
- 320 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Le 13 Spade - 1. Il Segreto del Drago
Informazioni su questo libro
Nel cuore del Regno della Fantasia si trova la rinomata Accademia di Magia. Qui una schiera di giovani eletti studia le arti magiche per difendere il Regno dagli attacchi dell'Oscuro Esercito. E sono proprio quattro giovani apprendisti maghi a essere chiamati per una missione importantissima: ritrovare le Tredici Spade, talismani che racchiudono un antico segreto e danno un potere immenso a chi li possiede. I quattro prescelti partiranno insieme alla ricerca delle mitiche Torri del Regno della Fantasia, dove sono custodite le spade.
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Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2013Print ISBN
9788856630114eBook ISBN
9788858508244
19
IL SENTIERO SENZA
RITORNO

Non era rimasto molto, però. Tutto ciò che non era stato distrutto dalle vespe fiammeggianti si era rovinato nella caduta.
Ondine, Aldar, Dran e Lune decisero di portarsi dietro solo poche cose, le meno ingombranti. Riempirono un paio di sacche con quel poco che riuscirono a trovare intatto fra i rottami. Poi formularono un incantesimo che rimpicciolì le sacche, riducendole alla grandezza di biglie, e Aldar e Dran se le infilarono comodamente in tasca.
Non furono però in grado di rimettere in sesto il vascello.
– Potremmo sorvolare la Foresta Intricata, che ne dite? – propose Dran.
Aldar si fece subito attento. – E come? Non c’è modo di farlo senza il vascello.
– La spada di Lune permette di volare, no? Potremmo risparmiare molti giorni di viaggio a piedi – disse il Titano delle Montagne di Ghiaccio.
Lune scosse la testa. – Dimentichi che sono caduta proprio per questo – rispose. – Non riesco a mantenere la concentrazione per lungo tempo. Ho bisogno di più esperienza, o forse devo ancora capire come sfruttare i poteri della Spada di Giada. Preferirei evitare di usarla, per ora... Non vorrei rischiare la vita di tutti! È meglio procedere a piedi, senza affidarci ai poteri delle spade, conservando le nostre energie per eventuali imprevisti.
– Credo anch’io che sia la soluzione migliore – concordò Aldar. – Durante il cammino avremo tempo per conoscere i poteri delle nostre spade. È meglio fare piccoli passi e muoverci con cautela, senza cercare di strafare.
Dran prese un grosso sospiro. Quella decisione non gli andava per niente a genio, ma non disse nulla. Controllò che la Spada di Rubino fosse al sicuro nel fodero che teneva legato in vita, poi si incamminò tra gli alberi della foresta, seguito dagli altri.
Li attendeva uno spettacolo straordinario. Si inoltrarono fra piante millenarie, in mezzo a fiori dai colori sgargianti.
Piccoli pappagalli dalle ali lucenti come cristalli si rincorrevano qua e là, sfiorandoli con le loro morbide piume. Creature volanti mai viste, con la pelliccia di tutti i colori dell’arcobaleno, passarono sopra le loro teste per poi arrampicarsi sui rami degli alberi più alti, dove si misero a guardare con curiosità quegli strani ospiti del bosco.
La Foresta Intricata era un posto magnifico, nonostante le insidie che celava. La sua natura variopinta e rigogliosa regalava sorprese a ogni passo.
– Non mi sembra vero – sussurrò Ondine. – Questa foresta è bellissima! –. Aldar si voltò e le sorrise: stava pensando la stessa cosa.
Dran invece sbuffò, scostandosi una fronda dalla faccia. – Ricordiamoci che anche un sogno può trasformarsi improvvisamente in un incubo.
Lune scoppiò a ridere. – Speriamo che non accada, perché il viaggio è ancora lungo. In quel caso, ne avremmo delle belle da raccontare al nostro ritorno!
Gli apprendisti camminarono a lungo e in silenzio, per non disturbare le magnifiche creature del bosco.

Raggiunsero una sorgente cristallina, dove un unicorno nero si abbeverava. Ondine sentì il cuore riempirsi di gioia. Sorrise, indicando quello splendido animale a Lune, che sembrava affascinata quanto lei.
– Ne avevi mai visto uno? – le domandò la Ninfa del Mare.
L’Elfa delle Vette scosse il capo in silenzio. Gli occhi le luccicavano per l’emozione. – Questa è la prima volta.
Dran, Aldar, Lune e Ondine aggirarono la sorgente, senza disturbare l’unicorno. Continuarono a camminare nel folto della vegetazione, finché non si imbatterono in quello che sembrava essere un vecchio sentiero di pietra.
I lastroni erano larghi e squadrati, di uno strano materiale bianco trasparente, simile a vetro o avorio. L’erba cresceva nelle fessure tra una pietra e l’altra. Statue gigantesche, raffiguranti draghi in volo, costeggiavano il sentiero che serpeggiava tra le piante.
– Sembra una via molto antica – fece notare Ondine.
– Non è segnata sulla mappa! – sbottò Aldar, che ora si trovava alla testa del gruppo e stava consultando la cartina contenuta nel libro di Astra.
– Dici sul serio? – si stupì la Ninfa del Mare.
– Non è segnato alcun sentiero. Guardate anche voi. La mappa indica solo la Torre di Smeraldo, che si trova dall’altra parte della foresta. Tutto il resto è una fitta, densa e impenetrabile boscaglia.
Dran gli strappò la mappa dalle mani. – Fammi dare un’occhiata...
Aldar non protestò. Non era il momento di mettersi a discutere. Dovevano restare uniti, ne andava della buona riuscita della missione.

