Medjugorje e il futuro del mondo
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Medjugorje e il futuro del mondo

Dai dieci segreti al tempo della pace

  1. 240 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Medjugorje e il futuro del mondo

Dai dieci segreti al tempo della pace

Informazioni su questo libro

Il mondo è attanagliato da una crisi economica, ma ancor più morale e spirituale, che rende il presente un tempo difficile, carico di inquietanti interrogativi sul futuro. In questo tempo di smarrimento e apprensione, mentre profeti di sventura e amanti del catastrofismo si oppongono a ingenui e superficiali ottimisti, occorre una chiave di lettura del presente che sia autentica, affidabile e capace di delineare lo scenario che va maturando dinanzi ai nostri occhi. Solo così è possibile rispondere alle domande che con sempre maggior apprensione si pongono credenti e non credenti: dove andremo a finire? Che ne sarà del pianeta? Quale orizzonte ci attende? E soprattutto: siamo forse giunti alla fine del mondo? Se sì, chi ci potrà salvare? Per rispondere a queste e tante altre domande, Padre Livio, direttore di Radio Maria, conduce un attento esame del contesto contemporaneo, per interpretarne lo sviluppo futuro alla luce della Parola di Dio, del Magistero della Chiesa e dei messaggi che la Regina della Pace offre da oltre trent’anni a Medjugorje.
Si profila un tempo di pace all’orizzonte, sempre più vicino, ma difficile da raggiungere; un tempo che ogni anima potrà raggiungere solo in spirito di autentica conversione a Cristo e al suo Vangelo.

