I terribili tre
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I terribili tre

  1. 208 pagine
  2. Italian
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Informazioni su questo libro

I Terribili Due sono tornati! Hanno passato mesi a progettare, pianificare e ordire scherzi esilaranti, hanno allenato i loro muscoli e il loro cervello per inventare beffe sempre più raffinate, e sono pronti a far sbellicare dalle risate tutta la scuola.

Se non fosse per un piccolo particolare… La loro vittima preferita, il preside Barkin, è stato rimpiazzato dall'ex preside Barkin, ovvero suo padre.

Il nuovo dirigente ha tutt'altra tempra rispetto al predecessore e non permette scherzi nella scuola, dirigendola con una rigida disciplina e una severità inaudita.

Come faranno i Terribili Due a mantenere lo scettro di re degli scherzi se anche i loro piani migliori vengono schiacciati e repressi da Barkin l'Invincibile?

Forse è arrivato il momento di chiedere aiuto.

I Terribili Due sono tornati, sì, ma questa volta sono in Tre!

Scelto da 375,005 studenti

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Informazioni

Editore
Mondadori
Anno
2016
eBook ISBN
9788852072604
Print ISBN
9788804660859
Capitolo

1

Bentornati a Borgo Sbadiglio, verdi colline e mucche, mucche a perdita d’occhio! A Borgo Sbadiglio l’erba cresce rigogliosa, le colline si susseguono ondulate, e le mucche muggiscono placidamente. E a chi importa tutto questo?
Be’, a questi due.
Questi sono Miles Murphy e Niles Sparks, i due membri di una società segreta formata da due membri e nota a questi due membri (e solo a loro) come I Terribili Due (Miles è quello con la maschera antigas).
I Terribili Due era un tipo particolare di società segreta. I Terribili Due era una società segreta di tira-scherzi. E quel giorno, una domenica, Miles e Niles stavano per sferrare il loro scherzo fresco di giornata.
Il giorno prima, un sabato, Miles e Niles avevano stilato la lista delle cose di cui avrebbero avuto bisogno:
«Perché dovremmo aver bisogno di una maschera antigas?» chiese Niles. Si trovavano nel loro Laboratorio degli Scherzi, una cabina armadio adiacente alla camera da letto di Niles, le cui quattro pareti e il soffitto erano stati dipinti con pittura lavagna, così che i Terribili Due potessero organizzare i loro tiri mancini.
Si notino le mappe. Si notino i progetti. Si noti la cassa piena di calze nere ficcata nell’angolo.
Le calze non sono importanti, è quello che c’è dietro a essere importante. Dietro le calze c’erano le cinquantotto parole su cui Miles e Niles basavano la loro esistenza.
(Se state leggendo questo libro in un posto tranquillo e defilato, dove nessuno può sentirvi, sentitevi pure autorizzati ad alzare la mano sinistra – la mano dei campioni di scherzi – e a pronunciare voi stessi queste parole.)
«Ecco perché abbiamo bisogno di maschere antigas» disse Miles, che aveva parlato per tutto il tempo.
«Io penso che le maschere antigas non funzionino come pensi che dovrebbero funzionare» disse Niles.
«Invece io penso che funzioneranno esattamente come penso che dovrebbero funzionare» disse Miles.
«Già» disse Niles, «Questo sì che è definire chiaramente quello che si pensa!»
«Io la maschera antigas me la porto» tagliò corto Miles. «E ne porto una anche per te. Scommetto che domani la vorrai.»
Ed ecco come siamo arrivati qui.
«Sei sicuro di non volerla?» chiese Miles.
«Sì.»
Niles tirò fuori una molletta da bucato dalla tasca e se ne servì per chiudersi le narici. Fece una smorfia, perché faceva male.
«La maschera antigas è molto più comoda» disse Miles.
«In effetti» disse Niles.
«E poi mi rende fighissimo!»
Niles esaminò attentamente Miles.
