Harry Bosch è nato con una missione, quella di cercare la verità e operare per la giustizia. Ma ora che è in pensione questi due obiettivi devono essere accantonati. È un nuovo capitolo della sua vita che si apre, un capitolo in cui è ancora più solo, anche perché sua figlia tra poco partirà per il college. Un capitolo in cui deve riempire le giornate e darsi uno scopo. E così Harry cerca di mettere in atto un progetto a cui pensava da tempo, quello di riparare una vecchia Harley-Davidson che stazionava nel suo garage.
Non ci riuscirà. Non perché gli manchi la capacità, ma perché il suo fratellastro, l'avvocato Mickey Haller, ha bisogno di lui. Un suo cliente, un giovane nero con un passato tumultuoso, è accusato di aver ucciso una donna, una funzionaria molto in vista della municipalità di Los Angeles. Ma Haller è convinto che non sia lui il colpevole e chiede a Bosch di portargli le prove della sua innocenza. Per Harry significa ricominciare a indagare, questa volta senza distintivo, senza il supporto di una struttura organizzata come quella della polizia, e soprattutto a favore della difesa, una mossa che non lo rende affatto felice. Si deciderà a farlo solo quando si rende conto che l'accusato è davvero innocente, e non sarà facile. Chi l'ha intrappolato, e perché?
Harry non smetterà di scavare finché, in un crescendo ricco di suspense, porterà alla luce un intrigo brutale basato sulla avidità, il ricatto, la corruzione.

- 360 pagine
- Italian
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Il passaggio
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Letteratura poliziesca e gialli1
ERA UN VENERDÌ MATTINA e i più furbi erano già partiti per il weekend. Il traffico era così scorrevole che Harry Bosch arrivò presto in tribunale. Piuttosto che aspettare Mickey Haller sui gradini che portavano all’ingresso, dove si erano accordati di incontrarsi, decise di cercare l’avvocato all’interno della struttura monolitica che occupava mezzo isolato ed era alta diciannove piani. Ma la ricerca di Haller fu meno difficile di quanto non lasciassero pensare le dimensioni dell’edificio. Dopo essere passato attraverso il metal detector situato nell’atrio – un’esperienza del tutto nuova per lui – Bosch prese un ascensore che lo portò al quindicesimo piano, dove iniziò a controllare le varie aule, servendosi poi delle scale per scendere al piano inferiore. La maggior parte delle aule destinate ai casi penali si trovava fra il nono e il quindicesimo piano. Bosch lo sapeva, visto il tempo che aveva passato da quelle parti nel corso degli ultimi trent’anni.
Trovò Haller al tredicesimo piano. C’era un’udienza in corso, ma mancava la giuria. Si stava discutendo una mozione presentata da Haller, che, a quanto questi gli aveva detto, si sarebbe conclusa in tempo per pranzo. Harry si sedette su una panca nella parte posteriore dello spazio destinato al pubblico e rimase a osservare Haller che interrogava un agente di polizia seduto al banco dei testimoni. Bosch si era perso i preliminari ma ora si stava godendo la sostanza.
«Agente Sanchez, vorrei che mi raccontasse tutti i passi che l’hanno portata ad arrestare il signor Hennegan l’11 dicembre dello scorso anno» disse Haller. «Cominciamo dall’incarico che le era stato assegnato quel giorno.»
Sanchez si prese un attimo per formulare una risposta a quella che sembrava una domanda di routine. Bosch notò che aveva tre strisce sulla manica, una per ogni cinque anni che aveva passato al dipartimento. Quindici anni nella polizia equivalevano a una grande esperienza, il che significava che Sanchez non si sarebbe fatto circuire da Haller e che le sue risposte sarebbero state più utili all’accusa che alla difesa.
«Io e il mio partner eravamo di pattuglia per conto della divisione della Settantasettesima strada e, al momento dell’incidente, eravamo diretti verso ovest su Florence Avenue» disse Sanchez.
