Yoga della comprensione interiore
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Yoga della comprensione interiore

Commenti ai Sutra sullo Yoga di Patanjali

  1. 308 pagine
  2. Italian
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Yoga della comprensione interiore

Commenti ai Sutra sullo Yoga di Patanjali

Informazioni su questo libro

"L'uomo moderno ha fretta, e solo l'opposto gli potrà essere utile. Se avete fretta, se vivete nella fretta, Patanjali vi potrà essere utile, perché egli non ha fretta alcuna. Io spero che Patanjali acquieti la vostra impazienza; vi riporterà con i piedi per terra, vi calerà di nuovo nella realtà, vi farà ritornare in voi." Con il suo commento ai Sutra sullo yoga di Patanjali (di cui questa è la terza parte), Osho rende accessibile all'uomo occidentale del XXI secolo il tesoro di saggezza e la profonda conoscenza della realtà interiore elaborata dal popolo indiano nel corso dei secoli. Una sapienza pratica e profonda, che ci offre illuminanti intuizioni e risposte concrete per risolvere alla radice il senso di sradicamento, le nevrosi, la mancanza di appartenenza che affliggono sempre più il mondo contemporaneo.

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852072826
Print ISBN
9788804589624
1

Uscire dal cerchio

Oppure, si mediti sulla conoscenza che sorge durante il sonno.
Oppure, si mediti su qualsiasi cosa ti attiri.
In questo modo, lo yogin diventa Maestro di ogni cosa, dall’atomo infinitesimale fino all’infinito.
L’essere umano dorme quasi un terzo della sua vita, circa vent’anni; eppure il sonno è sempre stato ignorato: nessuno ci pensa, nessuno medita su di esso. Questo perché l’uomo ha prestato troppa attenzione alla mente conscia.
La mente ha tre dimensioni; come la materia ha tre dimensioni, anche la mente ha tre livelli. Solo uno di quei livelli è conscio, l’altro è inconscio, e il terzo è superconscio.
In questo, la mente è simile alla materia in quanto, in profondità, anche la mente è materia; oppure, si può dire che anche la materia è mente. Dev’essere così, perché esiste solo l’Uno.
La mente è materia sottile; la materia è mente allo stato grezzo. Di solito, l’uomo vive solo in una dimensione, quella conscia. Il sonno appartiene all’inconscio, e così pure i sogni. La meditazione e l’estasi appartengono al superconscio, proprio come lo stato di veglia e il pensare appartengono allo stato conscio.
Quindi, ci dovremo addentrare lentamente nel fenomeno della mente.
Come prima cosa, si deve ricordare che la mente è simile a un iceberg: la parte superiore affiora; la si può vedere, ma è solo un decimo; nove decimi sono nascosti al di sotto della superficie, di solito non si possono vedere, a meno che non si scenda in profondità.
Ma queste sono solo due dimensioni. Ne esiste una terza: è come se l’iceberg fosse evaporato, fosse divenuto una nuvola che si libra nel cielo. È difficile raggiungere l’inconscio, ed è quasi impossibile raggiungere quella nuvola che è parte di quello stesso iceberg, ma che è evaporata.
Ecco perché la meditazione è tanto difficile, e il samadhi è così arduo da conseguire: richiede la totale energia dell’essere umano, richiede una devozione totale; solo così diventa possibile quel movimento verticale che porta nel fenomeno del superconscio, simile alla nube di cui vi parlavo.
Il conscio è sempre presente: voi mi ascoltate da quella dimensione. E se pensate a ciò che dico, se dentro di voi nasce una sorta di dialogo con ciò che dico, se persiste in voi una sorta di commento alle mie parole, siete nella mente conscia.
Ma potreste anche ascoltarmi senza pensare: immersi in un amore profondo, cuore a cuore, senza verbalizzare affatto ciò che dico, senza giudicarlo, senza definirlo giusto o sbagliato, senza valutarlo minimamente: ascoltate semplicemente, immersi in un amore profondo, come se la mente fosse stata superata, e fosse il cuore ad ascoltare, vibrando di gioia. In questo caso, è l’inconscio che ascolta. Allora, qualsiasi cosa io dica scenderà fino alle vostre radici più intime.
Ma esiste anche una terza possibilità: potete ascoltarmi attraverso il superconscio. In questo caso, perfino l’amore è un disturbo, molto sottile, ma comunque disturberebbe. In questo ascolto non esiste nulla, né pensiero, né sensazione: diventate un semplice vuoto, un nulla; da nulla a nulla. E in quel vuoto, cade qualsiasi cosa io dica, qualsiasi cosa io sia. In questo caso, mi ascoltate dal superconscio.
Queste sono le tre dimensioni.
Mentre siete svegli, vivete nel conscio: lavorate, pensate, agite. Quando vi addormentate, il conscio non funziona più, si riposa; inizia a operare un’altra dimensione, l’inconscio. In questo caso, non potete pensare, ma potete sognare; e, nell’arco della notte, esistono otto cicli circa di sogno ininterrotto. Il sogno si interrompe solo per alcuni istanti, il resto del tempo, sognate in continuazione.
Patanjali dice:

