Quanti giorni sono passati? Non ricordi. Però, dopo un lungo distacco, hai improvvisamente voglia di riaffacciarti su Instagram. Hai tentato di dimenticare i tuoi incubi incollandoti per ore davanti alla televisione. Speravi di distrarti. Di nascosto dai tuoi, lo hai fatto anche di notte. Perché è quello il momento più duro, Cristiana: quando tutto intorno a te diventa tranquillo, tu scendi all’inferno.
Tuttavia, la cura Tv-a-tempo-pieno non ha funzionato, così ti riaffidi speranzosa ai social. In fondo, la lontananza da scuola ti fa sentire più leggera. Anche se l’idea di rivedere quelle ragazze ti catapulta di nuovo sotto un mare di silenzio.
Chiudi gli occhi per qualche secondo, fai un lungo sospiro, poi ti convinci a digitare la tua password sul telefonino.
Zero. Nessun nuovo messaggio. Il tuo ultimo post è ancora il video dell’étoile russa, che nel frattempo ha raccolto un solo cuoricino. E chi poteva metterlo se non la Sballerina, la tua compagna di danza completamente fuori di testa?
Per Halloween, ad esempio, voleva mascherarsi da mummia danzerina. Così ha indossato lo stesso tutù che avrebbe poi dovuto usare per lo spettacolo di Natale e lo ha riempito di chiazze di Coca Cola che poi non sono più andate via. A detta di tutti, la sua esibizione nello Schiaccianoci è sembrata particolarmente… frizzante.
A proposito, hai saltato altre tre lezioni con Madame Arabesque e una prova speciale della variazione del Don Chisciotte. L’altra sera hai sentito Mamma Ologramma rispondere a una telefonata della maestra di danza, però non sei riuscita a capire che cosa si stessero dicendo. E comunque non è durata molto, perché a tua madre è squillato il cellulare e ha dovuto interrompere la comunicazione.
L’Ologramma si è molto preoccupata per la tua salute, ma sembra che si sia completamente dimenticata della conversazione che avete iniziato l’altra sera. Né tu hai più avuto la tentazione di confidarti ancora con lei.
Delusa, stai per disconnetterti da Instagram quando ti cade l’occhio sull’icona di ThisCrush. Decidi di dare un’occhiatina anche lì. Quel social permette di inviare messaggi anonimi di ogni tipo, e il numero di persone che ne fa uso cresce vertiginosamente: offendere gli altri senza metterci la faccia è diventato lo sport più praticato dai vigliacchi. Che sono tanti, troppi!
Alcuni di loro sono stati colti dall’urgente necessità di dirtene due sulla tua performance al Kiosko.
Mi hai fatto vomitare.
Il mio cane usa la ciotola. Fattene comprare una anche tu, cagna!
Schifosa.
Ho il pavimento di casa sporco. Vuoi dargli una leccatina?
Volevi farti notare? Abbiamo notato solo che sei ripugnante.
Avresti voglia di rispondere a tutti. Non per ricambiare gli insulti: non è nel tuo stile. Vorresti solo chiedere perché non hanno il coraggio di firmarsi.
Ma ottenere una reazione furiosa è l’unico motivo per cui certa gente offende senza pietà. Alcuni di loro, a dire il vero, non si rendono nemmeno conto di quanto feriscono. Se vedessero la tua espressione ora, forse qualcuno si pentirebbe e ti chiederebbe scusa. Ma difficilmente succederà: il mondo virtuale nasconde le emozioni dietro uno schermo.
Alla fine decidi di rispondere a un messaggio anonimo. In realtà è l’unico che non ti ha offesa, ma è anche il solo che hai riconosciuto.
Che cosa succede alla mia Kitri? Se hai bisogno, ci sono. Firmato: Basilio.
Justin Bomber ha fatto in modo che solo tu potessi capire il messaggio. Ti ha voluto dimostrare che ti è vicino, ma è stato ben attento a non farlo sapere agli altri.
Il vero Basilio non è un vigliacco. Lui difende Kitri senza nascondersi gli scrivi di getto, furibonda.
Ma la tua rabbia dura poco, come al solito. Anche perché nel frattempo ti è venuta un’altra idea.
Corri in bagno, dove rimani per cinquanta minuti esatti. In quel tempo hai colorato e poi cancellato il tuo viso per quattro volte. Ammettilo, Cristiana: i segreti di bellezza restano per te ancora molto, molto segreti. Sei un vero disastro! Ma ora, dopo tanto lavoro e due dita bruciate con la piastra rovente di Mamma Ologramma, sei riuscita a ondulare un po’ i tuoi lisci capelli a caschetto. Ti piaci, ti vedi meno bambolina. Alla fine non è male nemmeno il trucco: la matita nera intorno agli occhi fa risaltare il loro verde e il rossetto rosso fa sembrare bianchissimi i tuoi denti.
