LA DEA DELL'AMORE
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LA DEA DELL'AMORE

Un'indimenticabile storia sciamanica sull'amore che cura e libera

  1. 360 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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LA DEA DELL'AMORE

Un'indimenticabile storia sciamanica sull'amore che cura e libera

Informazioni su questo libro

Due giovani amanti. Lui, indio e poverissimo, ma dotato d'intelligenza acuta e forte volontà di affermarsi. Lei, splendida ragazza appartenente a una famiglia influente, ma decisa a violare i tabù di una società ancora fortemente classista. S'incontrano, s'innamorano, si abbandonano a una passione travolgente.
I loro familiari e l'ambiente faranno di tutto per separarli, al punto che alla ragazza verrà fatto credere che l'innamorato è morto in tragiche circostanze, ma il dolore della separazione non spezzerà quel legame vivo e forte, fino al giorno in cui un misterioso intreccio dei fili del destino segnerà la svolta decisiva delle loro vite.
Hernán Huarache Mamani torna alle atmosfere del bestseller La profezia della curandera, raccontando la vicenda di un amore che supera i conflitti, le differenze, le ipocrisie. Un amore incondizionato, senza fine. «Tutti – in un magico momento della vita – ci siamo inchinati alla Dea dell'Amore e i nostri cuori hanno battuto all'unisono con il cuore dell'amato». Hernán Huarache Maman i