Oppure, si mediti sulla conoscenza che sorge durante il sonno.

Voi cadete semplicemente addormentati, come fosse una sorta di oblio; ma non è così: il sonno ha una propria presenza, non è solo la negazione dello stato di veglia; se lo fosse, non ci sarebbe nulla su cui meditare.
Il sonno non è simile all’oscurità, all’assenza di luce, niente affatto; ha una propria positività. Esiste, ed esiste con la stessa intensità dello stato di veglia; e quando mediterete, e vi verranno rivelati i misteri del sonno, vedrete che non esiste distinzione alcuna tra la veglia e il sonno: entrambi esistono nel proprio ambito.
Il sonno non è un semplice riposo dalla veglia, è un tipo di attività diverso, per questo si sogna.
Il sogno è un’attività incredibile, più potente del pensiero, e anche più valida e significativa, perché appartiene alla parte più intima del vostro essere, più del pensiero stesso.
Quando vi addormentate, la mente, che ha funzionato per tutto il giorno, è stanca, esausta. È una mente minuscola, un decimo, se paragonata all’inconscio che è nove volte più grande e più potente. Paragonata, poi, al superconscio, ogni confronto cade, perché esso è infinito, è onnipotente, onnipresente, onnisciente. Il superconscio è ciò che Dio è.
Il conscio è già piccolo, se paragonato all’inconscio: si stanca, ha bisogno di riposo per ricaricarsi; per questo, nel sonno, si spegne. Allora inizia un’incredibile attività: il sogno.
Ma come mai il sognare è sempre stato ignorato? Perché la mente è stata addestrata a identificarsi con il conscio, quindi, nel sonno si pensa di non esistere più.
È per questo che il sonno assomiglia a una piccola morte. Semplicemente, non pensi mai a ciò che ti accade.
Patanjali dice: Meditate sulla conoscenza che il sonno porta, e nel vostro essere affioreranno molte cose.
Sarà necessario un po’ di tempo, per entrare nel sonno consapevolmente, perché tu non sei neppure consapevole quando sei sveglio. Di fatto, anche quando sei sveglio, ti muovi come se fossi profondamente addormentato, come fossi un sonnambulo; in realtà, non sei mai veramente sveglio.
Non pensare di essere sveglio solo perché hai gli occhi aperti. Essere svegli vuol dire fare qualsiasi cosa, o essere presenti a tutto ciò che accade momento per momento, in piena coscienza.
Anche quando alzo semplicemente la mano per compiere un gesto, lo faccio in piena consapevolezza. Ma lo si può fare in modo meccanico, automatico: tu non sei consapevole di ciò che accade nella mano. Di fatto, non sei stato tu a muoverla, si è mossa da sola, è un gesto inconscio. Ed è per questo che è tanto difficile penetrare nel proprio sonno.
Ma se si prova… il primo sforzo da fare è questo: quando sei sveglio, siilo di più, perché è da qui che si deve iniziare a compiere lo sforzo. Mentre cammini per strada, cammina con piena coscienza, come se facessi qualcosa di estrema importanza. È qualcosa di molto significativo: ogni passo dovrebbe essere compiuto in piena consapevolezza. Solo se riesci a farlo, potrai entrare nel sonno.
Ora come ora, possiedi una consapevolezza estremamente evanescente. Nel momento in cui la tua mente conscia svanisce, anche quella consapevolezza scompare, come fosse una leggera increspatura sulla superficie. Non ha alcuna energia; è così debole, non è altro che un flebile guizzo, un fenomeno a voltaggio zero.
Dovrai portare maggior energia in quel fenomeno, tale per cui, quando la mente conscia si spegne, la consapevolezza persiste per conto suo; in questo modo cadrai addormentato consapevolmente.
Può accadere, se compi altre attività con consapevolezza: camminare, mangiare, dormire, fare il bagno. Per tutto il giorno, qualsiasi cosa tu faccia, non dev’essere altro che un pretesto per l’addestramento interiore della presenza attenta. In questo modo l’attività diventa qualcosa di secondario; tramite quell’agire, la consapevolezza diventa la cosa primaria.
