Miss Detective - 1. Omicidi per signorine
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Miss Detective - 1. Omicidi per signorine

  1. 280 pagine
  2. Italian
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Miss Detective - 1. Omicidi per signorine

Informazioni su questo libro

È un pomeriggio come tanti alla scuola Deepdean, quando Hazel trova nella palestra il cadavere della signorina Bell, l'inflessibile insegnante di scienze. Ma poco dopo, quando lei e l'amica Daisy tornano sul luogo del delitto, il corpo della professoressa è scomparso. Per la Wells&Wong, neonata società investigativa fondata da Daisy e Hazel, non si tratta solo di scovare l'assassino, ma anche di dimostrare che un omicidio è avvenuto davvero… il tutto cercando di battere la polizia sul tempo! Le atmosfere di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle rivivono nella prima indagine di due giovani e spericolate investigatrici.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852072659
Print ISBN
9788804661047
PARTE OTTAVA

LA SOCIETA INVESTIGATIVA RISOLVE IL CASO

1

Il giorno dopo, martedì, la polizia è arrivata sul serio. Siamo andate a scuola con un vento pungente, che mi ha lasciato la faccia rossa e screpolata e ha tinto di rosa pallido la punta del naso di Daisy. Lavinia, in vena di cattiverie, ha fatto inciampare Scricciolo, la cui borsa è caduta a terra e si è aperta, tanto che abbiamo dovuto correre in giro a riacchiappare i fogli volanti, mentre Scricciolo piangeva, Kitty la confortava e dei gamberetti di passaggio ridacchiavano.
Alla vista di un poliziotto davanti all’atrio dell’ala vecchia ci siamo subito ricomposte. Era in uniforme, con una giacca blu piena di bottoni e un cappello in tinta, e mentre gli passavamo accanto per entrare a scuola ci è sembrato incredibilmente severo e spaventoso. Il senso di colpa per ciò che sapevo avevano fatto alla signorina Tennyson mi è ripiombato addosso. Per un momento mi sono sentita come se fossi stata io l’assassino.
Abbiamo visto un altro poliziotto mentre andavamo alle preghiere. Era molto più giovane di quello alto davanti all’entrata, e aveva il collo grosso e brufoli su tutte le guance magre.
«Da sogno» ha sussurrato Kitty.
«Sei proprio disperata» le ha detto Lavinia, scontrosa.
«Silenzio, ragazze» ci ha ammonite la signorina Lappet mentre passava. Quando l’ho vista mi sono spaventata. Aveva un aspetto peggiore del solito: il naso rosso e due bottoni del cardigan slacciati. Ci ha scrutate tutte e ha borbottato: «Abbottonatevi su fino al collo, per favore».
Mentre barcollava via, ho respirato in modo più rilassato. Avevo ancora il terrore che l’assassino potesse segretamente aspettare il momento giusto per prenderci e aggiungere i nostri nomi alla lista delle vittime.
Le preghiere sono state proprio strane. La preside Griffin sembrava determinata a proseguire come se nulla fosse, anche se adesso le due sedie dove avrebbero dovuto essere la Tennyson e la Bell erano vuote. Tutte continuavano a girarsi e torcere il collo per guardare i loro posti vuoti, e lei fulminava con lo sguardo chiunque riuscisse a beccare mentre lo faceva.
La preside Griffin però ha menzionato la polizia. Sarebbe stato difficile non farlo. «Vorrei che voi ragazze foste molto collaborative con le forze dell’ordine» ci ha detto severamente, «mentre conducono le loro indagini, che certo noi tutte speriamo si concludano il più velocemente possibile. Prima questo spiacevole inconveniente sarà chiarito, meglio sarà. E ora, gli annunci del giorno…»
Ho visto Daisy fissare pensierosa il poliziotto brufoloso mentre gli passavamo accanto per andare a matematica. Aveva la sua solita espressione di quando ha un piano, e ho sospettato che stesse per chiedermi di fare qualcosa di illegale.
E infatti, mentre la signorina Parker scriveva dei calcoli alla lavagna, furiosa e scapigliata come non mai, mi è arrivato un bigliettino: “A ricreazione andiamo subito dal poliziotto brufoloso. Parlo io. D.”.
Avevo l’atroce sospetto che non ci sarebbe stato tempo per ritirare i nostri biscotti. La cosa non mi piaceva per niente. Di martedì servono i pasticcini alla crema, i miei preferiti. Ancora meglio dei biscotti allo zenzero.