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Informazioni

Anno
2016
eBook ISBN
9788858516003
Print ISBN
9788856654455

Dodici

Arequipa era una realtà particolare in Perú, legata al proprio passato coloniale: da lì erano partiti i colonizzatori ed evangelizzatori diretti verso il Perú meridionale e anche i movimenti militari per schiacciare la resistenza india.
Città ribelle alle idee libertarie, da lì avevano avuto inizio rivoluzioni, tra la fine del colonialismo e l’inizio della repubblica e i peruviani non accettavano del tutto gli abitanti di Arequipa che consideravano “né carne né pesce”. Ora era una città dinamica, indipendente, combattiva e orgogliosa del suo passato spagnolo, con una classe dirigente sempre occupata a trovare il modo per mantenere i propri privilegi, mentre considerava gli indios degli esseri inferiori e li trattava come dei sottoposti.
Proprio per questo era una trasgressione grave che un indio camminasse abbracciato o mano nella mano con una bianca.
Quando accidentalmente qualcuno li vedeva insieme immaginava che Antón fosse un suo impiegato e lei la signora, lontano dal pensare che tra di loro potesse esserci una storia d’amore, cosa assolutamente inconcepibile per le loro menti conservatrici. Purtroppo però nessun segreto dura in eterno e in diverse occasioni i due giovani amanti vennero visti mentre si baciavano; a Karen importava solo di non esser vista da appartenenti alla cerchia di conoscenti dei suoi genitori, per evitare che certe voci arrivassero alle loro orecchie.
Per passare inosservata, la ragazza indossava occhiali da sole e un foulard o un cappello che le copriva i capelli biondi e le permetteva di non essere riconosciuta. Un giorno, si stavano come sempre baciando all’ufficio Poste, quando entrò la sorella di Julio Altamirano e Karen nascose subito il volto sul petto di Antón. La donna la riconobbe, ma finse di non averli visti, poi andò subito a dirlo a Sonia. La sorella maggiore di Karen fu la prima a richiamarla all’ordine: «Karen, mi hanno detto di averti vista mentre baciavi un ragazzo, è vero?».
«Chi te l’ha detto?»
«La sorella di Julio Altamirano. Dice che vi ha visto alle Poste.»
«Ana non dovrebbe parlare di me o di quel che faccio.»
«Ma è vero che stai uscendo con una persona con la pelle scura? Dimmi la verità.»
«Non è vero niente, sono solo pettegolezzi» rispose, cercando di difendersi.
Karen aveva imparato a mentire, fingere e tacere per amore.
«Mi auguro solo che tu non crei problemi o dovrai affrontare lo stesso tormento che è toccato a me prima di sposarmi. Perché non cerchi qualcuno del nostro livello? C’è José che non ti molla un attimo, se no ci sono anche Julio Fernández o César Polar e anche tanti altri ragazzi con una buona posizione che sono interessati a te.»
«Ma a me non interessa nessuno di loro.»
«Stai attenta a quel che fai, Karen, perché alla nostra famiglia non farà affatto piacere se stai con qualcuno che non fa parte della nostra classe sociale. Te lo dico per esperienza.»
Karen lo prese come un avvertimento, sarebbe stata ancora più prudente in futuro; eppure tutto questo le dimostrò ancora una volta che per Antón era disposta a qualsiasi sacrificio. Il suo fidanzato apparteneva alla classe più povera della città e ogni giorno lottava per guadagnarsi da vivere, oltre ai tanti sacrifici che gli occorrevano per poter continuare a studiare. Antón aveva una sua dignità.
Ricordò con chiarezza ciò che era accaduto qualche giorno precedente alla prima volta in cui avevano fatto l’amore. Karen voleva che lui vivesse meglio e avesse più comodità, per cui era andata in banca a prelevare un po’ di soldi. Non appena l’aveva visto, aveva estratto dalla borsa un fascio di biglietti da cento e mostrandoglieli aveva detto: «Prendi questi soldi, amore mio, prendi in affitto un bell’appartamento e usa il resto per le spese».
«Non accetterò mai questi soldi, preferisco guadagnarmeli da solo.»
«Non posso proprio sopportare di vederti in difficoltà, quando io invece sono ricca.»
«Questo in effetti può essere un problema tra di noi.»
«Quel che è mio è tuo, amore mio. Voglio solo farti star bene senza preoccupazioni economiche.»
«Farmi stare? No guarda stai pensando in termini sbagliati. Io non sono e non sarò mai una tua proprietà e non puoi comprarmi di certo con i tuoi soldi. Io ti amo e i miei sentimenti per te non si possono misurare in termini di denaro.»
«Anch’io ti amo e voglio il meglio per te, lascia almeno che ti faccia questo regalo.»
«Sei proprio in errore! Non puoi sottomettermi al tuo potere e un regalo del genere infangherebbe il nostro amore e sappi che ogni volta che parli di soldi mi allontani da te. Non voglio vederti mai più, addio Karen.»
«Antón, aspetta, non prendertela.»
«Non voglio più saperne niente di te!»
Antón l’aveva guardata infastidito e poi se n’era andato senza rivolgerle una sola parola né darle un bacio. Karen non l’aveva seguito perché si sentiva offesa, aveva solo cercato di aiutarlo e lui aveva rifiutato. Non era altro che uno stupido!
