La storia di un'altra (ORIGINALS)
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La storia di un'altra (ORIGINALS)

  1. 41 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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La storia di un'altra (ORIGINALS)

Informazioni su questo libro

Storie di donne forti, fragili, autentiche, in bilico fra il desiderio e la consapevolezza, la nostalgia e la risolutezza. Donne che prendono in mano la propria vita per trovare il bandolo della matassa e scoprono che forse non c'è, il modo per sciogliere tutti i nodi, ma che con i nodi si può anche convivere. Magari usando come balsamo la buona cucina, le vecchie ricette che con un pizzico di maggiorana diventano nuove, la dolcezza dei piccoli piaceri che scaldano. Racconti, già vincitori del Premio Chiara, che rivelano una scrittura salda, capace, affinata, che non teme di dire a bassa voce emozioni, passioni, solitudini, né si vergogna mai di "quelle cose un po' banali di cui è fatta la vita". E, forse, anche quella che si può alle volte chiamare felicità. Questa raccolta, disponibile solo in versione digitale, presenta i racconti La storia di un'altra, Lettera per un perduto, Confine, Hotel Flora.

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Informazioni

La storia di un’altra

Il mare che si intravedeva oltre le dune di sabbia e le pinete splendeva azzurro, così smaltato da sembrare finto. Dopo un bosco di eucalipti dall’odore intenso, in mezzo a cui si snodava per qualche chilometro la litoranea, avevano deciso di fermarsi per fare un ultimo bagno in quell’ora di mezzogiorno e sole alto, appena avessero trovato uno spiazzo per fermare la macchina. Un ultimo bagno, prima di affrontare davvero la via del ritorno e chiudere quella meravigliosa vacanza, la prima vacanza insieme dopo mesi di incontri clandestini, pomeriggi rubati e sere interrotte quando sarebbe stato così dolce e normale scivolare insieme nel sonno, abbracciati.
Poi avevano deciso di avere più coraggio, e così si era materializzato il sogno di una vacanza insieme. Tutto era stato splendente e perfetto. Avevano riso, giocato e cantato, avevano cenato in piccoli ristoranti sul mare e fatto l’amore tutte le notti e al mattino appena svegli. Ogni sera lei aveva indossato per lui un vestito diverso, sete fruscianti e gioielli che la rendevano ancora più radiosa di quanto già non fosse. Quella vacanza segnava l’inizio di una nuova vita.
Erano partiti da poco più di un’ora da quel piccolo paese bianco sulla roccia, e già ne sentivano la nostalgia. Così avevano fermato la macchina in uno spiazzo erboso che si apriva oltre la strada, al limitare della pineta, e dopo aver preso il minimo indispensabile per il bagno si erano allontanati tenendosi per mano lungo il sentiero che scavalcava le dune e arrivava alla spiaggia.
Nel silenzio solitario e incantato del mezzogiorno avevano fatto un lungo bagno e poi erano rimasti distesi nella sabbia a toccarsi e baciarsi per più di un’ora. Finché sospirando avevano deciso di ritornare, un po’ storditi da quel sole cocente, dal desiderio e dalla fame, e silenziosi per la tristezza di quel ritorno necessario. Arrivati alla macchina, la sorpresa: il portellone posteriore spalancato, un vetro rotto, tutti i bagagli volatilizzati insieme a borse, borselli e portafogli.
Lei aveva cominciato a piangere, e non smise quasi mai per tutto quel lungo pomeriggio, in un’alternanza di singhiozzi e lacrime silenziose. Lui cercava di mantenere la calma, scherzando sulla fortuna di essersi imbattuti in un ladro di bagagli e non di automobili, ma ogni tanto sferrava calci furiosi alle pigne e imprecava a bassa voce. Dopo un po’ si erano messi in cerca del paese più vicino e di un posto di polizia a cui denunciare l’accaduto. Abbandonata la litoranea e il paesaggio da cartolina si erano così inoltrati lungo strade polverose e deserte fino a un paesone sperso in mezzo alla piana calcinata dal sole, che sembrava abitato solo da bambini dagli occhi accesi e da gatti magri.
