
- 320 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Cavalieri del Regno della Fantasia - 3. Il risveglio dei giganti
Informazioni su questo libro
In un luogo remoto e dimenticato del Regno della Fantasia giacciono le creature più potenti di tutti i tempi: i tre Giganti Oscuri. Qualcuno, però, li vuole sfidare e sta tramando per risvegliarli dal loro sonno eterno...
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Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2012Print ISBN
9788856623710eBook ISBN
9788858505960
19
IL PONTE SPEZZATO

ll’alba i quattro cavalieri erano già in volo. Alcuin, Alena, Zordan e Karis avevano lasciato l’isola poco dopo l’incontro con Audace e Stellarius. Avevano caricato le bisacce sopra i grifoni, che li avrebbero scortati fino al Reame delle Colline Volanti. Per fortuna non era molto distante: Karis, con un semplice aquilone e in balia del vento, ci aveva messo un giorno di viaggio. Con i grifoni avrebbero impiegato la metà del tempo.
Alla giovane Elfa delle Nuvole non sembrava quasi vero: stava per compiere una missione come Cavaliere della Rosa d’Argento.
Dopo aver lasciato l’Isola dei Cavalieri tre anni prima, aveva accantonato quel sogno, convinta che non si sarebbe mai più realizzato. Invece, eccola sul dorso di un grifone in compagnia di tre veri cavalieri...
Quel viaggio, però, la riportò con la mente indietro nel tempo a un altro volo, l’ultimo insieme al suo fedele Alargenta, e a quel ricordo un velo di tristezza le oscurò lo sguardo.
– Tutto bene?
Karis si riscosse e si voltò alla sua sinistra, incontrando il viso sorridente di Alena.
– Oh, Alena. Sì, sto bene.