Allora, quando la notte lascerai cadere ogni attività e ti addormenterai, la consapevolezza persisterà. Perfino addormentandoti, la consapevolezza diventerà un osservatore che riconoscerà il corpo che si sta addormentando. Piano piano, il corpo si rilassa.
Non è un processo da verbalizzare: ti limiti a osservarlo. Piano piano, i pensieri svaniscono, e tu osservi gli intervalli tra l’uno e l’altro. Piano piano, il mondo sfuma in lontananza; ti stai muovendo verso le fondamenta del tuo essere, nell’inconscio; e solo se riesci ad addormentarti consapevolmente, nella notte esisterà una continuità. È questo che intende dire Patanjali: Si mediti sulla conoscenza che sorge durante il sonno.
Il sonno può portare con sé una conoscenza enorme perché è il tuo forziere, è il ripostiglio in cui si trovano le conoscenze di un’infinità di incarnazioni: vi hai raccolto tesori immensi.
Ma, prima di tutto, cerca di essere consapevole mentre sei sveglio, mentre ti trovi nello stato di veglia; poi, di per sé, la consapevolezza acquisterà un potere tale che non importerà più cosa fai… di fatto, camminare, o sognare di camminare, non farà più alcuna differenza; e quando, per la prima volta, ti addormenterai consapevolmente, vedrai in che modo avviene un cambio di marcia.
Riuscirai addirittura a percepire quello scatto: lo stato di veglia scompare, la mente si spegne, e prende vita un altro regno. L’andatura dell’essere è mutata, e tra queste due marce, esiste un piccolo intervallo di neutralità; infatti, ogni volta che si cambia marcia, si deve passare attraverso uno stato di neutralità.
Piano piano, diventerai consapevole non solo del cambio di marcia, ma anche dell’intervallo tra le due marce e, in quello spazio, avrai la prima intuizione del superconscio.
Quando la mente conscia cambia nell’inconscio, per un attimo infinitesimale, riuscirai a vedere il superconscio. Ma quello è l’ultimo capitolo di questa storia: ne parlo solo di sfuggita.
Prima di tutto, diventerai cosciente dell’inconscio, e questo porterà un incredibile mutamento nella tua vita.
Quando inizierai a osservare i tuoi sogni, scoprirai che ve ne sono di cinque tipi.
Il primo, non è altro che spazzatura. Migliaia di psicanalisti lavorano solo su questo; è semplicemente inutile: questi sogni sono una conseguenza del pattume che si accumula durante il giorno.
Così come il corpo si sporca, si impolvera e, alla fine della giornata, si ha bisogno di un bagno per ripulirsi, allo stesso modo, la mente raccoglie polvere. E, poiché non c’è modo di lavare la mente, essa possiede un meccanismo automatico per espellere tutto quel pattume: il sogno non è altro che il sollevarsi della polvere che la mente sta gettando via… questo è il primo tipo di sogno, ed è anche la porzione più grande del processo onirico; copre quasi il novanta per cento dei sogni.
In questa percentuale, i sogni non sono altro che polvere di cui l’essere si libera: non è il caso di prestare loro molta attenzione. E, con il tempo, man mano che la tua consapevolezza cresce, riuscirai a capire quale sia la polvere.
Il secondo tipo di sogno è una sorta di bisogno che si realizza. Esistono infatti molti bisogni, bisogni naturali, ma i preti e i cosiddetti educatori religiosi hanno avvelenato la tua mente: non ti permettono neppure di appagare i tuoi bisogni primari. Li hanno condannati radicalmente, e quel biasimo è penetrato in te, per questo ora sei affamato e desideri appagare molti bisogni: quei bisogni pretendono di essere appagati. Il secondo tipo di sogno non è altro che una realizzazione dei tuoi desideri.
Qualsiasi cosa tu abbia negato al tuo essere, a causa dei preti e di altre persone che ti hanno avvelenato, la mente tenta di appagarla, in un modo o nell’altro.
