Principio 1
SE NON TI AMA PIÙ,
impara a perdere
E RITIRATI
DIGNITOSAMENTE
“L’oblio è una forma di libertà.”
K. GIBRAN
“Tutte le passioni sono buone quando uno ne è padrone, e tutte sono cattive quando ci riducono schiavi.”
J.J. ROUSSEAU
Analisi dell’abbandono
La sorpresa
Nessuna riesce a immaginare che una cosa simile possa accadere proprio a lei. E chi mai potrebbe pensarlo? Chi potrebbe pensare che un giorno qualsiasi l’oggetto del nostro amore possa darci la cattiva notizia che non prova più nulla per noi? Nessuno sarà mai preparato per un’evenienza simile, tanto più che la nostra mente ne ignora sistematicamente la realtà: «Ci sono volte in cui è molto distaccato, non mi guarda più come prima, ma sarà solo la mia immaginazione...». E poi, un giorno qualsiasi, il tuo compagno chiede di poter parlare con te e con una serietà poco abituale e uno sguardo sconosciuto sbotta senza preamboli: «Non ti amo più, non voglio che rimaniamo insieme, è meglio per tutti e due».
In realtà ha effettivamente ragione: è meglio per tutti e due. Perché rimanere con qualcuno che non ti ama? Oppure perché rimanere con qualcuno che non si ama? Certo, un’asserzione simile non potrà mai essere una consolazione, la “logica” non serve a nulla, tu avevi degli obiettivi da raggiungere insieme, sogni, progetti... La rottura non è un atto amministrativo, e fa male all’anima, non importa come ti condiscono la storia.
Crollo e stordimento
Una volta che ti trovi catapultata in quella situazione, tutto si svolge molto rapidamente, e nell’arco di un minuto ti sembrerà di essere su una montagna russa di emozioni.
L’impatto è talmente forte che induce a dire cose stupide: «Ma sei proprio sicuro? Ci hai pensato bene?». In realtà, cosa può fare una persona se non piangere o fare domande? Nonostante tutto, non ci si vuole arrendere alla realtà, e una speranza tirata per i capelli, languida quanto impossibile, ti fa agire in modo particolarmente ingenuo: «Ma ci hai pensato bene? Non vuoi prenderti tempo?». Come se fosse davvero una questione di tempo! La risposta dell’altro colpisce come una doccia gelida: «No, no, ci ho pensato bene...». C’è chi ricorre perfino alla manipolazione: «Non ti importa di farmi del male?». O ancora: «E se ti dovessi pentire?». Silenzio. Dopo tutto, non c’è granché da rispondere, o da aggiungere; è quello che l’altro desidera. Altre volte si ricorre al pianto... La crisi è in crescendo, pare essere sul punto di esplodere, soprattutto perché si capisce quello che la nostra mente non accetta. C’è forse qualcosa di più insopportabile della sicurezza di chi ci sta per lasciare?
La domanda inevitabile:
perché ha smesso di amarmi?
Alcune possibilità: c’è un’altra persona, vuole rifarsi una nuova vita, e per questo motivo ha bisogno di solitudine (tu saresti un disturbo, un impedimento) o semplicemente, ed è la peggiore, quel sentimento si è esaurito senza alcun motivo speciale.
Un uomo mi ha detto tra le lacrime: «Quello che mi fa più male, che trovo più crudele, anzi proprio assurdo, è che non mi ha lasciato per un altro! Niente e nessuno le impedisce di stare con me, se non lei stessa...». È vero, un disamore che non ha alcuna ragione oggettiva è molto più difficile da sopportare perché la conclusione non si accetta facilmente: «Se non c’è un motivo esterno, nessun amante, nessuna crisi, nessuna malattia, non c’è dubbio: il problema sono io!». In seguito subentra la revisione storica del rapporto, cercando il minimo errore, o addirittura inventandolo: quello che forse abbiamo fatto male, quello che avremmo potuto fare meglio, i difetti che avremmo potuto migliorare (se ci avesse dato un’altra opportunità), e infine un’analisi assolutamente rigorosa di tutto quanto ci riguarda in prima persona.
Mi vorrebbe di nuovo
se promettessi di cambiare?