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Informazioni

1

L’APOSTASIA DELL’OCCIDENTE

Caro padre Livio, eccoci giunti a un nuovo ciclo di conversazioni insieme. Il tema del nostro dialogo anche questa volta si presenta come particolarmente attuale, come indica lo stesso titolo del libro: Medjugorje e il futuro del mondo. Un argomento che costituisce un ulteriore frammento di quel mosaico che, libro dopo libro, andiamo componendo. Abbiamo cominciato alcuni anni fa tratteggiando l’attacco del male al mondo contemporaneo con L’ora di Satana, mostrando come ci sia un piano preciso che porta a tutta quella esplosione di male che chiunque può verificare essere presente intorno a sé. E poi siamo andati al cuore del problema con I segreti di Medjugorje, facendo vedere come ci fossero delle profezie che spiegano il tempo presente e prefigurano quel tempo di prova ma anche di grazia, che ormai sta dinanzi a tutti noi. Quindi, ne L’Aldilà nei messaggi di Medjugorje, abbiamo visto come la speranza che anima il cristiano durante il pellegrinaggio terreno è legata alla conquista del premio eterno della beatitudine. Un orizzonte eterno che non può fare a meno di spingere l’uomo a chiedersi che cosa sarà del mondo quando la storia avrà il suo compimento, come abbiamo visto ne Il ritorno di Cristo. Quindi, con Medjugorje rinnova la Chiesa, per capire come la Regina della Pace stia preparando i fedeli al tempo della prova, abbiamo indagato la nuova primavera che lo Spirito Santo incessantemente inaugura nella Chiesa. Dopo aver infine richiamato la serietà della posta in gioco e il rischio della perdizione eterna per l’umanità, con Inchiesta sull’Inferno, siamo finalmente giunti a questo nuovo appuntamento, rimettendo al centro della questione ancora una volta il tema del tempo futuro, che più volte abbiamo toccato nei precedenti libri.
Desidero dunque chiederti il perché della scelta di questo tema e di questo titolo e quale sia la prospettiva nella quale condurremo il nostro dialogo.
Anzitutto basta osservare che, credenti o non credenti, tutti ci chiediamo quale sia il futuro del mondo. Ci interroghiamo in tal modo perché non siamo più così sicuri, come invece eravamo in passato, che la storia sia destinata a un infallibile progresso. Anzi, quella che un tempo era una certezza sempre più si rivela una illusione. L’uomo ha per la prima volta la capacità di annientare il pianeta sul quale vive e dunque un po’ tutti ci interroghiamo su quali siano le prospettive future del genere umano. Non si tratta soltanto di temere gli effetti della crisi – economica e sociale – che ha segnato questi ultimi anni, bensì della paura che l’inquinamento morale e spirituale dell’umanità e l’offuscamento dell’intelligenza siano ormai giunti a un livello tale da permettere al male di prevalere. La mancanza di punti di riferimento, il crollo delle ideologie, la dissoluzione dei valori e delle tradizioni... tutto questo porta a domande angosciose e a interrogativi cui noi cristiani siamo chiamati a dare risposta con la fede. E, bada bene, non intendo la fede nel senso superficiale di un banale ottimismo, bensì come consapevolezza e come coscienza globale della realtà: è la fede infatti che ci fa intuire le trame del Demonio dietro al male presente nel mondo, ed è la fede che ci rende certi della vittoria totale e definitiva di Cristo.
Con questa positiva certezza dobbiamo cercare di comprendere dunque il nostro presente per prefigurare poi lo scenario futuro che ci attende. Già ora la Regina della Pace, con la sua presenza ultratrentennale a Medjugorje, prepara la battaglia finale descritta dal capitolo 12 dell’Apocalisse: la Donna vestita di sole e con la corona di dodici stelle che si oppone al Dragone infernale. Una lotta che caratterizza questo nostro tempo presente in cui Satana è sciolto dalle catene (cfr. messaggio dell’1 gennaio 2001) e che è destinata a una escalation di violenza e di perversione fino allo scontro ultimo. Uno scontro il cui esito però è già certo: la vittoria di Cristo sul Demonio. Perché, come abbiamo detto ne L’ora di Satana, se il Diavolo è potente, Dio è Onnipotente. Quando allora si guarda al titolo scelto per questo libro – Medjugorje e il futuro del mondo – si coglie subito la profonda relazione tra le apparizioni della Regina della Pace e il compito di Maria che è incaricata di esortare l’umanità alla conversione, conducendola a suo Figlio Gesù e alla salvezza eterna. Se l’uomo contemporaneo sente una profonda inquietudine quando si interroga sul proprio domani, è pur vero che la Madonna a Medjugorje ha consegnato un grande messaggio di speranza all’umanità, esortando a non temere per il futuro bensì a pregare e a confidare in Lei.
Bisogna però aggiungere che la Regina della Pace con altrettanta chiarezza, soprattutto nei messaggi dei tempi più recenti, ha anche indicato quella che è la negatività più perniciosa del nostro presente, cioè il fatto che l’umanità sta abbandonando suo Figlio:
«Cari figli, da così tanto tempo io sono con voi e già da così tanto tempo vi sto mostrando la presenza di Dio e il suo sconfinato amore, che desidero tutti voi conosciate. Ma voi, figli miei? Voi siete ancora sordi e ciechi; mentre guardate il mondo attorno a voi non volete vedere dove sta andando senza mio Figlio. State rinunciando a Lui, ma Egli è la fonte di tutte le grazie. Mi ascoltate mentre vi parlo, ma i vostri cuori sono chiusi e non mi sentite. Non state pregando lo Spirito Santo affinché vi illumini. Figli miei, la superbia sta regnando. Io vi indico l’umiltà. Figli miei, ricordate: solo un’anima umile brilla di purezza e di bellezza, perché ha conosciuto l’amore di Dio. Solo un’anima umile diviene un paradiso, perché in essa c’è mio Figlio. Vi ringrazio. Di nuovo vi prego: pregate per coloro che mio Figlio ha scelto, cioè i vostri pastori» (2 febbraio 2012);
e ancora:
