Il dubbio
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Il dubbio

  1. 420 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Il dubbio

Informazioni su questo libro

Il male conosce i nostri punti deboli, sa come e quando abbasseremo la guardia, cosa ci porterà dritti nella rete. Per Mark Bradley, quella passeggiata notturna in riva al mare era un modo per schiarirsi le idee, per distrarsi dai pensieri che da un anno a questa parte gli tolgono il sonno. Da quando, cioè, l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una studentessa minorenne gli è costata la cattedra di inglese. Nonostante l'assoluzione, quella calunnia gli è rimasta addosso come un marchio a fuoco sulla pelle, e il sospetto lo segue come un'ombra, rendendo lui e la moglie degli emarginati nella piccola comunità del Wisconsin in cui si sono da poco trasferiti.
Ora, su quella spiaggia, l'incubo ritorna con le sembianze di un'altra adolescente: ubriaca e provocante, decisa a scherzare con il fuoco. In realtà, ha soprattutto bisogno di aiuto, ma Bradley sa che deve pensare prima a se stesso.
Il giorno dopo, quando la ragazza viene ritrovata priva di vita in riva al mare, un testimone sostiene di avere visto l'uomo insieme a lei la notte precedente. E l'intera città è pronta ad accusarlo di nuovo. Questa volta, di omicidio.
L'unico alleato di Bradley sarà, paradossalmente, il detective incaricato delle indagini: Cab Bolton. Anche lui, che viene dalla California, sa cosa vuol dire essere un outsider. Solo lui avrà il coraggio di scavare nella rete di omertà e segreti che unisce gli abitanti della città, dove c'è chi è disposto a tutto pur di occultare una verità atroce.

