I segreti della maledizione del Titanic
«Nemmeno Dio potrebbe affondare questa nave!»
UN MARINAIO
Era la più grande nave mai costruita dall’uomo, la più veloce e la più lussuosa. Per i suoi eleganti passeggeri di prima classe costituiva il massimo della sicurezza e del comfort, al punto che era facile dimenticarsi di essere in mezzo all’oceano e credere di trovarsi piuttosto in un lussuoso hotel del centro di Londra.
Lo scafo della nave era fornito di una serie di sedici compartimenti stagni che si sarebbero automaticamente chiusi a contatto con l’acqua. Inoltre, se anche questi compartimenti fossero stati allagati, la nave avrebbe comunque continuato a galleggiare: ma poiché non si era mai sentito di un incidente che ne avesse potuti danneggiare così tanti, il Titanic era considerato praticamente inaffondabile.
Nel suo viaggio inaugurale, il 15 aprile 1912, il Titanic entrò in collisione con un iceberg e si inabissò nel giro di tre ore nelle fredde acque dell’Atlantico.
L’affondamento del Titanic rappresentò la fine di un’epoca, il sogno infranto della belle époque. Come per la caduta dell’impero babilonese, l’affondamento del Titanic rappresentò il simbolo dello sgretolamento di orgogliosi imperi, con una simile mescolanza di ricchi, borghesi e poveri tutti destinati insieme all’abisso.
Era la fine di una leggenda che sposava la tecnologia alla ricchezza, il materialismo al romanticismo, l’illusione alla fantasia. Ma era anche la nascita di una nuova leggenda, che avrebbe ispirato un numero imponente di libri, racconti, articoli, poesie, canzoni e film.
Per quanto riguarda le cause del disastro, molto si è detto sulla presunzione della compagnia navale, che non ritenne utile attrezzare la nave con un numero adeguato di scialuppe di salvataggio: un’imprudenza che costò la vita a oltre 1.500 persone. Ben poco si sa della lunga serie di eventi misteriosi che costellarono la breve vita del Titanic. Episodi tanto incredibili, quanto minuziosamente documentati, che potrebbero permettere di giungere alla sorprendente conclusione che il disastro non fu forse dovuto solamente alla sconsideratezza dell’uomo, ma che forze ben più potenti e misteriose fossero all’opera1...
Presagi di morte
Nonostante l’enorme sicurezza che il Titanic ispirava al momento della sua realizzazione, ci furono comunque diverse persone che, per qualche ragione inspiegabile, si convinsero che qualcosa di drammatico sarebbe successo nel corso del viaggio inaugurale. Sebbene alcuni di costoro non avessero alcun collegamento diretto con la nave, altri erano tra coloro che avevano già prenotato il proprio viaggio su di essa. Tra questi ce ne furono diversi che presero seriamente il proprio presentimento e annullarono la prenotazione, preferendo viaggiare su qualunque altra nave, piuttosto che imbarcarsi sul Titanic. Altri ancora, a dispetto di quelli che si potevano considerare chiari segnali di avvertimento, non rinunciarono al viaggio. Quasi tutti pagarono la loro decisione con la vita quando il Titanic affondò nell’Atlantico.
Il naufragio del Titanic, se da alcuni fu considerato quasi una punizione divina per l’arrogante presunzione e insolenza dell’uomo, fu apparentemente reso noto in anticipo a un gruppo di persone prescelte dal caso.
A prima vista, le prove mostrano che i prescelti ammontavano ad alcune dozzine, forse qualche centinaio di persone: tutti accomunati da misteriose visioni, sogni premonitori o terrificanti presentimenti che li visitarono prima della tragedia. Il fatto che tali episodi risalissero quasi tutti a prima dell’incidente rappresenta oggi per molti parapsicologi una delle migliori prove a favore della precognizione, ovvero di quella presunta abilità dell’uomo di predire in anticipo eventi futuri.