«Cari figli, con amore materno vi prego: datemi le vostre mani, permettete che io vi guidi. Io, come Madre, desidero salvarvi dall’inquietudine, dalla disperazione e dall’esilio eterno. Mio Figlio, con la sua morte in croce, ha mostrato quanto vi ama, ha sacrificato se stesso per voi e per i vostri peccati. Non rifiutate il suo sacrificio e non rinnovate le sue sofferenze con i vostri peccati. Non chiudete a voi stessi la porta del Paradiso. Figli miei, non perdete tempo. Niente è più importante dell’unità in mio Figlio. Io vi aiuterò, perché il Padre Celeste mi manda affinché insieme possiamo mostrare la via della grazia e della salvezza a tutti coloro che non Lo conoscono. Non siate duri di cuore. Confidate in me e adorate mio Figlio. Figli miei, non potete andare avanti senza pastori. Che ogni giorno siano nelle vostre preghiere. Vi ringrazio» (2 maggio 2012).
Ora, si tratta di due messaggi che alludono a una vera e propria apostasia dell’Occidente, alla quale occorre porre rimedio con urgenza dacché la Madonna stessa ci esorta a non perdere tempo. Però dobbiamo anche chiederci: a chi si sta rivolgendo la Regina della Pace? Prima di tutto parla a Medjugorje, che si trova nel cuore dell’Europa, indicando proprio nel Vecchio Mondo l’epicentro di quella crisi spirituale che ormai dilaga sul pianeta. Diciamo che la crisi continentale della fede cristiana ha ormai intaccato varie parti del mondo, con una globalizzazione della prospettiva mai avuta prima. E questo si nota anche nelle apparizioni mariane: se da Rue du Bac a La Salette e a Lourdes i messaggi della Madonna – per quanto poi universalizzabili e attualizzabili – sono anzitutto dati a un certo popolo in quel preciso momento storico, da Fatima e fino a Medjugorje i messaggi della Madre di Dio assumono ormai una portata mondiale, globale, interpellando esplicitamente l’intera umanità. Ora, se prendi una cartina dell’Europa e tiri una riga da Fatima a Medjugorje noterai che questa passa per Roma, sede del Papato, come a dire che l’attacco del Demonio non è solo alla fede dei popoli ma anche e soprattutto alla Chiesa e al Santo Padre.
È chiaro che anche in Asia o in America Latina la fede cristiana è in crisi, ma l’inizio dell’apostasia è in Europa, al punto che sul vecchio continente si posa la testa del serpente infernale che avvolge con le sue spire il mondo. Parlando di apostasia intendo quella impostura anticristica di cui parla anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (cfr. CCC 675) laddove prefigura l’abbandono da parte dell’umanità di Cristo Salvatore per accontentarsi di un messianismo terreno e politico a carattere umanistico, nel quale cioè l’uomo sia in grado di salvare se stesso e dunque si perda la realtà stessa della redenzione. Questo movimento di pensiero è quello che Giovanni Paolo II ha denunciato quando ha parlato della caduta delle ideologie del male – cioè i totalitarismi del Novecento – cui sarebbe subentrata una nuova forma di pensiero totalitario, quello che Benedetto XVI ha poi indicato come «dittatura del relativismo». Tutto questo la Madonna lo aveva predetto a Medjugorje, nel messaggio del 30 ottobre 1981, dicendo: «L’Occidente ha incrementato il progresso, ma senza Dio, come se non fosse lui il Creatore». Un monito che sarebbe riecheggiato ancora nel messaggio del 25 gennaio 1997: «Voi state creando un mondo nuovo senza Dio». Ecco dunque la radice dell’odierna apostasia: il tentativo dell’uomo di erigersi a padrone del mondo espellendone colui che ne è l’unico Signore: Gesù Cristo. E questo accade in primis in Europa: se infatti negli USA il presidente può ringraziare Dio nei suoi discorsi ufficiali oppure pregare prima degli incontri di rappresentanza, mostrando senza timore la fede cristiana che appartiene alla storia americana, nei Paesi di antica cristianità non è così, anzi: ovunque in Europa si sentono slogan in favore del multiculturalismo e del relativismo in nome dei quali si dovrebbe nascondere la propria fede nell’ambito privato della coscienza, senza pretendere di poterla manifestare o rendere incisiva a livello pubblico.
La Madonna a Medjugorje sta dunque svelando il piano di Satana che vuol porre se stesso al posto di Dio e cacciare Gesù dal mondo. Questo è l’inganno in cui l’umanità sempre più oggigiorno cade, lasciando sempre meno spazio a Cristo.
Hai parlato delle nazioni occidentali di antica cristianità, cioè quei paesi che hanno accolto la fede cristiana ma che di fatto oggi la stanno perdendo. Con il consueto spirito profetico, Giovanni Paolo II aveva previsto questo profondo mutamento, scrivendo nell’enciclica Redemptoris missio del 1990:
«Oggi ci si trova di fronte a una situazione religiosa assai diversificata e cangiante: i popoli sono in movimento; realtà sociali e religiose che un tempo erano chiare e definite oggi evolvono in situazioni complesse. Basti pensare ad alcuni fenomeni come l’urbanesimo, le migrazioni di massa, il movimento dei profughi, la scristianizzazione di paesi di antica cristianità, l’influsso emergente del vangelo e dei suoi valori in paesi a grandissima maggioranza non cristiana, il pullulare di messianismi e di sette religiose. È un rivolgimento di situazioni religiose e sociali, che rende difficile applicare in concreto certe distinzioni e categorie ecclesiali, a cui si era abituati. Già prima del concilio si diceva di alcune metropoli o terre cristiane che erano diventate “paesi di missione”, né la situazione è certo migliorata negli anni successivi. D’altra parte, l’opera missionaria ha prodotto abbondanti frutti in tutte le parti del mondo, per cui esistono chiese impiantate, a volte tanto solide e mature da ben provvedere ai bisogni delle proprie comunità e inviare anche personale per l’evangelizzazione in altre chiese e territori. Di qui il contrasto con aree di antica cristianità, che è necessario rievangelizzare».
A distanza di oltre vent’anni, vediamo oggi quanta verità ci fosse in queste parole di Giovanni Paolo II. Possiamo dunque dire che il piano di Satana, ancor prima di condurre il mondo all’autodistruzione, sia quello di portare l’umanità alla perdita della fede?
