Gol! - 3. Inizia il campionato
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Gol! - 3. Inizia il campionato

  1. 152 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Gol! - 3. Inizia il campionato

Informazioni su questo libro

Per le Cipolline sarà un autunno speciale: tra pochissimo infatti inizierà il loro primo, vero campionato... Non più semplici partitelle ai giardinetti, ma sfide in casa e in trasferta, con una classifica e un arbitro in divisa. Tommi, Dante e i loro amici non vedono l'ora di riempire di gol la rete degli avversari!

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Informazioni

Print ISBN
9788838453601
eBook ISBN
9788858500545

10

IL SAGGIO
DI NATALE

Quando Tommi viene in cucina a chiedere se serve aiuto e poi se ne resta lì a guardare dentro al frullatore vuoto, significa che ha voglia di parlare. La mamma lo sa benissimo. Di lavoro fa la postina e Tommi, per lei, è una lettera aperta…
La signora Sofia le ha parlato del saggio di danza e della discussione tra Tommi ed Egle, quindi conosce già il problema, ma farà in modo che sia lui a parlarne.
– La signora Champignon mi ha detto che sta preparando un bellissimo saggio di danza per Natale, lo sai? – chiede la mamma, mentre fa a pezzetti le carote sul tagliere.
– Lo so – risponde Tommi. – Dovevo partecipare anch’io.
– Tu? – fa finta di sorprendersi la mamma.
– Sì, io. Cosa c’è di tanto strano?
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– Se non ricordo male, – risponde mamma Lucia – quest’estate sulla spiaggia di Rio sei stato l’unico che non ha ballato il samba. Non pensavo che amassi la danza.
– Infatti la detesto, ma Egle mi ha quasi obbligato a farlo – spiega Tommi. – E poi non era proprio un ballo, facevo il pupazzo di neve. Non dovevo proprio danzare, dovevo sciogliermi.
Alla mamma scappa un risolino che nasconde con un colpo di tosse. – E perché non lo fai più? – domanda.
– Perché mi vergogno a farmi vedere dai miei amici con una carota al posto del naso – risponde Tommi.
– E non lo sapevi che dovevi danzare con quel costume? – chiede ancora la mamma.
– Sì, – risponde Tommi – ma non sapevo che mi sarei vergognato così tanto!
La signora Lucia versa le carote tagliate in una pentola: – Le promesse vanno mantenute. Egle ci sarà rimasta male.
Tommi dondola su e giù la testa: – Molto male, direi... Domenica non è venuta nemmeno alla partita. E non mi risponde al telefono.
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– La capisco – dice la mamma. – Lei e le sue amiche si sono esercitate per settimane e hanno fatto affidamento su di te. E tu le hai abbandonate sul più bello. È come lasciare il campo a metà partita.
– Ma anche le Cipolline hanno fatto affidamento su di me! – cerca di spiegare Tommi. – Non possono avere un capitano con una carota al naso! Il capitano è una persona seria…
– Allora non dovevi accettare quella parte nel saggio. Anche le ballerine sono persone serie.
Tommi prende un pezzo di carota cruda e sgranocchiandola esce dalla cucina.
Rientra cinque minuti dopo.
– Mamma, devo chiedere scusa a Egle?
– Io credo di sì – risponde lei. – Sabato pomeriggio Egle farà il saggio. Potresti andare a vederlo e poi le parli. Alle ballerine piace ricevere fiori dopo lo spettacolo…
Una mamma sa darti certe risposte che i pesci del Forlanini manco se le sognano.
Tommi finalmente sorride: – Mamma, poi mi aiuti a scegliere i fiori?
È come se la nebbia nella pancia si fosse sciolta di colpo.
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Spillo entra al ristorante Petali in pentola con la borsa delle Cipolline e saluta: – Buongiorno, mister.
– Ciao, Spillo – risponde il cuoco, che sta versando della crema di vaniglia in una tazzina.
Il gatto Pentola è stranamente sveglio e gira attorno al tavolo della cucina. Ogni due o tre giri salta sul termosifone, schiaccia il naso contro la finestra e osserva il cielo bianco.
– Come mai non dorme? – chiede Spillo sorpreso.
– Sente la neve – risponde Champignon. – Quando Pentola fa così vuol dire che entro due giorni nevicherà. Non sbaglia mai. Potrebbe lavorare in televisione alle previsioni del tempo.
Se Pentola ha un buon fiuto per la neve, Spillo ce l’ha per i dolci.
Si avvicina ai fornelli attratto dal profumo come da una calamita.
– Sai perché ti ho fatto venire qui al ristorante? – chiede Champignon.
– Credo di sì – risponde il portiere. – Perché domenica ho lasciato le Cipolline in sei e le ho fatte perdere.
– Sbagliato – ribatte il cuoco. – Ti ho chiamato perché mi serve un palato esperto per un nuovo dolce che sto studiando: pere cotte con soprabito di cioccolato e vaniglia all’aroma di ciclamino.
