le parole segrete del cuore
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le parole segrete del cuore

  1. 58 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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le parole segrete del cuore

Informazioni su questo libro

UN RACCONTO DI JENNIFER WEINER, DISPONIBILE SOLO IN DIGITALE. In apparenza la vita di Maureen non è diversa da quella di tante altre donne. Cinquantaquattro anni e una vita dedicata alla famiglia. Casalinga, due bambini, e un marito che vizia ogni giorno con una cena preparata con cura e un martini pronto, appena varcata la soglia di casa. Ma sotto questa tranquilla serenità, Maureen nasconde un segreto, che da anni segna la sua vita quotidiana, e che solo un'altra persona conosce: suo marito Tommy. Sarà solo dopo la morte di lui, che quel segreto ritornerà a galla, presentando il conto a Maureen. Contiene le prime pagine del nuovo romanzo dell'autrice, La prima cosa bella.

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Informazioni

JENNIFER WEINER

LE PAROLE SEGRETE
DEL CUORE

Piemme

Tommy era morto da sei mesi quando Maureen trovò la scatola in soffitta.
Era salita per prendere le decorazioni di Halloween: gli occhi fluorescenti e i ragni finti da sistemare sul cancello d’ingresso, il cappello da strega che si sarebbe messa in testa per aprire la porta, porgendo i dolcetti a bambini dai volti sempre meno noti di anno in anno, e la ciotola delle caramelle, con un artiglio di plastica sul bordo, che, quando Maureen premeva un tasto nascosto, si alzava e si abbassava in modo minaccioso, tentando di agguantare la mano del ragazzino di turno.
Le decorazioni erano dove si aspettava di trovarle: in una cassetta di plastica con la parola HALLOWEEN su un’etichetta sul coperchio, nella nitida grafia di Tom; il pacchetto era lì accanto, avvolto in una carta argentata, legato con un nastro dorato. Una piccola busta bianca, con scritto PER MAUREEN, di nuovo nella grafia del marito, era infilata sotto il fiocco.
D’improvviso senza fiato, come se il fantasma di Tom fosse apparso dal nulla, parandosi di fronte a lei con uno sguardo severo, la donna indietreggiò e inciampò nella cassetta di Halloween, che cadde rovesciando il suo contenuto sul pavimento: lumini e ragnatele spray, tubetti di glitter nero e argento, un flaconcino di sangue finto, un teschio fluorescente dal sorriso malefico... «Gesù, Tom, mi hai spaventato!» esclamò Maureen, una mano sul cuore, l’intero corpo scosso dai tremiti. Le ci volle qualche minuto per ricordare che Tommy non c’era: se n’era andato, era morto e sepolto, e non l’avrebbe spaventata più.
«Stupida» si disse. Non era uno dei nomignoli che lui le affibbiava, piuttosto “stupida puttana” era il vezzeggiativo più consueto nella lunga notte buia del loro matrimonio. Era lei a dare a Liza o a Tom junior degli stupidi, quando combinavano qualche bambinata. Si accovacciò e cominciò a raccogliere gli oggetti sparpagliati, poi, una volta rimesso in ordine e richiuso il contenitore, prese il pacchetto regalo nell’angolo. «Per Maureen» lesse di nuovo, questa volta senza strillare, ansimare o inciampare come un’adolescente. Aveva cinquantaquattro anni: era troppo vecchia per comportarsi da ragazzina. Aprì la busta. Il biglietto riportava solo quattro parole: CON ETERNO AMORE, TOMMY.
Chinò il capo. Sentì le sue guance arrossire, mentre la mano le corse in maniera quasi automatica ai capelli, ad afferrare e tirare una ciocca con scarsa delicatezza. «Oh, Tommy» sussurrò, in preda alla vergogna e al senso di colpa. Lei e il marito avevano condiviso quella loro oscura vita segreta, ma lui non era stato un uomo del tutto privo di gentilezza. Al funerale, Liza aveva detto che suo padre non dimenticava mai un compleanno, che, a ogni dentino caduto, trovava il tempo di scriverle messaggi da parte della Fatina dei denti.
Con eterno amore, Tommy. Dunque l’aveva amata, dopotutto? Maureen ripercorse con la mente i trent’anni della loro unione e decise che la risposta era no. Forse ciò che Tommy chiamava “amore” era in realtà una specie di variante dell’amore vero, un fiore velenoso e notturno che lui si ostinava a spacciare per una rosa.
Sollevò il pacchetto, soppesandolo con la mano: non pesava granché. Lo scosse, esitante: nessun suono. Decise di aspettare. «Meglio prevenire che curare» mormorò – uno dei tanti detti di Tom, ne aveva milioni –, quindi portò la cassetta di Halloween e il pacchetto infiocchettato al piano di sotto.
Maureen era stata sul punto di rivelare ciò che accadeva in casa sua, durante un pranzo con sua sorella. Lei e Laura di solito facevano la mammografia insieme. Era l’unico giorno dell’anno in cui avevano la certezza di vedersi, pur abitando a una sessantina di chilometri l’una dall’altra. Avevano trasformato quell’esame in una vera e propria ricorrenza e lo prenotavano la mattina presto, sorbendosi la coda e la “strizzata” (come la chiamava Laura), per poi premiarsi con un bel pranzo. Dopo anni, i volti dei radiologi e del personale le erano ormai noti, ma, l’ultima volta, una nuova, giovane infermiera aveva raggiunto Maureen nello stanzino. Sull’avambraccio aveva un tatuaggio con la scritta FRANKI visibile sotto il camice, e in mano una cartelletta a clip.
