Sulla scia del ricordo e della nostalgia per un amore infelice, Goethe scrisse nella primavera del 1774 il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther. Werther, giovane dall'animo estremamente sensibile, incontra Lotte, fidanzata ad un amico, e subito si sente attratto da lei. I suoi tentativi di fuggire da questo amore disperato sono tutti votati al fallimento e a Werther non resta che la tragica risoluzione del suicidio. Il Werther e molto più di una semplice tragedia amorosa, e uno specchio dell'anima in cui tutte le passioni si fondono nel fuoco incandescente della passione d'amore. Mai finora la bellezza e la tragedia, il dolore e il fervore dei sentimenti erano stati espressi con tale intensità e forza.

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I dolori del giovane Werther
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CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE
1749 Johann Wolfgang Goethe nasce il 28 agosto a Francoforte sul Meno da Johann Caspar Goethe, giurista e consigliere imperiale onorifico e da Katharina Elisabeth Textor. Tra i suoi antenati, il pittore Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553). Il 29 agosto Goethe viene battezzato secondo il rito protestante.
1750 Nasce la sorella di Johann Wolfgang, Cornelia Friederike Christiana, che morirà nel 1777.
1756-57 Goethe inizia lo studio del greco e del latino. Scrive le sue prime poesie.
1758-1763 Inizia lo studio del francese e del disegno, poi dell’ebraico, dell’italiano e dell’inglese e infine del pianoforte.
1765-67 Accantonando il progetto di seguire i corsi di poetica, retorica e lettere classiche a Göttingen, spinto dal padre, Goethe si trasferisce a Lipsia dove segue studi di diritto.
Si occupa di medicina e scienze naturali, legge l’Antico Testamento, prende lezioni di disegno da Adam F. Oeser e frequenta assiduamente il teatro cittadino. Comincia a lavorare alla commedia pastorale I capricci dell’innamorato.
1768 Ammalatosi di una grave forma di polmonite, Goethe lascia Lipsia per rientrare a Francoforte. Raccoglie tre quaderni di poesie: Annette, Odi a un amico e Canzoni con melodie dedicate da Goethe alla signorina Friederike Oeser.
1769 Dopo una lunga convalescenza, Goethe stringe una profonda amicizia con l’“anima bella” dei futuri Lehrjahre, la dama pietista Susanne Katharina von Klettenberg.
Alcune sue poesie escono, senza indicazione dell’autore, nella raccolta Nuovi Lieder, messi in musica da Bernhard Theodor Breitkopf.
1770 Per perfezionarsi negli studi di diritto, Goethe parte per Strasburgo dove conosce Johann Gottfried Herder. A Sessenheim, incontra per la prima volta Friederike Brion.
Legge Sterne, Fielding, Ossian, Shakespeare
1771 Goethe traduce i Canti di Selma di Ossian; scrive la dissertazione De Legislatoribus e il 6 di agosto è promosso Licentiatus juris. Ritorna a Francoforte, dove inizia la sua attività di avvocato. Risalgono a questo periodo i Sessenheimer Lieder, le poesie composte per Friederike Brion, e la prima stesura del Götz von Berlichingen.
1772 Conosce il segretario di delegazione dello Hannover Johann Christian Kestner e la sua fidanzata Charlotte Buff, la futura Lotte del Werther. Scrive Intorno all’architettura tedesca.
1773-1774 Lascia Wetzlar quasi in fuga allorché gli giunge la notizia che Lotte e Kestner si sono sposati. Stringe amicizia con Klinger, Lavater, Jung-Stilling, i fratelli Jacobi e incontra per la prima volta a Francoforte il duca di Sassonia-Weimar Carl August. Pubblica il Götz von Berlichingen e I dolori del giovane Werther; subito dopo comincia a lavorare al Faust. Compone i primi due atti del Prometheus, il singspiel Erwin und Elmire e la commedia Clavigo.
1775 Goethe si fidanza con Lili Schönemann, figlia di un banchiere di Francoforte.
Dopo un breve viaggio in Svizzera in compagnia del conte von Stolberg, viene invitato dal duca Carl August a Weimar. Qui conosce Wieland e Charlotte von Stein, rompe il fidanzamento con Lili Schönemann e compone altre scene del Faust. Scrive la commedia Stella e inizia l’Egmont.
1776-1779 Goethe decide di restare nel ducato di Weimar, di cui ottiene la cittadinanza e la sovrintendenza generale. Diviene membro del Consiglio segreto e accompagna di frequente il duca Carl August in viaggi diplomatici. Vive nell’ampia dimora sul Frauenplan donatagli dal duca.
