I baci di una notte
eBook - ePub

I baci di una notte

  1. 162 pagine
  2. Italian
  3. ePUB (disponibile su mobile)
  4. Disponibile su iOS e Android
eBook - ePub

I baci di una notte

Informazioni su questo libro

Santina dalla vita non ha avuto niente, ma si aspetta tutto. Sigieri ha avuto tutto e non si aspetta niente. Hanno vent'anni. La neve copre il rifugio, gli alberi e le piste che cominciano a svuotarsi, lasciando solo qualche avventuriero a tagliare quel bianco imperfetto che scolora nella notte. Sigieri è bello, annoiato, destinato a luminosi destini nella finanza londinese e ha un buco nel cuore. Santina tutta questa neve non l'ha mai vista, il lusso di Cortina la stordisce. Ha lasciato la Sicilia, la grande fabbrica chiusa, il suo mondo umile, con una fiducia spietata nel futuro. Ma stasera si dice che forse è davvero arrivato il suo momento, stasera vuole aggrapparsi alla felicità. Ha solo il tempo di una notte per decidere se fidarsi del destino. Due esistenze destinate a non incrociarsi mai si toccano in una baita lontana da tutto, la notte di Capodanno. Un gruppo di ragazzi irraggiungibili e, a un tavolo di fortuna, accanto al gabinetto, due ragazze semplici, capitate lì per sbaglio. Cosa sei disposta a rischiare per essere felice? Tutto, si risponde Santina. E noi con lei. Fino al doppio, sorprendente, finale. Antonella Boralevi torna a raccontare, con sincerità appassionata, una storia commovente e spietata, che sfida il cinismo di un mondo che non sa più farsi coinvolgere dal disordine dell'amore. Con l'intensità che l'ha fatta amare da milioni di lettori, senza trucchi né giri di parole, ci squaderna davanti la verità profonda dei sentimenti che giocano con noi fino a farci male.

Domande frequenti

Sì, puoi annullare l'abbonamento in qualsiasi momento dalla sezione Abbonamento nelle impostazioni del tuo account sul sito web di Perlego. L'abbonamento rimarrà attivo fino alla fine del periodo di fatturazione in corso. Scopri come annullare l'abbonamento.
No, i libri non possono essere scaricati come file esterni, ad esempio in formato PDF, per essere utilizzati al di fuori di Perlego. Tuttavia, puoi scaricarli nell'app Perlego per leggerli offline su smartphone o tablet. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Perlego offre due piani: Essential e Complete
  • Essential è l'ideale per studenti e professionisti che amano esplorare un'ampia gamma di argomenti. Accedi alla libreria Essential, che include oltre 800.000 titoli di comprovata qualità e bestseller in vari settori, tra cui business, crescita personale e discipline umanistiche. Include tempo di lettura illimitato e voce standard per la sintesi vocale.
  • Complete: perfetto per studenti e ricercatori esperti che necessitano di un accesso completo e illimitato. Accedi a oltre 1,4 milioni di libri su centinaia di argomenti, inclusi titoli accademici e specialistici. Il piano Complete include anche funzionalità avanzate come la sintesi vocale premium e l'assistente di ricerca.
Entrambi i piani sono disponibili con cicli di fatturazione mensili, semestrali o annuali.
Perlego è un servizio di abbonamento a testi accademici, che ti permette di accedere a un'intera libreria online a un prezzo inferiore rispetto a quello che pagheresti per acquistare un singolo libro al mese. Con oltre 1 milione di testi suddivisi in più di 1.000 categorie, troverai sicuramente ciò che fa per te! Per maggiori informazioni, clicca qui.
Cerca l'icona Sintesi vocale nel prossimo libro che leggerai per verificare se è possibile riprodurre l'audio. Questo strumento permette di leggere il testo a voce alta, evidenziandolo man mano che la lettura procede. Puoi aumentare o diminuire la velocità della sintesi vocale, oppure sospendere la riproduzione. Per maggiori informazioni, clicca qui.
Sì! Puoi utilizzare l'app di Perlego su dispositivi iOS o Android per leggere quando e dove vuoi, anche offline. È perfetta per gli spostamenti quotidiani o quando sei in viaggio.
I dispositivi con iOS 13 e Android 7 o versioni precedenti non sono supportati. Scopri di più su come utilizzare l'app.
Sì, puoi accedere a I baci di una notte di Antonella Boralevi in formato PDF e/o ePub. Scopri oltre 1 milione di libri disponibili nel nostro catalogo.

Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2013
Print ISBN
9788817063470
eBook ISBN
9788858641149

Lunedì
31 dicembre 2012






FORNO DI ZOLDO
Cabinovia del pian del Crep, m. 1760
Stazione di arrivo
Ore 10.15

Il paese è un puntino in fondo in fondo.
“Siamo alti” dice Gessica e guarda in basso con la faccia così bianca che è quasi verde.
Lei le viene vicino.
“Forse era meglio non venire” dice. Ma ha la voce allegra. Le stampa un bacio sulla guancia proprio dove i capelli si sono tutti appiccicati. La vorrebbe abbracciare, ma non si può, altrimenti gli sci cascano per terra e volano giù e chi li ripiglia?
Dalla terrazza della stazione d’arrivo della funivia si vede tutta la valle, tutti i cerchi delle montagne, è come stare su una mongolfiera, ti viene voglia di aprire le braccia e di volare.
Gessica ha minuscoli ghiaccioli attaccati al naso, come se avesse pianto. Ma Gessica non piange mai. Sarà il freddo.
“Però è bello” fa, dopo un po’.
E ora bisognerebbe proprio abbracciarla.
“Ti voglio tanto bene” dice Santina.
Gessica torna subito come è.
“Scema” risponde, ma sotto sotto ride. Si stacca dalla balaustra e si avvia incespicando verso gli scalini che portano alla pista.
La classe è già partita da un bel po’.
Con i bambini è dura, riflette Gessica mentre muove un piede alla volta, uno scalino e dopo uno scalino e dopo uno scalino. “Ma perché li fanno a buchi e di metallo, non lo sanno che ghiacciano?”
È come camminare su una pista da pattinaggio ma senza pattini. Gli scarponi scivolano e le gambe ti partono via che a riprendersele ci vuole forza. Gli sci scappano da tutte le parti. Loro due hanno provato a portarli in tutti i modi, e ora li tengono in braccio, come neonati. Ma servono tutte e due le mani e per scendere non ti puoi tenere.
Finalmente, eccole in basso, sullo spiazzo da cui partono le piste. Tre. Una nera. Una rossa. E una di un bell’azzurro. La cosa che le piste hanno i colori la maestra Marika l’ha spiegata subito. Nera vuol dire Non fatela. Rossa: forse sì, se hai imparato. Azzurra: andiamo che è facile.
Lei butta uno sguardo oltre il pendio che scende verso destra, dopo il cartello azzurro.
Ma la maestra non si vede.
“Saranno lontani?” domanda Gessica. Fa finta che non gliene importi nulla, se sono lontani pazienza, ma lei sa che invece è preoccupata. Per questo vorrebbe che la maestra le avesse aspettate. Va bene che ormai sono capaci. Insomma. Lei sì. Ma Gessica…
“Ti aiuto a mettere gli sci” dice Santina e si accoccola ai piedi di Gessica. “Fai così, dài” e gli pulisce con la punta del bastoncino la neve incrostata nelle scanalature della suola, poi prende la gamba con tutte e due le mani, infila lo scarpone dentro l’attacco. “Dài una botta forte” fa.
Clac.
Clac.
Anche il secondo sci è a posto.
Per mettere i suoi, le ci vuole mezzo secondo. Sciare le piace un sacco. E poi è facile. Il manovale di Gorgonzola aveva proprio ragione. Chissà dove è andato a sciare, lui.
Fanno qualche metro, si appoggiano sui bastoni strascicando gli sci. Arrivano sul bordo del muro in pendenza.
“Non era facile?” dice Gessica mentre guarda la parete ripida.
Potrebbe arrabbiarsi, potrebbe fare una scenata, è lei che ce l’ha portata, quassù in cima, lei che glielo ha chiesto come regalo di Capodanno e si è messa a saltellargli intorno e ha fatto la scema perché dicesse sì. Avrebbe potuto salire senza Gessica, ma non sarebbe stato uguale. Le cose sono belle quando le dividi.
“Guarda! Sono loro!”
È così contenta che schizza subito giù. Dal bordo esterno della pista è spuntata la piccola processione della classe, sette nanetti in fila, con gli sci a spazzaneve disegnano una esse che non finisce mai dietro la giacca arancione della maestra Marika. Lei taglia di costa, inclina il corpo in una diagonale d’istinto e arriva loro sui piedi.
La maestra Marika è estasiata, “Brava bravissima bravissimissima!” fa.
Ma Gessica non c’è.
La vedono ferma in cima al muro, immobilizzata dalla paura. Guarda di sotto, ma non si muove. Poi fa un movimento falso, la gamba si piega, e lo sci destro avanza verso il vuoto.