«Anche il signor Hennegan stava viaggiando su Florence Avenue?»
«Sì, esatto.»
«In che direzione procedeva?»
«Verso ovest. La sua auto era proprio davanti a noi.»
«D’accordo. E poi che cosa accadde?»
«All’altezza di Normandie il semaforo diventò rosso e il signor Hennegan si fermò, quindi noi ci fermammo alle sue spalle. Poi il signor Hennegan mise la freccia a destra e appena possibile svoltò su Normandie in direzione nord.»
«Ha forse svoltato mentre il semaforo era ancora rosso, commettendo un’infrazione?»
«No. Si è rimesso in moto solo quando il semaforo era ormai verde.»
Haller annuì e guardò il taccuino, come a controllare qualcosa. Era seduto accanto al suo cliente, che indossava la divisa dei carcerati, segno che il processo riguardava un reato penale. Bosch intuì che doveva trattarsi di un caso di droga e pensò che Haller stava cercando di invalidare le prove, sostenendo che gli agenti avevano commesso un abuso fermando il suo rappresentato.
Haller stava interrogando il testimone direttamente dal tavolo della difesa. Senza la presenza della giuria, non era necessario che gli avvocati si alzassero per formulare le loro domande.
«Quindi anche voi avete svoltato per seguire l’auto del signor Hennegan, è così?»
«Esatto» rispose Sanchez.
«E quando avete deciso di fermare il veicolo del signor Hennegan?»
«Quasi subito. Abbiamo lampeggiato e lui ha parcheggiato a lato della strada.»
«Poi cos’è successo?»
«Nell’attimo stesso in cui si è fermato, l’uomo seduto nel posto del passeggero ha spalancato la portiera ed è balzato fuori.»
«Si è messo a correre?»
«Sì, signore.»
«E dove è andato?»
«In quel punto c’è un centro commerciale che, sul retro, si affaccia su un vicolo. È lì che si è infilato.»
«E lei o il suo partner l’avete inseguito?»
«No, signore. Non possiamo separarci, è contro le regole oltre a essere pericoloso. Il mio partner ha chiesto rinforzi e uno zeppelin via radio. Ha fornito anche una descrizione dettagliata dell’uomo in fuga.»
«Uno zeppelin?»
«Un elicottero della polizia.»
«Capisco. E lei che cosa ha fatto, agente Sanchez, mentre il suo partner comunicava via radio?»
«Sono sceso dall’autopattuglia, mi sono avvicinato all’altro veicolo e ho detto all’uomo che era seduto al posto di guida di mettere le mani fuori dal finestrino, dove potevo vederle.»
«Ha estratto la sua arma?»
«Sì, signore.»
«Poi cos’è successo?»
«Ho ordinato all’uomo – il signor Hennegan – di uscire dal veicolo e di distendersi a terra. Lui ha eseguito e io l’ho ammanettato.»
«Le ha spiegato le ragioni per cui era in arresto?»
«In quel momento non era in arresto.»
«Era ammanettato a faccia in giù e lei mi dice che non era in arresto?»
«La situazione non era chiara e la mia prima preoccupazione era per la nostra sicurezza, la mia e quella del mio partner. Il passeggero dell’auto era fuggito e questo ci aveva messo in una situazione di allarme.»
«E quindi è stata la fuga dell’uomo a mettere in moto tutta questa faccenda.»
«Sì, signore.»
Haller sfogliò qualche pagina del taccuino per controllare i suoi appunti, poi verificò qualcosa sullo schermo del portatile che era aperto sul tavolo della difesa. Il suo cliente stava a capo chino e, guardandolo da dietro, sembrava che stesse dormendo.
Il giudice, stravaccato sul suo scranno al punto che, da dove si trovava, Bosch riusciva a scorgere soltanto la cima della sua testa grigia, si schiarì la gola e si protese in avanti, rendendosi visibile. La targa che aveva davanti lo identificava come l’onorevole Steve Yerrid. A Bosch il nome non diceva niente e anche la fisionomia dell’uomo gli era del tutto sconosciuta, ma non era poi tanto strano visto che nell’edificio c’erano più di cinquanta aule e altrettanti giudici.