Spillo si illumina e in mezzo secondo è già seduto a tavola con il cucchiaio in mano: – Mister, lei è un cuoco fortunato: io sono il miglior palato che ci sia in circolazione!
Il portiere affonda il cucchiaio nel dolce e assapora lentamente il boccone a occhi chiusi, per potersi concentrare meglio sul gusto. Champignon, nell’attesa del giudizio, si liscia il baffo destro.
– Delizioso, – sentenzia Spillo – ma io ci metterei anche una fogliolina di menta, che lega bene il cioccolato al ciclamino.
– Grande idea, ragazzo! – esulta Gaston. – Sapevo che mi avresti aiutato.
Il cuoco aggiunge al piatto una fogliolina di menta, Spillo assaggia nuovamente a occhi chiusi e quando li riapre esclama entusiasta: – È perfetto!
Si siede a tavola anche Champignon e aiuta Spillo a finire la cioccolata rimasta nel pentolino.
– Però è vero, – dice il cuoco – ti ho chiamato anche per parlare di domenica scorsa.
– C’è poco da dire, mister – spiega il portiere. – Io con quella strega di Sara non voglio più giocare!
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– Non ti sembra di esagerare un po’?
– Lei ha esagerato – risponde Spillo. – Mi ha chiamato “pollo”! E non è la prima volta che mi critica davanti a tutti. Sono proprio stufo di farmi trattare così da una femmina.
– Spillo, durante una partita capita di perdere un po’ la calma, – dice Gaston – ma sono sicuro che domani all’allenamento Sara ti chiederà scusa e tutto tornerà come prima.
– Difficile, perché io domani non verrò agli allenamenti – ribatte il portiere, che nel frattempo non ha lasciato nella pentola neppure una macchiolina di cioccolato.
– Cosa significa?
– Significa che le ho riportato indietro la borsa e la divisa – continua Spillo. – Mi spiace. Ma non è solo per il litigio con Sara. Lei ci ha insegnato che la regola prima dev’essere divertirsi, perché chi si diverte non perde mai. Ecco, io ultimamente ho perso quasi sempre, perché mi sono divertito poco. Forse la colpa è anche del freddo. Non so. Ma mi diverto molto di più a imparare le mosse di judo in palestra. Mi dispiace, mister.
Champignon si liscia il baffo sinistro, quello dei brutti presentimenti: – Spiacerà anche alle Cipolline, che si sono allenate tutta l’estate e adesso dovranno rinunciare al campionato. Senza portiere e senza una riserva, non si può combinare molto.
– Ci ho pensato a lungo, mister – dice Spillo. – Ma non è giusto andare agli allenamenti con la faccia di uno che va a scuola… A pallone bisogna giocare con gioia. Per fare “Cipo-ok” bisogna sentirsi ok, e io invece mi sono un po’ stufato di fare il portiere. Non è colpa mia… Ha visto quanti allenamenti ho saltato?
– Va bene, Spillo, – conclude Champignon alzandosi da tavola – però la borsa la riporti a casa. Sei stato il primo portiere nella storia delle Cipolline e la divisa resta a te. Così, quando ti tornerà la voglia, prendi la tua roba e vieni al campo. “Cipo-ok”?
Il portiere sorride e con il pugno a pollice sollevato tocca quello del cuoco.
Uscendo dal ristorante, Spillo incrocia Tommi, Dante, Becan e Joao che stanno entrando. Si salutano un po’ freddamente.
La squadra ce l’ha ancora con il portiere per la sconfitta di domenica sul campo degli ultimi in classifica.
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– Perché Spillo aveva la borsa? – chiede Tommi. – C’è allenamento oggi, mister?
Champignon racconta come stanno le cose.
I ragazzi si guardano a bocca aperta.
– Allora... siamo senza portiere… – mormora Dante.
– Come potremo battere i Diavoli Rossi domenica prossima? – chiede Becan.
– Domenica scorsa hanno vinto ancora e ora hanno cinque punti più di noi in classifica – conclude Joao, studiando il foglietto che Champignon appenderà alla solita bacheca. – Se ci battono vanno a +8 e non li raggiungeremo mai… Il nostro campionato è già finito.
– E dobbiamo stare attenti alla Dinamo – avverte Tommi. – Ha battuto il Real Baby e ora è a un solo punto da noi.
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VIRTUS B - CIPOLLINE 4 - 3 DIAVOLI ROSSI 12
CIPOLLINE 7
ARCOBALENO - DIAVOLI ROSSI 0 - 6 DINAMO BLU 6
ARCOBALENO 4
DINAMO BLU - REAL BABY 4 - 2 REAL BABY 3
VIRTUS B 3
Gaston Champignon mette nei piatti le pere cotte con soprabito di cioccolato e vaniglia all’aroma di ciclamino e menta. – Ai Diavoli Rossi e alla Dinamo ci penseremo domani all’allenamento – dice. – Ora assaggiate questa delizia.
Spillo, arrivato a casa, svuota la borsa delle Cipolline e la porta in cantina, tra le valigie vecchie.
Un petalo si è staccato dal fiore.
Allenamento del giovedì.
