In questo libro Osho affronta il più grande tabù umano, la morte, e ci invita a vederlo sotto una luce completamente nuova. Insegnandoci a diventare "testimoni" attraverso l'osservazione e la meditazione, ci dimostra come non esista solo la dimensione umana, materiale, ma anche un "mondo invisibile" oltre la nostra esistenza terrena. Da questi presupposti parte per illustrarci l'esperienza della regressione e aiutarci a recuperare i ricordi e le emozioni delle nostre vite passate. Ciò che ne risulta è una visione ispirata che può liberarci dalle pastoie del materialismo, facendoci comprendere pienamente la nostra essenza spirituale e il mistero della reincarnazione.

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Aprirsi alla vita
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Argomento
Teologia e religioneCategoria
ReligioneLa scienza dell’esoterico
Una volta hai detto: «In meditazione profonda, se il corpo luminoso, cioè il corpo sottile di un uomo, o di una donna, esce dal corpo fisico, non può essere riportato indietro senza l’aiuto del sesso opposto. A causa del tocco di quest’ultimo si completa un circuito elettrico e la consapevolezza fuoriuscita dal corpo rientra immediatamente». Hai anche raccontato la tua esperienza, quando stavi meditando su un albero: in quello stato, il tuo corpo fisico è caduto mentre quello sottile continuava a osservarlo dall’albero; poi, grazie al tocco di una donna, il corpo sottile è rientrato in quello fisico. Ebbene, la domanda è: come mai in questo contesto è necessario l’altro sesso? E per quanto tempo? Non è possibile ritornare nel corpo fisico senza l’aiuto dell’altro? Che cosa lo impedisce?
Vanno comprese alcune cose. Primo, l’intero sistema di questo universo è basato sulle polarità positiva e negativa. Ogni volta che c’è attrazione, dovunque vedi un magnetismo, troverai le due parti, quella positiva e quella negativa, all’opera. La divisione in maschio e femmina, o la divisione dei sessi, è inserita in questa dialettica più ampia.
Nel linguaggio dell’elettricità, il polo positivo e quello negativo si attraggono tra loro con forza. Lo stesso principio è alla base dell’attrazione tra uomo e donna. Non esiste una differenza fondamentale tra la natura di questa attrazione e un pezzo di ferro che viene attratto da una calamita. Se il pezzo di ferro potesse parlare, anch’esso direbbe: «Mi sono innamorato di questa calamita, adesso non posso vivere senza di essa. O vivrò con essa, o morirò con essa». Se il pezzo di ferro potesse scrivere, avrebbe composto tante poesie d’amore quante ne hanno scritte gli esseri umani. L’unica differenza è la sua incapacità di parlare e scrivere. Se riesci a capire la natura di questa attrazione, ti sarà facile comprendere le altre implicazioni.
Questa attrazione, in genere, viene sperimentata da tutti, ma può avere valore anche nel campo spirituale e, in certe condizioni, diventa perfino inevitabile. Per esempio, se il corpo sottile di un uomo esce accidentalmente da quello fisico – accidentalmente, senza alcuna preparazione o pratica spirituale in grado di riportarlo indietro – diventa difficile per esso fare ritorno. In modo simile, se accade che il corpo sottile di una donna esce da quello fisico per un incidente – per qualche malattia, a causa di un infortunio, per una ferita, o durante una pratica spirituale – senza che lei l’abbia previsto, è difficile che torni indietro. Infatti, in quel caso, la persona ignora sia il modo di uscire dal corpo sia quello di rientrarci. La presenza del polo di attrazione opposto può essere di aiuto.
Il tocco di una donna crea l’opportunità, per il corpo sottile di un uomo, di fare ritorno al corpo fisico. È come mettere una lastra di vetro tra la calamita e un pezzo di ferro. Il ferro sarà ancora attratto dalla calamita, malgrado lo schermo di vetro. Così, sebbene in mezzo ci sia il corpo fisico dell’uomo, il tocco di una donna potrà riportarne indietro il corpo sottile; la forza magnetica lo farà accadere. Nello stesso modo, il corpo sottile di una donna può essere aiutato da un uomo, se è uscito accidentalmente. Ma deve trattarsi di un incidente; un sostegno del genere non è necessario se l’esperimento è stato programmato con anticipo. Come mai?
Altrove ho spiegato che il primo corpo di ogni uomo è maschile, il secondo femminile; il primo corpo di una donna è femminile, il secondo maschile, e così via per tutti e sette i corpi che formano un essere umano. Se l’uscita del corpo sottile di un uomo è stata programmata, non è necessario il tocco di una donna. Egli può usare il suo secondo corpo – che è femminile – per il ritorno del corpo sottile. In questo caso la donna all’esterno non è necessaria; ma solo se l’esperimento è stato ben programmato, l’uscita dal corpo non deve essere accidentale.
