Leggere Orgoglio e pregiudizio con l'infanzia appena alle spalle significa capire chi stiamo per diventare, cosa sta per succederci. Torneremo a consultarlo spesso, come un amico che ci ha aiutato in un periodo difficile, vorremo scoprire quale sia la sua magia: scopriremo che è insieme manuale di economia, racconto di formazione, impietoso ritratto di famiglia.
Dalla prefazione di Nadia Terranova.

eBook - ePub
Orgoglio e pregiudizio (Mondadori)
Presentato da Nadia Terranova
- 520 pagine
- Italian
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Orgoglio e pregiudizio (Mondadori)
Presentato da Nadia Terranova

1

È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo provvisto di un ingente patrimonio debba essere in cerca di moglie.
Per quanto al suo primo apparire nel vicinato si sappia ben poco dei sentimenti e delle opinioni di quest’uomo, tale verità è così radicata nella mente delle famiglie dei dintorni, da considerarlo legittima proprietà dell’una o dell’altra delle loro figlie.
«Mio caro Bennet» gli disse un giorno la moglie, «hai sentito che Netherfield Park è stato finalmente affittato?»
Il signor Bennet rispose di no.
«Ma è così» replicò lei, «la signora Long è appena stata qui e mi ha detto tutto al riguardo.»
Il signor Bennet non rispose.
«Non vuoi dunque sapere chi lo ha preso?» esclamò la moglie spazientita.
«Sei tu che vuoi dirmelo, e io non ho niente in contrario ad ascoltarlo.» L’invito fu sufficiente.
«Ebbene, caro, la signora Long dice che Netherfield è stato preso in affitto da un giovanotto molto ricco dell’Inghilterra del Nord. È venuto lunedì scorso in tiro a quattro a vedere il posto e lo ha trovato così di suo gusto che si è subito messo d’accordo con il signor Morris. Pare che ne prenderà possesso prima di San Michele, e una parte della servitù entrerà in casa già alla fine della prossima settimana.»
«Come si chiama?»
«Bingley.»
«Sposato o scapolo?»
«Scapolo, naturalmente, mio caro. E con un bel patrimonio: quattro o cinquemila sterline all’anno. Che fortuna per le nostre ragazze!»
«E perché mai? Cosa c’entrano loro?»
«Ma, mio caro» replicò la moglie, «quanto sei fastidioso! Devi sapere che intendo fargliene sposare una.»
«E il giovanotto si stabilisce qui con la stessa intenzione?»
«Intenzione! Che sciocchezza! Come si fa a ragionare in questo modo? Ma è molto probabile che s’innamori di una delle nostre figlie, e perciò devi andare a trovarlo appena arriva.»
«Non ne vedo il motivo. Potresti andarci tu con le ragazze, anzi sarebbe meglio mandarle da sole, perché con la tua bellezza potresti piacere al signor Bingley più di tutte loro.»
«Mi lusinghi, mio caro. Certo, anch’io sono stata bella. Ma ormai non ho più di queste pretese. Quando una donna ha cinque figlie in età da marito, deve rinunciare a pensare alla propria bellezza.»
«Quando una donna è in questa situazione non succede spesso che abbia una bellezza cui pensare.»
«In ogni caso, mio caro, dovrai essere tu ad andare a trovare il signor Bingley, quando si sarà stabilito qui da noi.»
«È più di quanto possa promettere, credimi.»
«Ma pensa alle tue figlie, a che sistemazione sarebbe per una di loro. Sir William e Lady Lucas sono decisi ad andare a trovarlo unicamente per questo motivo perché, come sai, di solito non fanno visita ai nuovi arrivati. Devi assolutamente andarci tu per primo, altrimenti noi non potremo fargli visita.»
«Ti fai troppi scrupoli, ne sono certo. Penso che il signor Bingley sarà felice di vedervi; da parte mia gli farò avere due righe per assicurargli il mio sincero consenso al suo matrimonio con quella che preferisce fra le nostre figlie, ma metterò una parola speciale per la piccola Lizzy.»
«Mi auguro che tu non faccia niente del genere. Lizzy non ha nulla di meglio delle sorelle; anzi, direi che non ha nemmeno la metà della bellezza di Jane o dell’amabilità di Lydia. Ma tu accordi sempre a lei la preferenza.
«Nessuna delle tre ha qualità particolari» rispose Bennet. «Sono un po’ sciocche e ignoranti come tutte le ragazze, ma Lizzy ha più prontezza di spirito delle sorelle.»
«Come puoi parlare in questo modo delle tue stesse figlie? Ti diverti a tormentarmi! Non hai proprio pietà dei miei poveri nervi.»
«Ti sbagli, cara. Ho il massimo rispetto per i tuoi nervi. Sono mie vecchie conoscenze. Te li sento nominare spesso da almeno vent’anni.»
«Ah! Tu non hai idea di quello che soffro!»
«Ma spero che tu riesca a superare questa sofferenza e abbia il tempo di vedere molti giovanotti con quattromila sterline di rendita stabilirsi qui.»
«Non servirebbe nemmeno se ne venissero venti, dal momento che tu non vuoi andare a fargli visita.»
«Puoi stare certa che, quando saranno venti, andrò a far visita a tutti.»
Il signor Bennet era un miscuglio così curioso di prontezza, sarcasmo, riserbo e volubilità, che ventitré anni di matrimonio non erano bastati a far capire alla moglie che persona fosse. La mente della signora Bennet era molto più semplice. Era una donna di intelligenza modesta, di scarsa istruzione e debole di carattere. Quando era scontenta si metteva in testa di essere nervosa. Lo scopo della sua vita era trovare marito alle figlie; il suo svago le visite e i pettegolezzi.