Alle porte del paese una piccola caserma dei carabinieri, circondata da filo spinato come un avamposto in territorio nemico; due stanze, e un giovane milite smarrito che sa a malapena scrivere a macchina con un dito, e con lentezza esasperante; cerca di consolarli dicendo loro che quello è un paese disgraziato, e che qualche giorno prima anche l’auto d’ordinanza parcheggiata lì fuori aveva subito il furto dell’autoradio.
E poi un incubo di interrogatorio: chi sono, cosa fanno, dove sono diretti e da dove vengono, dove abitano, e persino dove si trovano i rispettivi coniugi.
I tasti della Olivetti modello anni ’60 definiscono inesorabili i dettagli della loro storia clandestina. Ma ormai sono lì e non possono scappare via, anche perché il furto dei documenti, delle carte di credito e dei libretti degli assegni non può non essere denunciato. Poi si passa alla descrizione dei bagagli sottratti e del loro contenuto, il più possibile preciso, perché se li prendiamo forse riusciamo a recuperare qualcosa, sottolinea il carabiniere con spudorato ottimismo e orgoglio fuori luogo.
E lei comincia a descrivere vestiti e gonne, camicette e scialli, sete variopinte e lini candidi, collane d’ambra e di coralli; e un anello antico con due brillantini appartenuto alla nonna, e un turchese regalo di lui, primo pegno d’amore.
Piange disperata per la perdita di quegli oggetti, ciascuno dei quali ha una storia che li rende unici e irripetibili; alcuni sono regali di lui, che cerca di consolarla dicendole che le comprerà un altro anello e una collana più preziosa. Ma ciò non serve a farla smettere di piangere, anzi; davanti all’imbarazzato carabiniere protesta che rivuole quella, non ne vuole un’altra più preziosa. Poi un singhiozzo accorato segnala un’altra perdita: la macchina fotografica con l’ultimo rullino ancora inserito, quello dell’ultimo giorno di vacanza, e il pacchetto delle fotografie scattate in quella settimana che avrebbero dovuto testimoniare per sempre la perfezione di quei giorni.
Lui mormora che avranno altre vacanze e altre fotografie, ma non insiste più di tanto, perché non ne è così sicuro e non vuole dire più bugie del necessario. Al lungo elenco si aggiungono libri e oggetti personali, e lei ricomincia a singhiozzare disperata da non riuscire nemmeno a parlare, e alla fine dice che c’era anche un quaderno dalla copertina grigia, il suo diario. Il carabiniere pensa che deve essere un po’ fuori di testa, va bene lo choc, ma come si fa a piangere così per un quaderno, con tutti i problemi che ha lui in quel paese di delinquenti. Esce dalla stanza per andare a prenderle un bicchiere d’acqua, e intanto lui le dice accarezzandole i capelli: non sapevo che scrivessi un diario, Luciana, non me ne sono mai accorto, e lei replica tra i singulti che scriveva di notte, mentre lui dormiva, e che sono più di due anni che tiene un diario, da quando è cominciata la loro storia d’amore.
* * *
A pranzo mangiavano sempre spaghetti o maccheroni conditi con pomodoro fresco e basilico, se lui tornava a casa, altrimenti per sé tagliava una fetta di pane e ci schiacciava sopra un pomodoro maturo.
Quel giorno l’afa era pesante e per il paese non passava un’anima né un alito di vento. Le sarebbe piaciuto andare al mare e rinfrescarsi con un bagno. Non sapeva nuotare, ma le sarebbe bastato immergersi fino alla vita e schizzarsi d’acqua fresca le spalle, il collo e il viso. A lui non piaceva proprio che la sua donna andasse al mare da sola, così lasciava perdere e aspettava che fosse lui a decidere di portarcela; ma succedeva di rado, non più di un paio di volte in tutta l’estate. Per il lavoro quello era il periodo migliore e non poteva certo perdere tempo per farla divertire al mare.
Era tornato a casa con un sorriso baldanzoso, quello che aveva quando un lavoro gli era andato bene.
Vedrai che belle cose, le aveva detto sedendosi a tavola con la maglietta fradicia di sudore, ridendo; c’è anche qualcosa per te, aveva aggiunto allungandole una pacca sul culo con la mano secca e pesante. Ma prima ci divertiamo un po’... Significava che l’avrebbe sbattuta sul letto a faccia in giù, senza tropp...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. La storia di un'altra
  3. La storia di un’altra
  4. Lettera per un perduto
  5. Confine
  6. Hotel Flora
  7. Copyright