Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la storia
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Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la storia

  1. 216 pagine
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Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la storia

Informazioni su questo libro

A Berlino c'è una famiglia sgangherata e originale, i Liliencron. Il professor Carl Liliencron è un biologo di chiara fama, si occupa di microscopia: "Tutto quello che è più grosso di quattro millesimi di millimetro non mi interessa" ama dire. La bellezza di sua moglie Rahel è sempre stata un argomento di conversazione in città e per questo lei ha scelto di sposare l'uomo con il microscopio, quello che guarda solo l'invisibile. Hanno due figli: George, che sogna di fare il medico, ed Else, che suona il pianoforte e attende il grande amore. In mezzo a loro c'è Levi: il fox terrier dalle doti straordinarie, un buon cane ebreo dal nome ebreo.

Ma il nazismo è alle porte, e il destino dell'estrosa famiglia Liliencron sembra volgere al peggio. Perfino Levi è costretto a cambiare nome: diventa Sirius, stella luminosa nella notte nera che avanza. E sarà proprio Sirius a rompere gli indugi…

Sirius che, sbarcato in America, grazie all'intuito di Jack Warner diventa Hercules, la star dell'era dorata di Hollywood. Sirius che, trascinato da una serie di sfortunati eventi, si ritrova a Berlino con il nome di Hansi, fox terrier purosangue prediletto dal Führer e custode di tutti i suoi segreti. Ma quando l'Operazione Valchiria prende corpo, è con il nome di Sirius, la costellazione del Cane Maggiore, che l'eroe di queste avventure è pronto a passare alla storia: Sirius, il cagnolino che potrebbe portare la pace nel mondo in guerra…

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852070556
Print ISBN
9788804654339