2

Il signor Bennet fu tra i primi che andarono a trovare il signor Bingley. Aveva sempre avuto l’intenzione di fargli visita, pur avendo detto alla moglie fino all’ultimo che non l’avrebbe fatto; e la sera della visita lei non ne sapeva ancora nulla. La cosa venne svelata mentre il padre osservava la sua secondogenita intenta a sistemare un cappellino, e le diceva a un tratto: «Spero che piacerà al signor Bingley, Lizzy».
«Non abbiamo modo di sapere cosa piace al signor Bingley» osservò la moglie risentita, «dal momento che non gli faremo visita.»
«Ti dimentichi, mamma» disse Elizabeth, «che lo incontreremo ai ricevimenti e che la signora Long ha promesso di presentarcelo.»
«Non credo che la signora Long ce lo presenterà. Ha le sue due nipoti. Ed è una donna egoista e ipocrita che non stimo affatto.»
«Nemmeno io» disse il signor Bennet «e sono felice che non abbiate bisogno di ricorrere a lei.»
La signora Bennet non si degnò di rispondere ma, incapace di contenersi, cominciò a sgridare una delle figlie.
«Smettila di tossire in questo modo, Kitty, per l’amor del cielo! Abbi un po’ di compassione per i miei nervi. Me li fai a pezzi.»
«Kitty manca di discrezione nel tossire» commentò il padre, «lo fa sempre nel momento sbagliato.»
«Non tossisco certo per divertimento» replicò Kitty, stizzita.
«Quando è il tuo prossimo ballo, Lizzy?»
«Fra quindici giorni.»
«Proprio così» esclamò la madre, «e la signora Long non torna che il giorno prima; quindi non potrà presentarcelo perché non lo conoscerà ancora nemmeno lei.»
«Allora, cara, sarai in vantaggio sulla tua amica e potrai presentare tu a lei il signor Bingley.»
«Ma come vuoi che sia possibile, Bennet, se io stessa non lo conosco? Come puoi prenderti gioco di me in questo modo?»
«Mi inchino alla tua prudenza. Quindici giorni sono di certo pochi per conoscersi. Non si può sapere com’è veramente un uomo dopo appena due settimane, ma se non osiamo noi, qualcun altro lo farà. Dopo tutto, anche la signora Long e le sue nipoti hanno il diritto di tentare la fortuna. Perciò, dato che è un atto di cortesia, se tu declini il compito, me lo assumerò io.»
Le ragazze guardarono il padre con tanto d’occhi. La signora Bennet disse soltanto: «Sciocchezze, sciocchezze!».
«Cosa significa questa esclamazione enfatica?» protestò il signor Bennet. «Consideri forse sciocchezze le presentazioni e l’importanza che viene loro attribuita? Non posso essere d’accordo con te, su questo. Cosa ne pensi, Mary? So che sei una ragazza riflessiva, che legge libri importanti e ne trae pensieri profondi.»
Mary avrebbe voluto dire qualcosa di molto acuto, ma non le venne in mente nulla.
«Mentre Mary riordina le idee» continuò Bennet, «torniamo al signor Bingley.»
«Non ne posso più del signor Bingley!» strillò la moglie.
«Questo mi dispiace davvero. Ma perché non me l’hai detto prima? Se lo avessi saputo stamattina, ...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- PREFAZIONE
- ORGOGLIO E PREGIUDIZIO
- 1
- 2
- 3
- 4
- 5
- 6
- 7
- 8
- 9
- 10
- 11
- 12
- 13
- 14
- 15
- 16
- 17
- 18
- 19
- 20
- 21
- 22
- 23
- 24
- 25
- 26
- 27
- 28
- 29
- 30
- 31
- 32
- 33
- 34
- 35
- 36
- 37
- 38
- 39
- 40
- 41
- 42
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- 48
- 49
- 50
- 51
- 52
- 53
- 54
- 55
- 56
- 57
- 58
- 59
- 60
- 61
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