È il momento di passare all’azione. Impugni decisa il cellulare e inizi a scattare selfie esibendoti in smorfie da star del cinema, esattamente come fanno le Adulatrici. Scelte quelle in cui ti senti meno ridicola, le posti su Instagram.
Il tuo piano è molto semplice: cancellare dai social la cuoca e la ballerina, cioè quella che sei realmente. Così potrai diventare come tutte le altre “piccole donne”. Niente a che vedere con le protagoniste di quel libro famoso, però. Anzi, a giudicare da come si vestono le tue compagne, è più opportuno parlare di “piccole gonne”.
– Cristiana, nooo, da te non me lo sarei aspettata! –. Quando Mamma Ologramma rientra in casa è piuttosto nervosa.
Ma tu di più.
– Che cosa ti è saltato in mente? – continua. – In quelle foto sembri una ventenne! Che poi voi ragazze dovete spiegarmi perché vi fate sempre i selfie in bagno, con il rotolo di carta igienica in bella vista!
– E tu dovresti spiegarmi perché non mi metti mai un like! – replichi acidamente.
– Perché I don’t like per niente quelle foto.
– Sei simpatica come un 2 in matematica!
– E tu hai un aspetto sanissimo, come dimostrano i tuoi post. Da domani torni a scuola e riprendi anche danza. L’esame è tra pochi giorni.
DRIIIN!
La solita telefonata interrompe la discussione. Ne approfitti per controllare ancora Instagram. Da quando hai postato i tuoi selfie ci sono stati solo due like senza commento. Nulla in confronto alla grandinata di cuoricini che piove sulle Adulatrici ogni volta che si espongono al loro adorante pubblico digitale.
Ecco che sul tuo viso torna quell’espressione sofferente, provocata da un dolore che dall’animo si diffonde in tutto il corpo. Scoprire che nessuno segue più i tuoi movimenti online ti causa crampi, mal di testa e ti irrigidisce i muscoli. Una sofferenza totale.
In queste condizioni fisiche e mentali, diventi un severissimo giudice di te stessa ed emetti una sentenza crudele che ti potrebbe condannare all’infelicità: «Sono io quella sbagliata, sono io quella che non piace a nessuno, è colpa mia se mi insultano, non sono in grado di vivere come le mie coetanee, ho perso le amicizie sognando stupidamente di fare la ballerina». Purtroppo non riesci più a riemergere da quel mare silenzioso.
– Bella zia! Rieccoti, finalmente. Detesto prendere l’autobus da solo.
Sei sollevato nel rivedere la tua amica. Un po’ dimagrita, a dire la verità.
– Bella zietto, non sei cresciuto molto in questi giorni!
Ti sorride e, apparentemente, sembra la solita Cristiana. Forse è rimasta a casa perché è stata male davvero, e non per la vergogna causata dal video. Scegli quindi di tacere sull’episodio: se la tua amica avrà voglia, ne parlerà lei.
– Avete finito il cibo in casa? Sembri una sottiletta.
– Bel paragone, Rug, così mi mangi nel tuo panino e prendi tu il peso che devo perdere io.
– Da quando devi perdere peso? Un foglio di carta è più spesso di te!
– Da quando mi è stato suggerito con una certa… insistenza – ti risponde seria.
– Chi ti ha dato questo stupido suggerimento?
– …
– Meglio, non dirmelo. Gli farei trovare sotto casa i peggiori ultras dell’Inter!
– Puoi cronometrare con il telefonino quanto ci vuole a dire una frase? – ti chiede Cristiana all’improvviso.
– Certo, lo prendo. Aspetta… Tre, due, uno. Via!
– Sei grassa.
– Un secondo esatto – le dici curioso di sapere che cosa significa questo test.
– Pensa te, Rug: per una frase di un secondo si sta a dieta per anni – commenta lei scoppiando a ridere.
– Perdere è sempre brutto. Anche se si tratta del peso.
– Cambiamo argomento – quasi ti supplica. – A te come butta?
– Oggi è un grande giorno: potrei prendere la prima insufficienza della mia vita – le annunci. Senza fare alcun accenno al sondaggio su ASKfm.
– Questa sì che è una rivelazione! Ma l’hanno già inventata la materia in cui sarai insufficiente?
– L’ha inventata un certo Dante qualche secolo fa. E ho avuto qualche difficoltà con i suoi colleghi più recenti.
– Nooo, tu insufficiente in italiano. Non ci credo! Quanto vorrei essere trasparente e infilarmi nella tua classe per assistere alla scena – commenta Cristiana ridendo.
Poi restate in silenzio.
State pensando entrambi la stessa cosa: quanto vi piace...