«Solo qualche domanda» aveva annunciato con un forte accento di Philadelphia, mentre sistemava il suo ampio sedere sullo sgabellino a rotelle.
Reprimendo un sospiro e l’impulso a rispondere che nulla era cambiato dall’ultima volta – l’indirizzo, l’assicurazione, il numero di previdenza sociale, la data di nascita erano sempre gli stessi – Maureen aveva lasciato che facesse il suo lavoro, che le chiedesse il numero di cellulare e la data del controllo precedente. Poi era arrivata la domanda che l’aveva scossa. «Ha esperienze di violenza in ambito domestico?»
«Mi scusi?» aveva chiesto lei.
«Ha... esperienze...» aveva ripetuto l’infermiera, scandendo bene ogni parola.
«No, no, certo che no.» rispose Maureen tentando un sorriso. «Voglio dire, mi guardi!» Era alta uno e settantasette e una qualche divinità maligna le aveva piazzato una decina di chili extra intorno al girovita.
La ragazza non si era messa a ridere, né l’aveva guardata; le era sembrata solo annoiata da morire, come se preferisse trovarsi in qualunque altro luogo piuttosto che lì a interrogare una flaccida signora di mezza età. «Quindi è un no?» aveva domandato.
«Esatto. No.»
Più tardi, Maureen aveva chiesto a Laura se le avessero posto la stessa domanda. «Certo» aveva risposto la sorella, mentre spalmava badilate di burro sul suo biscotto al cheddar (aveva un metabolismo veloce e, qualunque cosa mangiasse, manteneva la figura sottile di una Jackie O., fianchi e fondoschiena perfetti e due piccole protuberanze simboliche al posto dei seni). «Ho risposto che, se c’è una vittima di abusi in casa mia, quello è Stan, non io. Abusi meritatissimi, è ovvio.» Lei aveva cercato di sorridere, giocherellando con l’insalata, ma Laura l’aveva scrutata con occhi attenti.
«Perché me lo chiedi?»
«Oh, non c’è una ragione. È solo che non me l’avevano mai domandato prima. Sarà una novità.»
«Forse qualche nuova legge. Di sicuro fa parte del protocollo.»
E mentre parlavano della gonna in saldo da Joan Shepp, sua sorella era tornata sull’argomento.
«Maureen» aveva detto. «Se ci fosse qualcosa che non va, potresti dirmelo, lo sai.»
Maureen l’aveva fissata con aria interrogativa. «Che significa “qualcosa che non va”?»
«Con Tommy» aveva chiarito Laura, aggiungendo con una smorfia: «So di non piacergli granché».
«Oh, Laura, questo non è vero» si era affrettata a rispondere Maureen, anche se aveva pronunciato a fatica quella bugia.
«Andiamo, Mo» aveva ribattuto la sorella. «Io non piaccio a lui e lui non piace a me, poco importa. Ciò che voglio sapere, invece...» Aveva inspirato a fondo, guardandola negli occhi dalla parte opposta del tavolo. «Non è che ti picchia, vero?»
«Certo che no!» aveva risposto Maureen con tono scandalizzato ed espressione sorpresa. Il volto di Laura si era rilassato e anche lei: dopotutto aveva detto la sacrosanta verità. In trent’anni di matrimonio – e dopo due figli – Tommy non aveva mai alzato una mano per schiaffeggiarla.
Tommy preferiva infliggerle un sadico piccolo tormento…
La prima volta era successo tre sere prima del loro matrimonio. Le nozze in arrivo sono sempre fonte di stress, Maureen lo sapeva: era stata damigella d’onore per due delle sue sorelle, e aveva vissuto in prima persona gli effetti, nel bene e nel male, dell’approssimarsi di quella sovreccitata concomitanza di spese e ingorgo di parenti. Laura aveva lanciato l’astuccio contenente i gemelli addosso al futuro sposo, quando si era presentato in ritardo di mezz’ora alle prove della cerimonia, pallido e con i postumi di una sbornia; la sua migliore amica, Maisie Greaves, aveva avuto una crisi di nervi subito prima di percorrere la navata, singhiozzando: «Non posso farlo! Non posso! E non potete costringermi!»... finché la signora Greaves le aveva messo di nascosto due valium in una lattina di Diet Coke e il signor Greaves l’aveva afferrata per un gomito, trascinandola a forza davanti al prete.
Maureen e Tommy, il matrimonio se lo erano pagati da soli: funzione in chiesa, pranzo per i famigliari al ristorante e bisboccia con gli amici, la sera, nella sala dei veterani di guerra. Avevano litigato per i fiori: lei li voleva – fosse anche solo una modesta composizione al centro di ogni tavolo –, mentre lui li considerava uno spreco di denaro. «Perché dovremmo spendere dei soldi per una cosa destinata a marcire dentro un vaso?» aveva chiesto Tommy.
«Perché stanno bene,» era stata la risposta di Maureen «e i tavoli sembrerebbero spogli, senza. Gli invitati penseranno che siamo...» “Gente da poco”: un’espressione che aveva avuto sulla punta della lingua e che si era rimangiata appena in tempo. Tommy era sensibile riguardo a quella che chiamava la loro “situazione finanziaria”. Più di una volta le aveva assicurato che si sarebbe risolta presto, anche se a lei non importava. Non molto, almeno: tutti i suoi amici vivevano come loro, affittando appartamenti troppo piccoli, guidando auto di seconda mano. Era l’essenza dei ventiquattro anni e, in qualche modo, a lei non dispiaceva ritagliare buoni sconto, sfogliare i giornali in cerca di un locale senza supplemento per il coperto in cu...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Contenuti speciali “La prima cosa bella”
  4. Frontespizio
  5. Parte Prima - CUORI SENZA ETÀ
  6. I romanzi e i racconti di Jennifer Weiner
  7. Copyright