Le 13 Spade - 2. Il Segreto della Fenice
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Le 13 Spade - 2. Il Segreto della Fenice

  1. 320 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Le 13 Spade - 2. Il Segreto della Fenice

Informazioni su questo libro

L'elfo sognatore Aldar, l'elfa delle vette Lune, il titano Dran e la ninfa Ondine, i quattro giovani maghi chiamati a difendere il Regno della Fantasia, sono riusciti a recuperare due delle prime leggendarie Tredici Spade. Ma la loro missione non è terminata. Ora dovranno affrontare il terribile Deserto Infuocato, dove sorge la Torre di Rubino in cui sono custodite altre spade. Sul loro percorso troveranno mille insidie, imboscate e tranelli, perché nel deserto nulla è ciò che sembra...

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Informazioni

Print ISBN
9788856630121
eBook ISBN
9788858509920
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1

ALLA TORRE DI SMERALDO

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n boato improvviso la svegliò di soprassalto. Ondine spalancò gli occhi e rimase a fissare il buio per qualche istante, con il cuore che le batteva forte nel petto.
– Che cosa è stato? – mormorò con un filo di voce.
La luce che aveva visto nel sogno era svanita poco alla volta, fino a scomparire del tutto, ma la Ninfa del Mare sentiva ancora l’eco di quelle grida che sembravano arrivare da molto lontano...
Poi, piano piano, il sogno dileguò completamente.
Ondine si guardò intorno. Si trovava in una delle stanze della Torre di Smeraldo, sotto un soffitto di fiori. Un luccichio balenò poco lontano. Le lame scintillanti di tre spade, appoggiate a un’anta del grande armadio di legno, risplendevano nel buio: la Spada di Perla, che Ondine aveva sempre avuto al fianco nel lungo viaggio che l’aveva portata fin lì, e le Spade di Zaffiro e di Smeraldo, che aveva recuperato soltanto qualche giorno prima superando Tre Prove difficilissime.
Un sorriso si dipinse sul suo viso.
– Era solo un sogno – disse, lasciandosi cadere di nuovo sul soffice cuscino profumato.
Se chiudeva gli occhi, però, sentiva ancora quel rombo assordante, come di tuono, vedeva la luce che d’improvviso squarciava le tenebre e percepiva il rumore delle spade.
Era stato davvero soltanto un sogno?
I primi raggi del sole entravano dalle finestre ad arco della stanza. La Ninfa del Mare cercò di rimettersi a dormire, ma un pensiero non glielo permise.
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“Forse qualcosa di brutto sta accadendo nelle Terre d’Inverno...”
Ormai del tutto sveglia, Ondine scese dal letto con un balzo e spalancò una finestra. L’aria frizzante del mattino le scompigliò i lunghi capelli, verdi come le alghe del mare.
La Torre di Smeraldo, l’albero gigantesco che aveva custodito fino a quel momento le Spade di Smeraldo e di Zaffiro, svettava nel cielo azzurro in una quiete assoluta.
Ondine lasciò correre lo sguardo sul Labirinto di Siepi, che proteggeva la torre con il suo intrico di piante, e ancora più lontano, fino alla Foresta Intricata. Non sembrava esserci alcun pericolo in agguato, là fuori...
Mentre era immersa in questi pensieri, tutto d’un tratto il rumore di due spade che cozzavano la riportò alla realtà.
Ondine si vestì in fretta, prese le tre spade con sé e si lanciò fuori dalla stanza. Scese di corsa le scale intagliate nel legno di quell’albero maestoso, il più grande di tutto il Regno della Fantasia, e superò lunghi corridoi e splendide stanze.
Ondine non aveva mai visto niente di simile, nemmeno nel Reame delle Ninfe del Mare, dove era nata e cresciuta, il luogo in cui aveva vissuto finché non aveva deciso di diventare un’apprendista maga.
Sembravano passati secoli da quel giorno! Ondine era entrata all’Accademia di Magia. Aveva studiato, si era impegnata con tutta se stessa finché un giorno, insieme ad Aldar, Lune e Dran, era stata prescelta per ritrovare le spade mancanti e salvare così il Regno della Fantasia dal Male che era giunto all’improvviso a minacciarlo.
Ondine posò una mano sulla Spada di Perla, che portava sempre con sé nel fodero appeso alla cintura, e sentì un’ondata di coraggio scaldarle il cuore. Non si separava mai nemmeno dalla Spada di Smeraldo e dalla Spada di Zaffiro, che teneva incrociate sulla schiena. Le aveva recuperate dopo aver sconfitto le temibili creature che le custodivano, il mostruoso Colosso di Corteccia e le Sirene incantatrici.
Il futuro del Reame dei Maghi dipendeva da quelle spade!
La Ninfa del Mare raggiunse il pianterreno, da cui sembravano provenire i rumori del combattimento.
Che cosa stava succedendo? Qualche malvagia creatura li stava forse attaccando?
Ondine sorrise quando, arrivata in cortile, vide Dran e Aldar che duellavano con spade di legno.
– Vi sembra questa l’ora di allenarvi? – disse, sollevata.
Aldar si voltò verso di lei. I suoi occhi brillavano come due gocce d’oro.