Neanche a dirlo, non appena è suonata la campanella della ricreazione, Daisy mi ha presa per la mano e mi ha trascinata fuori dall’aula di scienze, giù per le scale e lungo il corridoio della biblioteca. Il poliziotto brufoloso stava in piedi accanto alla porta dell’aula delle professoresse, a fissare il muro opposto con sguardo un po’ strabico. L’ho guardato di nuovo, e di nuovo non ho capito cosa ci avesse trovato Kitty.
Daisy, però, sembrava completamente affascinata. Ha tirato l’elastico della treccia finché non le si è sciolta sulle spalle, ha mollato la sua borsa ai miei piedi, e poi è corsa dal poliziotto con un gridolino allegro molto alla Kitty.
«Oh!» ha esclamato. «Ho sempre desiderato conoscere un poliziotto!»
Prima che l’agente brufoloso avesse il tempo di capire cosa stesse succedendo, lei si era già aggrappata al suo braccio e lo stava fissando in modo adorante. Lui si è agitato e un’ombra di panico è calata sul suo viso.
«Buongiorno, signorina» ha esordito, imbarazzato. «Cosa posso fare per lei?»
Daisy ha spalancato i suoi occhioni azzurri. «Penso che i poliziotti siano affascinanti» ha detto, senza fiato. «Tutto il lavoro che fate… è semplicemente meraviglioso. Lei è un detective
Il poliziotto brufoloso ha tossito. Sul suo collo è apparso un rossore a chiazze, che ha raggiunto la punta delle orecchie.
«Certo, signorina, lo sono» ha risposto, e poi è arrossito ancora di più.
«Oh!» ha ansimato Daisy. «Deve essere il lavoro più bello del mondo. Lei deve essere terribilmente intelligente.»
«Oh, no» ha risposto il poliziotto. «Oh, no, no, no, io no.»
«Ma certo che sì! Lo sa tutta la scuola che lei è stato il primo a capire che non si è trattato di suicidio.»
Il petto magro del poliziotto si è gonfiato. «Davvero?» ha chiesto con voce gracchiante. «Be’, immagino che… be’, sì. All’inizio pensavamo che fosse la solita storia, il flacone di barbiturici vicino al letto, un messaggio scritto sulla sua carta assorbente che diceva: “Mi dispiace di farti questo”. Ma poi ho notato qualcosa di interessante. Era distesa sul letto in modo perfetto, la camicia da notte abbottonata, i capelli pettinati, ma aveva dei graffi sulle mani, e un piccolo taglio sul labbro, come se avesse lottato. Le cose non tornavano, e l’ho fatto notare al mio capo. Quindi siamo andati a interrogare la signora che gestisce il pensionato in cui stava la vostra signorina Tennyson, la quale ha detto che la professoressa ha ricevuto una visita, sabato, il giorno in cui è morta. La visita di una donna.»
Il mio cuore ha fatto un balzo. Si trattava della signorina Lappet o della Hopkins?
«Oh!» ha trillato Daisy in quel momento. «Com’è spaventoso ed eccitante!»
Il poliziotto le ha sorriso. «Com’è ovvio» ha detto, «non dovete dire a nessuno quello che vi ho raccontato. È strettamente confidenziale.»
«Certo» ha detto Daisy, «strettamente. Ma, sempre in modo strettamente confidenziale, che aspetto aveva quella donna?»
Lo ha chiesto un po’ troppo in fretta, ed è sembrato strano. Dentro di me ho sussultato. Ma poi Daisy ha cercato di coprire il proprio errore aggiungendo con il suo tono più frivolo: «Voglio dire, aveva un’aria pericolosa?».
Eppure, anche usando il suo fascino, si era spinta troppo oltre. Il poliziotto ha battuto le palpebre ed è arrossito, poi è sembrato come se si risvegliasse dall’incantesimo di Daisy.
«I-insomma!» ha balbettato. «Perché lo vuole sapere? Andrà a dirlo a tutte le sue amiche, vero?»
«No!»
«E sarà meglio che non lo faccia. Questa è un’informazione delicata. Oh, non avrei dovuto raccontarle così tanto. Mi promette che non lo dirà a nessuno? Il mio capo mi strapazzerebbe per questo.»
«Certo che glielo prometto» ha risposto Daisy, nel tono più rassicurante possibile. «Non sia così sciocco! Penso che lei sia molto fortunato a trovarsi in mezzo a questo caso! Sa se…»
Ma in quel momento un uomo è uscito dall’aula delle professoresse e ha visto Daisy che chiacchierava con il poliziotto brufoloso. Quest’uomo aveva un naso lungo, occhi neri e folti capelli scuri pettinati all’indietro con la brillantina. Aveva un’aria molto professionale. Doveva essere il capo che l’agente brufoloso aveva menzionato.
«Rogers!» ha detto brusco, l’espressione seccata. «Non parlare con le studentesse.» Ha lanciato a Daisy uno sguardo davvero malevolo, ma lei lo ha sostenuto, per niente scossa.
«Arrivederci, signor detective» ha detto a Rogers, guardandolo da sotto le ciglia. E con un ultimo raggelante sguardo al capo, ha detto: «Andiamo, Hazel, abbiamo da fare» e ha imboccato il corridoio della biblioteca.

