Una storia tra noi - IN LOVE
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Una storia tra noi - IN LOVE

  1. 44 pagine
  2. Italian
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Una storia tra noi - IN LOVE

Informazioni su questo libro

Morena, Salvatore, Francesca, Matteo. Quattro amici, due coppie, tanti momenti vissuti assieme, la confidenza, l'amicizia delle cose condivise. E poi: quello che funziona e quello che non va più. E tante, tantissime domande: cosa tiene assieme le coppie? Cosa le fa incontrare? Come nasce l'amore, come finisce? E come ricomincia?
La risposta, certe volte, si nasconde in piccoli segnali, come la scia che un aereo lascia nel cielo e che risuona nel cuore come una premonizione. Perché le cose, semplicemente, accadono: una cena tutti assieme - una maledetta cena - e un ospite arrivato da lontano, ed ecco che d'improvviso il destino si diverte a rimescolare le carte. Mostrando che l'amore talvolta può colpire come un fulmine, mentre in altri casi arriva bussando, come quando uno cerca per ore le chiavi di casa nella borsa, sulla mensola, nella giacca, e solo alla fine si accorge di averle già da tempo messe in tasca.
Una storia così vera, dolce e romantica, che sembra di averla sentita raccontare da un'amica.

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Informazioni

eBook ISBN
9788858513835
Anno
2015

DUE GIORNI DOPO LA CENA
Giovedì mattina

Morena era al telefono con Francesca. Da quanti anni erano amiche? Sicuramente tanti da aver sperimentato insieme (quasi) tutto: la prima volta che erano state scoperte dal padre di Francesca, mentre fumavano placide una canna, appollaiate sul davanzale di una finestra; la “prima volta” (quella “prima volta”), quando ciascuna aveva reagito in maniera diversa alla scoperta del sesso. Morena immaginandosi già sposata con il ragazzo dell’epoca (lei era ancora al liceo quando il bastardo la piantò appena partito per l’Università), Francesca perdendosi in cervellotici interrogativi sul significato del corpo, sull’appartenenza fisica, sui legami risibili e sulle misere possibilità che ha l’amore di essere eterno, nel suo legame con gli esseri umani, che di eterno hanno ben poco. Erano amiche proprio per questo, perché diverse e sempre e comunque vicine. Soprattutto nei momenti in cui una delle due era tutta presa dal fare una gran cazzata. Tipo ora: in questo momento Morena si stava confessando al telefono.
«No?!» Francesca era rimasta di sasso. E mentre cercava di mettere insieme dei pensieri coerenti per rispondere all’amica, provava – senza riuscirci – ad accendere una sigaretta. Le tremavano le mani, mentre la voce di Morena era uno scampanellio argentino. Ecco il suono della felicità, pensò.
«Ti giuro!» le diceva placida Morena.
«E lui?» chiese Francesca sospirando: la sigaretta si era accesa e il tabacco ora l’aiutava a concentrarsi.
«Be’ sai, ha detto che avrebbe fatto tutto entro questo fine settimana. Lui è così…»
«Sì, More, me l’hai detto, lui è tutto».
Francesca riusciva a stare calma, con una punta di acidità che non guastava, vista la situazione.
«E smettila! Sì che ce la farà!». La voce di Morena trasudava anche fiducia.
«Ok, ma sei pronta?» quella di Francesca riluttanza.
L’amica rise: «Non lo so, sì, cioè, ho paura ma va così, no? Insomma, ci amiamo, mi adora, mi ha chiesto di andare a vivere da lui… e ci vado! Vedi, è semplice! Lo capisci subito quando è quello diverso, quando tutto va bene dall’inizio ti rendi conto che è l’uomo giusto!».