Capitolo terzo

Il maresciallo del Reich, Hermann Göring, ricopre molte cariche e fra l’altro è anche capo delle Guardie forestali. All’Ufficio delle Guardie forestali è sottoposta a sua volta la Lega per la protezione della natura, e in questo ufficio opera il Dipartimento per la protezione degli uccelli.
Verrebbe da pensare che il benessere di merli, tordi, fringuelli e storni abbia in tempo di guerra un’importanza secondaria – ma non è così.
Il Führer è amico dichiarato degli uccelli. Non c’è praticamente nulla che gli stia a cuore quanto i pennuti. Ha personalmente promesso di «imporre la sua mano sulle siepi, per proteggerle».
Quali siepi? Gli uccelli, per l’appunto, volano. Il Führer ha pensato anche a questo. La sua mano protettrice arriva fino alle siepi conquistate di recente. Quelle in Russia, per esempio.
I soldati al fronte hanno istruzioni di pensare anche agli uccelli, quando dischiudono nuovi spazi vitali. Vengono esortati a costruire nidi artificiali e mangiatoie. Tonnellate di semi di canapa e girasole sono trasportate sul campo per procurare un nutrimento invernale agli uccelli.
È una cosa che si dimentica sempre. In questa guerra ci si prende cura degli uccelli.
L’uomo che si occupa di tutto questo si chiama Erwin Wünsche. È direttore del Dipartimento per la protezione degli uccelli. Ufficio 322, corridoio 2. E fa bene il suo lavoro.
Di recente è stato promosso Hauptsturmführer dal suo superiore.
«L’uccello» aveva detto Göring nel suo discorso «è il nostro ambasciatore. Noi tedeschi siamo un popolo silvestre. Al contrario degli ebrei. Loro sono un popolo del deserto. Selve tedesche e uccelli tedeschi fanno un bel paio. Se un uccello cinguetta nel bosco, quello è il nostro più bel canto tedesco.»
Wünsche era commosso.
Da allora batte i tacchi ogni volta che un merlo o un tordo fischietta il suo canto, ed esclama: «Heil Hitler!».
Wünsche era lì lì per procurarsi un cane lupo. Uomo tedesco e cane tedesco, anche questo è un bel paio.
Ma Heinrich Docht, dell’ufficio 321 accanto al suo, l’ha sconsigliato. La sua bambina di due anni è stata aggredita dal pastore tedesco di casa e da allora ha un occhio solo.
I figli di Wünsche in realtà sono più grandicelli, Ulrich è già Capodrappello della Gioventù hitleriana, Rudi ha ancora il grado di “Piccolino”. Ma come che sia, devono entrare nella vita con due occhi, questo è il minimo che la Gioventù tedesca possa aspettarsi.
E così un fox terrier arrivò in casa. Hansi.
Per lo Hauptsturmführer la razza tutto sommato è piuttosto indifferente, finché si tratta di cani. Con le persone naturalmente è un’altra cosa. L’uomo non è uomo e basta, ah no, qui entra in gioco la razza.
Wünsche si spinge persino un passo più avanti: ogni cane è un cane tedesco, se si chiama Hansi.
Così però è facile prendere abbagli. Erwin Wünsche è incappato con Sirius nel cane sbagliato. Ma come poteva saperlo?
«Hansi!» ordina Wünsche. «Andiamo a far pipì!»
La loro non può definirsi proprio una passeggiata. Lo Hauptsturmführer marcia al passo dell’oca lungo le strade, Sirius gli viene appresso al guinzaglio ben teso. Entrambi amano fermarsi accanto agli alberi, il cane com’è naturale che sia e il padrone ancor più di lui. In questi momenti Wünsche sente di essere il fiero rappresentante del popolo silvestre.
Di tanto in tanto succede che lo Hauptsturmführer si rivolga a un passante che non gli sembra abbastanza germanico.
«Ehi tu!» chiama. «Vieni qua!»
Il passante deve far vedere i suoi documenti. Potrebbe trattarsi di un esemplare del popolo del deserto che continua a infestare il sottobosco della selva tedesca.
«Uccelli strani», così li chiama lo Hauptsturmführer. Il Reich tedesco dev’essere protetto da loro. Protezione degli uccelli significa anche questo.
Davvero incredibile che proprio quest’uomo abbia ora un cane ebreo al guinzaglio.
Il cane ricorda ancora bene il giorno in cui papà Liliencron aveva detto: «È pericoloso là fuori, quando si porta un nome ebraico. Ora ti cerchiamo un bel nome nuovo. Così puoi prendere in giro gli ariani».
In questo modo Levi divenne Sirius.
Adesso il pericolo è ancora più grande. Sirius vive nella tana di uno Hauptsturmführer che ha alzato il vessillo della croce uncinata per gloria della razza padrona.
Allora sì che per sopravvivere bisogna chiamarsi Hansi.
*
I Wünsche abitano in una casa sulla Bülowstraße, poco lontano dal Kleistpark, dove ha sede la Lega per la protezione della natura. Erwin Wünsche non deve fare molta strada per andare al lavoro. Spesso torna a casa anche a pranzo.
La villa non è male per un funzionario del Dipartimento per la protezione degli uccelli. Un tempo era pur sempre la famiglia Traube che viveva qui felice, i proprietari dell’omonima fabbrica di viti Traube, che vuol dire “grappolo”. I loro beni sono stati arianizzati e i Traube deportati.
La cosa più incantevole qui è il giardino. Non è nemmeno più un giardino, ma un vivaio. Aiuole di verdure, di erbe aromatiche, di fiori, e poi alberi da frutto, serre. La famiglia Wünsche si nutre della propria zolla.
Manca solo l’uva. Nemmeno un grappolo. Sarebbe in effetti troppo sfrontato. Per il resto qui cresce tutto quel che il suolo tedesco produce.
«Nessun altro ha dei pomodori così» ha detto una volta Göring. Un pomodoro è arrivato addirittura al Führer, che pare ne sia stato entusiasta.
Quanto a pomodori, il Führer non conosce compromessi. Se c’è qualcosa che sa ben giudicare, sono proprio i pomodori. In fin dei conti si nutre prevalentemente di prodotti naturali.
Cucinare è roba da donne. Perciò in giardino e in cucina chi comanda è Gertrud, la moglie di Erwin Wünsche. È grossolana e massiccia, e sembra fatta apposta per il giardinaggio. Quando depone la vanga o la zappa, pare stranamente incompleta.
Le persone il cui lavoro quotidiano si svolge nel regno vegetale amano parlarne la sera, ma è raro che suscitino un qualche interesse. E così succede anche a Gertrud.
«La verza ha di nuovo i pieridi» si lamenta.
«Sì?» risponde Erwin, la testa da tutt’altra parte.
«Il rafano sta già germogliando» dice contenta Gertrud.
«Bene» fa Erwin.
Cos’altro ci sarebbe da dire? Erwin ha ben altre preoccupazioni. La soluzione finale della questione ebraica è una decisione già presa. Undici milioni di ebrei in tutta Europa sono sulle liste della morte. I primi treni diretti al campo di sterminio di Auschwitz sono già partiti. Come potrà il tutto svolgersi senza intoppi?
«Gasarli. Ma funzionerà davvero?» chiede Erwin.
«E chi lo sa» dice Gertrud.
«Undici milioni!» esclama Erwin.
«Già» replica succintamente Gertrud.
A lei i problemi lavorativi del marito non interessano proprio. In realtà la soluzione finale non è nemmeno un problema di Wünsche. Lui sta nel Dipartimento per la protezione degli uccelli. Ma i funzionari dipendono l’uno dall’altro. Le carriere sono imprevedibili.
Il dottor Manfred Gürtel, per esempio. È il superiore diretto di Wünsche nel ministero per il Patrimonio forestale del Reich. Gürtel passerà presto all’Ufficio centrale per la sicurezza del Reich e dirigerà la sezione 211, “Treni speciali”. Adesso c’è bisogno di gente brava a organizzare.
Erwin Wünsche lo è. Di recente Göring ha ordinato cinquemila nidi artificiali per la sua riserva di caccia di Carinhall, nella foresta di Schorfheide. Cinquemila nidi artificiali sono una bella quantità di legno. E il comando di Göring era stato: «Presto, presto!». Wünsche ha eseguito brillantemente l’incarico. Diventerà il successore di Gürtel? Perché non prendono lui, al posto di Gürtel?
Queste sono le domande che lo assillano. Lo Hauptsturmführer fa fatica a staccare la mente, dopo il lavoro. È raro vederlo seduto in poltrona, in genere cammina su e giù nel soggiorno, nervoso, senza dire una parola, perso nei suoi pensieri. Cinquemila nidi, sezione 211, Gürtel, presto, presto.
I bambini gironzolano annoiati. Anche a casa portano le uniformi della Gioventù hitleriana.
«Giocate con Hansi!» ordina la madre.
I bambini si guardano perplessi. Non sanno bene cosa fare con Hansi. Ulrich, il Capodrappello, getta al cane la sua fascia con la croce uncinata ed esclama: «Prendi!». Sirius sussulta. Questo dovrebbe essere un divertimento?
Rudi, il Piccolino, afferra un cuscino dal divano e lo preme sulla testa del cane. «Sei morto!» esclama.
Sirius lancia un guaito e si allontana.
«Hansi non sa giocare» si lamentano i bambini. «È stupido.»
«Allora leggete qualcosa di sensato» dice la madre. «Leggete lo “Stürmer”.»
Ulrich e Rudi preferiscono prendere la lampadina tascabile e andare in giard...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Sirius, il fox terrier che (quasi) cambiò la storia
  4. Capitolo primo
  5. Capitolo secondo
  6. Capitolo terzo
  7. Copyright