Uno di questi casi è quello della signora Potter, che si destò nella notte tra il 14 e il 15 aprile per un sogno molto vivido e svegliò il marito per raccontarglielo: «Vidi qualcosa che appariva come un’alta struttura, simile a una ferrovia elevata. C’era molta gente che si sorreggeva all’esterno di essa, come se volessero aggrapparsi con le mani a una cancellata. Alcuni indossavano indumenti da notte, e poco a poco perdevano presa e scivolavano lungo il piano inclinato di questa struttura. Sentii che andavano incontro a morte certa. Erano tutti terrorizzati e io sentii il loro terrore così fortemente che mi svegliai». Quando i disegnatori ricostruirono la scena del naufragio sulla base dei racconti dei sopravvissuti, la signora Potter disse: «È proprio questo ciò che io ho veduto».
Il signor J. Connon Middleton, un uomo d’affari inglese, il 23 marzo prenotò un passaggio sul Titanic. Circa una settimana dopo, dieci giorni prima della partenza, sognò di vedere la nave «galleggiare capovolta nel mare, con l’equipaggio e i passeggeri che vi nuotavano attorno». La sera dopo fece nuovamente lo stesso sogno. Queste esperienze lo misero “a disagio’’, e alla fine cancellò la prenotazione. Tuttavia, arrivò a ciò solo perché gli era giunto un telegramma dagli Stati Uniti dove lo si informava che, per motivi di lavoro, avrebbe dovuto posticipare la partenza di qualche giorno. La moglie dichiarò in seguito che il marito non sognava mai e che questa era sicuramente la prima volta che sognava fatti di questo tipo.
Tom Sims era un marinaio mercantile che aveva fatto domanda per far parte dell’equipaggio della prestigiosa nuova nave da crociera Titanic; fu dunque molto fiero quando la White Star Line accettò la sua domanda e lo assegnò alla nave. La madre di Tom, Elizabeth Sims, tuttavia, non fu per nulla contenta di questo imminente trasferimento al Titanic. La signora Sims era per metà gallese, e nella sua famiglia era nota per le sue «strambe premonizioni» di eventi futuri. Adesso era preoccupata per la sicurezza del figlio: era assolutamente convinta, infatti, che il Titanic fosse una nave maledetta, e insistette affinché Tom rimanesse sulla sua vecchia nave, anziché trasferirsi sull’enorme transatlantico. Era così certa che il Titanic avrebbe incontrato una fine tragica, che si recò agli uffici della White Star Line per far cancellare il nome del proprio figlio dall’equipaggio del Titanic. Tom Sims decise di fare felice la madre e non si imbarcò sul Titanic.
La notte tra il 14 e il 15 aprile, una donna di New York si svegliò di soprassalto per un sogno molto limpido. Svegliò il marito e gli raccontò: «Ho veduto adesso in sogno la mamma in una barca di salvataggio, affollata, che si dondolava sull’oceano mosso. La barca era così piena di gente che sembrava dovesse andare a picco da un momento all’altro». La donna spiegò al marito, che faceva dell’ironia, che non si trattava di un brutto sogno, ma di qualcosa di molto più vivido e realistico. Il giorno dopo, quando i giornali pubblicarono la storia del Titanic, la donna trovò il nome della madre tra coloro che erano salpati con la nave. La madre, tuttavia, si salvò e quando giunse a New York spiegò alla figlia che aveva prenotato il passaggio sul Titanic senza informarla perché voleva farle una sorpresa. Quando la figlia fece il suo sogno, la madre si trovava esattamente nella situazione sognata e si aspettava da un momento all’altro che la barca si rovesciasse; in quel momento i suoi pensieri erano concentrati sulla figlia, che temeva di non rivedere mai più.
Forse più sorprendenti, però, sono ben tre episodi che capitarono a Sophia Laitinen, una donna finlandese di trentotto anni che prenotò il viaggio sul Titanic e morì nel disastro.
Alcune settimane prima di partire, Laitinen prese a prestito del denaro che intendeva tenere come riserva nel caso non fosse riuscita immediatamente a trovare un lavoro in America. Affidò il denaro a un’amica, che avrebbe dovuto spedirglielo solamente nel caso in cui lei ne avesse fatto richiesta. Le ultime istruzioni di Laitinen all’amica riguardo il denaro furono: «Se dovessi finire in fondo all’oceano, lungo la strada, restituisci il denaro a chi...