Cercando di riprendere il controllo delle proprie emozioni, Karis si sforzò di sorriderle di rimando.
– Ti ho vista un po’ pensierosa, Karis, – riprese la ninfa – ma non devi preoccuparti. Andrà tutto bene. Audace sa quello che fa e se ha creduto in noi vuol dire che pensa davvero ci sia una speranza per il Reame delle Colline Volanti.
L’Elfa delle Nuvole annuì, ma rimase in silenzio. Si sentiva ancora un po’ a disagio assieme a quei tre giovani cavalieri, che apparivano così affiatati tra di loro.
Alcuin e Zordan volavano davanti a lei, scambiandosi di tanto in tanto qualche parola. Si punzecchiavano spesso, ma era chiaro che erano molto legati. E dovevano voler un gran bene anche ad Alena, perché non la perdevano mai di vista, forse perché era la più giovane del gruppo.
Karis si sentiva un po’ fuori posto, ma in fondo era normale: quella, dopotutto, era la terza missione che i tre cavalieri conducevano assieme, mentre lei era appena arrivata. Stava a lei guadagnarsi il loro rispetto, dimostrando di essere all’altezza delle aspettative di Audace.
Il sole era ormai a picco sopra le loro teste quando raggiunsero il Reame delle Colline Volanti. In basso, l’acqua del mare stava cambiando colore, passando dal blu scuro al viola ametista. Erano arrivati al Golfo dei Grandi Coralli e, come avevano deciso prima della partenza, planarono su un gruppo di isole deserte per studiare la situazione. I grifoni trovarono facilmente una radura dove atterrare, in mezzo ad alte palme da cocco e fiori dai petali gialli che li avrebbero protetti da occhi indiscreti.
I quattro cavalieri si rifocillarono con un po’ di frutta e si misero a escogitare un piano per salire fino al Reame delle Colline Volanti.
– Questa è la mappa che Stellarius è riuscito a trovare nell’Aurea Biblioteca dei Maghi – spiegò Zordan, estraendo un foglio arrotolato dallo zaino e spiegandolo a terra in modo che anche gli altri lo vedessero. – È forsa l’unica mappa che mostra il Ponte Spezzato e ciò che si trova dall’altra parte. Pochi dettagli tracciati in fretta, ma si riconosce il Bosco delle Brume, qui... – disse l’elfo, indicando con un dito un punto sulla mappa – ... i Monti Celesti più a nord e una vetta altissima avvolta dalle nuvole, la Vetta Velata.
– Come faremo a raggiungere quella parte del reame?
– È questo che ancora non so – disse pensieroso l’Elfo Viaggiatore. – Karis, tu hai dei suggerimenti?
– Non in volo. I venti sono fortissimi in quel punto del reame – spiegò l’elfa. – Il Ponte Spezzato si chiama così proprio perché è stato diviso a metà da una tromba d’aria. Non esistono altri attracchi sicuri. Nulla può atterrare o sollevarsi in volo senza rischiare di precipitare di sotto per colpa dei venti che soffiano impetuosi. I grifoni metterebbero a repentaglio la loro e la nostra vita se provassero a sorvolare quella regione, senza contare che ci avvisterebbero subito dalla Torre delle Lanterne, dove sicuramente le arpie hanno posto delle vedette.
Alcuin guardò la mappa. Eppure doveva esserci un modo, qualcosa che nessuno di loro aveva ancora preso in considerazione... Osservò il Ponte Spezzato, il Bosco delle Brume, poi sollevò lo sguardo verso il reame che galleggiava proprio sopra di loro. Poco lontano da dove si erano accampati, le Cascate del Cielo precipitavano in mare con un rombo fragoroso.
– Forse ho trovato! – esclamò d’un tratto. – Per risalire il reame senza essere visti e per evitare i venti, basterà arrampicarsi sotto il Ponte Spezzato!
– Puoi spiegarti meglio? – domandò Alena.
– Saliremo in volo tenendoci rasenti alle Cascate del Cielo e da lì i grifoni ci porteranno proprio sotto il Ponte Spezzato. Così non dovranno sorvolare il reame e non rischieranno la furia dei venti.
– Potrebbe funzionare – confermò Karis.
– Poi ci lasceranno in un punto sicuro sotto la metà del ponte che conduce alla regione della Vetta Velata – proseguì Alcuin – e da lì, usando la forza delle braccia e delle gambe, ci arrampicheremo fino ad arrivare in cima al ponte. A quel punto ci troveremo nel Bosco delle Brume.
Karis annuì. – È rischioso, ma credo davvero che possiamo farcela. Però dovremo stare attenti perché risalire quel tratto di roccia non sarà per niente facile e sotto di noi ci sarà il vuoto più assoluto.
– Ce la faremo! – esclamò Zordan con il solito ottimismo. – Siamo Cavalieri della Rosa d’Argento e questa missione è troppo importante per scoraggiarci prima ancora di provare.

Il vento era davvero un temibile nemico. Folate violente schiaffeggiavano i volti dei quattro cavalieri che, in groppa ai loro grifoni, avevano risalito con lentezza le Cascate e ora si stavano dirigendo verso il Ponte Spezzato.
Karis fu la prima ad arrivare: era più abituata degli altri a sfruttare la forza delle correnti e il suo grifone l’aveva lasciata scivolare su uno spuntone roccioso senza intoppi. Sotto di lei, Alcuin e Zordan stavano facendo lo stesso, mentre il grifone di Alena sembrava in difficoltà.
– Cerca di sfruttare la corrente! – gridò Karis alla ninfa. – Non spingere il grifone verso le rocce, ma lascia che sia lui a seguire il vento.
– Forza, Alena, ci sei quasi! – la incoraggiarono Alcuin e Zordan.
La ninfa però non riusciva a controllare il grifone, che sembrava in preda al panico.
– Immagina che il vento sia come il mare – le urlò allora Karis. – Ogni folata di vento è come un’onda: le onde si allungano verso la spiaggia e poi si allontanano. Mi segui, Alena?
– Sì, ho capito!
– Lascia che la prossima folata ti spinga verso la roccia – continuò Karis. – Solo allora sarai abbastanza vicina per aggrapparti!
– Va bene, ora ci provo!
Un colpo di vento più impetuoso degli altri costrinse Karis a socchiudere gli occhi e per un istante non riuscì a vedere più nulla.
Sentì solo il grido di Alena e le urla di Alcuin e Zordan.
Quando riaprì gli occhi, vide sotto di sé una scena terrificante. Alena doveva essersi lanciata dal suo grifone per afferrare la parete rocciosa, ma qualcosa era andato storto perché era riuscita ad aggrapparsi solo con un braccio allo sperone sopra di lei. Il grifone che l’aveva trasportata fin lì stava volando lontano, spaventato dal vento.
– Alena, non mollare!
Sarebbe bastata una folata più forte delle altre per farla precipitare di sotto.
Karis guardò sotto di sé: era troppo lontana da Alena per correre in suo aiuto. Però poteva provare a issarsi fino al Ponte Spezzato e gettarle una corda. Non mancava molto. E lei era la più vicina di tutti.
– Provo a lanciarti una corda dal ponte! Tu resisti!
– Non... ce la faccio... – gemette la ninfa.
– Vengo io! – gridò l’Elfo Viaggiatore sopra gli ululati rabbiosi del vento. – Tieni duro, Alena!
– No, Zordan, è pericoloso!
– Non ti lascio qui – replicò l’elfo, determinato, e mentre Karis si arrampicava verso l’alto lui iniziò a scendere verso Alena, incurante del rischio.
– Ci sono quasi!
Nel frattempo l’Elfa delle Nuvole aveva raggiunto la cima del Ponte Spezzato, seguita da Alcuin che aveva capito le sue intenzioni. Il ponte, essendo coperto, offriva un certo riparo dal vento. Senza perdere tempo, i due elfi sfilarono la corda da uno degli zaini. Legarono un’estremità alle colonne che sorreggevano la copertura e annodarono l’altra attorno a una pietra perché facesse da contrappeso, impedendo alla fune di oscillare troppo.