Certamente. Senza dimenticare che non si parla di una fede generica bensì del cuore del cristianesimo ovvero della fede in Gesù Cristo Figlio di Dio e unico Salvatore del mondo. Questo è essenziale non dimenticare: Gesù ci ha salvati. Da che cosa? Anzitutto dalla schiavitù del peccato, dunque dalla morte spirituale. Ma poi anche dalla morte fisica, la cui prospettiva ci condannerebbe alla disperazione. In proposito penso spesso a un aneddoto riportato nella storia ecclesiastica in merito alla conversione dei Germani, in un tempo in cui la conversione del popolo intero dipendeva dalle scelte dei suoi capi. Bene, mentre questi si trovano riuniti in un grande capannone a discutere sul da farsi, ecco che un volatile entra da una finestra e in men che non si dica esce da un’altra. A quella vista il capo che presiedeva la seduta disse: «Ecco che cos’è la vita umana: breve e fugace come un rapido volo d’uccello». E decise di appoggiare la decisione di convertirsi al cristianesimo, lui e la sua gente, visto che l’annuncio di salvezza di Cristo Risorto ridava speranza agli uomini altrimenti schiavi della morte. Perché è questa consapevolezza che rende l’uomo di ogni tempo angosciato e disperato: tutti dobbiamo morire. E come sono certo di dover morire, con altrettanta certezza sento però che non può finire così la vita, con due badilate di terra su un cadavere...
Ora, il dramma dell’uomo odierno è che sempre più spesso rifiuta l’annuncio di speranza, di gioia e di vita del Vangelo, preferendo essere il dio della propria vita e tentando, invano, di salvare se stesso. Invano, perché né i beni materiali, né il divertimento sfrenato, né il potere, né la scienza, né la tecnica risolvono i problemi più gravi dell’uomo: la fragilità morale, la caducità fisica e la mortalità. Certo, ci si può illudere di riuscire a risolvere questi problemi scegliendo di non pensarci, come diceva Pascal, ma alla fine non si sarà mai felici se non quando, guardando in faccia la realtà, anziché censurarne gli aspetti più scomodi ci si potrà affidare all’unico Signore della vita che salva l’uomo nella sua interezza, corpo e spirito, e nell’eternità. E oggi, soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale, la fede sempre più va dissolvendosi e sempre meno genitori la trasmettono ai figli, imbevuti di pregiudizi ateistici e materialistici, con il risultato che vediamo sempre più originarsi quel «mondo nuovo senza Dio» di cui ha parlato la Regina della Pace.
Parlando dell’apostasia dell’Occidente, mi viene da pensare che ci sia una profonda relazione tra questa perdita della fede, che hai così ben evidenziato, e il fatto che l’umanità si è sempre più abbandonata al peccato che indebolisce la volontà e offusca l’intelligenza dell’uomo.
Mi viene in mente un episodio: accompagnai un giorno una classe di quinta superiore alla facoltà di Lettere e Filosofia di Vercelli per fare una giornata di orientamento universitario. Una dopo l’altra si susseguivano le presentazioni dei diversi corsi di studio. A un certo punto, a un docente è sfuggita questa espressione:
«Certo che se poi uno di voi avesse la vocazione per andare a fare filosofia o lettere, beh, vada a farla e non si preoccupi più di tanto per il lavoro: qualcosa troverà...».
Ora, a me che ascoltavo questa parola – “vocazione” – è rimasta nella testa, poiché mi pareva centrare il cuore della questione, mentre nessuno dei ragazzi presenti aveva minimamente sussultato alla cosa. Terminata quella presentazione, ho detto ai miei studenti: «Adesso facciamo la seconda parte dell’orientamento» e li ho portati a vedere la bellissima basilica di Sant’Andrea che è prospiciente all’università. Non ho guardato se i ragazzi fossero cristiani o musulmani, credenti o atei, ma li ho invitati a seguirmi nell’edificio sacro in silenzio e, una volta giunti all’incrocio delle navate, ad alzare gli occhi e contemplare l’interno della bellissima cupola. Uno spettacolo: di architettura, di arte, di bellezza che da otto secoli è lì a dire che se l’uomo sa spingere lo sguardo fino al Cielo, edificando queste stupende case di Dio che sono le chiese, allora non ci si può accontentare di dire che siamo semplicemente un ammasso di carne destinata alla putrefazione. A questa mia osservazione, ho visto gli occhi di alcuni degli studenti accendersi di una luce nuova, come ad accorgersi che “c’è di più” di quello che il mondo ci vuol far credere... Eppure, proprio il peccato dilagante nel mondo contemporaneo rende sempre più difficile per l’uomo l’accorgersi di questa bellezza che è traccia così potente dell’Infinito per cui siamo fatti.
Come disse santa Caterina da Siena, il peccato capitale dell’uomo è l’orgoglio, cioè il non accettare di essere una creatura sottomessa e dipendente da Dio, e questo peccato acceca l’uomo stesso. Basterebbe infatti preservare l’occhio limpido per accorgersi, pur senza fede, di come le meraviglie del creato non possano che rimandare al Creatore; come diceva Pascal, anche un non credente coglierebbe l’enorme superiorità umana di Gesù rispetto a Buddha o Maometto o chiunque altro. Se l’uomo non avesse il cuore inquinato dal peccato e offuscato dal male, scorgerebbe subito le tracce della presenza di Dio, sia nella natura fuori di sé, sia nel mondo interiore dentro di sé.
Eppure, se anche fosse libero dal peccato, il cuore dell’uomo non aderirebbe così facilmente a questa verità. Basti pensare ad Adamo ed Eva: dotati di beni soprannaturali (l’amicizia con Dio) e preternaturali (immortalità, salute fisica e integrità morale) sentivano però che gli mancava di essere come Dio e, cedendo a questa tentazione diabolica, hanno perduto se stessi. Così aveva fatto Lucifero prima di loro, ribellandosi al Creatore, e così vogliamo fare anche noi quando rifiutiamo di riconoscere la nostra dipendenza da Dio e ci proclamiamo signori di noi stessi. Questa è l’illusione dell’Occidente, è il veleno di Satana che porta il mondo verso la morte. In questo contesto la Madonna è venuta a dirci di non temere, poiché Lei è qui per guidarci a suo Figlio e per salvarci. Il contesto odierno non è per nulla facile, tanto che, rassegnando le proprie dimissioni, papa Benedetto XVI ha parlato del mondo contemporaneo come «soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede» (11 febbraio 2013). Per questo la Regina della Pace ci invita a essere perseveranti nella preghiera, sapendo che «chi prega non ha paura del futuro» (25 giugno 2000).

