Ascolta il cuore. In questi anni in cui ho provato ad ascoltare il cuore, ho raccolto il grido di tanti, mi sono convinta che se c’è un bisogno che è assolutamente fondamentale nel cuore di ogni uomo è il bisogno di Amore.
Credo che i bisogni che caratterizzano la complessità del cuore dell’uomo sono molteplici e tutti importanti.
L’esperienza di tutti questi anni, vissuti fianco a fianco con tante persone di culture, estrazioni sociali, età molto differenti tra loro, mi ha portato alla convinzione che il bisogno primo e fondamentale di ogni uomo è quello di amare e di essere amato.
Ho conosciuto persone potenti, ricche, che hanno raggiunto un grande successo (secondo i parametri del mondo), che hanno assaporato ogni tipo di piacere e ciò nonostante mi hanno confidato di sentirsi persone tristi, sole, insoddisfatte, talvolta molto depresse.
Ne ho conosciute tante altre che hanno vissuto una vita semplice, austera, caratterizzata da tanti sacrifici ma vissuta all’insegna dell’amore e della donazione. A differenza delle prime sono persone per lo più serene, solari, capaci di infondere gioia e ottimismo dovunque vadano.
Mi sono così convinta, proprio vivendo accanto a migliaia di persone che hanno voluto condividere con me le loro storie e le motivazioni più profonde del loro terribile malessere o viceversa della loro profonda gioia, che la felicità è direttamente proporzionale alla capacità che si acquisisce nel donare e ricevere amore.
Più le persone imparano a donare amore, più diventano persone davvero felici.
Sono così giunta a una convinzione che ogni giorno viene confermata dall’esperienza: il primo fattore x da cui dipende la nostra piena felicità è l’Amore.
Nelle migliaia di confidenze che ho raccolto in questi anni, non ho mai visto confermate le equazioni che il mondo ci impone con una certa prepotenza: «Più raggiungi il successo, il potere, i soldi, più riesci a soddisfare a tutti i livelli il tuo bisogno di piacere... più sarai finalmente felice».
Ho invece visto sempre confermato un altro tipo di equazione, che purtroppo il mondo sembra avere completamente dimenticato: «Più impari ad amare di un amore vero, più sei felice!!».
Credo fermamente che siamo creati a immagine e somiglianza di un Dio che è Amore e che il bisogno fondamentale di ogni persona è proprio quello di amare e di essere amata. Se trascuriamo questo primo e fondamentale bisogno per perseguire il successo, il potere, il denaro, il piacere, non potremo mai arrivare a essere pienamente felici. Più avremo soldi, successo, potere, più ne vorremo ancora. Più permetteremo al bisogno di piacere di diventare il centro e la bussola della nostra vita, più ci scopriremo imprigionati nel freddo carcere di mille dipendenze.
È nell’amore, solo nell’amore il segreto per riuscire a vivere una vita felice.
Sono convinta di questo perché credo in Gesù Cristo e il segreto che Lui stesso ci ha dato perché la Sua Gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena è proprio questo:
«Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Giovanni 15,9-12).
Ogni giorno sperimento in prima persona, anche nelle situazioni più drammatiche, l’incredibile forza di questo segreto. Inoltre in questi trenta anni di vita spesa accanto a tantissime persone che hanno bussato alle porte del mio piccolo cuore in cerca di aiuto, ne ho viste migliaia passare dalla disperazione alla gioia piena proprio grazie alla scoperta di questo segreto. Tantissimi, dopo essersi impegnati in un percorso di conoscenza di sé e guarigione del cuore per imparare l’arte di amare, mettono ora tutto il loro impegno per testimoniare la gioia che fiorisce dall’amore, e ancor più dalla scoperta di un Dio che è Amore e ci ama immensamente.
Questa per me è una conferma inequivocabile che questo segreto FUNZIONA per tutti! Anche per chi non ha avuto il dono della fede.
Dobbiamo quindi imparare non solo a essere creativi per pensare sempre positivo. Dobbiamo dedicare del tempo per metterci in profondo ascolto del grido del nostro cuore e di quello di ogni persona che incontriamo: «Ho bisogno di amore, ho bisogno di amare e di essere amato!».
Paura di amare
Se non ci decidiamo ad ascoltare questo grido del cuore e non investiamo le nostre energie nel rispondere a questo bisogno fondamentale, imparando a donare e ricevere amore, non potremo mai raggiungere la felicità.