Una forza sconosciuta ti fa pensare che saresti capace di apportare cambiamenti estremi alla tua persona solo per poter riconquistare l’amore perduto (credi sinceramente che per riottenere un legame così meraviglioso si debba tentare qualsiasi cosa). Poi racconti al tuo ex la “buona notizia”, gli giuri che si ritroverà accanto una persona completamente diversa, e ti colpisci con un harakiri emozionale, perché ti scontri con il silenzio demolitore che ormai già conosci. Infine, come ultima spiaggia, ti inventi un ottimismo vano quanto assurdo: «Chissà se domani cambierà parere, chissà se domani uscirà dal suo letargo». E quando poi il giorno seguente non accade nulla, continui a sperare un po’ di più, e intanto passano le ore, i giorni... In un mese perdi cinque chili, ma ti mantieni ferma sulle tue decisioni. Ancora una volta: non ti ama. È una cosa ormai sancita: sei tu che non vuoi accettare la realtà.
Vincere o morire
Quando tutto sembra ormai finito, ecco che tiri fuori il tuo asso nella manica. Sin dalla prima infanzia ti hanno insegnato che non bisogna mai darsi per vinte, ma continuare a lottare per quello che consideriamo giusto e valido, e quindi vuoi tentare una nuova conquista. Ma le cose non vanno come vorresti, ti umilia, si ripete il rifiuto. Pensare che tutto quanto facciamo per amore non sia mai ridicolo è un’invenzione degli affezionati a questa pratica: l’amore ti sottomette e ti umilia, ti fa strisciare e, se ti trascura, ti sfinisce. Con il trascorrere dei giorni, mentre l’abbandono si fa più evidente, la tua autostima diminuisce sempre più, finendo per scomparire. Non ci si può lanciare contro i mulini a vento, alla Don Chisciotte, lottando contro il disamore del partner e cercando di salvare la relazione. Ci vogliono due persone, due intenzioni, due necessità, due che “desiderano amare”.
Quando la verità è che non ti ama, indipendentemente dalle cause e dai motivi possibili, l’unica cosa da farsi è deporre lo spirito guerriero e non ingaggiare una battaglia che risulterà inutile e distruttrice. Lottare per un amore impossibile – nuovo o vecchio che sia – non avrà grandi effetti. Meglio soffrire per la perdita una sola volta che sottomettersi a un’incertezza continua e crudele; meglio un realismo sconfortante rispetto alla fede del carbonaio, che non riesce mai a smuovere le montagne.
C’è un’altra?
Se il partner ti è infedele, diventerai un ostacolo per i suoi progetti: il disamore che prova nei tuoi confronti non sarà mai limpido. Vorrà toglierti di mezzo per avere via libera con la tua sostituta. Si tratta di una pura questione di spazio: «Un’altra persona mi è entrata nel cuore e non c’è posto per due». Non si tratta di allontanamento transitorio, bensì di esclusione totale, a volte di disprezzo. Esiste anche un’altra possibilità che provoca dolore e sconcerto: non solo ti mette da parte perché c’è un’altra, ma ti incolpa direttamente di quanto accaduto.
Dovresti rallegrarti che una persona simile sia uscita dalla tua vita: malgrado ciò, la dignità è costretta a piegarsi sotto una serie di domande che riguardano le motivazioni dell’allontanamento e dell’affetto: «Perché proprio a me?»; «Cos’ha l’altra che io non ho?»; «Da quanto mi tradisce?»; «Sarà forse meglio di me, è più ricca, più affascinante?». Il desiderio di sapere, scavare e indagare, mettersi il dito nella piaga hanno molto del masochismo e anche di disperazione. Il come, quando e dove non valgono quanto ciò che ti ha fatto. Ti è stato infedele, ti ha tradito, non ti ama, questo importa; tutto il resto è secondario e morboso. Ma veramente pensi che l’universo, nella sua infinita bontà, ti restituisca il tuo partner in perfetto stato e come se nulla fosse accaduto? I “miracoli d’amore” e la “resurrezione affettiva” sono pura superstizione: quando l’amore muore, bisogna seppellirlo.
Il disamore che libera
Ovvero l’aspetto felice dell’abbandono, la perdita che bisogna festeggiare. Stenti a crederlo? A volte la fine dell’amore da parte dell’altro ci libera del peso dell’incertezza. Non dovrai più sfogliare margherite! Finiti gli interrogatori e le domande esistenziali! Ci sono dubbi dolorosi che nella certezza trovano sollievo. Una mia paziente mi ha detto: «Non ero sicura che mi amasse e per mesi ho cercato di decifrare i suoi sentimenti... Quanto ho sofferto! In un istante passavo dall’illusione alla disillusione... Potrà sembrare strano, ma quando mi ha detto che voleva separarsi, mi sono sentita più leggera». Come non capirlo, invece? Come non riconoscere che la sofferenza di vedere le cose come stanno, crudamente, porta in sé anche un certo benessere? So cosa devo aspettarmi!
