Le Principesse del Regno della Fantasia sono finalmente tutte insieme, pronte a sferrare l'attacco finale al Principe senza Nome. Non sanno ancora che alla Rocca del Sonno, tra le molte insidie, si nasconde un meraviglioso segreto, una persona che aspetta solo di essere risvegliata dall'amore delle sue figlie: la Regina dei Cinque Regni.
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ra appena tornata la calma nel Regno del Buio e la principessa Diamante, nella quiete del suo palazzo, ripensava agli avvenimenti degli ultimi giorni.
Prima l’arrivo a Terratonda di tre persone a lei molto care: Helgi, Gunnar e Yara, la sua sorellina.
Poi la spedizione nell’Antro del Fuoco Fatale per liberare il regno di Nives da un malvagio incantesimo del Principe senza Nome…
Infine la cosa più incredibile: la scoperta che sotto le spoglie di Helgi, il giardiniere di Arcandida, si celava in realtà il Re Saggio, suo padre! Non vedeva l’ora di dare la notizia anche alle altre sorelle.
Già, le sue sorelle… Era passato tanto tempo da quando suo padre aveva sconfitto il Re Malvagio e aveva deciso di dividere il grande reame in cinque regni, affidandoli alle sue figlie.
Da allora le cinque principesse avevano vissuto lontane l’una dall’altra, senza più rivedersi, fino a quando il Principe senza Nome aveva cominciato a tramare alle loro spalle. Era grazie ai suoi malvagi piani, in fondo, se sua sorella Yara si era spinta fin laggiù, nel Regno del Buio.
E tra poco sarebbero arrivate anche le altre. L’unica di cui non avevano più notizie da molto, troppo tempo, era la madre, la regina. Era scomparsa nel nulla e nessuno ormai sperava più di rivederla.
Zecchino interruppe improvvisamente il filo dei suoi pensieri: – Sono arrivate! Le principesse sono qui!
Nonostante sapesse che Nives, Samah e Kalea erano partite dal Regno dei Ghiacci e sarebbero giunte a Terratonda da un momento all’altro, le parole del suo precettore lasciarono per un attimo Diamante senza fiato. Poi cercò di scuotersi e cominciò a correre.
Yara e il re, comparsi improvvisamente alle sue spalle da chissà quale corridoio del palazzo, non erano meno agitati. Ognuno cercava di immaginare come sarebbe stato, dopo tanto tempo, essere di nuovo tutti insieme.
Quasi tutti…
– Principessa! – gridò di nuovo Zecchino. – Sono alla sesta porta!
Diamante si rese conto che, presa dall’entusiasmo, non si era nemmeno chiesta dove si trovassero le sue sorelle. Cambiò direzione e andò verso le cucine di granito. E vide finalmente le tre principesse.
Samah, Nives e Kalea erano immobili, gli occhi spalancati sulla visione più cara in cui potessero sperare. L’emozione che provavano era così forte che quasi le paralizzava.
Fu Yara, alla fine, con la sua consueta carica di entusiasmo, a fare il primo passo. Corse incontro alle sorelle e le abbracciò. Prima Nives e Kalea, che non vedeva da molto tempo.
– Sorellone! Quanto mi siete mancate – disse con le lacrime agli occhi.
A quel punto anche Samah si unì a quell’abbraccio e così fece anche Diamante.
– Nives, come sei bella! – disse Diamante.
– Oh, sorella cara, è passato così tanto tempo...
– Già, ma vi assomigliate sempre moltissimo! E tu, Yara sei davvero cresciuta – commentò Kalea.
– È sempre la solita pasticciona, però – ribatté Samah.
– Non è vero! – esclamò Yara, facendo finta di mettere il broncio.
Tutte scoppiarono a ridere. Erano di nuovo unite, ed erano felici.
Poco distante, il re guardava le figlie con gli occhi velati di commozione. Era stupendo il quadro che aveva di fronte e non osava avvicinarsi, quasi per timore di spezzare un incantesimo.
Fu Nives la prima a notarlo. – Helgi! Non posso crederci! Sei davvero tu? – disse rivolta all’uomo. Quindi si staccò dalle sorelle e gli corse incontro. Diamante e Yara, che conoscevano la sua vera identità, furono percorse da un brivido.