Quando un evento del genere accade per errore, resti inconsapevole degli altri corpi esistenti dentro di te. Non hai alcuna idea di come funzionino, né sai come usarli. Quindi è possibile che il corpo sottile di un uomo possa tornare senza alcun aiuto da parte di una donna, ma anche questo avverrà in modo casuale, come la fuoriuscita del corpo sottile. Ecco perché è impossibile esserne davvero sicuri.
Nessuno ha condotto tanti esperimenti sulla vita interiore dell’uomo come i tantrika. Per questo, in ogni seminario tantrico – dove è stato portato avanti il lavoro più approfondito sui corpi interiori dell’uomo – la presenza di una donna è divenuta inevitabile. Non la presenza di una donna comune, ma di una speciale. Le ragazze vergini erano molto considerate nel Tantra, perché se una donna ha avuto relazioni sessuali con molti uomini, la sua forza magnetica si è dissipata. Questa era l’unica ragione per cui erano richieste ragazze vergini.
Se una donna ha avuto relazioni sessuali con più di un uomo, o molte volte con lo stesso uomo, la sua forza magnetica si logora. L’età avanzata non è l’unico motivo per cui una donna sembra meno attraente. Lo stesso accade per l’uomo. La ragione più importante è che la loro polarità si indebolisce: l’uomo appare meno uomo, la donna meno donna. Se si potesse restare uomini o donne fino a tarda età, non si cesserebbe mai di essere attraenti. Il brahmacharya, il celibato o la castità, non è altro che il processo per restare una donna o un uomo fino alla fine.
In America c’è una signora che ha più di settant’anni, ma nessuno la può superare in avvenenza. Perfino alla sua età, ha bisogno di una scorta speciale della polizia. Questa donna, ovviamente, è riuscita a preservare i suoi elementi magnetici fino all’età di settant’anni. Anche un uomo può fare lo stesso. Come il nostro Prithvisinghji; sebbene sia piuttosto anziano, l’elemento della giovinezza è molto presente in lui. Egli ha preservato la propria forza magnetica per un periodo molto più lungo del normale. In qualche modo è rimasto attraente perfino alla sua età, anche nella vecchiaia.
Quindi, nel Tantra, le ragazze vergini sono diventate molto importanti per riportare nel corpo la consapevolezza del ricercatore del vero. Queste vergini dovevano preservare la propria purezza in modo meticoloso, affinché la loro forza magnetica non si disperdesse. Esistono modi per incrementare questa forza, come ne esistono altri per indebolirla. Molte asana, le posizioni del corpo nello yoga, come siddhasana e padmasana, sono state create appositamente con l’idea di impedire a questa energia di fuoriuscire dal corpo.
Esistono alcuni punti nel nostro corpo attraverso i quali la nostra energia magnetica fluisce all’esterno. Per esempio, scorre attraverso le dita. In realtà, perché questa energia fluisca all’esterno, è necessario un oggetto appuntito attraverso cui passare; non può fluire attraverso alcunché di circolare: in quei punti fluisce in cerchio. Essa scorre anche attraverso le dita dei piedi; mani e piedi sono i due principali sbocchi attraverso cui questa energia scorre verso l’esterno. Ecco perché in siddhasana o in padmasana le mani e i piedi vengono congiunti, in modo che l’energia fluisca da una mano all’altra, senza dirigersi verso l’esterno.
Gli occhi sono un altro grande varco attraverso cui il potere magnetico scorre all’esterno; ma questa energia cessa di fuoriuscire se riusciamo a tenerli socchiusi. Sarai sorpreso di sapere che essa scorre non solo quando gli occhi sono completamente aperti, ma anche quando sono del tutto chiusi. Non fluisce quando gli occhi sono aperti a metà. Quando gli occhi sono socchiusi, si crea una situazione in cui il circuito presente negli occhi viene interrotto. L’energia vuole muoversi sia verso l’esterno sia verso l’interno. Essa non sa quale via prendere: una parte vuole scorrere all’infuori, un’altra andare dentro. Entrambe si oppongono negandosi a vicenda. Per questo, gli occhi semiaperti sono diventati estremamente importanti nel Tantra, nello yoga e così via.
Se l’energia viene preservata e l’individuo è consapevole del corpo del sesso opposto dentro di sé, l’altro non è necessario. Tuttavia, a volte le cose accadono per errore. In meditazione, per esempio, arriva un momento in cui, senza che la persona lo sappia, accade questo fenomeno. In un caso del genere si può ricevere aiuto dall’esterno. Ma esso non è richiesto, a meno di situazioni impreviste.