Non tutto il disamore è brutto né tutto l’amore è sostenibile. Ricordo una donna che era l’amante di un mafioso, che la trattava come una schiava sessuale. Doveva rimanere a sua disposizione ventiquattro ore al giorno, e viveva sotto la costante minaccia di morte se solo avesse guardato un altro. Poi quel furfante si invaghì di una ragazza di diciotto anni e automaticamente la mia paziente venne vista come una vecchia strega. Quando mi chiese cosa poteva fare, le consigliai di andarsene il prima possibile, perché doveva assolutamente cogliere l’occasione. Dopo poco tempo l’uomo la lasciò in mezzo alla strada, senza alcun rispetto. Ma in realtà le aprì la gabbia e la spinse a volare. Benedetto il disamore che raggiunge le coppie male assortite, i matrimoni non riusciti, quelli che si fanno del male in nome dell’amore.
Consigli per non morire d’amore,
quando non ti ama più
1. Impara a perdere, anche se fa male.
Hai cercato di inseguire qualcuno che ti è sfuggito di mano? Se è andata così, se non è rimasto, se non è voluto rimanere, perché insistere? Ci sono cose impossibili da realizzare, non importa quanto intensamente si desiderano. Cosa penseresti di qualcuno che fa scenate e si contorce dalla rabbia perché piove? Non sarebbe meglio che aprisse l’ombrello invece di lamentarsi della pioggia? Imparare a perdere significa anche comprendere cosa dipende da noi e cosa no, quando è il momento di insistere e quando è meglio accettare i fatti. Non ha molto senso “convincere” qualcuno ad amarti (l’amore non segue questa via), però puoi liberare la mente per lasciar entrare una persona che sia felice di farlo. Sarebbe meglio cercare di guarire la propria anima impiegando ogni briciolo di energia, ogni goccia di sudore che invece consumi soffrendo per quello che sarebbe potuto essere e non è stato. Quelli che si amano utilizzano questa frase decisa e orgogliosa, e dopo tutto anche salutare: «Se qualcuno non mi ama, non sa cosa si perde».
Come consolazione posso citare infinità di persone che sono state abbandonate e, con il tempo, hanno imparato ad apprezzare l’abbandono perché hanno incontrato qualcuno più adatto a loro. Pensa agli amori che sono passati nella tua vita, a cosa hanno rappresentato in quel momento, in quell’adolescenza così cieca e tesa all’amore, e guarda tutto con la prospettiva che ti danno gli anni. Ti provocano qualche impulso irrefrenabile, sentimenti smisurati? Ti agitano, ti commuovono, ti angustiano? No, vero? La memoria emozionale ha lasciato il passo a ricordi più cerebrali, freddi e intelligenti. Molti di questi non si sono nemmeno trasformati in aneddoti, elementi della tua storia personale e parte del tuo curriculum sentimentale. Eppure ci sarà pur stato qualcosa che manteneva vive queste relazioni! Allora pensavi o credevi di morire dinanzi a ogni addio o alla scoperta di un amore non corrisposto, oggi non ti fanno nemmeno il solletico. Lo stesso accadrà in seguito anche con la persona che oggi ha smesso di amarti: diventerà un ricordo, sempre più asettico e distante. A mano a mano che il tempo scorre, e tu riprendi a vivere la tua vita, tornerà la calma.
Non esistono cure per questo tipo di dolore, non esiste una pillola per i giorni successivi alla fine di un amore, e poi per i sei mesi seguenti, più o meno il periodo che dura il dolore. Basta sopportarlo, e resistere come se si trattasse di un incontro di boxe: oggi sei tu a vincere un round contro la sofferenza, domani vincerà lei. L’unica cosa di cui ti devi preoccupare è di non perdere per knock-out, perché se ce la fai ad andare avanti, anche cadendo al tappeto una volta o l’altra, ti assicuro che alla fine sarai tu a vincere ai punti.
2. Negli amori impossibili, la speranza è la prima cosa da perdere.
Nessun futuro. Realismo nudo e crudo, senza anestesia. Ti hanno insegnato che l’ultima cosa da perdere è la speranza, e probabilmente è così in alcune situazioni-limite, ma la fine della speranza può essere un balsamo utile nei casi di amore impossibile o di disamore dichiarato e dimostrato. Se non ti ama, non farti speranze né illusioni: un pessimista intelligente è meglio di un ottimista male informato. Un’adolescente, sul punto di cadere in depressione, un giorno mi chiese: «E se poi lui si innamora di me ma io non lo amo già più?». La mia risposta fu semplice: «Allora non ti importerà un cavolo se lui ti ama o no!». Gli amori tardivi sono deboli e indesiderabili.
