Le tre isole - 3. Eyre
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Le tre isole - 3. Eyre

  1. 320 pagine
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Le tre isole - 3. Eyre

Informazioni su questo libro

a guerra fra Albion e Caledonya imperversa e a Stormwall l'Accademia di Magia è tenuta sotto assedio dal Rettore e dai Maghi traditori. Mentre Loran combatte sul fronte caledone sotto il comando della principessa Aishlin, Ysall cerca disperatamente una soluzione per annientare la magia oscura e ripristinare la pace fra le isole. I suoi sogni le suggeriscono di rivolgersi alle Fate, così lei, Jormus e i Cercamaghi partono per una spedizione sull'inesplorata isola di Eyre. Nel corso di un viaggio epico incontreranno Orchi, Elfi e Fate, dovranno sventare gli agguati dei fedeli al Rettore, risvegliare un antichissimo drago dormiente e affrontare la magia e i colpi di cannone di Albion. E, prima dello scontro finale, li attende la sconvolgente verità sulle origini della giovane Maga e la Storia delle Tre Isole.

La ragazzina sognatrice e dimessa del piccolo villaggio della Caledonya non c'era più.

E anche l'Apprendista se n'era andata.

Ora c'era solo Ysall la Maga.

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852072680
Print ISBN
9788804660880

