Principesse del Regno della Fantasia - 11. Strega della Cenere
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Principesse del Regno della Fantasia - 11. Strega della Cenere

  1. 280 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Principesse del Regno della Fantasia - 11. Strega della Cenere

Informazioni su questo libro

Una spedizione attraversa le Terre del Nulla, sulle tracce della Fonte della Verità. Ma a un passo dalla meta c'è lei, la crudele Strega della Cenere, pronta a colpire le Principesse e a riprendersi il Grande Regno.

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Informazioni

Print ISBN
9788856634990
eBook ISBN
9788858511282
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e Lincenerenti stavano attraversando le Terre del Nulla seguendo gli ordini della loro signora Cyneria. Procedevano a grandi falcate, quasi volessero divorare con le zampe la terra grigia per raggiungere il Grande Regno. Si muovevano silenziose e veloci, determinate a raggiungere il loro obiettivo. Non agivano in branco, perché erano indipendenti. Ognuna si muoveva e cacciava per conto proprio, richiamando le altre con feroci ruggiti, qualora si fosse imbattuta in una preda.
Sorprendentemente questo accadde prima di varcare i confini del regno. Una di loro, con la sua vista eccezionale, scorse delle sagome in lontananza. Si trovavano a diverse miglia di distanza, ma i colori dei loro abiti erano ben visibili.
Nessuno dei componenti della spedizione ci aveva pensato. In una terra grigia e uniforme, l’abito azzurro di Nives, quello luminoso di Diamante e le casacche di Helgi e dei principi non sarebbero passate inosservate.
Quando sentì il ruggito, Helgi pensò che era tardi.
Si guardò gli abiti e disse: – Abbiamo commesso un grave errore.
– Quale? – chiese Gunnar.
– I nostri indumenti. Sono molto sgargianti rispetto all’ambiente che ci circonda e destano attenzione. Avremmo dovuto, o meglio, avrei dovuto pensarci. Sono stato uno sprovveduto.
– Non è colpa tua, Helgi. Nessuno di noi lo immaginava – ribatté Rubin, che si sentì un ingenuo per non avere avuto quell’accortezza in più prima di partire.
– Ma che cos’era quel ruggito? – chiese Nives.
– Vuoi proprio saperlo?
Ci fu un attimo di silenzio, poi il giardiniere proseguì: – Quel ruggito è inconfondibile. Una volta che lo si è sentito, è impossibile dimenticarlo. Gela il sangue nelle vene e riempie il cuore di terrore.
– A chi appartiene? – volle sapere Diamante.
– Alle Lincenerenti.
– Che nome! – commentò Rubin.
– Sono le creature magiche alleate di Cyneria, la Strega della Cenere.
– E che genere di creature sono? – chiese Gunnar. – Felini, forse?
Helgi annuì. – Esatto, Gunnar. Linci enormi, forti come venti uomini messi insieme, dotate di una vista potentissima. Le loro zampe hanno artigli affilati, in grado di graffiare la pelle e di trasformarla in carbone. Il carbone prima si solidifica e poi comincia a sgretolarsi in cenere. È in quel momento che le Lincenerenti soffiano, proprio come i gatti, e disperdono nell’aria quello che resta delle loro prede. Sono creature feroci che, una volta ricevuto un ordine, non si fermano finché non l’hanno portato a compimento.
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– Che esseri spaventosi! – commentò Diamante.
– Lo sono, purtroppo. Io ho avuto occasione di affrontarne una, un tempo. Fu quando cercai di fuggire dal castello. Cyneria mi scatenò contro le sue alleate. Dovete sapere che le Lincenerenti sono abilissime nel seguire le tracce, perché riescono a individuarle su qualunque tipo di terreno, anche in condizioni di scarsa visibilità. Una di esse mi trovò e mi raggiunse. Per fortuna riuscii a inventare uno stratagemma, quando la creatura mi riportò a Castellobliquo, al cospetto della Strega della Cenere.
– Uno stratagemma… e di che tipo? – chiese Nives.
– Sapevo che dovevo giocarmi il tutto per tutto, o avrei fatto una bruttissima fine. Così rivelai a Cyneria che si trattava di una prova. Dissi di aver ricevuto un ordine dalla Mai Nominata, l’ordine di verificare l’efficacia e l’affidabilità delle alleate di Cyneria.
– E poi?
– Vi sembrerà strano, ma Cyneria credette alla storia che avevo inventato!
– Possibile?! Una strega così ingenua?!? E come mai non volle interpellare la Strega delle Streghe per averne la prova?
– In quel momento la Mai Nominata era in profondo contrasto con le Streghe Grigie, tanto che queste, già scottate dalle punizioni e dalle vendette della loro signora, se ne tenevano alla larga!
– Incredibile, Helgi – disse Diamante, profondamente impressionata.
– Mi è andata bene. Ma noi dovremo prestare molta attenzione alle Lincenerenti.
– Combatteremo, se necessario – dichiarò Gunnar toccando l’elsa della spada, riposta nel fodero. – Vero, amici? – domandò poi ai lupi.
Quelli ulularono in coro.
– Procediamo, allora. E, mi raccomando, occhi bene aperti. Queste creature sono molto silenziose, al punto che ce le si può trovare alle spalle senza averle sentite arrivare – spiegò ancora Helgi.
A quelle parole, Nives e Diamante si guardarono intorno e si presero per mano. Avrebbero camminato vicine d’ora in poi.
Dopo una mezz’ora di marcia, Nives osservò: – Forse la Lincenerente non stava cercando noi. Forse era soltanto occupata in qualcos’altro.
– Speriamo che sia come tu dici, sorellina.
– Tutto può essere – rispose Helgi. – Anche se...
Le sue parole furono interrotte da qualcosa: un nuovo ruggito. Molto vicino. Troppo vicino.
Si voltarono di colpo e la videro, lì davanti a loro.
Come aveva predetto Helgi, nessuno l’aveva sentita arrivare. La lince li aveva raggiunti con passo felpato e ora era lì, immobile, con il corpo teso e pronto a colpire. Aveva una testa enorme, rivestita di un manto grigio. Spiccava solo il bianco dei baffi e della pelliccia sotto il muso. Gli occhi, verdi e feroci, erano ancora più inquietanti di quanto i viaggiatori si potessero aspettare. La creatura fissava le prede con il tipico distacco di chi è certo di essere più forte.
Le principesse fissarono a loro volta la creatura.
– Non ho mai visto nulla di simile – disse Nives.
– Nemmeno io – le fece eco Diamante.
– Non muovetevi, per nessun motivo. La lince attaccherà solo le prede che fuggono.
– Davvero?
– Sono predatori, quindi inseguono ciò che si muove.
– È già qualcosa.
– Non possiamo muoverci, ma la Lincenerente può graffiarci, trasformandoci in carbone – disse Diamante.
– Dobbiamo fare qualcosa – disse Rubin. – Sorprenderla, per esempio.
– Sì, l’unica cosa che possiamo fare è attaccarla, prima che ne arrivino altre. Se come dice Helgi, il ruggito è un richiamo, presto questa creatura non sarà più sola. Lupi, siete pronti?
I lupi ringhiarono.
– Gunnar, sei sicuro? – gli domandò Nives.
– Fidati di me. Prendi questo pugnale e non esitare a usarlo.
Poi si rivolse anche a Diamante. – Ne ho uno anche per te. Tieni.
– Grazie – rispose la Principessa del Buio, decisa.
Helgi non disse nulla. Era pronto a combattere.

