Principesse del Regno della Fantasia - 3. Principessa del Deserto
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Principesse del Regno della Fantasia - 3. Principessa del Deserto

  1. 280 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Principesse del Regno della Fantasia - 3. Principessa del Deserto

Informazioni su questo libro

«La città di Roccadocra è in gran fermento... il Mercato delle Sabbie sta per cominciare! Ma di notte le stelle si nascondono nel cielo e un vento inquieto attraversa il Deserto dei Sussurri. Quando la cugina della Principessa Samah sparirà nel nulla, i presagi diventeranno realtà una minaccia terribile incombe sul Regno!»

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Informazioni

Anno
2010
eBook ISBN
9788858500682
Print ISBN
9788856612776

PARTE PRIMA

1

Benvenuti
a Roccadocra

La cittadina di Roccadocra si ergeva su uno sperone di roccia giallo e levigato, come una gemma incastonata nel suo scettro. Ai suoi piedi, fin dove lo sguardo riusciva a spingersi, si estendeva il Deserto dei Sussurri, un mare di sabbia che a poco a poco si tramutava in una distesa rocciosa.
Un chiarore diffuso illuminava l’orizzonte e si allargava rapido sul deserto fino a tingere le case di Roccadocra di un rosa tenue e rassicurante. L’aria pungente del mattino profumava di fiori, e qualche timida voce cominciava a echeggiare nei vicoli stretti intorno alle abitazioni come rami di un labirinto segreto.
– Oggi è il gran giorno – sussurrò un uomo con il capo avvolto in un turbante blu e verde.
– Sì, i mercanti stanno per arrivare. Fra poco sarà tempo di dare il segnale – rispose un altro, sollevando i neri occhi di ebano sull’imponente palazzo che dominava la città. Strinse forte il corno che portava con sé e si incamminò verso lo strapiombo della rupe per annunciare il primo giorno di mercato.
~*~
Ai piedi della rocca addormentata, in quell’istante ancora sospeso tra la notte e il giorno, una linea di polvere tagliava le morbide dune. Samah, sovrana di Roccadocra e Principessa del Deserto, stava attraversando al galoppo l’ultimo tratto di pianura sabbiosa che la separava dalla sua città. Intorno a lei, i riflessi grigiorosa messaggeri del nuovo giorno illuminavano le nuvole di sabbia sollevate dagli zoccoli della sua cavalcatura.
‘Non c’è molto tempo’ si disse Samah, spronando con delicatezza il suo destriero, ‘presto arriveranno i mercanti’.
La principessa cavalcava ormai da più di un’ora; quel mattino si era alzata prestissimo, quando il cielo era ancora scuro. Il sonno l’aveva abbandonata prima del tempo lasciando spazio a un’attesa trepidante, mista alla preoccupazione che tutto fosse pronto e in ordine per il tradizionale Mercato delle Sabbie.
Il mercato era un evento importante che, una volta all’anno, radunava a Roccadocra mercanti provenienti da ogni angolo del Regno del Deserto.
La principessa aveva curato i preparativi nei minimi dettagli, ma per sfuggire all’apprensione delle ultime ore aveva deciso di uscire con Amira, la cavalla dal manto dorato che era per lei una compagna preziosa.
Si chinò in avanti fino a sfiorarle la criniera e sussurrò: – Più veloce, Amira! Dobbiamo essere a Roccadocra prima che sorga il sole.