REEL OSSERVAVA LE COSTE BUIE di Stormwall che si avvicinavano. Nell’oscurità di quella notte senza luna, non vedeva le altre due scialuppe accanto a loro, sentiva solo ogni tanto lo sciabordio dei remi.
Erano in una situazione che sembrava un crudele scherzo del destino. Dopo essere stati raccolti in mare dalla nave di Albion, lui e i suoi erano certi che sarebbero stati giustiziati. Magari anche consegnati al Rettore, che probabilmente li avrebbe torturati per dimostrare cosa accadeva a chi gli si ribellava. Ma quel giovane nobile di Albion, Jordan Quilbridge, non sembrava intenzionato a fare nulla di tutto ciò.
“Dunque, fatemi capire... voi sareste di Albion, ma state cercando di far fallire questa guerra?” gli aveva chiesto Reel, quando era stato condotto nella sua cabina insieme a Norwel. “Mi comprenderete se vi dico che stento a credervi” aveva aggiunto.
“Vi comprendo eccome, ma resta il fatto che vi sto dicendo la verità” aveva ribattuto Quilbridge. “E se vi domandate la ragione per cui lo facciamo, ebbene è semplicissima: questa guerra puzza di marcio lontano dieci leghe!”
“Marcio? Ma se vi sta andando tutto a gonfie vele!” aveva fatto notare Reel, con un ghigno amaro.
“Non capite. Lord Coven, promotore dell’invasione e grande alleato del vostro Rettore, è il marciume fatto persona e gli uomini più saggi del regno sono certi che, oltre a questa guerra, egli abbia ordito trame ben più losche” aveva spiegato Quilbridge.
Non sapevano ancora ciò che Kelvenham aveva scoperto da John Shaw, ma i loro dubbi su Coven non si discostavano molto dalla tetra verità.
“E così sareste qui per prendere Stormwall?” aveva chiesto Reel, diffidente. “Mi sembrate pochini.”
“Non intendiamo piombare come falchi, ma intrufolarci come topolini” era stata la risposta di Quilbridge.
Reel lo aveva guardato con tanto d’occhi.
“Dovete sapere che ora Stormwall è rifornita dalle navi di Lord Coven” aveva spiegato allora il nobiluomo di Albion. “Noi ne abbiamo, ehm, presa in prestito una. Mentre un gruppo scaricherà le merci, alcuni si daranno da fare per raccogliere informazioni.”
Reel aveva aggrottato la fronte. Le parole di quell’uomo cominciavano a parergli sensate.
“Conoscete Stormwall?”
“Ad Albion non esistono mappe dell’isola e, se gli uomini di Coven ne hanno, su questa nave non ce ne sono. Per questo sarebbe utile che voi ci faceste da guida.”
“Cosa vi fa pensare di potervi fidare?”
“Bah... nulla spiega la vostra presenza in queste acque, se non ciò che voi stesso mi avete raccontato. Viste le circostanze, mi farò bastare questo.”
Reel, a quel punto, aveva esitato a lungo prima di parlare. Forse stava per commettere un grave errore, ma era l’unica speranza alla quale aggrapparsi in quel momento.
“E sia, anch’io mi voglio fidare” aveva detto infine. “Vi guideremo, ma voi dovrete aiutarci a riprenderci l’Accademia.”
Quilbridge aveva esitato a sua volta. Gli era stato ordinato di esplorare, non di combattere. D’altro canto, nessuno a Albion si sarebbe lamentato se fosse riuscito a realizzare più di quanto gli era stato ordinato.
“Affare fatto” aveva detto quindi, prendendo la sua decisione.
I due si erano stretti la mano, anche se un’ombra di diffidenza e di sospetto velava ancora i loro sguardi.
Ora la costa era ormai vicina. Quasi trenta uomini erano saliti sulle scialuppe e si erano allontanati dalla nave, che sarebbe attraccata alla Cala delle Pietre Rosse fingendo di portare un carico di provviste.
«Come puoi fidarti degli albionici?» sussurrò per l’ennesima volta Norwel.
«Non avevamo molta scelta» ribatté Reel. «E poi ho studiato un po’ di storia di Albion e in effetti i nobili più influenti dell’isola sono stati spesso in contrasto fra loro, anche su faccende molto importanti.»
«Bene, ma dopo? Non ci metteranno comunque in catene?» insistette Norwel.
«Se succederà ci inventeremo qualcosa, da bravi Maghi» tagliò corto lui.
Non lo avrebbe detto ad alta voce, ma quell’albionico gli pareva un uomo onesto.
Jordan Quilbridge, dal canto suo, sperava di non essersi sbagliato sul conto di quel giovane Mago. Se fossero caduti in trappola, venendo scoperti, sarebbe stato un disastro per la fazione di Lord Kelvenham. Sarebbero stati accusati di tramare contro le loro stesse forze armate, finendo impiccati.
Le scialuppe attraccarono sulla riva di una piccola spiaggia sabbiosa indicata da Reel. Era incassata sotto una riva scoscesa, quindi ben protetta.
Reel e Quilbridge sbarcarono in silenzio, rigidi come pali, lanciandosi occhiate guardinghe tutt’intorno. Entrambi cercarono con lo sguardo i segni di un’imboscata.
Ma non successe niente.
«Tutto tranquillo, si direbbe» sussurrò Quilbridge dopo aver tratto un respiro profondo.
«Già, tutto tranquillo» annuì Reel, sciogliendo i pugni che aveva tenuto stretti fino a un istante prima.
Avanzarono nel buio.
Kylogh, il nuovo Veggente di Stormwall, sedeva nello studio del Rettore.
