V come Valentina
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Valentina n. 1

  1. 224 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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V come Valentina

Valentina n. 1

Informazioni su questo libro

Volete saperne di più su di me? Vi racconterò della mia famiglia, della mia amica del cuore Ottilia e di Tazio, il ragazzo che mi piace. Conoscerete anche Alice, la gattina che ho salvato! La mia vita è piena di avventure e con me non ci si annoia mai, ve l'assicuro!

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Informazioni

Anno
2015
eBook ISBN
9788858513354
Print ISBN
9788856645187
ALLERGIE
E BUGIE
Ciao, sono Valentina. Oggi, giovedì venti febbraio, ho esattamente dieci anni e diciotto giorni.
– A che ora sono nata? – ho chiesto stamattina a mia madre.
– Alle tre di notte.
– Faceva freddo?
– Altroché! C’erano almeno cinque gradi sotto zero.
Sarà per questo che io non sono freddolosa. Devo essermi abituata subito alle basse temperature.
Comunque le stagioni mi piacciono tutte. A parte l’estate, quando mi metto a piangere come una fontana e starnutisco come una mitragliatrice.
– Mamma, per quanto tempo devo portarmi dietro questa allergia?
– Il medico dice che con l’età dello sviluppo la situazione dovrebbe migliorare.
– Be’, allora speriamo che questo sviluppo non si faccia aspettare troppo.
A volte mi capita di immaginarmi già grande. E non mi piace molto.
– Scherzi? Io non vedo l’ora di smettere di essere una bambinetta – mi dice Ottilia.
– Ottilia, tu non sei una bambinetta – le dico.
– Sta di fatto che tutti mi trattano come se lo fossi.
– Io no.
– Vorrei vedere! Sei o non sei la mia migliore amica?
– C’è bisogno di domandarlo?
BUGIE
E VIRTÙ
Bugie. Non so voi, ma io qualche volta le dico. Diciamo quando proprio non ne posso fare a meno.
Faccio un esempio.
– Valentina, perché non hai imparato la poesia? – mi ha chiesto ieri il maestro.
– Perché avevo la febbre – gli ho risposto.
In realtà mi ero talmente appassionata a un libro che mi aveva prestato Ottilia, che mi sono proprio dimenticata di imparare i venti versi di una poesia facile e divertente.
Mi è dispiaciuto dire una bugia al maestro, perché non se lo merita. Infatti non si è nemmeno arrabbiato. Si è limitato a dire:
– Va bene, sei scusata. Pensi di farcela a impararla per domani?
– La posso imparare anche in mezz’ora.
E non l’ho detto tanto per dire. Io, infatti, ho una memoria strabiliante.
– Come ti invidio, Valentina – mi dice spesso Ottilia. – Perché non mi dici come fai?
– Non lo so nemmeno io – le rispondo. – È come se assorbissi le parole con gli occhi.
In compenso Ottilia disegna in modo eccezionale.
– Come ti invidio – le dico. – Perché non mi dici come fai?
– Non lo so nemmeno io – mi risponde. – Mi viene naturale e basta.
Ormai ho capito che è inutile invidiare gli altri. Quando una cosa ce l’hai, te la tieni e basta.
UN MEDICO
IN GAMBA
Ieri scendendo le scale di corsa mi sono slogata una caviglia. Dire che ho visto le stelle è dire poco. Mi è mancato il fiato, sono diventata bianca come un lenzuolo e finalmente sono riuscita a lanciare l’urlo più forte della mia vita.
Dal piano di sopra si è affacciato mio padre, dal piano di sotto la moglie di un pensionato.
– Valentina, cosa è successo?
– Mi sono storta un piede – ho piagnucolato.
Mio padre mi ha presa tra le braccia e mi ha riportata a casa. Poi mi ha adagiata sul letto, ha dato un’occhiata alla caviglia e ha detto a mia madre: – Ci vuole un medico. Te ne occupi tu? Se faccio tardi sul lavoro, mi sbranano.
Il medico è arrivato due ore dopo. Ma prima che entrasse in casa, ho sofferto le pene dell’inferno.
– Proviamo a mettere del ghiaccio – ha detto mia madre. Quando però ha posato il ghiaccio sulla parte gonfia e dolorante, ho lanciato uno strillo d’aquila.
Non ho mai strillato tanto. E mi sono vergognata un poco, perché c’era mio fratello a osservarmi. – Salto la scuola anch’io? – ha chiesto.
– È naturale – gli ha risposto mia madre. – Chi vuoi che ti accompagni?
Luca ha riso sotto i baffi, e se non mi ha presa in giro è perché mi era grato del giorno di vacanza imprevisto che gli avevo regalato.
– Niente di grave – ha detto il medico dopo avermi visitata.
