
- 320 pagine
- Italian
- ePUB (disponibile su mobile)
- Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub
Le 13 Spade - 3. Il Segreto della Tigre
Informazioni su questo libro
Per raggiungere la lontana Torre di Cristallo, Aldar, Lune, Dran e Ondine, i quattro giovani apprendisti Maghi scelti per salvare il Regno della Fantasia, devono attraversare il Golfo degli Incanti. Tutto sembra procedere per il meglio, quando… improvvisamente, a metà strada tra una costa e l'altra, una forte tempesta rischia di farli naufragare. I ragazzi si salvano, ma Lune viene fatta prigioniera dai terribili orchi pirati che solcano il Mar delle Meraviglie… Per i compagni si apre un lacerante dilemma: proseguire nella loro missione alla ricerca delle Tredici Spade o abbandonarla per lanciarsi sulle tracce della loro amica?
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Informazioni
Editore
EDIZIONI PIEMMEAnno
2014Print ISBN
9788856634969eBook ISBN
9788858510858
20
L’ISOLA DIMENTICATA

ull’Isola Dimenticata le nere piante scheletriche scricchiolavano al vento, spezzando il silenzio con suoni sinistri.
Ombrya osservava il Fondo Pantano dalla sommità di una roccia, in attesa che Urtica tornasse dalla sua missione.
Alle sue spalle si ergeva una piccola costruzione di pietra di forma circolare, ricoperta da rampicanti. Era tutto quello che restava di un antico popolo di Gnomi delle Paludi che un tempo abitava quelle isole, scacciato poi dalla furia di Urtica e delle altre terribili creature che abitavano il Fondo Pantano.
– Dovrebbe già essere qui... – si lamentò Darken, affacciandosi all’ingresso della casupola abbandonata. Guardò le prime stelle della sera brillare nel cielo. – Ormai è passato quasi un giorno intero dalla sua partenza!
– Sei troppo impaziente, fratello mio – rispose Ombrya. – Lo sai meglio di me, Urtica ha bisogno di cibo. Dopo che si sarà saziata a dovere, tornerà. Vedrai, presto sarà qui.
Ombrya aveva ragione, ma lui non ce la faceva più ad aspettare! Erano secoli che attendeva il giorno in cui avrebbe avuto la meglio sui Maghi! Per secoli lui e sua sorella avevano cercato la Tredicesima Spada!
E ora che finalmente l’avevano trovata, potevano mettere in ginocchio l’intero Regno della Fantasia. Eppure, non era ancora abbastanza. Servivano le altre spade, tutte e tredici. Solo così avrebbero liberato i Maghi Oscuri dalla loro antica prigione: lo Specchio del Buio!
Darken guardò ancora la scura palude, poi rientrò nella casupola di pietra seguito da sua sorella. Con un cenno della mano accese un piccolo fuoco e la stanza si illuminò di colpo.
– La pazienza non è il mio forte, lo sai – disse Darken, sedendosi su un vecchio scranno di pietra. – Questa volta siamo troppo vicini alla meta per fallire!

– E non falliremo! – Ombrya calò sugli occhi il cappuccio del mantello. I capelli lunghi e neri come le tenebre le scivolarono sul viso. – Questa volta i Maghi e l’Accademia di Magia non hanno speranza! Li distruggeremo tutti, dal primo all’ultimo!

Il Fondo Pantano era immerso in una nebbia scura e silenziosa.
Aldar sedeva a prua della piccola imbarcazione di bambù, attento alle tracce che Urtica aveva lasciato nella fuga da Frondabella: piante sradicate, rami spezzati, terra smossa.
– Ci sono novità? – chiese Dran uscendo da sottocoperta. Era il suo turno di guardia e doveva dare il cambio ad Aldar.
– No, ma stiamo andando nella direzione giusta. Siamo vicini.
– Come fai a dirlo?
– Guarda tu stesso: Urtica ha lasciato dietro di sé uno scenario di distruzione!
Dran era dubbioso. – Potrebbero essere le tracce di qualsiasi altra creatura...
– Non credo – insistette Aldar. – Stiamo puntando proprio verso l’Isola Dimenticata, dove è sempre vissuta Urtica.
– Se sei così sicuro... – disse Dran, scrollando le spalle. – Secondo me, invece, dovremmo aggiustare un po’ la direzione, puntare più verso est...
– E perché mai?
– Perché ho la sensazione che le tue “tracce” ci stiano portando dalla parte sbagliata.
– Ti dico che sono sicuro che siamo sulla rotta giusta!
– Ora basta! Tutti e due! – esclamò Ondine, spuntata improvvisamente alle loro spalle. – Non posso lasciarvi da soli un attimo che iniziate a bisticciare come due ragazzini? Ma che cosa avete in testa?
Era uno di quei momenti in cui ci sarebbe stato bisogno di Lune, pensò la Ninfa del Mare.
Lune sapeva sempre come mettere a tacere Aldar e Dran.
Ondine scacciò quel pensiero e, per una volta, provò a comportarsi come avrebbe fatto la sua amica.
– Un po’ più a nord oppure un po’ più a est, poco importa – disse. In mano aveva la mappa che Varis aveva donato loro. – Guardate: l’Isola Dimenticata è la più grande del Fondo Pantano. La incroceremmo comunque.
– Ma... – cercò di obiettare Dran.
– Zitto. Zitti tutti e due – esclamò Ondine portandosi un dito alla bocca. Stavolta non si sarebbe fatta intimidire. Con sguardo risoluto fissò prima Dran e poi Aldar. – Dobbiamo fidarci gli uni degli altri, e in questo preciso momento voi due dovete fidarvi di me. So quello che faccio, ho studiato a lungo questa mappa e di certo non mi sbaglio: sulla nostra strada troveremo l’Isola Dimenticata.

