Principesse del Regno della Fantasia - 13. Strega delle Streghe
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Principesse del Regno della Fantasia - 13. Strega delle Streghe

  1. 280 pagine
  2. Italian
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Principesse del Regno della Fantasia - 13. Strega delle Streghe

Informazioni su questo libro

Siamo al gran finale. Le Principesse sono pronte ad affrontare la Mai Nominata, Strega delle Streghe e spietata signora della Magia senza Colore... In una lotta all'ultimo incantesimo le cinque figlie del Re Saggio dovranno fare appello a tutta la forza dei loro cuori, per salvare la Fantasia grazie al potere dell'Amore.

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Informazioni

Anno
2015
eBook ISBN
9788858513903
Print ISBN
9788856641622

PARTE PRIMA

1

Sfida all’ultimo
incantesimo

Nel silenzio del Salone degli Incantesimi, nella cupa dimora delle streghe, due figure si fronteggiavano nella penombra. Erano Neil, il Principe senza Nome, e la Mai Nominata, la perfida e imbattibile Strega delle Streghe.
Il Re Malvagio osservava la scena, immobile su una poltrona accanto al camino. La Mai Nominata gli aveva fatto un incantesimo per impedire che potesse interferire, e dal legno della sedia si erano sviluppate delle radici che erano andate a legargli polsi e caviglie.
– Una strega insicura è una strega pericolosa – commentò il re, per niente impressionato.
Per quanto non potesse muoversi, poteva comunque parlare. E lo fece con l’intenzione di provocare la strega e di guastarne la concentrazione.
La Mai Nominata gli rivolse un’occhiataccia. – Che cosa vuoi dire?
– Che se hai avuto bisogno di bloccarmi su questa poltrona, significa che non sei così sicura dei tuoi poteri.
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– Tu, insignificante essere umano, come osi dubitare della strega più crudele di tutto il Regno della Fantasia?
– Vedremo se sei davvero così forte – si intromise il Principe senza Nome.
La Mai Nominata scoppiò in una risata che echeggiò nelle stanze desolate del castello.
– Lo vedrai, principe. Eccome se lo vedrai – ribatté poi, di nuovo seria.
– Quanto a te, sovrano senza regno, non ti conviene sfidarmi. Sai bene che posso chiuderti la bocca, e per sempre.
– Ma non lo farai – le disse ancora il principe.
– Sentiamo: perché no?
– Perché saresti molto più forte con noi al tuo fianco.
– Non pensare di ingannarmi con i tuoi squallidi trucchi. Io non ho bisogno di alleati. Guarda come si sono fatte schiacciare le Streghe Grigie, con le loro schiere magiche. Tanti sforzi per portarle con me, educarle all’uso della magia e renderle obbedienti, per cosa? Per niente. Non hanno concluso nulla e mi hanno lasciata sola. No. Questa volta agirò per conto mio e conquisterò il Grande Regno. Puoi starne certo. Ma per farlo c’è ancora qualcosa che mi serve.
– Vuoi le mie formule magiche, vero?
– Proprio così. Solo con quelle il mio potere sarà finalmente completo.
Il principe rimase in silenzio. – Ti darò le formule che mi chiedi, ma prima dovrai liberare mio padre – disse, indicando il re prigioniero sulla poltrona.
La strega rise di nuovo. – Sono io a decidere che cosa devo fare. E credi che sia così ingenua da fidarmi di te? Certo, ti piacerebbe se lo liberassi. Ma, un attimo dopo, tu scompariresti con lui davanti ai miei occhi. Niente da fare. Non ci saranno accordi fra noi. Voglio quelle formule e le voglio subito! – concluse in tono imperioso.
– Vieni a prendertele allora – replicò il principe, aprendo i palmi delle mani.
La strega lo fissò perplessa. – Che cosa vuoi fare?
– Una gara di magia.
– Tu pensi davvero di potermi sfidare? – chiese lei.
– Non vedo altro modo per risolvere la questione.
– Andrai incontro a un’amara sconfitta.
– Questo si vedrà. Non ho paura, strega.
– Sbagli. E capirai il perché...
Il principe lanciò un’occhiata complice al padre, sempre immobile sulla poltrona.
La strega aggrottò la fronte, poi sollevò le braccia e puntò l’indice destro verso l’uomo. Pochi istanti dopo dalla sua mano si sprigionò un fulmine di luce blu, che colpì il re al centro del petto.
Il tutto avvenne in modo così rapido che il Principe senza Nome non ebbe il tempo di reagire. Dovette limitarsi a vedere il padre sollevato in aria.
– Fermati! – gridò alla strega.
Poi il fascio di luce si interruppe e il re rimase sospeso a mezz’aria, circondato da una bolla di vento.
– Ora possiamo cominciare – disse la strega.
– Perché l’hai fatto? – chiese Neil.
– Avevi trovato il modo di annullare l’incantesimo che lo teneva bloccato alla poltrona.
– E tu come fai a saperlo?
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– Devi stare più attento ai tuoi pensieri, principe. Se non li nascondi in fondo al tuo cuore, io li troverò. Non ci sono segreti per me.
– Sei astuta, non c’è che dire. Ma forse non abbastanza – disse il principe, scomparendo di colpo.
La strega si guardò intorno, rabbiosa. – Dove ti sei cacciato? – chiedeva, avvertendo la presenza del giovane nella stanza. – Vieni fuori!
Poi, d’improvviso, qualcosa la urtò sulla schiena, come una corrente d’aria improvvisa. Per qualche secondo la Mai Nominata restò immobile, quindi riuscì a chinarsi e la corrente proseguì scaricandosi sulla poltrona dove prima era seduto il re. La rovesciò e la scaraventò contro la porta del salone con forza sorprendente. Il re dall’alto guardò la scena con soddisfazione, mentre la strega lentamente si rialzava, scura in volto. Sicuramente i due si fronteggiavano ad armi pari. Ma, alla fine, qualcuno avrebbe dovuto cedere e qualcuno avrebbe vinto.