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Informazioni

Print ISBN
9788856619232
eBook ISBN
9788858510964

Seconda Parte

IL FANTASMA

14

Cinque anni prima, al liceo di Highland Park dove insegnava Hilary Semper, tutti parlavano del nuovo arrivato. Di lui si sapeva già tutto: un metro e ottanta, capelli castani corti, giocatore di golf professionista che aveva lasciato l’attività a causa di un problema alla spalla. Sicuro di sé, divertente. Sposato, divorziato e al momento single. In una scuola dove la maggior parte delle insegnanti erano bionde poco più che ventenni in cerca di un marito, questa era una grande notizia.
Hilary era poco interessata. Si era innamorata sul serio almeno due volte, ma in entrambi i casi si era resa conto che gli uomini con cui usciva volevano solo una moglie, non qualcuno con cui fare coppia. Aveva provato a somigliare di più a ciò che volevano, ma alla fine aveva deciso che fingere di essere una persona diversa non aveva senso. Sapeva che la sua intelligenza intimidiva gli uomini. Sapeva di essere troppo diretta nel modo di parlare, al punto da allontanare le persone. Se non esisteva un uomo in grado di convivere con quelle qualità, pazienza.
Era l’unica, tra sei fratelli e sorelle, a non essersi mai sposata. Due avevano divorziato e si erano risposati. Il matrimonio degli altri tre era sopravvissuto a fatica all’arrivo dei figli. Eppure, nelle riunioni di famiglia durante le vacanze, tutti loro le chiedevano stupiti come mai non fosse ancora sposata. E non trovavano divertente che Hilary chiedesse loro come mai lo fossero ancora.
In realtà, lei voleva sposarsi. Voleva innamorarsi. Voleva dei figli. Se l’uomo giusto fosse arrivato, lo avrebbe accolto con gioia. Ma non avrebbe perso tempo a cercarlo o a rimpiangere il matrimonio mancato. Non le sembrava il caso di sprecare la vita in cerca di un uomo che forse non esisteva.
La sua famiglia, che già capiva poco la sua scelta di restare single, aveva capito ancora meno quella di diventare insegnante. Hilary si era laureata con lode in economia. Agenzie di broker e banche di Chicago e New York le avevano offerto impieghi con stipendi a sei cifre, e lei li aveva rifiutati tutti. Invece, aveva fatto quello che aveva sempre sognato: insegnare matematica e danza alle superiori. Non era la strada per la ricchezza, anche se spendeva poco e aveva investito bene i suoi soldi. Le sue critiche senza mezzi termini di tutto ciò che a suo dire non funzionava nella scuola pubblica non le procuravano molti fan tra i dirigenti scolastici e neppure nel sindacato, ma gli studenti l’adoravano. E lei adorava loro. Si trovava esattamente dove voleva essere e la sua vita le piaceva così.
Poi nella sua scuola arrivò Mark Bradley.
Ancora prima di conoscerlo, Hilary si era già convinta che non le sarebbe piaciuto. Più le altre insegnanti tessevano le sue lodi, più lei immaginava un donnaiolo egoista e preoccupato solo del proprio aspetto. Passarono sei mesi prima che le toccasse Mark come sostituto. Hilary fece quello che faceva sempre con i supplenti: lo incontrò in anticipo per rivedere insieme le lezioni, spiegargli quello che voleva facesse e dargli una idea delle debolezze e dei punti di forza di ciascun studente. Tutto questo per i soli due giorni in cui sarebbe andata a un convegno sulla scuola a New Orleans. I supplenti di solito non apprezzavano la sua accuratezza, e pochi di loro facevano ciò che lei raccomandava di fare. Immaginava che Mark Bradley, laureato in inglese con specializzazione in arte all’università dell’Illinois, ex professionista del golf, sarebbe stato tra i peggiori, con poco interesse verso una supplenza in matematica. Si era già fatta l’idea che fosse bello e stupido.
Sapeva, perché glielo aveva confessato lui in seguito, di essere stata rude e di averlo trattato con sufficienza. Lo aveva guardato a malapena, benché un’occhiata fosse bastata a capire che le altre insegnanti non avevano esagerato nel descriverlo. In ogni modo non era interessata all’articolo e dubitava che lui, inseguito da tutte le professoresse più carine della scuola, avrebbe apprezzato una insegnante trentacinquenne alta e un po’ invadente, con qualche chilo di troppo.
Mark la sorprese. Tenne sotto controllo l’ego e le battute di spirito durante tutto l’incontro, ascoltò le sue istruzioni e prese appunti. Sembrava avere un cervello, dopotutto, e anche la sua stessa passione per i ragazzi. Quando Hilary tornò dal suo convegno, fu sorpresa di scoprire che Mark aveva seguito con precisione i suoi consigli e aveva tenuto la classe al passo con il programma. La sorprese meno scoprire che la metà delle sue studentesse si erano innamorate di lui e la pregavano di farlo tornare.
Quella settimana, quando si videro per un aggiornamento post-supplenza nella caffetteria, Mark attese fino alla fine prima di invitarla a cena fuori.
Hilary dovette ammettere con se stessa che l’invito la intrigava e un po’ la eccitava. Tuttavia, non le interessava un appuntamento il cui unico obiettivo era il sesso. Così, con il suo solito modo scortese, gli domandò perché voleva uscire con lei. Non era il modo migliore di avviare una relazione, ma di sicuro era un ottimo sistema per stroncarla sul nascere. Mark la sorprese di nuovo.
«Quando giocavo a golf, non ho mai amato stare sul sicuro e fare buca con più colpi. Ho sempre cercato di arrivare direttamente al green. O il meglio, o niente, è il mio stile.»
Se chiunque altro avesse provato quella battuta con lei, Hilary l’avrebbe classificata come vuota adulazione. Ma in Mark Bradley aveva visto una cosa diversa. La sincerità. Quella era una qualità che apprezzava più di qualunque altra, ed era stata delusa da troppe persone, nella sua vita, per non saper riconoscere la sincerità quando la incontrava. Mark era un uomo che pensava ciò che diceva e non fingeva di essere qualcun altro agli occhi del mondo. Lei condivideva quella filosofia.