– Sei una dormigliona, Ondine! – esclamò il Sognatore facendole l’occhiolino. – Noi eravamo qui ad allenarci, mentre tu eri ancora nel mondo dei sogni!
– Non è vero, sono sveglia già da un pezzo... Sì, insomma, più o meno...
– Come no!
Ondine rise, e quel suono cristallino sembrò risvegliare l’intera Torre di Smeraldo. – Ti sfido a duello, allora!
– Come desideri, mia cara. Lascia solo che mi sbarazzi di Dran, e poi toccherà a te.
Dran rise di gusto. – Non sarà così facile battermi, Aldar! Stai migliorando in fretta, ma conosco ancora qualche trucchetto che può metterti in difficoltà!
Il Titano delle Montagne di Ghiaccio si smarcò con una finta dal Sognatore, che lo incalzava con la spada di legno. Aldar era rapido ed elegante nei movimenti, ma Dran era molto più abile, preciso e forte negli affondi, per questo aveva deciso di impartire qualche lezione ai suoi amici.
Aldar, Lune e Ondine avevano accettato la proposta con entusiasmo. Saper combattere con la spada sarebbe di certo tornato utile, perché non sempre gli incantesimi erano in grado di tirarli fuori dai guai.
Ondine si sentiva al sicuro e felice per la prima volta da molte settimane. Scherzare con i suoi compagni di viaggio teneva un po’ lontana la paura per la difficile missione che dovevano portare a termine.
– Ehi, ragazzi, che ne dite di una cioccolata calda per iniziare bene la giornata?
Una tazza di ceramica bianca da cui usciva uno sbuffo di fumo ondeggiò all’improvviso davanti agli occhi di Ondine. Poi il viso sorridente di Lune fece capolino da sotto un’arcata fiorita.
Quattro Folletti Alati la accompagnavano, portando un vassoio pieno di dolci sollevato a mezz’aria. Erano alti non più di due mele impilate una sopra l’altra e avevano sulla schiena quattro ali trasparenti come quelle delle libellule. Erano i fedeli servitori della Torre di Smeraldo; custodivano il Grande Albero insieme al suo Guardiano, il nobile e saggio drago Ardual.
I Folletti Alati svolazzarono veloci in tutte le direzioni e, in un batter d’occhio, apparecchiarono un tavolo di legno, sistemando con cura il vassoio e le tazze di cioccolata, e vi disposero intorno quattro grosse poltrone imbottite. I pasticcini alla crema, i dolcetti con la marmellata e i biscotti appena cotti riempirono l’aria di un profumo invitante.
– Che delizia! – esclamò Lune, assaggiando un pasticcino mentre si sedeva.
– Davvero squisito! – disse Dran, che aveva appena addentato una grossa fetta di torta al cioccolato.
Lì, nella Torre di Smeraldo, le preoccupazioni sembravano lontane. I giovani apprendisti si sentivano coccolati e al sicuro, protetti da Ardual e dalle sue potenti arti magiche. Ma in cuor loro sapevano bene che quel momento di quiete non sarebbe durato a lungo.
Infatti, nessuno rimase sorpreso quando, dopo che ebbero finito di mangiare, un Folletto Alato si avvicinò al tavolo schiarendosi la voce. – Carissimi ospiti, spero che la colazione sia stata di vostro gradimento.
Aldar annuì. – Era squisita!
Il Folletto Alato sorrise soddisfatto.
– Mi fa piacere, giovane Sognatore – disse con un mezzo inchino. – Ma lasciate che mi presenti: il mio nome è Alendar, e sono il Primo Servitore della Torre di Smeraldo. Sono qui per portarvi un messaggio del Guardiano.
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Alendar guardò gli apprendisti sollevando il mento, con aria seria e impettita. I suoi piccoli occhi gialli guizzarono su Dran e su Lune, passando poi ad Aldar e Ondine, quasi volesse essere sicuro che tutti lo stessero ascoltando con la dovuta attenzione.
– Il potente drago Ardual, che fino a oggi ha difeso l’Est e custodito le Spade di Zaffiro e di Smeraldo, ha richiesto la vostra presenza nella Sala delle Meraviglie, all’ultimo piano della Torre di Smeraldo – annunciò solennemente.
Gli apprendisti si guardarono l’un l’altro senza nascondere la sorpresa. Erano ospiti nelle stanze del Grande Albero da qualche giorno, ma non avevano mai sentito parlare della Sala delle Meraviglie!
Ondine ricordò di colpo il sogno che l’aveva svegliata.
– È accaduto qualcosa all’Accademia di Magia? – domandò.
I suoi compagni sentirono un brivido lungo la schiena. L’aria si era fatta improvvisamente più fredda. A nord, molto lontano da lì, era in corso una guerra... e loro sembravano essersene dimenticati.
Alendar li guardò uno a uno negli occhi.
– Ogni cosa sarà chiarita al momento giusto – disse. – Ora, se volete seguirmi, il nobile Ardual vi sta già aspettando.
Dran, Lune, Aldar e Ondine si scambiarono uno sguardo d’intesa.
Si alzarono e si incamminarono dietro il Folletto Alato, pronti a...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Il segreto della Fenice
  3. Personaggi principali
  4. Introduzione
  5. Prologo
  6. PARTE PRIMA ~ LE TERRE DEL FUOCO
  7. PARTE SECONDA ~ IL PA TTO OSCURO
  8. PARTE TERZA ~ LA TORRE DI RUBINO
  9. DALLE MEMORIE DI AILOS MAGO DEL CONSIGLIO DELL’ACCADEMIA DI MAGIA
  10. Copyright