Imparare ad amare però è molto meno facile di quanto pensiamo. Troppo spesso siamo convinti di amare ma in realtà siamo ancora profondamente imprigionati nel nostro egocentrismo, narcisismo. C’è inoltre una pericolosa “epidemia” che si sta diffondendo sempre più nella nostra società: la paura di amare.
La paura di amare è un “virus” terribilmente contagioso e potenzialmente mortale che arriva a “paralizzare” il cuore e miete un numero sempre crescente di vittime.
Uno dei subdoli veleni che è arrivato a colpire anche i più entusiasti e romantici è quello del consumismo. La cultura del “tutto mi è dovuto”, dell’“usa e getta”, è arrivata a contaminare in profondità anche le relazioni, l’amicizia, l’affettività, la sessualità.
Si perde sempre più velocemente quella purezza che caratterizzava il nostro cuore di bambini e si viene risucchiati, il più delle volte inconsapevolmente, nel vortice della competizione, dell’arrivismo, dell’utilitarismo, della ricerca disordinata del piacere, del successo, del denaro. Anche le relazioni sono sempre più caratterizzate dalla ricerca di qualche interesse: sessuale, economico, di prestigio, di bisogno di approvazione...
San Paolo, quindi la Parola di Dio, nel suo meraviglioso inno all’amore – nella Prima Lettera ai Corinzi – ci rivela che l’amore vero «è paziente, è benevolo (cerca il bene), non è invidioso, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta» (1 Corinzi 13,4-7).
Eppure oggi difficilmente impariamo e viviamo questo tipo di amore. Sembra che la maggior parte delle persone siano spinte, in tutto ciò che fanno, dalla ricerca di un qualche tipo di interesse.
Quante persone mi hanno confidato di essersi sentite abbandonate, tradite, usate e gettate proprio da coloro che avevano considerato i loro migliori amici, le persone che più avevano amato. Purtroppo si tratta di colpi mortali al cuore che provocano una sofferenza profondissima e lasciano delle cicatrici indelebili. Tanto più se la relazione è anche caratterizzata dal sesso usa e getta. In troppi oggi rischiano di cadere in una sessualità disordinata, in cui la ricerca del piacere diventa l’obiettivo centrale.
La sessualità, nel disegno di Dio, è un meraviglioso linguaggio di amore, di comunione, che ha una sua altezza, sacralità, rende le due persone che si amano un solo corpo, un solo cuore, una sola anima, genera vita. Quando però la sessualità viene disgiunta dall’amore e ridotta unicamente a una ricerca compulsiva di piacere può generare ferite molto profonde.
Si parla sempre di più di sesso-dipendenza, tanto che ora ci sono anche dei test per individuarla. Il problema è che la maggior parte degli adolescenti crescono “inquinati”, “bombardati” dalla pornografia, che troppo spesso li porta a una visione quanto mai distorta della sessualità. Non c’è quasi più la consapevolezza che il proprio corpo non è un semplice accessorio con cui si può giocare, per divertirsi il più possibile, senza alcuna conseguenza. Noi siamo un tutt’uno, abbiamo un corpo che è profondamente unito al nostro cuore, alla nostra anima. Quando spogliamo il nostro corpo, mettiamo a nudo anche il nostro cuore, consegniamo all’altro i nostri sentimenti, la parte più vulnerabile di noi. Nel momento in cui ci s’innamora e si investono corpo, cuore e anima in quella relazione, se si fa l’esperienza di sentirsi usati e gettati, si riceve una terribile ferita che il più delle volte produce sofferenze atroci. È una profondissima sofferenza che molti cercano di sottovalutare, anestetizzare, mascherare, rimuovere... bisogna mostrare di essere duri, superiori a “queste cose”... ma in realtà il dolore è bruciante e a volte straziante. Ci sono persone che per questo tipo di ferite continuano a soffrire anche un anno e più. Soprattutto quando si tratta di un amore in cui si è creduto profondamente. Quando si ricevono più ferite di questo tipo – e purtroppo oggi questo è sempre più comune anche tra gli adolescenti – il cuore, per una sorta di istinto di sopravvivenza, inizia a creare le proprie barricate difensive. Si chiude, si “indurisce”, vive le relazioni, anche quelle sessuali, con distacco, senza farsi “coinvolgere”, per evitare di provare ancora una volta quel tipo di sofferenza.
Si insidia così, anche se il più delle volte inconsapevolmente, la paura di amare.