E infatti Ondine non si sbagliava. Qualche ora dopo, poco prima che l’alba sorgesse, iniziò a intravedersi in lontananza l’Isola Dimenticata.
I Draghi Acquatici aumentarono la velocità, finché davanti a loro non comparve la gigantesca pianta carnivora. Stava galleggiando sopra il pelo dell’acqua, diretta verso la sottile striscia di terra scura che si stagliava minacciosa contro l’orizzonte.
– Eccola! – gemette Ondine, indicando Urtica con un dito. Fece subito rallentare la corsa dei Draghi Acquatici e con la Spada di Perla sollevò un denso velo di nebbia che avvolse l’imbarcazione. Non voleva che la pianta carnivora si accorgesse di loro.
– Adesso che cosa facciamo? – domandò Dran.
– La seguiamo e, quando meno se lo aspetta, la attacchiamo per riprenderci le spade che ha rubato – disse Aldar.
– L’Isola Dimenticata potrebbe essere piena di trabocchetti – gli ricordò Dran. – Varis e Nazar ci hanno messi in guardia su quel luogo...
– Non abbiamo altra scelta – disse Ondine. – Se vogliamo riprenderci le spade, non possiamo far altro che seguirla laggiù.
21
INIZIA LA SCALATA

uella notte Lune e Nazar trovarono rifugio su un isolotto poco distante dai primi rilievi delle Vette Vertiginose. I Draghi Acquatici avevano attraversato il Fondo Pantano a gran velocità, conducendoli fino a quella piccola isola boscosa.
Lì c’era un capanno costruito dai Folletti e dalle Ninfe di Frondabella, fatto di tronchi e sormontato da un tetto di paglia. Lo chiamavano l’Ultimo Rifugio. Era caldo e accogliente, e mantenuto sempre in ottimo stato. Gli abitanti di Frondabella si assicuravano che ci fossero sempre legna per il fuoco e scorte di cibo in abbondanza, nel caso qualcuno di loro si perdesse nel Fondo Pantano.
Lune e Nazar avevano acceso un bel fuoco, avevano preparato qualcosa di caldo da mangiare e poi si erano addormentati di colpo.
Lune fu la prima a svegliarsi, il mattino seguente. Si alzò e uscì. Era l’alba, e il cielo si stava tingendo di oro e rosa. Quello spettacolo le infuse coraggio e la mise di buonumore.
– Hai visto che meraviglia? – disse Nazar, comparendole accanto. – Il Fondo Pantano può apparire spaventoso, ma sa regalare anche albe e tramonti da sogno!
– Buongiorno, Nazar! – esclamò Lune, raggiante. – È proprio una magnifica giornata...
– Sì, siamo fortunati. Ma non c’è tempo da perdere: abbiamo una grande impresa da compiere oggi.
Lune annuì. – Forza, allora! Facciamo una bella colazione e poi dirigiamoci verso le Vette Vertiginose!
Rientrarono nel capanno, accesero un allegro fuocherello per riscaldarsi e misero ad abbrustolire sulle braci alcune fette di pane, che poi spalmarono di marmellata.

– Che delizia! – rise Lune, prendendo un’altra fetta. – Adesso sì che mi sento davvero pronta a tutto, anche a scalare le Vette Vertiginose! Come procederemo, Nazar?
Nazar prese dalla tasca interna della bisaccia che aveva con sé la mappa che suo nonno Varis gli aveva donato. La aprì con cura e mostrò a Lune il punto esatto in cui si trovavano. – Noi siamo qui.
– Fammi vedere...
– Quest’isola, eccola –. La indicò, poi spostò il dito lungo un tratto di palude che arrivava fino ai rilievi più bassi delle Vette Vertiginose, subito dietro i quali si innalzavano le cime più alte. – Non è molta la strada...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Il segreto della tigre
- Personaggi principali
- Introduzione
- Prologo
- PARTE PRIMA ~ LE LANDE DELL’OVEST
- PARTE SECONDA ~ IL NUOVO GUARDIANO
- PARTE TERZA ~ LA TORRE DI CRISTALLO
- Dalle memorie di Ailos Mago del Consiglio dell’Accademia di Magia
- INSERTO FOTOGRAFICO
- Copyright