«Ha concluso, signor Haller?» chiese.
«Mi scusi, vostro onore. Stavo solo controllando i miei appunti.»
«Cerchiamo di procedere, allora.»
«Sì, vostro onore.»
A quanto pareva, Haller aveva trovato quello che gli serviva ed era pronto a continuare.
«Per quanto tempo ha lasciato il signor Hennegan ammanettato a terra, agente Sanchez?»
«Ho esaminato l’auto per assicurarmi che non ci fosse nascosto nessuno, poi sono tornato dal signor Hennegan, l’ho perquisito per verificare che non fosse armato, l’ho aiutato ad alzarsi e l’ho sistemato sul sedile posteriore dell’autopattuglia, per la sicurezza sua e nostra.»
«Perché ha pensato che la vostra sicurezza fosse a rischio?»
«Come ho detto, la situazione non era chiara. Un tipo fugge, l’altro sembra nervoso. Era meglio metterlo al sicuro, mentre cercavamo di appurare come stavano le cose.»
«A che punto si è reso conto che il signor Hennegan era nervoso?»
«Sin da subito, da quando gli ho detto di mettere le mani fuori dal finestrino.»
«Lo teneva sotto tiro mentre gli impartiva l’ordine, vero?»
«Sì.»
«Va bene. Dopo aver fatto sedere Hennegan nell’autopattuglia, gli ha chiesto se poteva perquisire la sua macchina?»
«Sì, e lui ha risposto di no.»
«E a quel punto che cosa ha fatto?»
«Ho preso la radio e ho chiesto l’invio di un cane antidroga.»
«Per quale ragione?»
«Perché i cani antidroga sono addestrati a individuare la presenza di droga con il fiuto.»
«D’accordo. E quanto ci è voluto perché il cane arrivasse nel punto dove vi trovavate?»
«Un’ora circa. Veniva dal centro addestramento, dove era in corso una dimostrazione.»
«Il che significa che, mentre eravate in attesa del cane il mio cliente è rimasto chiuso nella vostra macchina per un’ora.»
«Esatto.»
«E questo per la sua e la vostra sicurezza.»
«Esatto.»
«Quante volte lei gli si è accostato, ha aperto la portiera e gli ha chiesto se poteva perquisire la sua auto?»
«Due o tre volte.»
«E qual è stata la sua risposta?»
«Sempre no.»
«E il passeggero che è fuggito dall’auto, siete riuscit...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Il passaggio
- Pesce d’aprile
- Capitolo 1
- Capitolo 2
- Capitolo 3
- Capitolo 4
- Capitolo 5
- Capitolo 6
- Capitolo 7
- Capitolo 8
- Capitolo 9
- Capitolo 10
- Capitolo 11
- Capitolo 12
- Capitolo 13
- Capitolo 14
- Capitolo 15
- Capitolo 16
- Capitolo 17
- Capitolo 18
- Capitolo 19
- Capitolo 20
- Capitolo 21
- Capitolo 22
- Capitolo 23
- Capitolo 24
- Capitolo 25
- Capitolo 26
- Capitolo 27
- Capitolo 28
- Capitolo 29
- Capitolo 30
- Capitolo 31
- Capitolo 32
- Capitolo 33
- Capitolo 34
- Capitolo 35
- Capitolo 36
- Capitolo 37
- Capitolo 38
- Capitolo 39
- Capitolo 40
- Capitolo 41
- Capitolo 42
- Capitolo 43
- Capitolo 44
- Capitolo 45
- Capitolo 46
- Capitolo 47
- Capitolo 48
- Capitolo 49
- Capitolo 50
- Capitolo 51
- Capitolo 52
- Capitolo 53
- Capitolo 54
- Capitolo 55
- Ringraziamenti
- Copyright
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