Il re accolse Nives fra le sue braccia e la strinse a sé.
– Ma dove sei stato? Eravamo così in pena per te!
– Lo so, ma dovevo venire nel Regno del Buio.
– E perché? – domandò Nives incuriosita.
– C’è una cosa che devi sapere, e che dovete sapere anche voi – disse il re rivolto a Samah e Kalea.
La Principessa dei Ghiacci era perplessa. Helgi le sembrava diverso dal solito. Inoltre le aveva dato del tu, mentre di norma si rivolgeva a lei con il “voi”.
Che cosa stava succedendo?
– Credo sia meglio andare nella sala del trono. Lì staremo più tranquilli – disse Diamante, osservando il viavai delle Talpe della Guardia Reale.
Lungo la strada, Nives, un po’ preoccupata, chiese notizie di Gunnar.
– Era molto impaziente – le rispose Diamante, – e in attesa del vostro arrivo ha preferito uscire con Rubin per controllare che il transito del Fuoco Fatale non abbia arrecato danni al regno. Ero talmente emozionata quando Zecchino mi ha avvisato che eravate qui, che ho dimenticato di farli chiamare. Mando subito qualcuno a cercarli, immagino che anche lui non veda l’ora di incontrarti.
– Sì. So che lo conosci, che è stato a Roccadocra e che ha rubato anche la tua strofa.
– Sì. Questo significa che anche tu sei stata vittima del suo tranello?
Diamante abbassò gli occhi e il suo volto si rattristò. – Purtroppo sì.
– E cosa ci fa qui? – domandò Samah con tono duro.
– È tornato per spiegarmi ogni cosa. Rubin è una vittima del Principe senza Nome, proprio come noi. Quell’uomo ha usato degli incantesimi e un coleottero magico per piegare la sua volontà e fargli compiere azioni malvagie; ma io ho il fondato sospetto che la vera natura di Rubin Blue non sia quella che abbiamo conosciuto noi.
– Come fai a esserne così sicura? – riprese Samah, incredula.
– Mi è sembrato sincero. E poi tra noi… è nato qualcosa… insomma, lui... mi ha chiesto di sposarlo!
Samah si fermò di colpo. Ormai non sperava più di rivedere Rubin, ma sapere che avrebbe sposato sua sorella… la turbava profondamente! Sentiva una fitta alla bocca dello stomaco, come una stretta che le rendeva perfino faticoso respirare.
– Samah, che cosa ti succede? – chiese Diamante, preoccupata.
La Principessa del Deserto non rispose subito. Un turbine di pensieri le affollava la mente. In un istante ripercorse tra sé e sé i momenti passati con Rubin, il suo arrivo nel Regno del Deserto, i racconti delle sue ricerche, quello sguardo particolare…
Sentire questo nome, ora, aveva fatto riaffiorare un sentimento ormai sopito. Non poteva negare che quel viaggiatore misterioso avesse esercitato su di lei un grande fascino, ma ormai da tempo non pensava più a lui... Se sua sorella ne era veramente innamorata, era giusto che le cose andassero così.
Fece quindi un profondo sospiro e rispose: – Nulla, va tutto bene. Sono felice per te.
– A dire la verità per il momento non ho accettato la sua proposta.
– E perché?
– Perché non mi fido ancora del tutto di lui. Ho sofferto molto quando ho scoperto che aveva tradito la mia fiducia e ora non so che cosa fare.
– Non devi decidere subito – disse Samah.
– Giusto! E poi non dimenticare che il matrimonio è come un giuramento. Insomma, pensaci bene! – aggiunse Yara.
Tutti sorrisero.
Tutti tranne Nives, che invece non vedeva l’ora di riabbracciare il suo amato Gunnar.
ella sala del trono tutte le principesse erano intorno al re-Helgi. Avevano capito che stava per rivelare un grande segreto e si erano messe in ascolto con grande attenzione.
– Sono venuto nel Regno del Buio per due motivi: il primo è che temevo che il Principe senza Nome avesse rubato anche la strofa di Diamante, come infatti è accaduto, e volevo sincerarmi che lei stesse bene.