I giorni successivi, Antón aveva evitato di incontrarla o di vedersi e per farlo aveva deciso di cambiare strada e orari. Era molto arrabbiato. Karen l’aveva voluto comprare, proprio come tutti i ricchi! Lui, sebbene l’amasse, non gliel’avrebbe permesso. Karen, nonostante la sofferenza per quei quindici giorni di silenzio, aveva aspettato che fosse lui a cercarla, ma Antón non aveva mandato alcun cenno di riconciliazione. Così alla fine la ragazza aveva messo da parte l’orgoglio ed era andata a cercarlo all’università. Lui l’aveva vista così triste davanti all’ingresso della facoltà ma poiché era ancora arrabbiato, se n’era andato via. Karen l’aveva seguito e si era accorta che si dirigeva al parco dove solitamente s’incontravano. Dopo essersi assicurata che non ci fosse nessuno lì intorno, l’aveva abbracciato alla ricerca insistente della sua bocca. Lui aveva evitato ogni tipo di contatto e tenendola fisicamente lontana da sé le aveva detto: «È finita».
Karen, con le lacrime agli occhi, gli aveva stretto le mani per non lasciarlo andar via e poi con voce supplichevole aveva aggiunto: «Ti prego, Antón, parliamo. So che sono stata una stupida a offrirti dei soldi e mi vergogno di averlo fatto, ma è stato solo per amore. In questi giorni ci ho pensato spesso e ho capito il tuo punto di vista. Perdonami amore mio».
«I tuoi soldi saranno sempre un problema tra di noi. Tu continuerai a propormeli e io a rifiutarli» aveva obiettato lui.
«Antón ti prometto che non sarà un problema, i soldi non hanno niente a che vedere con il nostro amore. Ti prego dammi ancora una possibilità, ma guardiamo anche in faccia la realtà.»
«Cosa vuoi dire?»
«È vero che sono ricca e lo sarò sempre, non posso evitarlo, mia nonna mi ha lasciato quel che ho. Cosa vuoi che ne faccia dei miei soldi? Vuoi che me ne disfi? Non posso farlo, mi servono per realizzare il progetto della scuola per i bambini poveri. Non è giusto quello che ci sta succedendo. Se tu fossi ricco e io fossi povera tu per amore mi accetteresti senza problemi, non è forse vero? Possiamo provare a rispettare in modo naturale la situazione, anche se è inversa.»
Antón era rimasto in silenzio pensieroso e Karen si era fatta forza per continuare ad argomentare a suo favore.
«Antón, so bene che al mondo esistono uomini come te che non si possono comprare, adesso lo so. Ma io sono innamorata di te… È un peccato essere ricca? Devo essere povera per essere amata? Tu sei disposto a rinunciare al nostro amore solo per dimostrare a te stesso che sei al di sopra di ogni tentazione materiale. Il tuo non è altro che sterile orgoglio. Io ti amo tantissimo e anche tu mi ami, se permettiamo che i miei soldi ci separino, soffriremo molto entrambi.»
«Karen…»
«Lasciami finire, io ti amo e non ti voglio perdere, tu non sai quanto ti amo» ed era scoppiata a piangere, mentre aggiungeva: «Mi mancano i tuoi baci e le tue carezze, torna da me, la vita senza te non è vita, amore mio!».
«Anch’io ti amo, ti amo, ti amo; ma promettimi che non mi farai regali costosi e non mi porterai a cena in posti fuori dalla mia portata. Mangeremo e spenderemo in base alle mie possibilità.»
«Accetto e te lo prometto!» aveva risposto lei asciugandosi le lacrime e cercando di farsi spazio sul suo petto.
Antón l’aveva abbracciata, accarezzata e dopo averla tenuta stretta a sé per un po’, l’aveva baciata appassionatamente rispondendo a ogni gesto d’amore della sua fidanzata. Anche lui aveva sofferto molto per quella lontananza, ma non voleva essere proprietà di nessuno e desiderava solo essere amato sinceramente.
Da quel giorno, Karen capì che Antón non era un uomo che si vendeva e che non avrebbe mai accettato dei soldi da lei, dato che riteneva che solo il suo lavoro dovesse apportargli dei guadagni.
Avrebbe già potuto lavorare, ma sia in banca sia nel campo dell’amministrazione pubblica e privata c’erano discriminazioni di tipo razziale e non avevano voluto dargli nessuna opportunità. Prima, davanti a questi rifiuti, si sentiva frustrato mentre ora, soprattutto nell’ultimo anno, non voleva trovare un lavoro fisso perché, al di là dei suoi studi di tipo amministrativo, studiava anche lingue e informatica.
Il desiderio di diventare un buon professionista lo assorbiva completamente; prima aveva cercato invano di entrare in una qualche azienda e ora che aveva quasi terminato i suoi studi doveva lavorare solo quel tanto necessario alla sopravvivenza.
Fin da prima di conoscere Karen, aveva stabilito una serie di norme di vita: si sarebbe laureato, poi avrebbe fatto una specializzazione e poi si sarebbe messo a lavorare in un campo qualsiasi; per tre anni si sarebbe goduto tutto quello di cui si era privato e poi avrebbe pensato a sposarsi. Allo stesso modo si era ripromesso di non fumare e non bere.
