Cold Case
eBook - ePub

Cold Case

Tre racconti con Harry Bosch

  1. 105 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
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Cold Case

Tre racconti con Harry Bosch

Informazioni su questo libro

Tre imperdibili racconti di Michael Connelly in una speciale versione digitale. In Sax solo, l'indagine sull'omicidio di un ladro durante un furto porta Harry Bosch sulle tracce di un passato che riaffiora tra i suoi ricordi più indelebili. In Festa del papà, il detective si confronta con le proprie paure di padre, indagando sulla morte apparentemente accidentale di un bambino. Infine in Cold case, Bosch riapre uno dei suoi primi casi di omicidio, impresso nella sua memoria e rimasto irrisolto per molti anni. Tre avvincenti indagini condotte da un indimenticabile Harry Bosch. E inoltre le prime pagine del nuovo thriller dell'autore, Il quinto testimone.

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Informazioni

SAX SOLO

Il banco dei pegni Three Kings su Hollywood Boulevard era stato rapinato tre volte in due anni, sempre con lo stesso modus operandi, cosa che faceva ipotizzare al Dipartimento di Polizia di Los Angeles un unico responsabile. Tuttavia il rapinatore era sempre stato attento a non lasciare impronte digitali o altre tracce che potessero identificarlo. Di conseguenza non era stato effettuato nessun arresto né era mai stata recuperata la refurtiva. E Nikolai Servan, l’immigrato russo proprietario del banco, si era posto delle domande sul sistema giudiziario del suo paese adottivo.
La vigilia di Natale di quell’anno, Servan entrò dalla porta sul retro del banco dei pegni. Scoprì che era stato derubato per la quarta volta e che il ladro si trovava ancora all’interno del suo negozio. Per questa ragione il detective Harry Bosch e il suo partner Jerry Edgar si diressero al Three Kings.
Arrivarono poco dopo le dieci di mattina con un’auto della polizia della Divisione Hollywood priva di contrassegni. Sapevano che il detective Eugene Braxton della squadra rapine li aspettava all’interno del negozio con Nikolai Servan. Insieme al cadavere.
«Guarda lì, Harry, non sembra un grande pacco di Natale?» osservò Edgar mentre Harry spegneva il motore. «In attesa di essere aperto da noi.»
Edgar aveva ragione. Le mura esterne del piccolo negozio, disposto su un piano, erano di un rosso sgargiante. E il nastro giallo tirato dagli agenti sembrava un fiocco. Bosch non si preoccupò di commentare l’osservazione del partner. Scese dalla macchina e richiuse la portiera.
Rimase per qualche secondo fermo sul marciapiede a guardare con attenzione la facciata del banco dei pegni. Si trovava tra un locale porno e un negozio che affittava caselle postali private. Il cancello di sicurezza era stato aperto, probabilmente da Servan dopo che aveva chiamato la polizia. Bosch notò che nell’insegna sopra le vetrine in lamina di vetro il triangolo formato da tre sfere − il logo internazionale dei banchi dei pegni − era stato modificato con l’inclusione di una corona sopra ciascuna sfera.
«Carino» disse Edgar guardando a sua volta l’insegna.
«Molto» disse Bosch. «Avanti, diamoci una mossa.»
«Non preoccuparti, Har. Non ho nessuna intenzione di perdere tempo. È la vigilia di Natale. Voglio chiudere questa faccenda al più presto e per una volta andarmene a casa prima del solito.»
Bosch entrò e, passando tra biciclette, mazze da golf, anticaglie e strumenti musicali, si diresse verso il bancone, dove Braxton e Servan li stavano aspettando.
Braxton, che aveva condotto le indagini sulle prime rapine al Three Kings, era arrivato per primo sul posto, perché Servan teneva il suo biglietto da visita accanto al telefono. Quando il proprietario del negozio quella mattina aveva trovato il corpo del rapinatore dietro la vetrinetta della gioielleria, non aveva chiamato il 911, ma Braxton.
«Buon Natale, Brax» disse Bosch. «Cosa abbiamo?»
«Buon Natale a te, Harry» ricambiò Braxton. «Abbiamo un ladro in meno sulla terra. E già questo rende migliore il mio Natale.»
Bosch inquadrò Servan, seduto su uno sgabello dall’altra parte del bancone. Sulla cinquantina, i capelli neri radi e i muscoli flosci. Nessun tatuaggio visibile.
«Lui è Nikolai Servan» disse Braxton. «Il negozio è suo.»
Bosch allungò la mano oltre il bancone per stringere quella di Servan. Il russo ricambiò la stretta con decisione.
«Signor Servan, detective Bosch. E questo è il detective Edgar.»
«Nick. Chiamatemi Nick, per favore.»