– Come?! Voi siete a conoscenza dell’esistenza del Principe Senza Nome? – gli domandò sorpresa Samah.
Il re annuì.
– E il secondo motivo? – chiese Nives ansiosa di conoscere tutta la storia di Helgi.
– Volevo raggiungere la Rocca del Sonno, perché in questo momento stiamo correndo tutti un gravissimo pericolo.
La Principessa dei Ghiacci si rabbuiò. – Già. E oltretutto non abbiamo più notizie di nostro padre, non sappiamo nemmeno dove si trova...
A quel punto Diamante incrociò lo sguardo di Helgi, che annuì. Quindi si avvicinò a Nives e disse: – Guarda bene, sorella cara… è davanti ai tuoi occhi.
Nives aprì e chiuse le palpebre due volte, incredula. – No, questo è Helgi, il giardiniere del Regno dei Ghiacci, custode del Grande Albero...
Il re fece un passo avanti. – Diamante ha ragione.
– Ma come...
Nives non era in grado di pronunciare neanche una parola. Anche Samah e Kalea fissavano il re, impietrite.
Poi accadde qualcosa. Una luce familiare nello sguardo, un particolare modo di sorridere, colpirono Kalea, che dietro le sembianze di Helgi riuscì a riconoscere il padre che non vedeva da tanto tempo.
– Padre! – esclamò a quel punto e, raggiante, incapace di resistere al bisogno di abbracciarlo, corse incontro all’uomo che le tendeva le braccia.
Lui la strinse a sé. – Bambina mia, quanto mi sei mancata. Tutte voi mi siete mancate moltissimo. È stato così difficile starvi lontano... O vicino, senza poter rivelare la mia vera identità – aggiunse guardando Nives con tenerezza.
Lei gli si avvicinò sorridendo e disse: – Potrà sembrarti strano, ma quando ero in tua compagnia, durante i lunghi pomeriggi trascorsi nella caverna del Grande Albero, provavo una sensazione che non riuscivo a spiegarmi, che affondava le radici nei miei sentimenti più profondi. Mi sentivo al sicuro come in nessun altro posto. Ho sempre considerato Helgi come un padre e... eri proprio tu! Grazie di aver vegliato su di me in questi anni.
Il re accarezzò Nives sui capelli lisci e dorati.
– C’è solo una cosa che non capisco: perché hai scelto me? Perché non un’altra di noi sorelle, un altro regno? – continuò la Principessa dei Ghiacci.
– Non è stata una scelta casuale: la caverna del Grande Albero è in realtà una porta sui Cinque Regni. Questo mi permetteva di allontanarmi quando volevo per vegliare anche sulle tue sorelle, senza destare troppi sospetti.
– Quindi venivi nei nostri regni, di tanto in tanto? – chiese Kalea.
Il re sorrise, intenerito dalla dolcezza della Principessa dei Coralli.
– Sei molto diverso da come ti ricordavo – osservò ancora Nives.
– Ho dovuto usare la magia per mutare le mie sembianze. Non potevo rischiare che qualcuno mi riconoscesse: avrei vanificato ogni cosa.
– E il vero Helgi dove si trova?
– Ecco... posso solo dirvi che è impegnato in una missione molto rischiosa, ai confini del Regno della Fantasia. Per il momento non chiedetemi altro, bambine mie. A tempo debito, saprete tutto.
– Ma papà, sei così misterioso – commentò Diamante.
A quel punto intervenne Samah, la maggiore delle sorelle, che fino ad allora era rimasta in silenzio, incapace di dominare le emozioni: – Se nostro padre ha deciso così, è stato per il nostro bene e sicuramente si tratta della scelta migliore –. Poi si avvicinò al re per abbracciarlo.
Le altre principesse rimasero in silenzio. Il re pose una mano sulla spalla della Principessa del Deserto e concluse: – Vi chiedo un ultimo sforzo, figliole, ma prometto che poi le cose cambieranno. Per adesso accontentatevi di sapere che sono qui per proteggervi e che, per quanto sarà in mio potere, non vi lascerò più.