La produzione di Edgar Allan Poe è estremamente variegata: scrisse racconti che anticiparono la fantascienza ("Una discesa nel Maelström"), che preannunciarono il poliziesco ("I delitti della rue Morgue"), che prepararono il successo del cosiddetto "horror" ("Il cuore rivelatore", "Il gatto nero"). Fu dunque un precursore, tanto che per gran parte della sua vita gli fu negato il successo. Ma, in qualsiasi genere si cimentasse, e qualsiasi riscontro ottenesse, non rinunciò mai a scandagliare i più nascosti recessi dell'animo umano, mettendone in rilievo gli aspetti più oscuri e inquietanti ("Berenice", "Il crollo della casa degli Usher") – quegli aspetti che ebbero il sopravvento anche nella sua breve, intensa, disordinata vita, in bilico tra la ricerca di purezza incarnata dall'amore per la giovanissima moglie Virginia e il baratro dell'eccesso, al quale Poe non seppe sottrarsi. In questi racconti, dunque, come nella biografia dell'autore, chi legge potrà cogliere quel contrasto sottile tra ragione e follia, tra verità e fantasia, tra vita e morte, tra normalità ed eccentricità, in una parola quel sentimento del perturbante che alberga, con sfumature più o meno evidenti, nell'anima di ogni uomo.

- 701 pagine
- Italian
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Racconti
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IL DIAVOLO NELLA TORRE
Che ora è?
Detto antico
Tutti, o quasi, sanno che il posto più bello del mondo è, o, ahimè, era il villaggio olandese di Vondervotteimittiss. Tuttavia, benché si trovi a breve distanza dalle principali vie di comunicazione, essendo piuttosto fuori mano, pochissimi miei lettori possono averlo conosciuto. Pertanto, nell’interesse di coloro che non vi sono mai stati, sarà bene che io ne dia una rapida descrizione, la quale è tanto più necessaria in quanto spero di suscitare la pietà del pubblico a favore degli abitanti, duramente provati dai tristissimi avvenimenti che mi accingo appunto a narrare e di recente accaduti laggiù. Chi mi conosce non dubiterà che cercherò di assolvere questo compito nel migliore dei modi, con la rigorosa imparzialità, la cauta analisi dei fatti, l’attenta raccolta delle prove che dovrebbero sempre assistere chi aspira al titolo di storico.
Con l’aiuto di medaglie, di manoscritti, di iscrizioni posso assicurare in modo positivo che il villaggio di Vondervotteimittiss è sempre esistito, sin dalle origini, esattamente nelle identiche condizioni di oggi. Mi duole tuttavia di poter parlare di queste origini solo con quella mancanza di precisione di cui i matematici sono costretti a volte a servirsi per certe formule algebriche. Perciò devo dire che per quanto riguarda gli inizi remoti, la data d’origine propriamente detta deve considerarsi unicamente come una quantità approssimativa.
Per ciò che concerne poi la derivazione del nome Vondervotteimittiss devo confessare di essere pure ugualmente in difetto. Tra tante opinioni su un argomento così delicato, alcune acute, altre dotte, altre esattamente l’opposto, non sono in grado di sceglierne alcuna che possa ritenersi soddisfacente. Preferibile a tutti gli altri è forse il parere di Grogswigg, che coincide quasi punto per punto con quello di Kroutaplenttey ; ma lo cito con riserva:
«Vondervotteimittiss – Vonder. lege Donder – Votteimittiss, quasi und Bleitziz – Bleitziz obsol: pro Blitzen». Tale derivazione, a dire il vero, reca ancora qualche traccia del fluido elettrico evidente sulla cima della torre del palazzo municipale1. Non è però mia intenzione ingolfarmi in una dissertazione di tanta importanza e rimando perciò i lettori desiderosi di maggiori ragguagli alle Oratiunculae de Rebus Praeter-Veteris2 del Dundergutz. Si veda pure il De Derivationibus3, da pag. 27 a pag. 5010, nell’edizione gotica in-folio, in caratteri neri e rossi, parola di richiamo e niente cifrario. Consiglio inoltre di consultare le note marginali al manoscritto di Stuffundpuff, coi sotto-commentari di Gruntundguzzell.
