Al museo Niccolò conosce Ciro, un piccolo dinosauro che gli racconta le sue avventure. Per Niccolò sarà un viaggio nel tempo indimenticabile!

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L'isola dei dinosauri
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9788856670196
1

QUALCHE ANNO fa il signor Andrea andò a lavorare per un breve periodo in un paese vicino a Napoli. C’erano tante di quelle pietre che al paese era stato dato il nome di Pietraroia.
Il signor Andrea non vedeva l’ora di tornare dalla sua famiglia, a Vicenza. Non immaginava che a Pietraroia gli sarebbe capitato un evento straordinario.
Un mattino, mentre camminava fra pietre e fango, vide qualcosa di strano spuntare da una palude. Non era un filo d’erba, né una lumaca, né una rana, ma una zampetta sottile, con artigli bene affilati.
Il signor Andrea, emozionato, smosse il fango. Ed ecco spuntare un’altra zampetta e una testa con grandi occhi spalancati che pareva chiedessero: «Dove sono capitato?».

Un animale preistorico, intatto nonostante fosse là da centotredici milioni di anni, fissava il signor Andrea. Collo lungo, testa grande sul corpo piccolo, denti aguzzi. Alto, sí e no, trenta centimetri.
Sembrava una miniatura di dinosauro, anzi di tirannosauro.
Il signor Andrea, dopo essersi reso conto che non stava sognando, prese con delicatezza il piccolo e lo mise nello zaino. Se lo portò a Vicenza, felice di quell’incredibile scoperta. Questa volta sí che portava ai suoi bambini una bella sorpresa!
– Ho un regalo per voi – esclamò abbracciandoli una volta a casa.
– Una Barbie?
– Un uomo ragno?
Il signor Andrea aprí lo zaino.
– Un dinosauro, – disse – un piccolo dinosauro vero.
– Verooo? –. Susanna, Alex e la loro mamma spalancarono gli occhi.
– Vero.
– Vivo?
– Beh, – il signor Andrea tirò fuori il piccolo – non esageriamo.

I bambini, emozionati, volevano toccarlo, accarezzarlo, portarselo a nanna.
E il dinosauro fu messo nella loro camera.
La voce della scoperta si sparse in fretta a Vicenza.
– È un vero dinosauro?
– No, un extraterrestre…
– Sí, proprio un alieno!
– No, un dinosauro, un dinosauro nano.
– Poverino, chissà che vita ha avuto tra i giganti della preistoria.
Tutti volevano vederlo. Lui, immobile vicino a una pianta, fissava i visitatori con i suoi grandi occhi che parevano vivi.
– Un giorno o l’altro fuggirà – sostenevano alcuni bambini, altri chiedevano ai genitori un dinosauro vero, per il compleanno o per Natale.

Non se ne poteva piú di quelle richieste. Di dinosauri veri non se ne trovavano, nemmeno nelle televendite o nei premi dei quiz.
Trascorse qualche anno. Un giorno giunse a Vicenza un paleontologo. Mentre era seduto in un bar a bere un caffè, sentí parlare del dinosauro del signor Andrea e sussultò.
– Cosa dice? – chiese al barista. – Un dinosauro vero?
– Sí, perché? – il barista fece un altro caffè. – Un dinosauro vero, ce n’erano tanti una volta.
Il paleontologo si recò immediatamente a casa del signor Andrea, che gli fece vedere il dinosauro. Per poco lo scienziato non svenne.
– Un dinosauro cucciolo! – esclamò appena si riprese dall’emozione. Si grattò la testa pensieroso. – O un dinosauro nano? Possibile? Comunque è un esemplare unico al mondo.
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Osservò a lungo il piccolo.
– Mi dispiace, – disse infine – ma sono costretto a portarlo via.
– Cosaaaa? –. Il signor Andrea, sua moglie e i loro figli non volevano credere alle proprie orecchie. Rinunciare al loro dinosauro? Mai!
– È una scoperta troppo importante – soggiunse il professore. – Deve essere portato in un museo. Dobbiamo analizzarlo, studiarlo. Io passo la vita fra gli scheletri, fra i fossili, ma uno come questo non l’ho mai visto. Ehi piccolino, – sussurrò poi passando leggermente un dito sulla testa del dinosauro – sei davvero straordinario, tutto intero… ti manca solo un pezzetto di coda. Bravo!
Sembrò che qualcosa, nel petto del dinosauro, si muovesse. Forse un palpito di emozione, un risveglio del cuore, chissà.
Il signor Andrea e sua moglie erano commossi, i bambini protestavano:
– È nostro, il dinosauro è nostro.
– Ne troveremo un altro – cercava di consolarli il signor Andrea.
– E allora domani vai ancora a Pietraroia – gridò Susanna.
– A cercarlo, – soggiunse Alex – e veniamo anche noi.
– Potremmo provare sulle montagne qua intorno – disse la mamma.
– Ci sarà pure qualche avanzo di dinosauri.
– Addio amico, addio – piangevano tutti.
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La banda musicale di Vicenza improvvisò fra gli applausi l’inno dei dinosauri. Intanto il paleontologo, dopo aver ben riposto il dinosauro in uno speciale contenitore, filò via in fretta. Non vedeva l’ora di essere solo con il piccolo animale preistorico.