Per come la vedo io, se marito e moglie cooperassero, potrebbero diventare partner anche in senso spirituale. Se entrambi comprendessero totalmente la condizione spirituale dell’altro, le forze magnetiche e spirituali reciproche, e cooperassero, potrebbero fare esperienza dell’interiorità con molta più facilità di un sannyasin, un ricercatore del vero, isolato. Inoltre, entrambi arriverebbero a conoscersi da vicino, e la loro forza magnetica troverebbe un profondo equilibrio.
Ecco il perché di una strana esperienza. Se un uomo e una donna si amano profondamente, sentendosi molto vicini l’uno all’altra, in profonda intimità e senza conflitti, cominciano a riflettersi reciprocamente i vizi e le virtù, al punto che, se la coppia è in profondo amore, le loro voci cominciano ad assomigliarsi, l’espressione dei visi ad apparire simile. Tra le loro personalità comincia ad affiorare un’armonia. Di fatto, l’elettricità che contengono entra in ciascuno di loro; a poco a poco diventano omogenei. Ma questo non è possibile se tra loro esiste discordanza. Quindi è bene tenere in mente che l’uomo e la donna possono aiutarsi a vicenda. La relazione coniugale tra moglie e marito non è limitata al sesso, può divenire una relazione anche per sperimentare il samadhi, la consapevolezza cosmica.
Vale anche la pena notare, a questo proposito, che in genere un sannyasin sembra molto attraente. Nessuna persona attrae le donne quanto lui. La ragione è una sola: un maschio sannyasin racchiude in sé una grande riserva di forza magnetica. Allo stesso modo, paragonata a una donna comune, una sannyasin sembra molto più attraente per il semplice motivo che la forza magnetica è immagazzinata in lei.
Se anche marito e moglie dovessero conservare questa energia, imparando come non dissiparla, potrebbero rivelarsi di grande aiuto nel preservare reciprocamente l’energia magnetica, anziché provocarne la dispersione. Ne ho già parlato in altre occasioni, quando ho detto che anche il sesso può diventare una grande riserva di energia, se praticato con la coscienza delle varie tecniche yoga e della disciplina del Tantra.
Per cui ricorda, il ruolo del sesso opposto è essenziale solo in situazioni accidentali: l’assistenza fisica del sesso opposto non è sempre necessaria. Molte volte, anche quando il fenomeno accade inaspettatamente, il corpo sottile torna da sé, ma in quel caso è la donna interiore che lo rende possibile. Quindi, in un modo o nell’altro, la donna è inevitabilmente strumentale così come l’uomo
Quali sono le tecniche precise per tornare nel corpo? Per favore, spiegale.
Anche a questo proposito qualcosa dev’essere compreso. Di solito, noi non comprendiamo che ogni nostro tocco contiene magnetismo. Quando siamo ricolmi d’amore e tocchiamo una persona, essa può sentire la diversa qualità del tocco. Anche quando siamo pieni di odio e tocchiamo qualcuno, si può notare la differenza. E la persona si accorge quando la tocchiamo con indifferenza. In tutti e tre i casi l’elemento magnetico in noi fluisce attraverso canali diversi. Inoltre, se concentriamo con una volontà totale la mente sulla nostra mano, le forze magnetiche diventano fortissime. Franz Anton Mesmer li chiama “passaggi magnetici”.
Fai sdraiare nuda una persona e metti le palme delle mani a dieci centimetri dalla sua testa, senza toccarne il corpo. Adesso fai vibrare vigorosamente le mani e spostale dalla testa ai piedi, sempre tenendole a dieci centimetri dal corpo. Se lo fai per quindici minuti, la persona raggiungerà una pace enorme e cadrà in un sonno profondissimo, quale forse non ha mai sperimentato in precedenza. Non toccarla, ma limitati a creare delle correnti di energia con le mani, da una distanza di dieci centimetri. Avverti semplicemente le correnti elettriche che fluiscono e, scuotendo le mani, spostale dalla testa ai piedi.
La moglie di Aldous Huxley ha raccontato, nelle sue memorie, uno strano episodio. Era una psichiatra che incontrò Huxley mentre la sua prima moglie era ancora in vita. Egli l’aveva chiamata come medico, e lei andò a casa sua per sottoporlo a psicanalisi. Lo fece sdraiare su un lettino e gli parlò per quasi due ore. Comprese, però, che Huxley era una persona così intelligente che sarebbe stato difficile cavarne alcunché: ovviamente, le persone intelligenti sono difficili da trattare!