Tommi, Dante, Joao, Becan e Ciro sono già davanti agli spogliatoi dell’oratorio Giovanni XXIII. Manca solo Sara.
– Eccola, è arrivata – dice Tommi, osservando il lungo macchinone nero che parcheggia davanti al cancello.
Ma dall’auto scende solo Augusto.
Gaston Champignon si tocca il baffo sinistro e dice ai ragazzi: – Spero di sbagliarmi, ma credo proprio che domenica contro i Diavoli Rossi giocherete in cinque. Quando una gemella prende la varicella, prima o poi la prende anche l’altra…
Augusto conferma: anche Sara si è svegliata con i puntini rossi sulla faccia.
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È davvero un momentaccio per le Cipolline.
Mentre i ragazzi si cambiano in silenzio, Champignon cerca di tirarli su di morale: – Cipolline, non è il numero degli ingredienti che rende buono un piatto, ma il sapore. Mia nonna contadina con due verdure sapeva fare delle minestre che erano la fine del mondo.
– Sì, ma noi siamo ridotti a pane e acqua – dice Tommi sconsolato. – Come potremo evitare una figuraccia in cinque contro i Diavoli Rossi, che l’anno scorso hanno vinto la finale del campionato?
– Basta organizzarsi – risponde il cuoco. – Dovremo essere bravi a disporci bene in campo.
Dante propone la sua idea: – Potremmo metterci a quadrato davanti alla porta di Ciro: io e Tommi dietro, Becan e Joao di fronte a noi. L’importante sarà restare sempre compatti quando ci spostiamo a destra e a sinistra. E, ogni tanto, Becan e Joao, che sono i più veloci, potranno tentare di fare un attacco in contropiede. Scatteranno a turno, e gli altri tre gli copriranno le spalle in difesa.
Gaston Champignon si gratta la testa con il mestolo di legno: – Mi sembra un’ottima tattica. Che ne dite, ragazzi?
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Becan approva: – Sì, se resteremo uniti faranno più fatica ad attaccarci.
– Anche i soldati romani nell’antichità combattevano così, formando tanti quadrati con uomini armati di scudi e lance sul campo di battaglia – spiega Dante. – Quando venivano attaccati, sollevavano gli scudi e quei quadrati diventavano delle scatole imperforabili.
– Dovrete essere un fiore ancora più di prima... – aggiunge il cuoco. – Ognuno dovrà muoversi seguendo i movimenti degli altri tre. Oggi ci alleneremo in questo. Prima però fate un po’ di giri di campo. Domenica sarete in quattro, ma dovrete correre per sei.
Dante tira fuori dalla borsa un piccolo registratore e s’infila gli auricolari alle orecchie. Non poteva perdere l’allenamento in un momento così delicato per le Cipolline, ma non può neanche trascurare l’inglese dopo tutti quei segni rossi sul compito in classe. Perciò ha registrato la lezione da studiare su una cassetta. Mentre correrà attorno al campo, una voce gli ripeterà all’orecchio: «The cat is on the table, Il gatto è sul tavolo».
Gaston Champignon torna dalla casa del parroco con quattro corde della stessa lunghezza che Becan, Joao, Dante e Tommi si legano alla vita, in modo da formare un quadrato di cui le corde sono i lati e i ragazzi gli angoli.
– Ora provate a passarvi la palla cercando di tenere le corde sempre tese – spiega il cuoco-allenatore. – Spostatevi per il campo così, come un quadrato. Avanti e indietro, mantenendo le distanze giuste. Dovrete farlo anche domenica, senza corde: restare sempre compatti, in modo da fermare gli attacchi degli avversari che sono più numerosi di voi.
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Sorride anche Champignon, che apre la mano per raccogliere un fiocco bianco.
– Nevica ragazzi! – esclama il cuoco. – Pentola non sbaglia mai!
Dante, mentre cerca di sciogliersi dalle corde, ripete tra sé: «The cat is on the table, Il gatto è sul tavolo».
È sabato pomeriggio, il giorno della recita. Tommi entra in teatro con un pacchetto in mano. Non sono fiori. Ha avuto un’idea migliore: un pupazzo di E.T., l’extraterrestre che dice «Telefono… casa». E come Egle, T come Tommi. Questo è il regalo che ha scelto il capitano per fare pace con la sua amica ballerina.
Tommi riconosce i ragazzi dell’Accademia già seduti in prima fila. «Sono venuti per pre...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Dedica
  5. Pentola e tegamino
  6. Cipo-ok, amici!
  7. Lo schema Augusto
  8. Si gioca o si nuota?
  9. Le scarpe sbagliate
  10. Un gol? No, un gran gol!
  11. Una carota al naso
  12. La parata dello scorpione
  13. Fiore? No, petali
  14. Il saggio di Natale
  15. A fuoco lento
  16. Serenata speciale
  17. Diritto di giocare a calcio… divertendosi!
  18. Chi è Luigi Garlando?
  19. Chi è Stefano Turconi?
  20. Indice