Il cuore può arrivare a indurirsi fino al punto di diventare incapace di aprirsi nuovamente all’amore. Ci si può addirittura trasformare in vere e proprie “macchine da guerra”. Si seduce, si colpisce e si usa e si getta l’altro semplicemente per riuscire inconsciamente a vendicarsi per il dolore ricevuto da persone dell’altro sesso.
È molto importante allora prendere consapevolezza delle proprie ferite per fare un percorso di “guarigione del cuore” che aiuti a liberarsi della paura di amare, altrimenti si costruiranno solo relazioni superficiali incapaci di dare nuovo ossigeno al cuore e ali all’anima.
Oltre la solitudine
La paura di amare produce tra l’altro una sensazione sempre più inquietante e profonda di solitudine.
Sono rimasta profondamente impressionata in questi anni, in cui ho raccolto le lacrime di tanti, nello scoprire che una delle caratteristiche che più accomuna le persone, anche quelle apparentemente più socievoli e di successo, è proprio la solitudine.
Ho sempre creduto nell’importanza di una sana solitudine. Forse perché da anni vivo continuamente immersa tra tantissime persone e a volte mi sento quasi “braccata” dalle troppe richieste di aiuto che sempre mi vengono sottoposte. Considero una grande grazia quei tempi di silenzio, preghiera, solitudine, che riesco in qualche modo, anche se con grande difficoltà, a ritagliarmi e difendere.
Sono momenti per me assolutamente indispensabili, vitali, rigeneranti, non solo fisicamente ma soprattutto spiritualmente.
Devo però prendere atto che le persone capaci di apprezzare e ricercare questi spazi di solitudine, come tempi positivi e irrinunciabili per la propria crescita, sono sempre di meno.
Ciò che più mi stupisce è che proprio il mondo della comunicazione sembra essere sempre più caratterizzato da un’incapacità di dialogo profondo, di comunione, di relazioni vere. Tutto è all’insegna di una sempre più pressante comunicazione ma un numero impressionante e crescente di persone soffre di solitudine. Sembrerebbe un paradosso eppure è così.
Tutte le persone sono sempre più sottoposte a tantissime e continue sollecitazioni tramite sms, social-network, media e new media... eppure ci si sente sempre più soli pur se in contatto con mille “amici”.
Certo non può bastare accettare duecento amicizie su Facebook per potere sentire quel meraviglioso calore dell’amicizia di cui il nostro cuore ha un assoluto bisogno.
Non è neanche sufficiente incontrarsi in discoteca, a sballarsi e divertirsi, per riuscire a rimuovere quella fastidiosa sensazione di solitudine che imprigiona il cuore. Non basta stordirsi nel rumore di mille chiacchiere superficiali, nell’illusione di sentirsi grandi criticando gli altri o facendo shopping per comprare l’ultimo capo di moda.
Per andare oltre la solitudine penso sia necessario evitare di fuggirla ma saperla piuttosto cercare in maniera sana, per imparare a riflettere, pregare, meditare, fare i conti con noi stessi. Se non impariamo a stare bene con noi stessi non potremo mai stare veramente bene con nessuno.
È allora importante imparare a custodire i propri spazi di silenzio per ascoltarsi in profondità, ascoltare i propri bisogni più veri, le proprie ferite, le proprie paure, i propri desideri, scoprire i propri lati positivi su cui scommettere. Più cerchiamo di fuggire il nostro malessere, anestetizzandoci in mille modi, più sprofondiamo in un male dell’anima che diventa sempre più insopportabile.
Se troviamo il coraggio di fermarci per guardare con onestà ciò che ci fa stare male, ci rimbocchiamo le maniche per affrontarlo e decidiamo di puntare sull’essere, potremo iniziare a sperimentare il vero ben-essere.
Più sapremo amare e custodire il silenzio e più impareremo a dire la cosa giusta al momento giusto, non perderemo più tempo in tante parole e azioni inutili.
Più scopriamo, apprezziamo e mettiamo a frutto l’immenso potenziale positivo presente in ciascuno di noi, più troveremo proprio nei momenti costruttivi di solitudine, la chiave per andare oltre quella solitudine che opprime l’anima.
È essenziale che dedichiamo del tempo per individuare i tanti nostri atteggiamenti non sani che ci portano ad allontanarci e ad allontanare le persone, o quanto meno ad accontentarci di mille finti rapporti, caratterizzati da una superficialità assoluta. Solo così potremmo imparare ad andare...