I giornali di tutto il mondo pubblicarono la storia della scoperta con la fotografia del dinosauro.
Era riuscita proprio bene.
Dopo varie analisi, studi e una speciale pulizia perché non rimanesse alcuna traccia di fango, il piccolo dinosauro venne esposto al Museo di Storia Naturale di Milano. Fu chiamato Scipionyx, con il soprannome, piú semplice, di Ciro.
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La sua storia la racconteremo ora, attraverso la fantastica avventura di un ragazzino di una quarta elementare di Muggiano, che andò, con la sua classe, a vedere Ciro al museo.

2

– ECCOLO –. Le voci dei ragazzini della scuola di Muggiano si abbattono come un tuono sul silenzio del Museo di Storia Naturale.
– Silenzio –. Le maestre fanno fatica a tenerli buoni.
Finalmente i ragazzini sono davanti a Ciro, di cui tanto hanno parlato in classe. Lo guardano come fosse un vecchio amico un po’ strano, e Ciro guarda loro.
– Sembra vivo – esclama Niccolò.
– Osservate – dice la maestra Rosa. – Provate a immaginare la sua storia.
Niccolò ora è immobile, in silenzio.
– Niccolò, ti sei incantato? – gli chiede Anna, la sua vicina di banco.
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Lui non risponde. Non sente. È come se fosse solo, in un luogo silenzioso, lontano. Guarda Ciro e Ciro lo guarda.
«Immaginare la tua storia…» pensa Niccolò. «Non si sa nemmeno se sei un dinosauro cucciolo o nano.»
Nemmeno io ricordo la mia storia. La risposta di Ciro gli arriva come se il dinosauro fosse all’improvviso tornato in vita, e sapesse comunicare con lui. È trascorso tanto tempo da allora.
– Dev’essere triste per te non ricordare niente.
Ciro rimane per qualche attimo pensieroso.
Sí, è molto triste non sapere piú chi sono, dove ho vissuto. Te la racconterei volentieri, la mia storia.x
– Non hai nemmeno un ricordo?
Uno solo, spesso ci penso. So che c’è una grotta, da qualche parte, una grotta immensa, buia, in cui sono custodite tutte le storie. Non è facile trovare la propria storia, ce ne sono talmente tante; alcune sono morte perché nessuno le ha cercate. Se si riesce a trovare la grotta… qualcuno mi diceva che è importante non perdere la propria storia.
Niccolò osserva Ciro. Ha l’impressione che stia tentando di trovare altri ricordi.
Ho un’idea! esclama dopo un lungo silenzio il piccolo dinosauro. Mi accompagneresti a cercare la grotta?
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Niccolò, che non sa cosa risp...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Colophon
- Capitolo 1
- Capitolo 2
- Capitolo 3
- Capitolo 4
- Capitolo 5
- Capitolo 6
- Capitolo 7
- Capitolo 8
- Capitolo 9
- Capitolo 10
- Capitolo 11
- Capitolo 12
- Capitolo 13
- Capitolo 14
- Capitolo 15
- Capitolo 16
- Capitolo 17