La gatta magica
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La gatta magica

  1. 80 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Informazioni su questo libro

Tra le fate e le creature di un bosco incantato, sotto gli occhi di una civetta saputella e di un grande pino parlante, nasce la piccola gatta Fantàsia: i suoi occhi sono blu, il suo pelo è color miele e cioccolato, le sue zampine candide come neve. Ma non bisogna lasciarsi ingannare... perhcè Fantàsia, insieme alla sua padroncina Lunadea, ne combinerà di tutti i color!

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Informazioni

Anno
2010
eBook ISBN
9788858501344
Print ISBN
9788856602357
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La piccola Fantàsia

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QUESTA NON È la solita favoletta da “c’era una volta…”. È la storia di Fantàsia Gattapiccina che comincia in una notte da gatti di novembre inoltrato.
Le notti da gatti sono un po’ come quelle da lupi, con la luna piena sospesa nel cielo nero senza fine. E con la nebbiolina che sale dal bosco avvolgendo tutto nel suo vapore spettrale. Certo, a prima vista una notte così fa proprio paura, ma quella nebbia poco invitante e tutto quel buio in realtà nascondono delle creature fatate, creature che la gente non capirebbe. La gatta blu, per esempio, che attraversava di corsa il bosco profumato di resina e di aghi di pino.
La gatta blu, che si chiamava Gattablu tutto attaccato, aveva un lungo pelo color azzurro intenso, come i cieli d’estate a fine pomeriggio. Era agile e forte, ma proprio perché sapeva entrare e uscire dal mondo delle fate, era anche vulnerabile e un po’ svampita. Da piccola aveva il manto bianchissimo, ma si era rotolata nel prato dietro casa, fra i fiori azzurri dove si divertivano le fate Indaco. E loro le avevano regalato quel pelo colorato, incredibile e bellissimo. Da allora aveva imparato ad accettare le cose che non si possono spiegare e aveva la fortuna di vivere tutta la magia del bosco.
Ma proprio per il suo mantello, la gatta doveva stare attenta: erano moltissimi quelli che facevano a gara per diventare i suoi padroni, pronti a rapirla solo perché era considerata una rarità. Era un po’ come un’attrice famosa, una velina della Tv o una modella da copertina che tutti vorrebbero avere al fianco per farsi belli. A lei però non importava diventare una celebrità, né essere ricercata solo per il colore del suo pelo o perché la gente la considerava di valore. Ovvio, sapeva di essere bella, e le piaceva distinguersi dagli altri per il suo pelo blu, ma voleva essere amata soprattutto per quello che aveva nel cuore, per l’amore che sapeva dare e, perché no, anche per i guai che combinava.
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Per questo motivo aveva deciso di restare con la sua padrona, una signora anziana e cieca che viveva ai margini del bosco, in una casetta di pietra ricoperta di muschio e di edera. Gigì, così si chiamava la signora, aveva la pelle come quella di una tartaruga centenaria ed era l’unica, oltre alle fate, che non voleva la gatta solo perché era una meraviglia della natura, o come trofeo di cui vantarsi. Gigì amava quella gatta davvero come una figlia e come un’amica sincera.
Nessuno sapeva quanti anni avesse esattamente quella donna, probabilmente nemmeno lei stessa, ma era così vecchia che aveva raggiunto l’età in cui una persona può scegliere se appartenere al Mondo o alla Magia. E lei aveva scelto definitivamente quest’ultima. Il giorno in cui aveva lasciato per sempre il Mondo, aveva preso a martellate la Tv e il monitor del suo computer e li aveva svuotati dei vari congegni elettronici. Poi, all’interno di quelle scatole finalmente vuote, aveva costruito un microbosco per chiunque ne avesse bisogno. Ora nella Tv viveva una colonia di toporagni e nel computer una famiglia di piccole rane stufe di finire sull’asfalto dopo ogni temporale. E lo spettacolo che questi animaletti mettevano in scena ogni sera era meglio di qualsiasi programma o di qualsiasi gioco su internet.
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Le fate e le altre creature del bosco, che andavano e venivano dalla casa di pietra, erano diventate gli occhi dell’anziana. Grazie a loro Gigì vedeva, leggeva, si teneva informata e sapeva sempre cosa succedeva in giro. Aveva letto più libri di quanti ne esistessero e la sua saggezza derivava in parte proprio da questi. Aveva letto romanzi lunghissimi, volumi scientifici, ma anche storie per ragazzi e fumetti.
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Con le fate, per esempio, si divertiva a commentare le Winx e con i topi i libri di Geronimo Stilton e i fumetti di Topolino.
Oltre a leggere, passava il suo tempo a cucinare la tapioca. Era incredibile che con un alimento così colloso e semplice riuscisse a preparare ricette tanto prelibate, ma il suo budino di tapioca all’arancio, su nido di cioccolato belga fondente e croccante di caramello, era diventato il dessert di punta di uno dei principali ristoranti di Parigi e se ne parlava benissimo persino sulle guide turistiche. Come la ricetta fosse finita nelle mani del cuoco era un mistero, ma ogni tanto Gigì faceva doni inaspettati alle persone che le erano simpatiche.
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Ma torniamo alla nostra storia. Quella notte da gatti e da lupi, la gatta blu aveva una faccenda importante da sbrigare: doveva dare alla luce una gattina.
Si nascose in un tronco cavo e sbatté due volte gli occhioni blu.
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Un attimo dopo, accanto a lei c’era una gattina tutta bagnata. Il cuore della gatta blu era colmo di gioia e di commozione: aveva regalato la vita e si sentiva in pace con il mondo. Solo una cosa la preoccupava un po’: il pelo della sua piccola aveva una sfumatura azzurrognola che lasciava facilmente immaginare di quale colore sarebbe diventato…
– Non voglio che sia blu come me – disse Gattablu alla civetta sul tronco. – I nuovi padroni la porterebbero alle esposizioni feline solo per metterla in mostra! La terrebbero chiusa in una gabbia e la farebbero vedere ai giudici per avere un voto sulla sua bellezza. Che cosa ridicola! Io voglio che sia ...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Dedica
  5. Prima Parte - La piccola Fantàsia
  6. Seconda Parte - Il treno, il controllore e la Signorina Piagnisteo
  7. Terza Parte - Otto, marmellata e… fantasia
  8. Indice