– È vero, il bosco è fittissimo, ma sembra esserci una specie di prateria poco più avanti – notò il Titano delle Montagne di Ghiaccio. Il suo sguardo si fece serio. – Il nome sulla mappa è quasi cancellato, come scolorito dal tempo. Forse riusciremo a orientarci meglio in quello spazio aperto e capiremo come raggiungere più in fretta la Torre di Smeraldo.
– Vuoi seguire questo sentiero? – domandò Lune, dubbiosa.
– Che cosa cambia se non lo facciamo? – chiese Dran. – Il folto della foresta potrebbe riservarci sorprese ben peggiori.
– Non sappiamo dove ci porterà questa strada, però sembra abbastanza ampia e sicura – rifletté Ondine. – Possiamo provare a seguirla, che ne dite?
Aldar non aveva obiezioni. Potevano seguire la strada di pietra oppure incamminarsi nel cuore della Foresta Intricata. La loro destinazione era la Torre di Smeraldo: l’importante era raggiungerla il prima possibile.
I ragazzi si avventurarono lungo l’antico sentiero di pietra.
Non si accorsero che una piccola farfalla nera si levò in volo dal tronco di un albero, pronta a riferire tutti i loro segreti.
Darken ragionò ad alta voce. – Gli apprendisti si trovano poco lontano da noi. Sono stanchi, spaesati, soli. Il loro vascello è distrutto...
– E allora? –. Ombrya guardò suo fratello socchiudendo gli occhi. – Ti ho già detto che cosa faremo. Non intendo attaccarli prima di quando abbiamo stabilito, sarebbe un grave errore!
I due Stregoni avevano attraversato in fretta le Terre d’Inverno, grazie alle loro sembianze di Lupi delle Nevi, e avevano raggiunto la Foresta Intricata in poco meno di cinque giorni.
Quel tempo trascorso tra disagi e difficoltà sembrava aver fatto cambiare idea a Darken sulla strategia da adottare per avere la meglio sugli apprendisti. – Possiamo vincerli con facilità, Ombrya!
– Questo lo so anch’io – sbottò la sorella, adombrandosi. – Non sappiamo ancora però chi sono questi leggendari Guardiani... Ci hai pensato?
– Certo, mi credi forse uno sprovveduto? –. La voce di Darken divenne dura e sprezzante. Non gli piaceva che la sorella mettesse in dubbio le sue capacità solo perché non era a suo agio con tutti quei calcoli: lui amava agire in modo più sbrigativo e diretto.
– E se fossero creature più potenti di noi? – continuò Ombrya. – Come faremmo a recuperare tutte le dodici spade?
– Dimentichi una cosa: possediamo la Tredicesima Spada, la più potente di tutte! – esclamò Darken.
– La più potente? –. Ombrya scoppiò a ridere. – Non è detto che lo sia. Non ne abbiamo la certezza.
Gli occhi blu di Darken ebbero un guizzo, scintillanti come due gemme, ma lo Stregone tacque.
– E poi ho pensato anche a un altro dettaglio che a te è sfuggito... – continuò la sorella.
– Sarebbe a dire?
– Te lo spiego subito – disse Ombrya, aggirando un masso ricoperto di muschio. – Stiamo dando per scontato che sia una passeggiata vincere gli apprendisti, una volta che avranno recuperato per noi tutte le spade mancanti. E se invece non fosse così?
– Credi davvero che quei quattro mocciosi potrebbero crearci dei problemi? –. La risata dello stregone ruppe il silenzio della Foresta Intricata. Uno stormo di pappagallini colorati spiccò il volo per nascondersi.
– Ridi pure, Darken, ma stai attento a non sottovalutarli. I nostri antenati sottovalutarono i poteri dei Maghi e furono sconfitti. Forse i prescelti non saranno ancora così potenti, ma come possiamo esserne sicuri?
– Sei troppo prudente! Non dirmi che ti spaventano quei bambocci!
– C’è solo un modo per scoprire quali sono i loro poteri... –. Ombrya si accucciò accanto al masso ricoperto di muschio. Aveva notato qualcosa aggirarsi tra l’erba e i piccoli funghi velenosi, bianchi e rossi, che crescevano all’ombra della roccia.
Era una mantide. Soltanto un insetto minuscolo e innocuo, dalle lunghe zampe verdi, che tentò di mettersi in salvo dalla presa della strega. – Vieni, amica mia. Non voglio farti niente di male... anzi!
– Che cosa hai in mente? Perché perdi tempo con gli insetti? –. Darken era sempre più impaziente: voleva agire, voleva combattere.
Voleva piegare i Maghi e i loro apprendisti per sempre. Non capiva sua sorella e le strane idee che a volte le passavano per la testa.
– Stai a guardare, fratello –. Ombrya chiuse gli occhi, stringendo la mantide tra le mani.

Una luce rossastra avvolse la giovane, che iniziò a sussurrare un’antica filastrocca in una lingua perduta. Poi spalancò di colpo i palmi delle mani e la mantide prese il volo.
Un alone di luce rossa continuava a circondare l’insetto, che si ingigantiva a ogni istante. Il suo corpo si ingrossò a dismisura, diventando enorme.
Darken fissò sbalordito la sorella. – Che cosa ne farai di quella creatura?
Ombrya sorrise, mentre la mantide tagliava di netto il tronco di un albero con una sola zampata. – Metterò alla prova i poteri degli apprendisti. Troveranno una bella sorpresa ad aspettarli, quando...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Il segreto del drago
- Personaggi principali
- Introduzione
- Prologo
- PARTE PRIMA ~ LA GRANDE PROVA
- PARTE SECONDA ~ LA TORRE DI SMERALDO
- PARTE TERZA ~ NEL REAME DELL’EST
- DALLE MEMORIE DI AILOS MAGO DEL CONSIGLIO DELL’ACCADEMIA DI MAGIA
- INSERTO FOTOGRAFICO
- Copyright