Qualunque cosa dicesse, Huxley ne sapeva di più: aveva letto tutti i libri cui lei faceva riferimento, e anche di più. Le spiegò perfino il significato e la terminologia delle parole che usava. La situazione si fece difficile: il paziente era più preparato, più colto e intelligente della terapeuta.
Huxley era uno degli uomini più colti del suo tempo; la donna era solo un dottore comune, una psichiatra, mentre Huxley era un uomo di genio. Dopo un paio d’ore, lei s’innervosì, e comprese che l’uso di termini scientifici non l’avrebbe condotta da nessuna parte. Naturalmente, coloro che conoscono il significato esatto di una parola spesso non ne colgono il senso autentico, restano bloccati al significato letterale.
La terapeuta fu presa da sconforto: era evidente che quello che stava facendo non funzionava. Improvvisamente si ricordò che Huxley sapeva qualcosa dei passaggi magnetici, per cui gli chiese: «Ho sentito che tu sai qualcosa dei passaggi magnetici, è vero?». A quelle parole, Huxley si scosse; fino a quel momento si era dimostrato dubbioso e scettico, adesso la sua attenzione parve risvegliarsi. Infatti, chiese subito alla donna di sdraiarsi sul lettino.
Lei si sdraiò, nella speranza che grazie a quello scambio di ruoli l’interesse di Huxley si risvegliasse: dopo quasi due ore passate sdraiato su quel lettino, Huxley cominciava davvero a sentirsi a disagio. Quando la terapeuta si fu sdraiata, lui fece dei passaggi magnetici a dieci centimetri dal suo corpo. È una tecnica molto semplice: tieni le dita a dieci centimetri di distanza dal viso e scuotile vigorosamente; quando avverti l’elettricità che fluisce dalle dita, falle scorrere dalla testa ai piedi.
Huxley eseguì questa tecnica, e dopo dieci minuti la donna entrò in uno stato di pace molto profonda. Aveva escogitato tutto ciò come un modo per coinvolgere Huxley; alla fine si alzò e chiese a lui di sdraiarsi di nuovo, riprendendo in mano la seduta.
Dopo un po’ la donna tornò a casa, ma non riusciva a liberarsi della sua sonnolenza. Rimase tutto il tempo come in uno stato di dormiveglia, senza riuscire a capire cosa stava accadendo. Telefonò alla moglie di Huxley e le raccontò di come si sentisse in quello spazio insolito. La moglie di Huxley le chiese: «Huxley ti ha risvegliato?».
La donna rispose: «No, non mi ha risvegliato. Mi sono alzata da sola».
Udendo questo, la moglie chiamò Huxley. «Ti sei dimenticato di risvegliare Laura» disse «è ancora in stato di sonnolenza.»
Huxley rispose: «Prima che potessi risvegliarla, si è alzata da sola. Poi abbiamo ripreso a parlare, e me ne sono dimenticato».
Huxley non aveva ritirato l’energia che aveva trasmesso attraverso i passaggi magnetici e questa seguì la donna per quasi due giorni. Quando l’energia viene trasmessa, le mani si muovono dalla testa ai piedi; quando viene ritirata, dai piedi alla testa.
Vi sono alcuni punti del corpo particolarmente sensibili: l’energia li attraversa molto rapidamente. Il più sensibile di tutti è situato in mezzo agli occhi; è chiamato ajna chakra, o terzo occhio. È il punto più sensibile del nostro corpo. Se ti siedi con gli occhi chiusi e qualcuno ti punta il dito in mezzo agli occhi, a una decina di centimetri di distanza, presto comincerai a vedere il dito dentro di te, anche se non puoi vedere, perché hai gli occhi chiusi. Il dito non ti toccherà dall’esterno, ma tu comincerai ad avvertirne il tocco interiore, e il chakra si attiverà. Se lo stesso esperimento fosse condotto su un uomo addormentato, il suo chakra si attiverebbe ugualmente nel sonno.
Il secondo punto più attivo è situato dietro il collo. Sarebbe divertente, qualche volta, fare esperimenti su questo centro. Per esempio, se c’è uno sconosciuto che cammina davanti a te, focalizzando gli occhi sul retro del suo collo da una distanza di circa un metro, puoi suggerirgli di voltarsi: nel giro di qualche minuto egli si guarderà alle spalle, nervosamente. Puoi farlo girare da destra o da sinistra, come preferisci; puoi anche indurlo a svoltare alla prossima traversa, anziché lasciarlo proseguire dritto. Dopo qualche esperimento, quando avrai preso con...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Aprirsi alla vita
- La distanza fa la differenza
- La scienza dell’esoterico
- Io sono pronto, se tu lo sei
- Il raggio della volontà
- Appendice. L’arte dell’equilibrio
- Nota biografica
- Copyright
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