Nonostante l’oscurità che come si vede avviluppa la data della fondazione di Vondervotteimittiss e l’origine del suo nome, non può esservi dubbio, come già ho detto, che esso fosse esistito da sempre come lo troviamo all’epoca di questo racconto. L’uomo più anziano del villaggio non rammenta che quest’ultimo abbia mai mutato aspetto, sia pure parzialmente; anzi anche il solo accenno a una tale possibilità è considerato un insulto. Il paesino è situato in una vallata perfettamente circolare, avente una circonferenza di mezzo chilometro e tutta circondata di dolci colline le cui cime la popolazione non si è mai arrischiata a valicare, dal qual fatto trae il convincimento, validissimo, che dalla parte opposta non esista nulla.
Torno torno i confini della valle (che è di livello assolutamente uniforme e tutta pavimentata di lastroni lisci) si stende una fila ininterrotta di sessanta casette le quali. dando di spalle alle colline, debbono per forza guardare entro il centro della pianura, che dista esattamente cinquantasette metri dalla porta principale di ciascuna abitazione. Ogni casa reca sulla facciata un giardinetto contenente un vialetto circolare, una meridiana e ventiquattro cavoli.
Le costruzioni sono tutte così rigorosamente identiche che è assolutamente impossibile distinguerle le une dalle altre. Data l’estrema antichità, l’architettura ne è alquanto insolita, ma non per questo meno pittoresca. Sono fatte di piccoli mattoni cotti, rossi e con le estremità nere, cosicché i muri danno l’impressione di immense scacchiere. I timpani guardano tutti sulla facciata e dei cornicioni, grandi quanto il resto della casa, corrono lungo le gronde e gli usci d’ingresso. Le finestre, strette e incassate, hanno vetrate piccolissime e telai enormi. Sul tetto poggiano un’infinità di tegole dagli orli ondulati. Le parti in legno sono tutte di co...
Indice dei contenuti
- Copertina
- Frontespizio
- CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE
- BIBLIOGRAFIA
- PREMESSA AL TESTO
- DOCUMENTI E GIUDIZI CRITICI
- I DELITTI DELLA VIA MORGUE
- IL MISTERO DI MARIA ROGET
- LA LETTERA RUBATA
- LO SCARABEO D’ORO
- MANOSCRITTO TROVATO IN UNA BOTTIGLIA
- UNA DISCESA NEL MAELSTRÖM
- IL POZZO E IL PENDOLO
- LE ESEQUIE PREMATURE
- L’APPUNTAMENTO
- BERENICE
- MORELLA
- LIGEIA
- IL CROLLO DELLA CASA DEGLI USHER
- LE VICENDE RELATIVE AL CASO DEL SIGNOR VALDEMAR
- LA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA
- IL CUORE RIVELATORE
- IL GATTO NERO
- IL BARILOZZO DI AMONTILLADO
- HOP-FROG
- WILLIAM WILSON
- RACCONTO DEI «RAGGED MOUNTAINS »
- L’ISOLA DELLA FATA
- LA SFINGE
- L’UOMO DELLA FOLLA
- L’OMBRA - PARABOLA
- IL SILENZIO - FAVOLA
- ELEONORA
- IL RITRATTO OVALE
- RE PESTE - RACCONTO CONTENENTE UN’ALLEGORIA
- METZENGERSTEIN
- LA CASSA OBLUNGA
- IL CAPRICCIO DEL PERVERSO
- «SEI TU IL COLPEVOLE!»
- COLLOQUIO DI MONOS E UNA
- CONVERSAZIONE DI EROS E CARMION
- PERDITA DI FIATO - RACCONTO SENZA CAPO NÉ CODA
- IL POSSEDIMENTO DI ARNHEIM
- IL VILLINO DI LANDOR - PARALLELO AL « POSSEDIMENTO DI ARNHEIM »
- L’ALCE ovvero MATTINO SUL WISSAHICCON
- MELLONTA TAUTA
- IL MILLESIMO SECONDO RACCONTO DI SHEHERAZADE
- GLI OCCHIALI
- X-ANDO UN PEZZO
- LA BEFFA DEL PALLONE
- BON-BON
- IL DIAVOLO NELLA TORRE