Adesso era lui a comandare, lì all’Accademia, dopo la partenza di Nyal O’Shean. Era rimasto con una mezza dozzina di Maghi e venti guardie armate.
In quell’alba grigiastra e umida, il pensiero di così modesti numeri gli piegò le labbra in una smorfia di disappunto.
Del resto, era di cattivo umore. Quella notte aveva avuto un incubo: un’enorme onda che si abbatteva su Stormwall e li spazzava via tutti.
“Un incubo non è una visione veridica, anche il più pivello dei Veggenti lo sa!” si disse per farsi coraggio.
La cameriera finì di ritirargli il vassoio con la colazione.
«Professor Kylogh» scandì la ragazza, congedandosi con un inchino.
«Aspetta!» le disse lui. «Adesso devi chiamarmi vice-Rettore Kylogh!» le ricordò bruscamente.
«Sì, signore» bisbigliò lei, abbassando lo sguardo.
Kaitlyn uscì dalla stanza col respiro corto e dopo essersi chiusa la porta alle spalle si fermò, strinse gli occhi e fece un gran respiro. Per un attimo aveva pensato di essere stata scoperta.
Da quando il Rettore aveva sovvertito l’ordine a Stormwall, la ragazza cercava di aiutare un gruppo di studenti che si erano dati il nome di “ribelli”.
In realtà, nessuno degli Apprendisti Maghi si era schierato dalla parte di O’Shean il traditore, ma solo un piccolo gruppo stava davvero tentando di fare qualcosa per opporsi ai suoi sgherri, che ora controllavano l’Accademia. Kaitlyn si era rivelata preziosa per loro.
La ragazza infatti, fin dal suo arrivo a Stormwall quattro anni prima, aveva esplorato ogni angolo della scuola. Curiosa per natura, aveva scoperto moltissimi passaggi nascosti che attraversavano gli edifici, molti dei quali erano ignoti anche agli stessi professori.
Dopo aver terminato il suo turno in cucina, finse di tornare nella sua stanza. Imboccò invece un corridoio laterale e, infilatasi dietro un arazzo, percorse un passaggio che portava in una cantina nascosta.
Gli altri erano già arrivati.
Undici studenti in tutto. Sette del primo anno e quattro del secondo.
«Sei in ritardo!» sbuffò Guffry.
Lui era stato una sorpresa: nessuno si aspettava che quel ragazzino vacuo e arrogante avrebbe avuto il fegato di unirsi al gruppetto dei ribelli.
«Oggi avevo il compito di servire quel verme di Kylogh» disse Kaitlyn con disgusto. «Ha anche la pretesa che lo chiami vice-Rettore!»
«È solo un grosso sacco pieno di vento!» commentò Camcher scuotendo il capo.
«Hai origliato qualcosa?» le chiese poi.
Kaitlyn fece cenno di no.
«Comunque non possiamo più starcene con le mani in mano» sbottò Hunafer. «Dobbiamo agire.»
«Per fare che?» intervenne Galmyan, uno studente del secondo anno. «Anche se noi siamo più numerosi, quelli sono Maghi veri!»
«Io ve l’ho già detto...» intervenne Guffry. «La nostra unica speranza sono le essenze!»
«E io ti ho già risposto che le tengono sotto chiave» replicò Kaitlyn, allargando le braccia. «E non ci sono neppure passaggi segreti che portano lì...»
«Come non ce ne sono per la stanza in cui tengono sotto chiave i fedeli» s’inserì Camcher. “Fedeli” era il nome che gli studenti usavano per i professori che si erano rifiutati di seguire il Rettore.
«Sono guardati a vista da otto guardie. Impossibile metterle fuori gioco, anche perché un Mago delle Tempeste è sempre con loro» proseguì Camcher.
«In effetti l’aula delle essenze non è altrettanto sorvegliata» osservò Sallhaer.
«Già, però un Mago e un paio di guardie che la controllano ci sono sempre» ribatté Kaitlyn.
«D’accordo, ma basterebbe creare un diversivo» insistette Guffry. «Che so... un gruppo di noi genera un’esplosione che fa accorrere il Mago di guardia e gli altri recuperano un po’ di essenze... Dovremmo avere tutto il tempo che ci serve.»
«Sicuro... Se ci sono i soldati di ronda nelle vicinanze sentiranno il trambusto e allora avremo solo il tempo di finire dritti fra le loro braccia» commentò Sallhaer preoccupato.
«Può darsi. Ma se non corriamo mai dei rischi ci troveremo presto con una statua di O’Shean in ogni corridoio e nessuna speranza di salvare Stormwall!» sbottò Camcher.
«Ben detto!» approvò Guffry.
Molti altri annuirono.
Kaitlyn li osservò incredula.
«Ha ragione Sallhaer...» disse. «Basta il minimo int...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Prologo
  4. Capitolo uno
  5. Capitolo due
  6. Capitolo tre
  7. Capitolo quattro
  8. Capitolo cinque
  9. Capitolo sei
  10. Capitolo sette
  11. Capitolo otto
  12. Capitolo nove
  13. Capitolo dieci
  14. Capitolo undici
  15. Capitolo dodici
  16. Capitolo tredici
  17. Capitolo quattordici
  18. Capitolo quindici
  19. Capitolo sedici
  20. Capitolo diciassette
  21. Capitolo diciotto
  22. Capitolo diciannove
  23. Capitolo venti
  24. Capitolo ventuno
  25. Capitolo ventidue
  26. Capitolo ventitré
  27. Capitolo ventiquattro
  28. Capitolo venticinque
  29. Capitolo ventisei
  30. Capitolo ventisette
  31. Capitolo ventotto
  32. Copyright