«Forse» disse.
Miles e Niles appoggiarono entrambi gli skateboard sul marciapiede.
(Erano tutti e due di Miles. Miles aveva cavalcato il suo fino al parcheggio dietro il ristorante Da Danny. Niles aveva portato a mano l’altro: non aveva un grande equilibrio.)
Indossarono i guanti di gomma.
Tirarono fuori i pennelli.
Poi Miles frugò nello zaino ed estrasse la cosa più importante di cui avevano bisogno per lo scherzo di quella mattina: una cosa troppo importante per essere elencata nella lista, con il rischio che detta lista cadesse nelle mani sbagliate e scatenasse domande, indagini, rimozioni di maschere, espulsioni. Era il fulcro di tutta l’operazione: un pezzo di formaggio accuratamente avvolto nella pellicola.
Sulle colline di Borgo Sbadiglio, le mucche di Borgo Sbadiglio mangiavano l’erba di Borgo Sbadiglio per fare il latte di Borgo Sbadiglio. Un po’ del latte di Borgo Sbadiglio diventava il formaggio di Borgo Sbadiglio, destinato ai clienti della latteria di Borgo Sbadiglio, che forniva ventisette varietà di formaggi, tra cui:
Se avete contato, vi siete accorti che ci sono solo ventisei varietà di formaggi. Sappiate allora che Borgo Sbadiglio è anche uno degli unici quattro luoghi fuori dalla Germania che producono il Limburger, che Miles Murphy aveva acquistato proprio quella mattina, e che è famoso perché puzza di piedi.
«Accidenti» disse Miles scartando il formaggio. «Puzza di piedi.»
«È proprio questo il punto» disse Niles.
«Già, ma io sento puzza di piedi attraverso la maschera» si lamentò Miles.
Niles alzò le spalle. «Ho cercato di dirtelo. Le maschere antigas bloccano il veleno, ma non gli odori.»
Miles si tolse la maschera. «D’accordo. Hai vinto. Mi metto la molletta da bucato.»
Niles sorrise. «Ne ho portata solo una.»
Il che ci porta alla constatazione che Niles Sparks aveva giocato uno scherzo al suo compagno di scherzi proprio nel bel mezzo di uno scherzo.
«Ottimo scherzo» si complimentò Miles.
«Grazie» disse Niles.
Miles aveva un’espressione leggermente nauseata. Fissò il formaggio.
«È persino peggio di quanto credessi.» Fece un respiro profondo e lo trattenne.
I due si scambiarono un cenno.
Poi si distesero supini sugli skateboard e scivolarono sotto una cinque porte gialla, che apparteneva al loro preside, il quale rispondeva al nome di preside Barkin, e pranzava Da Danny ogni domenica alla stessa ora.
Un buono scherzo richiedeva un buon obiettivo, e un buon obiettivo era uno che meritava di finire vittima di uno scherzo. Vittime perfette erano i despoti e i tiranni, i vanitosi e gli egocentrici. Il preside Barkin rappresentava un’ottima vittima perché:
  1. insisteva, nei discorsi che teneva e con i cartelli che attaccava per tutta la scuola, che gli studenti rispettassero incondizionatamente il suo potere di preside;
  2. dava fuori di matto ogni volta che quel potere veniva messo in dubbio, e ogni volta che dava fuori di matto (il che succedeva spesso) gli veniva la faccia color porpora;
  3. aveva annullato le giornate a tema di quell’anno, definendole come “frivolezze”, tra cui il Giorno dell’Acconciatura Eccentrica, il Giorno dei Baffi e il Giorno all’Indietro, lasciando solo il ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Capitolo 1
  4. Capitolo 2
  5. Capitolo 3
  6. Capitolo 4
  7. Capitolo 5
  8. Capitolo 6
  9. Capitolo 7
  10. Capitolo 8
  11. Capitolo 9
  12. Capitolo 10
  13. Capitolo 11
  14. Capitolo 12
  15. Capitolo 13
  16. Capitolo 14
  17. Capitolo 15
  18. Capitolo 16
  19. Capitolo 17
  20. Capitolo 18
  21. Capitolo 19
  22. Capitolo 20
  23. Capitolo 21
  24. Capitolo 22
  25. Capitolo 23
  26. Capitolo 24
  27. Capitolo 25
  28. Copyright