Compone alcune liriche per Charlotte von Stein, come Il viaggio invernale nello Harz o Amore senza requie, ma soprattutto inizia la stesura di un’opera che, come il Faust, è destinata a impegnarlo per vari decenni, La missione teatrale di Wilhelm Meister.
1780-1785 Il duca Carl August gli affida la direzione della commissione per la guerra e le strade e lo accompagna nel suo secondo viaggio in Svizzera, durante il quale Goethe compone una delle sue liriche più famose: il Canto degli spiriti sopra le acque. Nel 1780 legge al duca Carl August il manoscritto Faust, che viene ricopiato dalla dama di corte Luise von Göchhausen e che, ritrovato nel 1887, verrà chiamato dagli studiosi Urfaust. Nel 1782 muore il padre di Goethe; l’anno seguente il poeta prende con sé Fritz von Stein, figlio di Charlotte, e lo educa. Goethe compone l’Ifigenia in Tauride e alcune tra le più significative liriche della sua produzione poetica, come il Canto notturno del viandante, Il re degli elfi, Il divino, Mignon. Inizia la stesura del Torquato Tasso, lavora a Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister e rielabora il Werther in vista di una seconda edizione.
1786-1787 Parte in gran segreto per l’Italia, sotto la falsa identità di Jean Philippe Möller, pittore, portando con sé manoscritti e opere incompiute. Visita Bologna, Ferrara, Firenze, Perugia, Verona, Vicenza, Padova, Venezia e soprattutto Roma, dove conosce i pittori Wilhelm Tischbein, Angelica Kaufmann, Heinrich Meyer, lo scrittore Karl Philipp Moritz, e Vincenzo Monti che tradurrà per lui alcune scene del Torquato Tasso. Prosegue il viaggio alla volta di Napoli, dove ascende il Vesuvio, e Palermo; visita la Sicilia componendo alcune scene del dramma incompiuto Nausicaa prima di far ritorno nuovamente a Roma. Qui conosce la “bella milanese” Maddalena Riggi e una giovane popolana che ricorderà come Faustina nelle Elegie Romane. Firma con l’editore Göschen un contratto per l’edizione della sua opera omnia in otto volumi; lavora alla seconda stesura del Werther e alla terza della Ifigenia in Tauride. Porta a termine l’Egmont che spedisce a Weimar per la pubblicazione.
1788 Passando da Firenze e Milano, Goethe fa ritorno a Weimar, dove abbandona la diretta responsabilità dei suoi uffici ministeriali e prende atto che i rapporti con la von Stein sono compromessi.
Conosce Cristiane Vulpius, operaia in una fabbrica di fiori artificiali, che gli darà diversi figli e che nel 1806 diventerà sua moglie; stringe amicizia con Schiller. Inizia la composizione delle Elegie Romane e porta a compimento il Torquato Tasso.
1789 Nasce August, l’unico figlio di Goethe che rimarrà in vita.
1790-1793 Inizia a studiare la teoria dei colori che elaborerà nei saggi Contributi sull’ottica.
Intraprende un secondo viaggio in Italia per accompagnarvi di malavoglia la duchessa Anna Amalia; il funesto soggiorno a Venezia gli ispira la maggior parte degli Epigrammi.
Ritornato a Weimar assume la direzione del rinnovato teatro di corte e riceve in dono dal duca Carl August la casa per lui acquistata al Frauenplan. Termina la prima rielaborazione del Faust che esce con il titolo Faust. Ein Fragment. Va in scena l’Egmont; scrive la commedia Il Gran Cofta ispirata ai fatti della Rivoluzione francese.
1794-1798 Conosce Fichte, che gli manda le bozze dei Principi fondamentali di tutte le scienze, Hölderlin, Schlegel, Novalis e Jean Paul. Si occupa attivamente di anatomia, scienze naturali, ottica, galvanismo. Legge Erodoto, Eschilo, Tucidide, Euripide, l’Iliade. Traduce la Vita di Benvenuto Cellini. A Francoforte, di ritorno dal suo terzo viaggio in Svizzera, Goethe incontra per l’ultima volta sua madre. Porta a termine i primi sei libri del Wilhelm Meister, che vengono letti e commentati dall’amico Schiller; questi invita Goethe a collaborare con la sua rivista «Die Horen» e con lui scriverà a due mani una serie di epigrammi satirici, le Xenien, mordaci giudizi sulla cultura dell’epoca. Escono i racconti a cornice Conversazioni di emigrati tedeschi e la versione definitiva delle Elegie romane, lavora all’epos Hermann e Dorothea e scrive alcune delle sue ballate più celebri: La sposa di Corinto, Lo scavatore di tesori, L’apprendista stregone, Leggenda, Il dio e la baiadera. Comincia il poema incompiuto Achilleis e la Metamorfosi delle piante. Assume la direzione della rivista «Propyläen» pubblicata dall’editore Cotta.