Aveva un accento molto forte. Bosch pensò che fosse arrivato da pochi anni. Anche Edgar si sporse sul bancone per stringergli la mano.
Bosch girò intorno a Braxton e alla vetrinetta. In quello spazio ristretto, a terra, giaceva il corpo di un uomo bianco, vestito di nero dalla testa ai piedi. Fatta eccezione per la mano destra, priva di guanto, a differenza della sinistra. Come un catcher in una partita di baseball, Bosch si accucciò accanto al cadavere e lo studiò senza toccare nulla. Un passamontagna di maglia gli copriva il viso. Ma dalle fessure Bosch vide gli occhi aperti e le labbra tirate, a mostrare i denti serrati. Parlò senza alzare lo sguardo.
«Quanto ci vuole prima che arrivino i medici legali e la scientifica?»
«Sono per strada» rispose Braxton. «Non so dirti di più. Anche se oggi non c’è troppo traffico.»
Loro arrivavano dalla città, mentre Bosch e Edgar avevano dovuto percorrere non più di otto isolati dalla stazione di polizia.
«Conosci quest’uomo, Brax?»
«Non ne sono sicuro.»
Bosch non aggiunse altro. Aspettò. Era certo che Braxton avesse dato un’occhiata veloce sotto il passamontagna, nonostante fosse una violazione del protocollo.
«Assomiglia a uno che ho beccato cinque anni fa. Il suo nome è Monty Kelman» disse Braxton.
Bosch annuì. «Operava in zona, immagino.»
«Il più delle volte sì. Da quello che ho sentito, ogni tanto anche fuori città. Faceva parte di una banda che si procurava i colpi da un tale di nome Leo Freeling. Lavorava fuori dalla Valley. Ma anche Leo è stato ucciso qualche anno fa. Credo che Monty da allora si muovesse in proprio.»
«Agiva sempre da solo?»
«A seconda del tipo di lavoro.»
Bosch tirò fuori dalla tasca un paio di guanti in lattice, vi soffiò dentro come in un palloncino per indossarli più facilmente. Cercò una posizione migliore, più salda sulle gambe, e fece ruotare leggermente il cadavere alla ricerca di ferite e del guanto mancante. Non vide niente, ma non voleva spostarlo completamente prima che i fotografi della scientifica e i medici legali avessero esaminato la scena.
«E allora, come è morto il ragazzo?»
Era una domanda retorica, ma nel porla alzò lo sguardo verso Servan. Bosch sembrò coglierlo di sorpresa, come se lo avesse accusato di qualcosa. Servan aprì le braccia e scosse la testa.
«Questo non so» disse. «Io venuto negozio, aperto, lui morto proprio lì.»
Bosch annuì e si guardò intorno. Si accorse che Edgar si era allontanato e si rivolse a Braxton.
«Brax, perché non accompagni il signor Servan a una delle auto di pattuglia, così qui possiamo lavorare?»
Mentre Braxton scortava Servan all’esterno, Bosch tornò al corpo. Sollevò la mano nuda e la osservò, cercando di immaginare perché non ci fosse il guanto. Notò un segno sul polpastrello del pollice e uno analogo sull’indice. Una sorta di linea giallognola. Unì pollice e indice, sovrapponendo i due segni. In quella posizione, la mano sembrava impugnare una penna o qualche altro strumento altrettanto sottile.
Bosch si spostò verso i piedi del cadavere. Tolse la scarpa destra, una scarpa sportiva in pelle nera con la suola in gomma, e sfilò il calzino. Sulla pianta del piede del morto c’era un segno circolare marrone al centro e giallo lungo i bordi.
«Cos’hai trovato, Harry?»
Bosch alzò lo sguardo. Era Braxton.
«Non ne sono ancora sicuro. Hai visto un guanto? Il nostro uomo l’ha perso.»
«Qui.»
Fu Edgar a parlare. Si trovava dietro una seconda vetrina, dall’altra parte del negozio. Bosch lo raggiunse, mentre Edgar indicò sotto il mobile.
«C’è un guanto nero sotto la vetrina. Non so se è il gemello.»
Bosch si chinò e lo estrasse.
«Sembra uguale» disse.
«Se non gli sta, dovete assolverlo» disse Edgar.
Bosch lo squadrò.
«Johnnie Cochran, l’avvocato difensore...» disse Edgar. «...ma sì, quello dei guanti di O.J. Simpson.»
«Giusto.»
Bosch si alzò, guardò gli oggetti sui due ripiani illuminati all’interno della vetrinetta. Non erano gioielli, ma sembravano comunque di valore: monete e alcune piccole sculture in giada, pilloliere in oro e argento, portasigarette e altri ninnoli decorati. Tutta roba di lusso. Le monete erano per lo più russe.
Bosch si scostò dal mobile e percorse il negozio con lo sguardo. A parte il contenuto delle due vetrinette, notò più che altro roba di nessun valore, proprietà di gente disperata, disposta a separarsi praticamente da tutto in cambio di d...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. Cold Case
  4. SAX SOLO
  5. FESTA DEL PAPÀ
  6. COLD CASE
  7. Il quinto testimone
  8. Dello stesso autore
  9. Copyright