Eccola la manfrina che si raccontavano all’inizio di ogni storia. Quella del “lui non è come gli altri!” e che i fatti smentivano sistematicamente, riportandole alla regola (madre di tutte le regole in amore) del “sono tutti uguali”. E se, per una volta, avessero provato a invertire i tempi? Se per una volta avessero iniziato dalla fine, cioè da “gli uomini sono tutti uguali e stronzi” per evitare l’ennesima delusione e arginare i danni? Magari sarebbero state smentite. Ma perché, proprio in quel caso, doveva essere pessimista e nervosa e comportarsi da amica invidiosa? Eppure non resisteva.
«Tutto bellissimo, ok, ma lo conosci da due giorni!»
«Franci, sembri mia madre!!! Ma ti sembro una ragazzina?»
«No, è che potrebbe essere anche lui come tutti gli altri.»
«No, lui è diverso». Francesca capì che era impossibile ragionare con Morena, era totalmente annebbiata.
«Ok, parti. Va’ con lui e siate felici. Ma almeno non vendere la casa, non si sa mai, metti che dopo un po’ ti rompi dell’Africa, delle zanzare e di salvare il mondo. Metti che vuoi tornare a lavorare per queste schifosissime multinazionali disposte a pagarti un fracco di soldi. Metti che vuoi tornare a vedere XFactor in ciabatte e pigiama, con la sottoscritta accanto, mangiando Nutella…»
«Senti, Fra. Cerca di capirmi!»
«Capire cosa?»
«Era diventato tutto un peso. Io non mi sento così leggera da tanto, soprattutto ora che ho eliminato anche quella zavorra.»
Francesca perse il controllo della voce e dei nervi.
«More che hai fatto? Non mi dire che…»
«Già. L’ho fatto. Ho venduto la casa al mio vicino. Erano anni che me la chiedeva. E non dire niente, tanto è troppo tardi…»
«Troppo tardi per scoprire quanto sei stupida!».
Ecco, il pistolotto era partito: «Se avessi saputo vent’anni fa d’avere un’amica tanto cretina, non avrei mai sprecato tempo in supporti morali, soldi in alcool per forzarti a dimenticare ed energie per scovare e presentarti uomini comunque indegni! Io mi sbatto per te e tu che fai? Anni di femminismo, rivendicazioni, lotte in nome dell’indipendenza e tu vendi la casa, lasci fidanzato, lavoro, dico lavoro, e animali vari per il primo coglione che vuole farti fare la pasta in casa, mentre lui opera per lo sviluppo del terzo mondo… Ma ti rendi conto? No! Sicuramente non ti rendi conto! A mente lucida non lo faresti… E a tua madre l’hai detto?».
Francesca fece una pausa, giusto per accendersi un’altra sigaretta e rendersi conto di avere un tantino esagerato. Comunque l’amica era imperturbabile. Santi ormoni dell’amore, com’è che si chiamavano? In ogni caso, non c’erano dubbi, stava facendo la parte dell’amica invidiosa.
«Forse meglio aspettare, no? Magari a mamma lo dirò quando sarò così lontana che non potrà raggiungermi.»
«Pensi che non verrà a saperlo prima che tu parta?»
«Più che altro ci spero!»
Francesca si accese la sigaretta.
«E tutte le cose? Mobili, abiti. Insomma… la tua vita dove la metti? »
«Sai Franci, sono solo cose. I mobili li ho venduti con la casa e del resto, vestiti, libri e sciocchezze varie se ne occuperà una ditta che metterà tutto in un deposito. Ha già pensato a tutto lui…»
Ovvio, rifletté Francesca. Lui pensa a tutto.
«Avrò bisogno di poche cose in Africa.»
«Immagino. Quando parti?». lo chiese, ma in realtà non lo voleva sapere. Perché era arrivato quello spocchioso super eroe a portarle via la sua migliore amica? Quanto tempo avevano ancora per bere, ridacchiare, leccarsi reciprocamente le ferite della vita?
«Lo raggiungo dopodomani.» Appunto. Francesca fu travolta dal tram del cambiamento, dalle cose inaspettate e indesiderate. Morì sotto il colpo e risorse solo per dire: «Non riesco più a sostenere questa conversazione. Ci sentiamo domani.»
«Franci, dai! Cia…»
Clic!