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La cavalla, che aveva con la principessa un’intesa speciale, nitrì e accelerò l’andatura. Samah ebbe l’impressione di volteggiare in una danza silenziosa, sospesa tra il vento e la sabbia.
Poco più tardi, la sagoma familiare di Roccadocra si fece più vicina. Ancora qualche minuto e Samah imboccò al galoppo la stradina che conduceva alle porte della città.
Giunta in cima, tirò le redini con un gesto deciso e arrestò la corsa in una nuvola di polvere.
Saltò agilmente a terra e, tenendo le briglie di Amira che la seguiva docile, si diresse a passo deciso verso il palazzo reale.
Kel-Radek, lo stalliere di corte, la aspettava nel cortile centrale della reggia.
La principessa gli andò incontro allegra.
– Buongiorno, Kel-Radek! – esclamò la ragazza. – Ti affido Amira. Più tardi passerò nelle stalle... ma adesso devo proprio scappare! Dev’essere tutto pronto per stasera!
Così dicendo, sparì nel porticato, facendosi largo tra tendaggi di cotone finissimo.
~*~
Per gli abitanti del Regno del Deserto il palazzo reale era un luogo pieno di fascino; pochi avevano avuto la fortuna di visitarlo: i più conoscevano solo il grande cortile centrale che ospitava le feste abitualmente offerte dalla principessa.
Si raccontavano però molte storie sui raffinati mosaici di corte, sulle terme e sui saloni di rappresentanza come la Sala della Volta Celeste. Si diceva anche che la reggia nascondesse tra le sue stanze antichi segreti.
Il palazzo di Roccadocra sorgeva al limitare della cittadina, sul lato orientato a nord-ovest. Come tutti gli edifici in città era costruito in mattoni di fango essiccato e paglia, ma era più grande e maestoso, con una facciata dai riquadri sgargianti che incorniciavano le finestre in una scacchiera. L’unico ingresso era un massiccio portone di legno di iroko; sulle ante erano incise due spirali, simbolo dell’acqua di cui la città era ricca, e due teste di rinoceronte, emblema di forza e potenza.
La principessa era salita nella sua stanza e, spinta dalla curiosità, si era affacciata alla finestra. Di lì a poco sarebbero arrivati i mercanti!
A Samah il Mercato delle Sabbie metteva allegria: era un’occasione festosa per conoscere da vicino il suo popolo e per stare in mezzo alla gente. Sapeva che molti mercanti affrontavano un lungo e faticoso viaggio per raggiungere Roccadocra; in tanti venivano dagli angoli più remoti del regno e, anche se abituati ai capricci del deserto e ai forti sbalzi di temperatura tra il giorno e la notte, spesso giungevano a destinazione sfiniti. Tanto più se si erano imbattuti in una delle micidiali tempeste di sabbia del Deserto dei Sussurri o, peggio ancora, nei famigerati scorpioni tigrati che si nascondevano sotto le dune.
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Il veleno degli scorpioni era mortale, se entro tre giorni non si provvedeva a curare la puntura con il giusto antidoto. Ma per fortuna gli scorpioni tigrati non erano malvagi e pungevano solo se si sentivano minacciati.
Il suono del corno richiamò l’attenzione di Samah: l’alba del primo giorno del Mercato delle Sabbie era stata annunciata.