– Arriva la corda, ragazzi!
Alcuin e Karis la fecero scendere il più rapidamente possibile.
Zordan la afferrò, ma proprio in quel momento il vento tornò a ululare selvaggio.
– Zordan!
Con orrore l’Elfo Viaggiatore vide Alena perdere la presa e precipitare di sotto.
Non ebbe il tempo di pensare.
Tenendosi aggrappato alla corda, mollò la presa sulla roccia e si lasciò cadere di sotto, verso Alena.
Karis trattenne il fiato. Alcuin gridò.
– Alenaaa!
– Nooooo!
Poi la corda si tese di colpo. Karis e Alcuin si sporsero per guardare.
Zordan era riuscito ad afferrare Alena per un braccio! Erano in salvo!
Aiutato da Karis, Alcuin cominciò a issare l’elfo e la ninfa sul Ponte Spezzato.
Il peggio era passato.
20
NEL BOSCO DELLE BRUME

ppena Alena si fu ripresa dallo spavento, i quattro cavalieri attraversarono di corsa quello che rimaneva del Ponte Spezzato e sbucarono nei pressi di un sentiero sconnesso, in gran parte in rovina, ai margini di una lugubre boscaglia nebbiosa. Era il Sentiero Dimenticato, che si inoltrava nel Bosco delle Brume.
C’era qualcosa di spettrale in quella foresta. Sotto gli alberi alti, dai tronchi contorti e nodosi, il silenzio era assoluto. Lunghe liane verde smeraldo punteggiate da grosse gocce di rugiada ghiacciata, simili a perle lucenti, ondeggiavano nel vuoto, mentre felci e piccoli fiori blu coprivano come un manto ogni angolo del sottobosco.
– Questo posto mette i brividi – mormorò Zordan estraendo dal fodero Radjosa, la sua Spada del Destino. Si sentiva più sicuro ad averla in pugno. – Non soffia nemmeno un alito di vento. Che strano...
– Sssh! – lo zittì Karis portandosi un dito alle labbra. – Non sappiamo quali creature si aggirino in questa boscaglia, è meglio abbassare la voce.

– Credi che qualcuno ci osservi? – chiese l’Elfo Viaggiatore.
– Non lo so. Ma è strano che non si senta nemmeno un suono, no?
Karis aveva ragione. Zordan rimase in ascolto, ma non udì nessun fruscio tr...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- Colophon
- Introduzione
- Prologo
- Parte prima ~ L’Armata delle Ombre
- Parte seconda ~ Il Cavaliere Rimpianto
- Parte terza ~ Il segreto dei giganti
- Epilogo