3. L’atteggiamento positivo: «Mi ama ancora».
La disperazione potrebbe indurre a credere che, per magia o non si sa bene quale altra scaramanzia, tutto potrebbe tornare come prima: «Se lo voglio con tutto il cuore, i miei sogni diverranno realtà». Pura fantasia, con un corredo di allucinazioni. La speranza irrazionale e ingiustificata fa sì che la mente distorca la realtà. Iniziamo a vedere quello che vogliamo vedere, a sentire quello che vogliamo sentire. Un sorriso, uno sguardo, una smorfia, un gesto, una telefonata... tutto può essere interpretato come segno della rinascita del vecchio amore.
Un paziente sull’orlo del delirio mi presentava le proprie sensazioni come prove che la sua ex continuava ad amarlo: «So che mi ama... Me lo sento, è come una premonizione...». Armato di una sicurezza a prova di bomba cercò di riconquistarla: il risultato fu una denuncia per stalking. In un altro caso, una donna aveva chiesto aiuto perché il fidanzato l’aveva lasciata per la sua migliore amica. Durante una seduta mi disse, piena di ottimismo: «Ieri l’ho rivisto dopo circa quattro mesi, e sono sicura che mi ama ancora... Per come mi ha guardata, perché non mi ha dimenticata... L’ho capito quando mi ha dato un bacio prima di allontanarsi. Sono sicura che mi ha corteggiata, ha flirtato con me...». Qualche giorno dopo è tornata in preda a una profonda tristezza e mi ha detto: «Non capisco più niente, sono confusa, non so cosa pensare... Ho scoperto che si sposerà con lei! Mi ha mandato la partecipazione!». Invenzioni della mente, illusioni create da un cuore che si attacca disperatamente alle fantasie, ai pensieri magici.
«Eppure mi ama, ma non lo sa.» Può esistere forse autoinganno maggiore? La frase è stata pronunciata da una ragazza che era fidanzata da tre anni con uno che non le aveva mai detto di amarla. L’amore di coppia non è magico, è il risultato di una realtà che costruiamo con grande sforzo, guidati dal sentimento ma anche dalle nostre convinzioni. Purtroppo alcune sono francamente irrazionali.
4. Perché umiliarti?
L’umiliazione in ogni sua forma: supplicare, giurare, “chinare la testa”, schiavizzarsi o compiacere eccessivamente l’altro, ha un effetto boomerang. Cattive notizie per coloro che aderiscono alla teoria dell’amore senza limiti: la sottomissione, con il tempo, procura fastidio. Se rimaneva un po’ di affetto, si perde; se perdurava un po’ di rispetto, finisce. Vuoi suscitare compassione? Vuoi dare più potere a chi non ti ama? Vuoi accrescere ancora di più il suo ego? Se fosse così facile convincere una persona non più innamorata! Come è possibile poi salvare l’autostima da un laconico e compassionevole “per favore, amami?”. Le parole non servono a modificare il comportamento di chi non prova nulla per te. Accettalo con maturità. Perché umiliarti se tanto non riuscirai mai a far resuscitare l’amore?
Un periodo di pausa non può che aiutare. Dedicati a parlare con la tua famiglia, a recuperare le tue radici, a ripristinare quei valori che ti appartengono e che oggi sembrano confondersi per l’affanno e la disperazione di un amore che non sarà mai tale e non fa per te. Mettitelo in testa, e nel cuore: I principi non si possono negoziare. Se ti piace soffrire, implorare e piangere tutte le tue lacrime, gemere a voce alta, trascinarti per la stanza quando sei da sola, se ti piace fare tutto questo, fallo pure, ma non abbandonare mai la tua indipendenza, non schiacciare il tuo ego. Soffri quanto vuoi, senza danneggiare il tuo amor proprio.
5. Circondati di gente che ti ama.
Esistono persone specializzate a gettare sale sulle ferite. Non ti è mai accaduto? Supponiamo che la tua “amica del cuore” commenti la cosa nel modo seguente: «Hai perso un uomo fantastico. Era il meglio che c’era, capisco cosa provi...». Non ci sono dubbi: si tratta di invidia o antipatia accumulata da que...