Oooh, proprio adesso che ci stavamo divertendo!» protestò il maggiore. Marrill li guardò con falsa solidarietà. I bambini si avviarono verso casa trascinando i piedi, con le spalle curve.
Anche Marrill si incamminò, sentendo la rana che si muoveva. Non era un’esperta di anfibi, ma aveva salvato e rimesso in piedi un numero sufficiente di animali da saper riconoscere una zampa rotta. «Poverina» cinguettò. «Ora ti rimettiamo in sesto.» La rana aprì la bocca per gracidare ma non uscì alcun suono.
Non era facile tenere in equilibrio un gatto arrabbiato, una rana ferita e un cartello di stop, ma alla fine arrivò a casa ed entrò il più silenziosamente possibile.
Ma Remy, a quanto pareva, aveva l’udito di un pipistrello. «Marrill, sei tu?» gridò sovrastando il volume della TV in cucina.
Marrill fece una smorfia. «Sì, sono io!» Imboccò in punta di piedi il corridoio, cercando di restare fuori dal campo visivo della babysitter.
«Ha chiamato tuo padre.»
Marrill si fermò, sentendosi stringere il cuore. «Ehm, sì?» Le punte delle dita cominciarono a diventare insensibili e si strinse il cartello contro il fianco perché non cadesse. La rana aprì di nuovo la bocca e stavolta Marrill fu contenta che fosse ancora senza voce.
Il volume della TV si abbassò un poco. «Dice che l’orario di visita finisce alle sette, se vuoi chiamare tua mamma prima dell’operazione di domani.»
Marrill guardò l’orologio sulla parete in fondo. Erano le 16.50. Aveva tutto il tempo per curare la rana e…
«Ora di Boston!» aggiunse Remy.
Marrill si dette della stupida. Se erano le 16.50 qui, a Boston erano già le 18.50. Aveva solo dieci minuti! Si precipitò nella sua stanza. Con tutti i viaggi che aveva fatto con i suoi, non si era mai abituata ai fusi orari. Le sembrava così strano che una cosa fondamentale come il tempo potesse cambiare da un posto all’altro.
«La pizza arriva fra mezz’ora!» gridò Remy proprio nel momento in cui Marrill sbatteva la porta. Gettò sul letto il cartello stradale e tolse il guinzaglio a Karny. Prese un cuscino e andò di corsa ad aprire il computer portatile sulla scrivania. Con una mano entrò nella videochat, con l’altra posò con delicatezza la rana sul cuscino e nascose il tutto.
Suo padre rispose quasi subito e la sua immagine riempì lo schermo. Era seduto sul bordo del letto con il computer in equilibrio sulle ginocchia. Sullo sfondo si vedevano i tipici oggetti delle stanze d’ospedale: tubi, cavi, monitor accesi. Vedendo sua madre in mezzo a quelle cose le si strinse il cuore.
«Ciao!» disse salutando con la mano e con un sorriso forzato. Le sembrava di avere un peso sul petto. «Come va?»
Lui strinse forte la mano di sua madre prima di rispondere. Marrill capì subito che qualcosa non andava. La stretta...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. 1. Il messaggio sullo stop
  4. 2. L’eterno clandestino
  5. 3. Zanne e altri problemi alla macchina
  6. 4. Hic sunt pirati
  7. 5. Il Dialogo di Pelata Marinata
  8. 6. La Chiave perduta e ritrovata
  9. 7. Un problema di insolita gravità
  10. 8. Oltre questo punto la continuità non è garantita
  11. 9. Il peggior giro sull’ottovolante di tutti i tempi
  12. 10. Lo Sgrofolo e la grande Città
  13. 11. Ci si ritrova (era ora)
  14. 12. Cose da fare mentre i maghi salvano il mondo
  15. 13. Cose divertenti da fare mentre si è appesi a una chiocciola
  16. 14. Il sogno in cui precipiti
  17. 15. Le onde si infrangono
  18. 16. Cascata di Braci
  19. 17. Onestamente, poteva andare meglio
  20. 18. La Città delle Scale Bruciate
  21. 19. Un nuovo alleato (che le fiamme si portino via il suo nome)
  22. 20. Fuggifuggi fulminei per fuggire dal fuoco
  23. 21. Il Re del Sale e della Sabbia
  24. 22. Una pedina sulla scacchiera
  25. 23. La Torre degli Ottenebranti
  26. 24. Tutto desidera
  27. 25. Giù giù giù
  28. 26. Il Sifone di Monerva
  29. 27. Finalmente ci si ritrova
  30. 28. Alba
  31. 29. Lezioni di prospettiva
  32. 30. L’eredità del Re del Sale e della Sabbia
  33. 31. Insieme, a ogni costo
  34. 32. La Marea di Ferro
  35. 33. Si chiude il cerchio
  36. 34. Promesse da mantenere
  37. Ringraziamenti
  38. Copyright