Seguire queste regole richiedeva una grande forza di volontà che gli avrebbe permesso di portare avanti i suoi obiettivi; e così aveva fatto fino a quando non aveva conosciuto Karen. Quando fu certo del suo amore, decise che sarebbe stato disposto a qualsiasi cosa pur di starle accanto. Da allora aveva iniziato a pensare seriamente a specializzarsi all’ESAEN; studiare in questa scuola era molto oneroso per cui sperava di vincere una borsa di studio, mettersi sotto a studiare e poi poterle offrire una vita degna di lei al suo fianco.
Il tempo era volato e quella sera Antón si stava laureando. Non appena terminati gli studi, aveva consegnato la tesi e si era subito presentato all’esame per ottenere il titolo di Amministratore; aveva bisogno di guadagnare tempo prima del termine ultimo per la richiesta di una borsa di studi nella Scuola Superiore di Amministrazione Aziendale. Ora più che mai, avendo accanto a sé Karen, desiderava prepararsi ancora di più, studiare, superare tutti gli esami e poi cercare un lavoro, dimostrare le sue competenze e sfondare.
Quella sera Antón era emozionato dopo aver risposto alle domande della commissione che l’aveva esaminato. Stava aspettando il verdetto degli insegnanti quando entrò Sergio, l’impiegato, con la busta nella quale la commissione depositava i voti. Nella stanza si fece silenzio, erano tutti in attesa del risultato e in particolare Karen che era agitata e fiduciosa. Il segretario contò i voti, li lesse a uno a uno, scrisse su un registro e lo passò ai membri della commissione per le firme. I presenti erano in fervente attesa.
A quel punto il presidente si alzò e chiese silenzio: «Che venga avanti il laureando per la comunicazione del voto».
Antón fece il suo ingresso e andò a collocarsi accanto al tavolo dove prima aveva sostenuto il colloquio. Era emozionato, ma al tempo stesso tranquillo. Guardava il soffitto, mentre ricordava con affetto il dottor Lira, il suo insegnante di Geografia Economica. Se era riuscito ad arrivare fin lì, era stato grazie all’appoggio morale di quel docente che lo aveva sempre incoraggiato e che gli aveva offerto la sua amicizia.
Quando gli aveva parlato delle difficoltà di trovare lavoro, Lira gli aveva detto: «Avere un lavoro fisso ha un lato positivo, ti dà sicurezza economica, e un lato negativo, t’incatena a un rigido orario lavorativo. Molti, quando si mettono a lavorare, smettono di studiare. Sacrifica un po’ del tuo benessere e semina per poter raccogliere un domani».
«Mi hanno offerto un lavoro nelle miniere di Toquepala, mi pagherebbero bene.»
«Ti manca solo un anno, se vuoi il mio consiglio: lascia perdere e finisci di studiare. Una volta che sarai laureato potrai andare dove vuoi.»
«Vorrei andare a Lima e prendermi una specializzazione, ma gli alloggi sono molto cari.»
«Sei un bravo studente, hai buone possibilità di ottenere una borsa di studio, l’unica cosa che ti manca è l’esperienza e questo non è un requisito fondamentale. Ti consiglio di completare la tua preparazione studiando inglese e informatica.»
«Grazie per il suo interessamento, dottor Lira. Ha già visto un caso come il mio?»
«Il tuo è il più particolare. Ti sei aperto strada dal basso e questo è lodevole. Chissà cosa farai una volta diventato un professionista. La vita è piena di sorprese e ti dirò di più: mi affascina sempre conoscere giovani che si stanno costruendo il loro futuro e vedere poi come, una volta adulti, iniziano a occupare un posto in società. In tutti questi anni come professore, ho visto di tutto. Non si può mai sapere cosa succederà nemmeno al migliore degli studenti.»
«Cosa si aspetta da me? Cosa crede che farò?»
«Conoscendoti credo che farai carriera, supererai le tue insicurezze. Sono certo che saprai andar oltre tutti gli ostacoli ma se avrai bisogno dei miei consigli, sai dove trovarmi.»
«Grazie professore, l’avermi concesso la sua amicizia mi ha fatto bene, le sarò grato per sempre.»
«Ringraziami con le tue azioni future, diventa un bravo professionista, perché per me sei come un figlio spirituale.»
A quel punto i suoi pensieri vennero interrotti dalla voce chiara ed entusiasta del presidente della commissione, dottor Nieves, che diceva: «Signor candidato… la commissione che presiedo ha deciso di promuoverla all’unanimità e quindi auguri e complimenti!».
Nella sala si sentirono quindi uno scroscio di applausi e un vociare allegro. E mentre i membri della commissione e i suoi compagni si complimentavano con lui, ad Antón s’inumidirono gli occhi per l’e...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. LA DEA DELL’AMORE
  4. Introduzione
  5. Uno
  6. Due
  7. Tre
  8. Quattro
  9. Cinque
  10. Sei
  11. Sette
  12. Otto
  13. Nove
  14. Dieci
  15. Undici
  16. Dodici
  17. Tredici
  18. Quattordici
  19. Quindici
  20. Sedici
  21. Diciassette
  22. Diciotto
  23. Diciannove
  24. Venti
  25. Ventuno
  26. Ventidue
  27. Ventitré
  28. Ventiquattro
  29. Venticinque
  30. Biografia
  31. Copyright