Francesca chiuse il telefono di scatto. Certe cose proprio non amava sentirle. La sua migliore amica stava commettendo cazzate su cazzate, annebbiata dalle vane illusioni dell’amore. Ci rimuginò a lungo, poi provò a leggere, a scrivere, a occupare il tempo per non pensarci. Ma alla fine le sorse il dubbio che quello che lei percepiva come un errore madornale potesse essere, per la povera Morena, un normale svolgimento degli eventi. E se mandare tutto all’aria per una volta fosse stata la soluzione giusta? Forse aveva fatto male a essere dura e impulsiva. Di sicuro aveva confermato in Morena l’idea di essere incompresa e invidiata dal mondo intero perché solo lei viveva quella storia d’amore, la più bella in assoluto.
In realtà Francesca, nei panni di quella saggia ci stava decisamente male e tentare di preservare l’amica da un’eventuale delusione sarebbe stato lottare contro la storia, che, se deve fare il suo corso, lo fa indipendentemente da tutti. Per quanto pentita o forse convinta, decise comunque di non richiamare Morena.
Andò sul balcone a fumare un’altra sigaretta. Aveva bisogno di silenzio. E di ricordi.
Tre anni prima aveva fatto conoscere Morena e Salvatore alla sua festa di compleanno: in quell’incontro non voleva esserci niente di calcolato, era stato giusto un atto di cortesia. Salvatore (che era il direttore marketing di un’azienda per la quale lavorava come free lance) la stressava dopo mesi di astinenza sessuale e non sapeva come uscire dal tunnel del trito e ritrito, visto che si era portato a letto, e più d’una volta, tutte le ragazze con cui aveva frequentato l’università e le donne con cui poi aveva lavorato. Morena, d’altro canto, era in un momento favorevole allo svago sessuale, dopo una lunghissima, e tragicamente conclusa, storia d’amore. Che male ci sarebbe stato nel dare a ciascuno dei due amici la possibilità di un diversivo?
Pochi mesi dopo le cose avevano preso una piega inaspettata. Passato un anno dal felice incontro, Salvatore si era trasferito a casa di Morena, carico di aspettative, pieno di buoni propositi e, per la prima volta in vita sua, fedele. Francesca, sconvolta, aveva chiesto all’amica che ci trovasse nel “pisello più sputtanato” della città. Le era infatti impossibile credere che Salvatore potesse offrire qualcosa di speciale, aldilà del piacere di una notte di sesso per le amanti, e dell’assoluta facilità nel dire cretinate con gli amici. Già all’epoca aveva cercato un saggio consiglio da dispensare all’amica, ma non era adatta a fare il grillo parlante e, alla fine, aveva deciso di non intromettersi. Che ne sapeva lei cosa era giusto? La coppia più strana della città, combinazione di purezza muliebre e grettezza maschile, si era rilevata perfetta e aveva vissuto d’estasi e simbiosi per tre anni. Fino al punto di parlare di matrimonio. Fino al punto in cui il Destino aveva deciso di intervenire. Fino a quando Morena non aveva incontrato un altro, durante quella maledetta cena.
Quello che a volte le tornava in mente, e che a suon di sbuffi e scrollatine di spalle, riusciva a togliersi a fatica di dosso, era successo ancor prima, prima della festa, prima che l’amore tra Morena e Salvatore nascesse e morisse. E...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Copyright
  3. Una storia tra noi - IN LOVE
  4. Il libro
  5. L’autrice
  6. QUATTRO PERSONAGGI IN CERCA D’AMORE
  7. IL DESTINO. Iniziamo dalla fine: sabato mattina
  8. DUE GIORNI DOPO LA CENA. Giovedì mattina
  9. MATTEO E FRANCESCA. L’inizio di una storia
  10. LA CENA. Martedì sera
  11. LA VERSIONE DEI MASCHI. Giovedì pomeriggio – prima della cena
  12. LE SFUMATURE DELLE DONNE. Martedì sera – durante la cena
  13. LA SOLITUDINE DI MATTEO. Da sempre
  14. LE BUGIE DI FRANCESCA. Capita a tutte
  15. UN PAIO DI BIRRE. Venerdì sera – dopo la cena
  16. L’ANSIA VOLGARE DEL GIORNO DOPO. Sabato mattina, molto presto
  17. SONO TUTTI UGUALI (O FORSE NO). Sabato ora di pranzo
  18. QUALCHE MESE DOPO. Una canzone
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