Decise che Mark Bradley valeva il rischio. Solo una sera. Niente sesso. Non si aspettava che quella serata portasse a nulla, il che era il suo modo di tenere sotto controllo le proprie aspettative. Di sicuro non si aspettava che meno di due anni dopo avrebbe sposato Mark, e che avrebbero lasciato Chicago per vivere la vita idilliaca che desideravano entrambi. Volevano andare in un posto con più silenzio e meno gente, con strade solitarie fiancheggiate da alberi. Volevano scambiare i vecchi sogni con nuovi sogni. Vivere isolati.
Così era cominciato tutto, cinque anni prima.
E ora quei sogni stavano morendo.
Il calendario diceva che l’inverno era finito, ma nessuno aveva avvisato gli dei che controllavano il tempo nel Wisconsin. Il vento della baia era gelido, nella notte si prevedeva neve. L’unico segno della primavera era che le corse del traghetto di Northport seguivano già l’orario dell’alta stagione, il che significava che si poteva andare e venire dall’isola quasi a piacimento. Da gennaio a marzo, invece, Mark e Hilary erano costretti a passare i giorni feriali in un cottage in affitto a Fish Creek, e si ritiravano nella loro vera casa solo durante il fine settimana. Adesso, Hilary era felice di poter dormire nel suo letto tutte le notti.
Mark era silenzioso, mentre guidava verso casa, lungo la costa ovest di Washington Island. Era stata una lunga giornata: l’aereo dalla Florida a Chicago, più quattro ore di macchina sulla costa del lago Michigan. Erano arrivati a Northport al tramonto e avevano fatto appena in tempo a prendere l’ultimo traghetto. Erano esausti e volevano solo dormire.
Mark entrò nella strada principale che attraversava la cittadina, anche se questo nome non si addiceva alla comunità rurale di Washington Island. C’era solo una manciata di negozi e ristoranti, quasi tutti sulla parte ovest, separati tra loro da alberi e campi. L’isola era piatta come una tavola, e copriva appena cinquanta chilometri quadrati, con fitti boschi e acque difficili su tutti i lati. Qualsiasi cosa si vendesse sull’isola doveva arrivare via nave dall’altra parte del lago, e il risultato era che i residenti avevano appena lo stretto indispensabile, particolarmente in bassa stagione. I prezzi erano alti, e quasi tutti andavano di persona a fare rifornimento delle cose più importanti una volta al mese a Sturgeon Bay, a sud della contea. Sturgeon era la cosa più vicina a una vera città su tutta la penisola, a meno di non voler viaggiare per altri sessanta chilometri fino a Green Bay.
Superarono il Bitters Pub, il tradizionale ritrovo dell’isola. Hilary vide il padrone di uno dei motel della zona in piedi accanto al suo pick-up con una bottiglia di birra in mano. Lo conosceva e lui conosceva loro. Funzionava così in un’isola popolata da meno di settecento persone. L’uomo non sorrise né fece un gesto di saluto. Si limitò a guardarli passare, con una faccia ostile, poi si portò la bottiglia alle labbra. Hilary immaginò che ormai tutti sapessero cosa era successo in Florida.
Quando si erano trasferiti lì, erano stati accolti con cortesia, benché senza grande entusiasmo. Non ti accettavano mai fino in fondo se non eri un nativo della zona, ma anche se non ti invitavano a entrare nelle loro vite, erano cordiali e disponibili. Pur senza veri amici, Hilary e Mark non si erano sentiti degli intrusi. Quando era scoppiata la storia di Tresa, tutto era cambiato. Da quel momento, la cortesia si era trasformata in fredda diffidenza. Non è facile vivere in una piccola città dove tutti ti evitano, soprattutto se si tratta di una comunità circondata dall’acqua e tagliata fuori dal resto del mondo.
Hilary si chiedeva cosa sarebbe accaduto, ora che tutti sapevano di Glory. Fin dove si sarebbero spinti i vicini, per far capire loro che non erano più benvoluti?
Anche Mark aveva notato l’espressione dell’uomo davanti al pub. «Bentornati a casa» disse, con un sorriso stanco.
Continuò lungo la costa settentrionale dell’isola e svoltò nella strada del porto, all’altezza del cimitero popolato da lapidi grigie sparse tra i pini e la neve. La strada sterrata proseguiva nel bosco e finiva a Schoolhouse Beach, uno dei ritrovi di turisti più popolari, durante l’alta stagione. In quel periodo invece, la spiaggia era quasi sempre deserta. Il portico posteriore della loro casa si trovava a un centinaio di metri dalla riva, e in inverno, con gli alberi spogli, riuscivano a vedere il lago.
Invece di girare a destra sulla strada di casa, Mark continuò sulla strada senza uscita che portava alla spiaggia. Parcheggiò, scese e camminò fino alla spiaggia, che non era sabbiosa ma costituita da milioni di sassi lisci. In confronto alle acque violente al largo, la piccola baia a forma di mezzaluna godeva di una calma relativa. Mark, con le mani in tasca, fissava la spuma bianca sopra le onde.
Hilary lo raggiunse, e restarono fermi l’uno accanto all’altra, senza parlare. Il vento potente le scompigliava i capelli e le gelava le labbra. La spiaggia era completamente vuota. In quella desolazione, sembrava che loro fossero le uniche due persone sull’isola. Era quello che avevano voluto: vivere isolati in mezzo alla natura, il silenzio rotto solo dalle grida degli uccelli e dal vento. Ma per la prima volta, trovarsi così lontani da tutto trasmetteva a Hil...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Il dubbio
  3. Prologo - SEI ANNI PRIMA
  4. Prima Parte - LA PORTA DELLA MORTE
  5. Seconda Parte - IL FANTASMA
  6. Terza Parte - MIA È LA VENDETTA
  7. Quarta Parte - CENERE ALLA CENERE
  8. Ringraziamenti
  9. Copyright