– Che dice? Io sto malissimo – mi sono lamentata.
Il medico ha sbuffato: – Oggi non siamo più abituati a sopportare il dolore.
E prima che potessi replicare, ha aggiunto: – Però in questo caso hai ragione. Devi aver provato un dolore lancinante.
– Mi manderà in ospedale? – gli ho chiesto.
– Non è necessario. So come sbrigarmela. Chiudi gli occhi e rilassati.
Io ho provato a chiudere gli occhi, ma non ci sono riuscita del tutto. Volevo proprio vedere come avrebbe fatto a raddrizzare il piede. E mi sono preparata a lanciare un altro acutissimo urlo.
– Adesso muoio – mi sono detta.
Ma è andata in modo del tutto diverso. Dalle mani del medico dev’essere uscito un fluido miracoloso, perché il mio piede è tornato a posto in un batter di ciglia.
Quando ho cominciato a muoverlo, ho esclamato: – Non ci posso credere. Lei è il medico più in gamba che io conosca. Le prometto che le farò molta pubblicità.
– Per carità, non provarci nemmeno. Ho tanti di quei pazienti, che lo studio è pieno come un uovo cinque giorni la settimana.
– Grazie, dottore.
– Non c’è di che.
– Quando può tornare a scuola? – gli ha chiesto mia madre.
– Anche subito.
Luca ha guardato il medico con disappunto e ha mormorato: – Questo medico guarisce troppo in fretta. Non mi piace.
LUCA, TORNA
PIÙ TARDI!
Luca ha sette anni e non è male come fratello. A parte quando stringe i denti e i pugni e si mette a fare il cocciuto.
– Questi compiti sono troppo difficili e non li so fare. Aiutami.
– Prima provaci da solo – gli dico.
– Ci ho già provato. Non ci riesco.
– Adesso ho troppo da fare. Torna più tardi.
Luca si allontana e cinque minuti dopo torna alla carica.
– Devo fare un tema. Come si fa a parlare di un gatto? – comincia.
– Se ne parla e basta – gli rispondo.
– Io non ho mai avuto un gatto.
È vero, in casa nostra non sono mai entrati animali. Ma nel cortile del nostro condominio capita spesso che si affaccino dei gatti randagi.
– C’è quel gatto nero che gironzola sempre intorno al garage di papà – dico a Luca. – Se fai un salto giù, lo trovi di sicuro acquattato dietro il pilastro scheggiato. Osservalo attentamente e racconta come è fatto.
– Non ho voglia di scendere. Fa freddo.
– Allora torna più tardi.
Due minuti dopo, Luca si riaffaccia nella nostra camera.
– Forse è meglio se vai da papà – gli dico. – Io ho una montagna di compiti da sbrigare.
– Papà dice che è stanco. Anzi, si è già addormentato.
– Luca, torna più tardi.
– No, io di qui non me ne vado se non mi aiuti a fare il tema.
– Non sono mica obbligata.
– Papà dice che tocca a te aiutarmi.
Io lo guardo, vedo che è sull’orlo delle lacrime e infine gli dico: – Facciamo dopo cena, d’accordo?
A volte dico a mia madre: – Preferirei non avere un fratello.
– Prima o poi imparerà a cavarsela da solo – mi dice lei. – Vedrò di aiutarlo io, la prossima volta.
Ma mia madre ha sempre troppo da fare. Luca lo sa e viene a bussare alla mia porta.
– Allora, mi aiuti?
– Luca, torna più tardi, per favore…
UN COMPLEANNO
CON UNA CANDELINA
IN PIÙ
Sergio, il figlio di Genoveffa, ha compiuto quattro anni proprio ieri. Da qualche mese gli faccio da babysitter, e a volte sono proprio disperata.
– Genoveffa, lo sai che hai un figlio impossibile? – ho detto a sua madre qualche giorno fa.
– Valentina, ti dico che sei bravissima. Quando non c’eri tu, a Sergio succedevano un sacco di incidenti. Adesso, invece, lo vedo più calmo.
– Per forza, si sfoga con me quando tu non ci sei!
Ieri, al momento di tagliare la torta, Sergio si è impuntato.
– Manca una candelina – ha detto.
– Tesoro, oggi compi quattro anni – gli ha ricordato sua madre.
– Io voglio cinque candeline – ha insistito Sergio.
– Ma non ha senso. Hai quattro anni, ti dico.
– Ne voglio cinque.
Genoveffa ha guardato me e io ho guardato Sergio.
Ma sono rimasta zitta.
Mio fratello, invece, ha sbuffato: – Che razza di compleanno sarebbe con una candelina in più?
– Tu stai zitto, se no non mangi la torta – gli ha detto Sergio. – Io ho cinque anni.
Alla fine Genoveffa ha sospirato, è andata a prendere un’altra candelina, l’ha accesa e l’ha aggiunta alle quattro già pian...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. V=Valentina
  3. Allergie e bugie
  4. VALENTINA
  5. CHI È ANGELO PETROSINO?
  6. CHI È SARA NOT
  7. Copyright