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UN MONDO NUOVO SENZA DIO

L’odierna apostasia dell’Occidente, come abbiamo detto, vede i Paesi di antica cristianità rifiutare proprio quella fede che in origine hanno accolto e che ne ha costituito per secoli le radici della grandezza e della prosperità spirituale e culturale. Già nel 2009, a chi gli domandava un giudizio sui valori condivisi che avrebbero potuto fondare il cammino dell’Europa nel terzo millennio, Benedetto XVI rispondeva dicendo che era giusto
«rilevare che l’Unione europea non è dotata di questi valori, ma che essi sono piuttosto i valori condivisi che l’hanno fatta nascere e che sono sta...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Medjugorje e il futuro del mondo
  3. Introduzione
  4. 1. L’apostasia dell’Occidente
  5. 2. Un mondo nuovo senza Dio
  6. 3. Dio vuole realizzare la pace sulla terra
  7. 4. L’avversario della pace
  8. 5. La deriva anticristica della modernità
  9. 6. L’evoluzione anticristica contemporanea
  10. 7. I due schieramenti
  11. 8. L’appello estremo
  12. 9. Medjugorje: ultima tappa del piano di Maria
  13. 10. L’attacco di Satana alla Chiesa
  14. 11. Il tempo di prova dei dieci segreti
  15. 12. Quanti e quali sono i segreti
  16. 13. La prova della fede
  17. 14. «State rinunciando a mio Figlio»
  18. 15. Il ritorno di Cristo
  19. 16. Il piano che la Madonna vuole realizzare
  20. 17. «Io sono la vostra pace»
  21. 18. «Vivete i miei comandamenti»
  22. 19. Il mondo nuovo della pace
  23. 20. La Madonna chiama i suoi apostoli
  24. 21. Costruire con Maria un futuro di pace
  25. Copyright