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ll’attacco! – gridò Gunnar ai lupi.
E quelli si scagliarono senza paura contro la Lincenerente.
Il grosso felino fu colto alla sprovvista. Non era abituato a essere attaccato, perché di norma le prede al suo cospetto fuggivano. Impiegò qualche attimo in più per reagire, e questi istanti giocarono a favore dei lupi che, agili e veloci, lo circondarono e gli balzarono addosso a fauci spalancate.
– Andiamo! – li incitava Gunnar, a spada sguainata.
La Lincenerente emise un ruggito terrificante, che scosse la terra. Quindi si scrollò di dosso uno dei lupi, che le aveva affondato i denti nel fianco.
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Il lupo venne poi sbalzato via. Cadde a terra sollevando una nuvola di cenere, ma subito si rialzò.
Nel frattempo un altro lupo aveva sferrato un attacco, ma la lince lo aveva respinto con una poderosa zampata, che lui era riuscito a evitare con un balzo.
Mentre la lince era occupata a respingere i lupi, Gunnar la raggiunse da dietro e riuscì a colpirla con la sua spada.
La creatura, ferita, ruggì nuovamente. E sferrò una zampata verso Gunnar.
– Attento! – gridò Nives, intervenendo in suo aiuto.
Senza esitare, la Principessa dei Ghiacci si lanciò contro il felino, minacciandolo con il pugnale.
La lince allora le andò contro, le sferrò un colpo con la zampa e le prese la veste, stracciandone una parte. Nives fu abbastanza pronta da scansarsi, evitando che gli artigli la ferissero.
Diamante allora provò a distrarre la Lincenerente richiamando la sua attenzione sull’altro lato, in modo da dare alla sorella il tempo di scappare. Rubin al suo fianco incalzava l’animale con la spada.
I due lupi l’attaccarono infine ai fianchi, contemporaneamente, con perfe...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Strega della Cenere
  3. Introduzione
  4. PARTE PRIMA
  5. PARTE SECONDA
  6. Conclusione
  7. INSERTO FOTOGRAFICO
  8. Copyright