dp n="10" folio="" ? 1799-1805 Legge Voltaire, Lucrezio, Plinio il Giovane, Vittorio Alfieri, Esiodo, Cervantes. Conosce Tieck, Hegel, Madame de Staël e Benjamin Constant. Si dedica intensamente all’attività di regista teatrale: a Weimar vengono rappresentati I Piccolomini, La morte di Wallenstein, la Maria Stuarda e il Guglielmo Tell di Schiller, il Tancredi di Voltaire nella traduzione di Goethe stesso, Nathan il saggio di Lessing, la Turandot di Gozzi. Lavora con dedizione al Faust e compone numerose poesie fra le quali La prima notte di Valpurga, Il sonetto, Primavera precoce, Canto di nozze, Confessione generale, Durata del mutamento. Porta a termine e pubblica la Vita di Cellini. Nel 1905 Schiller muore.
1806-1809 Weimar viene saccheggiata dalle truppe di Napoleone che risparmiano la casa di Goethe.
Sposa Cristiane con rito religioso. Inizia l’amicizia epistolare con Bettina Brentano. Nel 1808 la madre muore; nello stesso anno Goethe viene ufficialmente ricevuto da Napoleone e insignito della Legion d’onore. Approfondisce gli studi di acustica, ottica, mineralogia. Inizia il seguito del Wilhelm Meister, Gli anni di peregrinazione; esce il ciclo dei Sonetti e Faust. Prima parte della tragedia. Conclude Le affinità elettive.
1810-1815 Si dedica alla lettura di Giordano Bruno, Montaigne, Chateaubriand e studia approfonditamente la poesia e la cultura dell’Oriente. In occasione di un viaggio attraverso la Germania occidentale e meridionale conosce a Francoforte Marianne von Willemer, ex attrice austriaca, moglie di un facoltoso banchiere, della quale si invaghisce a tal punto da comporre per lei le poesie del Divano occidentale-orientale. Pubblica per l’editore Cotta Poesia e verità e il saggio Sul teatro tedesco. L’Egmont va in scena con la musica di Beethoven. Scrive la cantata Rinaldo, Grande è l’Artemide degli Efesini, le ballate Il fedele Eckart, La campana che cammina e La danza macabra. Inizia la stesura del Viaggio in Italia.
1816-1822 La moglie Cristiane muore; il figlio August sposa Ottilie von Pogwisch, dandogli i nipoti Walther Wolfgang e Wolfgang Maximilian.
Conosce il giovane Felix Mendelsshon e Johann Peter Eckermann, suo futuro collaboratore, curatore postumo e autore dei Colloqui con Goethe. Ai bagni di Marienbad conosce la diciassettenne Ulrike von Levetzow che lo affascina profondamente. Prosegue lo studio dei colori, approfondisce Byron, si occupa di mitologia antica e di letteratura persiana, araba e indiana. Legge La storia tragica del dottor Faustus di Marlowe, Il mondo come volontà e rappresentazione dell’amico Schopenhauer, La critica del giudizio di Kant, l’Adelchi e il Conte di Carmagnola di Alessandro Manzoni, che recensisce positivamente. Traduce in tedesco il Cinque maggio di Manzoni, composto in occasione della morte di Napoleone. Dirige la rivista «Über Kunst und Altertum». Completa il Divano occidentale-orientale e stende le Note e dissertazioni per la migliore comprensione del Divano occidentale-orientale. Scrive i saggi Giuseppe Bossi sul Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano e Classici e romantici in Italia in violento contrasto. Prosegue il Wilhelm Meister. Gli anni di peregrinazione, pubblica le prime due parti del Viaggio in Italia, la Campagna di Francia e l’Assedio di Magonza. Lavora alla seconda parte del Faust.
1823-1827 Tramite il granduca di Weimar, Goethe chiede in moglie Ulrike; la madre della giovane, sottolineando l’enorme differenza di età, dà risposta negativa. Nel 1825 viene festeggiato pubblicamente il cinquantenario dell’ascesa al trono del granduca Carl August e dell’arrivo di Goethe a Weimar; l’università di Jena gli conferisce la laurea in legge honoris causa. Muore Charlotte von Stein. Nasce la terza nipote di Goethe, Alma. Si occupa di osteologia, botanica e poesia cinese. Compone l’Elegia di Marienbad per Ulrike, inclusa, insieme a Catarsi e Riconciliazione, nella cosiddetta Trilogia della passione. Delacroix gli invia le litografie create su ispirazione del F...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- I dolori del giovane Werther