2

L’attacco finale

La Mai Nominata ora era davvero arrabbiata. Il Principe senza Nome era di nuovo davanti a lei, e la stava sfidando.
Fece finta di nulla, mentre decideva di ricorrere a uno dei suoi incantesimi più crudeli. Evocò la magia di cui aveva bisogno e, pochi attimi dopo un bagliore rosso si sprigionò dalle mani, e due sfere di fuoco le si materializzarono nei palmi. Scagliò la prima contro Neil, ma lui la evitò con agilità, sfoderando un sorriso di sfida.
Il principe si lanciò di lato più velocemente che poté, ma sentì uno strano calore al braccio destro. La manica della sua giubba aveva preso fuoco.
Afferrò un lembo del mantello e lo premette contro la parte di giubba colpita dal fuoco. Aveva appena finito di spegnere le fiamme, che dovette cercare riparo da un nuovo attacco.
La strega era pronta a scagliare una seconda sfera. Ma Neil non aveva intenzione di farsi sopraffare. Studiò rapidamente la situazione e capì che doveva giocare d’astuzia. Così andò a sedersi su una delle poltrone della sala. La sfera lo seguì, ma un istante prima dell’impatto, il principe scomparve. Il fuoco si appiccò al tessuto della poltrona e la avvolse.
– Molto divertente! – gridò la strega, stizzita.
Neil ricomparve davanti a lei. – Sono qui. Forza!
La Mai Nominata non se lo fece ripetere due volte e lanciò un terzo globo. Stavolta Neil rimase immobile ad attenderlo. Quando la sfera arrivò davanti al suo viso, si scontrò con qualcosa di invisibile che la congelò all’istante.
La sfera si frantumò in mille pezzi.
– Ti piace il fuoco? Io preferisco il ghiaccio – disse, con tono deciso. Poi sollevò le mani, chiuse gli occhi e diede vita al suo incantesimo. Una pioggia di schegge ghiacciate, affilate come lame, si abbatté sulla strega. Lei sollevò le braccia e le fece mulinare nell’aria riuscendo in parte a deviarne il corso. Altre però le si piantarono nel bavero del mantello e sull’orlo del lungo abito, fissandolo a terra.
– Come osi? – tuonò. Si fece rossa in viso e si accese come una gigantesca torcia, sciogliendo in un attimo le lame di ghiaccio che il principe le scagliava contro.
Lui non si diede per vinto. Si sfilò il mantello e lo lanciò al soffitto. Di colpo sulla stanza calò il buio. Nell’oscurità si vedevano solo gli occhi della strega che mandavano lampi di vendetta.
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La Mai Nominata era in allerta, ma non sentiva alcun rumore. Provò a fare un passo avanti, ma sentì la terra mancarle sotto i piedi.
Rifletté un istante.
‘È solo un’illusione’, disse fra sé, ammettendo l’abilità del principe, che stava cercando di disorientarla, togliendole ogni punto di riferimento nella stanza. La strega pensò che doveva correre ai ripari, così emise un richiamo magico.
Poco dopo delle creature alate la raggiunsero, entrando dalla finestra della balconata. Volarono in alto e raggiunsero il mantello del principe facendolo a brandelli con i loro becchi affilati. Erano i Corvonauti, la schiera volante della Mai Nominata.
– Ci avete chiamato? – chiese uno di loro.
– Sì. Trovate il principe e annientatelo!
– Non c’è bisogno che vi diate tanto disturbo – disse lui da dietro una tenda.
Uscì allo scoperto e quando le creature lo raggiunsero, il principe si limitò a sfiorarne il corpo con un dito. Un istante dopo i Corvonauti si erano tramutati in pietra.
La strega richiamò allora il potere del Fuoco Azzurro che scoppiettava nel camino. Le fiamme si gonfiarono come un’onda e obbedirono all’ordine, travolgendo il principe.
Lui cercò di proteggersi con un controincantesimo, ma la magia raggelante della Mai Nominata era superiore. Neil tentò di spostarsi, ma sentì le gambe rigide. La verità è che si stava congelando. Allora capì che, se non poteva contrastare il Fuoco Azzurro, doveva fermare chi lo comandava.
Così Neil chiamò a sé tutte le sue forze e, in un ultimo gesto, formulò un nuovo incantesimo, ricordando una storia che aveva sentito a proposito di una paura della s...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. La Strega delle Streghe
  3. Introduzione
  4. PARTE PRIMA
  5. PARTE SECONDA
  6. Conclusione
  7. Personaggi
  8. INSERTO FOTOGRAFICO
  9. Copyright