2

Daisy camminava così velocemente che non riuscivo a starle dietro. Stavo ancora ansimando lungo il corridoio quando è arrivata in fondo e ha svoltato in direzione dell’ala nuova. C’è stato uno strillo, un tonfo, e poi un coro di esclamazioni spaventate, infine ho sentito la voce di Daisy, acuta per il panico, che piangeva: «Oh, mi dispiace così tanto… Preside Griffin, mi scusi… lasci che…».
Mi sono precipitata dietro l’angolo e mi sono trovata davanti alla catastrofe. Il corridoio era completamente ingombro di roba – fogli di carta e libri di testo, mollette per capelli e caramelle e matite – che rotolava in giro. Nella sua furia, Daisy aveva travolto l’ordinata e impeccabile signorina Griffin. Sono rimasta a bocca aperta per l’orrore.
Daisy era in ginocchio, e cercava di raccogliere con frenesia tutte le cose. I capelli ben pettinati della Griffin erano scomposti e lei aveva un’espressione spaventosa. Le altre ragazze hanno cominciato a farlesi intorno, ma lei ha sbraitato: «Procedete, ragazze», e tutte si sono disperse, terrorizzate.
Mi sono chinata accanto a Daisy. Stava scivolando sulle piastrelle, raccogliendo fogli e balbettando: «Preside, sono così desolata, mi creda, la prego», ma la Griffin non aveva l’aria di credere a una sola parola.
Ho raccolto una lettera, piegandola sull’angolo, e la Griffin ha intimato: «Non toccarla, Wong. Oh, andate fuori dai piedi tutt’e due, così non farete altri danni». Si capiva che era molto arrabbiata. Non l’avevo mai vista aggredire una ragazza, prima.
Daisy, tremando, ha consegnato alla Griffin la pila di fogli che aveva già raccolto e ci siamo fatte indietro per recuperare gli oggetti caduti dalla sua borsa. La Griffin, nel frattempo, si è inginocchiata nella sua impeccabile gonna di tweed e ha preso le carte da terra come se fosse stata una delle domestiche della Deepdean. La cosa mi ha fatta arrossire di vergogna. Mi sono sentita come se io e Daisy avessimo fatto un torto alla scuola. Daisy continuava a balbettare le sue scuse, ma la Griffin non era dell’umore di ascoltare.
«Wells, basta. Questo non è da te. Le ragazze della Deepdean devono accettare il biasimo per i loro errori con la stessa grazia e silenziosa dignità che mostrano nel resto della loro vita. Non mi aspetto di vedere le mie allieve devastare la scuola come barbari. A essere franca, sono molto delusa da te. Puoi andare.»
«Sì, preside Griffin» ha detto Daisy debolmente, e ha fatto un piccolo inchino storto perché aveva tutto il contenuto della sua borsa tra le braccia. Poi ce ne siamo andate insieme, sentendoci come le più piccole degli insignificanti gamberetti.
«Pensavo che mi avrebbe messa in punizione» mi ha sussurrato Daisy una volta che ci siamo allontanate abbastanza. «Oh, cielo, guarda l’ora. Siamo terribilmente in ritardo per arte.»
Ci siamo lanciate un’occhiata alle spalle, per assicurarci che la Griffin non ci stesse osservando (no, si era appena chinata a raccogliere qualcos’altro) e poi ci siamo messe a correre come matte.
La lezione di arte mi piace sempre. Non tanto per la materia in sé, quanto per il fatto che l’Inimitabile pensa che Hong Kong sia parte di un magico posto di fantasia chiamato “l’Oriente”; e siccome io vengo da lì, pensa che debba avere un talento naturale per l’arte. Sembra credere che gli abitanti di Hong Kong stiano stesi su divani viola squillante in stanze piene di quelle stampe cinesi che si comprano in cartoleria, con pavoni che razzolano ai loro piedi. Ovviamente è una visione poco realistica, e io non ho alcun talento naturale, ma l’Inimitabile non ci fa caso. Perciò copio dragoni cinesi dai libri che trovo in biblioteca, e lui va in estasi.
Quel giorno ero impegnata a colorarne uno, quando ho notato che Daisy aveva smesso di lavorare e s...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. OMICIDI PER SIGNORINE
  4. Personaggi
  5. Parte prima. La scoperta del cadavere
  6. Parte seconda. Si cominciano le indagini
  7. Parte terza. Veniamo a conoscenza di alcuni fatti interessanti
  8. Parte quarta. Abbiamo i nostri sospetti, e una discussione
  9. Parte quinta. Pericolose investigazioni notturne
  10. Parte sesta. Daisy espone la sua tesi
  11. Parte settima. Ci mettiamo nei guai
  12. Parte ottava. La società investigativa risolve il caso
  13. Ringraziamenti
  14. Copyright