Proprio ieri, è venuto da me un giovanotto, molto sensibile, che mi ha detto: «Sono venuto per porti una domanda estremamente importante; tutta la mia vita dipende da questo interrogativo. I miei genitori vogliono costringermi a sposarmi, e io non vedo alcun significato nel matrimonio. Ora lo chiedo a te: ha senso il matrimonio? Devo sposarmi, oppure no?».
Gli ho detto: «Quando hai sete, chiedi forse a qualcuno se abbia senso bere? Se devi bere, o no? Il problema non è l’esistenza di un significato: il problema è se hai sete, oppure no. Forse nell’acqua non esiste alcun significato, né ha senso bere, ma questo non importa; ciò che importa è se hai sete, o se non ne hai. E io so che, anche se continui a bere, continuerai ad avere sempre sete. A quel punto la mente potrebbe dire: “Che senso ha bere? A che pro continuare a bere, se poi si torna ad avere sete? Sembra solo un circolo vizioso, senza senso alcuno!”».
È così che la mente conscia ha tentato di dominare tutto il tuo essere, poiché qualsiasi significato le appartiene; l’inconscio non conosce significato alcuno: conosce la fame, la sete, i bisogni, ma non conosce alcun significato.
In realtà, la vita non ha alcun significato; semplicemente esiste, ed esiste così bene, senza significati, che non è necessario ne esistano. Che senso ha l’esistenza di un albero? Che senso ha il sorgere del sole, ogni mattina; o della luna, ogni sera? Che senso ha il fiorire di un albero? E che senso ha il canto degli uccelli, all’alba? E lo scorrere del fiume, e l’ergersi maestoso delle onde dell’oceano, per poi tornare a frangersi, continuamente, contro gli scogli? Che senso ha tutto questo?
Il significato non appartiene al Tutto. Il Tutto esiste meravigliosamente senza significato alcuno. Di fatto, se fosse esistito un qualsiasi significato, il Tutto non sarebbe stato così bello. Questo perché, con il significato, subentrano il calcolo, l’astuzia, la ragione, la separazione, le distinzioni: questo ha significato, quello è insignificante; questo è più significativo di quello… il Tutto esiste senza distinzione alcuna. Tutto è assolutamente meraviglioso, non perché abbia un significato qualsiasi, ma semplicemente perché esiste, senza scopo alcuno.
Ecco perché ho detto a quel giovane: «Se mi chiedi che senso ha il matrimonio, poni la domanda sbagliata, e questo ti porterà sulla strada sbagliata». È così che i preti sono diventati tanto potenti: tu poni domande sbagliate, loro ti forniscono risposte sbagliate… Gli ho detto: «Osserva semplicemente il tuo essere. Hai bisogno di una donna che ti appaghi? Tutto il tuo essere brama amore? L’amore è una fame, è una sete… quando vedi passare una donna bellissima, qualcosa accade in te, all’improvviso? Senti un’ondata, qualcosa di invisibile, un cambiamento? Oppure non accade nulla, prosegui tranquillamente, come se non fosse passato nessuno? Se fosse così, se quando passa una donna in te non accade nulla, non il minimo guizzo, allora non è necessario che ti sposi; ma non chiedere un significato. Se una donna fa scattare in te qualcosa, se il tuo passo accelera, se ti ritrovi a fischiettare, a guardare quella donna, oppure se l...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Prefazione. La nostra natura reale
  4. Yoga della comprensione interiore
  5. 1. Uscire dal cerchio
  6. 2. L’attrazione dell’ego
  7. 3. La periferia e il centro
  8. 4. La non-mentalità dell’essere
  9. 5. Lo sguardo puro
  10. 6. La fretta della mente
  11. 7. Senza riflesso alcuno…
  12. 8. Il Maestro appare
  13. 9. La caduta degli idioti
  14. 10. La consistenza dell’essere
  15. Yoga: una via di risveglio
  16. Piano dell’opera
  17. Sull’Autore
  18. Per approfondire
  19. Copyright