Il piccolo fantasma cerca amici, si sente tanto solo! Il pittore Baldovino, la gatta Principessa e il cane Wuff rispondono al suo appello.

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Il fantasma del castello
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9788856625905
IL PICCOLO fantasma
abitava tutto solo
nel grande castello.
Qualche volta si lamentava:
– La mia vita e così noiosa!
Qui non succede mai niente!
Qualche volta per la rabbia
pestava i piedi per terra.
Qualche volta batteva
i pugni sul tavolo.
Qualche volta piangeva
per la disperazione.
Di solito i fantasmi
non ne sono capaci:
non sanno piangere
e non sanno ridere,
non sanno pestare i piedi
né battere i pugni.
Sanno soltanto
uscire dai loro nascondigli
dopo la mezzanotte
e andare in giro facendo «Uuuuh».
Tutto qui.
Ed è una cosa piuttosto sciocca!
Il piccolo fantasma invece
non era affatto sciocco.
Al contrario,
era un tipo abbastanza giudizioso.
Per questo, si asciugò le lacrime
con un lembo
del suo lenzuolo di fantasma e disse:
– Basta piangere!
Piangere non aiuta.
Devo fare qualcosa.
Fare aiuta!
Mi cercherò un amico.
IL PICCOLO fantasma si fece
un nodo nel lenzuolo,
proprio sopra la testa.
Lo faceva sempre
quando doveva pensare intensamente.

«Dove lo potrei trovare, un amico?
Al villaggio? Potrei andare
ad abitare nel campanile della chiesa.
Ma ci vivono già i pipistrelli
e i fantasmi del villaggio.
E ogni volta che suona
la grossa campana
morirei di spavento.
O in città?
Là ci sono già
i fantasmi di città,
e poi tutte quelle macchine
fanno troppa puzza per me.
O nella foresta?
Anche là ci sono già
gli spettri della foresta.
E nei prati
ci sono i folletti dei prati.»
Pensa che ti pensa,
al piccolo fantasma
faceva male il nodo
per il grande sforzo.
– No! – esclamò ad alta voce.
– Io non sono
uno spettro della foresta,
né un folletto dei prati.
Non sono un fantasma del villaggio,
e neanche uno di città.
Sono un autentico
fantasma del castello,
e rimango qui!

SI ADAGIÒ nella sua amaca,
si dondolò su e giù, e gridò:
– Amico! Io non vengo a cercarti!
Amico, sarai tu a venire da me!
Poi, più veloce del lampo,
attraversò volando il suo castello:
dal salone giallo passò
in quello rosso,
dal salone rosso
in quello verde,
dal salone verde
in quello blu.
Nel salone blu
c’erano molti quadri
appesi alle pareti.
Il piccolo fantasma
ne staccò uno
e lo girò dall’altra parte.
Poi prese un pezzo di carbone
nella stufa e cominciò a scrivere:

Piccolo fantasma
tutto solo in un grande castello
si annoia terribilmente
e vorrebbe conoscere
un amico simpatico
con cui ingannare il tempo...
Ma tutto quello che aveva da dire
non ci stava.
– Alt! Devo trovare
qualcosa di più corto,
perché, per una frase così lunga,
sul quadro non c’è
abbastanza spazio!
Aiutandosi con un po’
della sua saliva di fantasma,
cancellò tutto di nuovo
e ricominciò:
Caro amico,
ti sto cercando!
Io vivo nel castello,
vieni a trovarmi!
Ancora troppo lungo!
Il piccolo fantasma
sputò un’altra volta
e cominciò daccapo:
Inquilino per il castello
urgentemente cercasi!
– Finalmente ci siamo! –
disse il piccolo fantasma.
– Nello stretto sta il perfetto!
VOLÒ fuori dalla finestra
e passando sul giardino del castello
arrivò alla grande strada
dove le macchine correvano veloci.

Guardò il suo quadro
ed esclamò ridacchiando:
– Davanti un...
Indice dei contenuti
- Copertina
- VENT’ANNI CON IL BATTELLO A VAPORE
- Frontespizio
- Colophon
- Il fantasma del castello
- ALBO d'ORO