2

L’arrivo
dei mercanti

Si alzò il vento. La principessa si strinse nella tunica di lino color lavanda, lasciando i lunghissimi capelli liberi nell’aria mattutina.
Scrutava il deserto dalla finestra aperta, con le tende di seta che danzavano dolcemente al vento. Samah adorava dormire cullata dal fresco e dalle voci della notte; per questo chiudeva le finestre molto di rado.
Inspirò profondamente abbassando le palpebre. Le piacevano i profumi portati dal vento: le parlavano di luoghi lontani e misteriosi. Quando riaprì gli occhi, un primo spicchio di sole faceva capolino sulla linea dell’orizzonte. La città e il palazzo si accesero di un tenue rosa che poi rapidamente virò all’ocra e al rossointenso. Non esisteva un solo pittore nel regno in grado di riprodurre la meraviglia di quei colori.
La luce cominciò ad animare gli oggetti nella stanza, indugiando sul letto verniciato d’oro, sul basso comodino di ebano e sul tappeto di Samah, un oggetto a cui la principessa era molto affezionata. Rischiarati dai riflessi dell’alba, gli uccelli multicolori che ne decoravano la trama parvero prendere il volo, in un intrico verde di alberi e foglie. Poi i raggi del sole illuminarono il tavolo dipinto e i cuscini vicino alla porta, che facevano da studio e da salotto. Nel palazzo, infatti, non c’erano sedie, tranne quella che Dasin, la tessitrice di corte, usava per lavorare al telaio.
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Samah guardava dritto davanti a sé. Il Deserto dei Sussurri sembrava estendersi all’infinito, ma lei sapeva che quella vasta distesa di sabbia a ovest e a sud si trasformava in roccia, a nord-ovest mutava in fertile pianura e a nord, seguendo il corso del Fiume dei Miraggi, cedeva il passo all’acqua sconfinata del Mare dei Passaggi.
La principessa conosceva il suo regno palmo a palmo: conosceva la sabbia e la pietra rovente sotto il sole di mezzogiorno; conosceva la Verde Pianura, un luogo di rara bellezza appena al di là del Deserto dei Sussurri, e conosceva i Pendii Desolati a ovest del regno, un posto aspro e impervio dove quasi nessuno aveva il coraggio di avventurarsi.
– Eccoli! – esclamò.
In lontananza si scorgevano piccole carovane che avanzavano verso la città.
– Bene, è ora di mettersi all’opera.
Con un campanellino Samah chiamò una delle sue domestiche, che come ogni mattina la aiutò a prepararsi. La principessa fece il bagno, poi indossò una gonna lunga e una casacchina di seta bianca.
La ragazza la osservò ammirata.
– Siete bellissima, principessa.
La carnagione scurita dal sole risaltava sugli abiti bianchi di Samah, mentre gli occhi color della terra risplendevano alla luce del suo sorriso. I capelli le ricadevano sulle spalle acconciati in lunghe treccine.
Samah sorrise con riconoscenza alla domestica, poi volle assicurarsi che tutto procedesse al meglio per la cena del Mercato delle Sabbie. – È tutto pronto in cucina? – domandò sistemandosi sui fianchi una cintura di monetine tintinnanti.
– I cuochi sono al lavoro, principessa.
– Mi raccomando, dev’essere tutto perfetto.
La cena era offerta ai mercanti ogni anno. Era un modo per accogliere e ringraziare gli uomini e le donne che contribuivano a rendere floridi Roccadocra e il suo regno.
– Lo sarà, principessa. Non vi preoccupate.
Samah e la domestica scesero nel portico e attraversarono il cortile centrale. Il pavimento era decorato con piccole tessere di marmi colorati che componevano la mappa del Regno del Deserto. Era un mosaico molto antico e molto prezioso.
Mentre lo osservava, Samah si rese conto che le mancava qualcosa e si fermò, portandosi una mano sulla testa, imbarazzata.
– Che cosa succede, principessa?
– Temo di aver scordato un piccolo dettaglio – ammise con un sorriso: in effetti i suoi piedi sottili erano scalzi.
– Com’è possibile che mi capiti tanto spesso?
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La domestica soffocò un risolino, che Samah ricambiò con uno sguardo divertito. Poi fece un cenno d’intesa alla ragazza: – Tu prosegui pure. Io torno a prendere le babbucce.
– Come desiderate, principessa.
La ragazza si allontanò e Samah ritornò sui suoi passi.
Aveva compiuto vent’anni da poco ed era la maggiore delle sue sorelle, ma spesso e volentieri si dimenticava di indossare le babbucce. Scosse la testa, sorridendo.
La verità era che camminare a piedi nudi le piaceva: le dava una meravigliosa sensazione di libertà.

3

La ragazza
del nettare di pesca

Un’interminabile fila di mercanti avanzava lentamente lungo la stradina che risaliva la rupe di Roccadocra. Le strette curve mettevano in difficoltà chi portava merci ingombranti come vasi, oggetti di rame, mobili intarsiati e molto altro ancora.
Una volta in cima, però, i mercanti venivano ripagati dello sforzo con nettare di pesca ghiacciato, specialità e vanto della cittadina di Roccadocra.
Per quanto la coltivazione del pesco non fosse abituale a quelle latitudini, a Roccadocra era una tradizione da quando, molti anni prima, un giardiniere di nome Helgi, un uomo taciturno proveniente dal Regno dei Ghiacci Eterni, aveva scoperto delle sorgenti sotterranee.
Deducendo che la terra fosse fertile, aveva creato uno splendido giardino con tutte le piante tipiche dei cli...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Colophon
  4. Parte Prima
  5. Parte Seconda
  6. Indice