È un momento che non finisce mai.
La gamba parte in avanti e Gessica dietro, ma non c’è pista, non c’è neve, solo aria. Ora Gessica non è più Gessica è un pagliaccio con i capelli fucsia che si arrotola e si srotola giù per il pendio, in una levata di neve e gli sci corrono via velocissimi, uno di qua, uno di là, e Gessica lontanissima ormai è un palla che bisogna fermare. Una palla che corre diritta verso il burrone.
La maestra Marika schizza verso il centro della pista, apre le braccia, si tuffa sulla palla che rotola, la abbraccia, la tiene, la tiene, punta gli sci come leve.
Ce l’ha fatta.
Sono ferme.
Il burrone è a un paio di metri.
Sono salve.
L’incidente, invece che far decidere Gessica a smettere, ottiene l’effetto opposto. È come se adesso sciare fosse diventata una faccenda personale tra Gessica e i suoi sci Rossignol. E Gessica non è il tipo che si fa mettere i piedi in testa da un paio di sci, e anche da nessuno, se è per questo.
Il resto della pista, che è molto lunga, scorre via come se niente fosse, anche perché è quasi in piano, ma non conta. Conta che Gessica, che pare un omino di neve, ricoperta di ghiaccioli, con la neve incrostata sui jeans, sulla giacca, sui capelli, ora fila via tranquilla ma diritta come un fuso. E non casca mai, nemmeno per sbaglio.
Lei scivola beata sul bordo della pista, proprio accanto agli abeti, e la neve si apre sotto i suoi sci con un frusciare sommesso, come un vestito di seta.
La montagna palpita di sole. E c’è un silenzio soffice, di panna.
Intorno, nessuno.
Mezz’ora prima che sia mezzogiorno, la lezione finisce. La maestra Marika si scusa, ma dice che è la regola del giorno di Capodanno. Poi le squilla il telefonino e lei si mette a parlare a voce bassa, con la mano davanti alla bocca e si sposta di qualche metro. Le mamme e i babbi dei nanetti sono venuti a riprenderseli e in un momento sono spariti tutti.
Tutti, tranne loro tre, anche perché loro due, lei e Gessica, non sanno dove andare. Ci sarebbe il Gruppo di Preghiera per le intenzioni del Pontefice per il Nuovo Anno, alle tredici e trenta nel parcheggio dell’albergo con pranzo al sacco a seguire, il Don l’ha detto parecchie volte durante la Messa, stamattina, anche quando non c’entrava. E sarebbe da doverci andare ma Forno di Zoldo quando ricapita? Il Signore, pensa Santina, lo sa anche lui, E tanto domani c’è la Messa del Primo dell’Anno, che è la più importante di tutte. In Duomo. Alle 8. E poi partenza.
Già la parola “partenza”, anche solo a pensarla, le strizza il cuore.
E stasera c’è il Veglione. Il Don ha detto che ci saranno molte sorprese e lei ha visto che, dal pullman, hanno scaricato anche una scatola di cartone molto sospetta. Si era spaccata su un lato e lei ci ha guardato dentro. Trombette, palloncini, stelle filanti, e sacchetti di coriandoli, cappellini, lingue di Menelik. Le lingue di Menelik sono le sue preferite, a Tore gliele soffiava sempre sul naso e lui prima saltava dallo spavento e poi tutti e due a ridere come pazzi e la mamma e il papà a dire Smettetela ma si divertivano un sacco anche loro. Il Veglione si terrà al Bar Caffè Bucaneve, riservato solo per noi, ha precisato il Don tutto soddisfatto. I due Porretti si sono guardati di straforo, non si divertono tanto a questo Capodanno sulla neve, peccato.
C’è un sole così bello, al Campetto, che andar via dispiace proprio.
Intanto però Marika ha riposto il telefonino nella tasca della sua giacca da maestra e fa cenno da lontano che la raggiungano.
Strano.
La lezione non era finita?
Ha una faccia, la maestra Marika, che è una sorpresa bell’e aperta.
Le guarda di lato, e fa “Avrei una cosa da proporvi”.
Che è sempre un bell’inizio.
Viene fuori che lei ha una lezione privata con due signori tedeschi, fidanzati, due uomini, ma tanto è uguale e che loro l’hanno chiamata perché sono a Cortina e vogliono che lei li raggiunga lì.
Cortina.
La parola Cortina attraversa l’aria di cristallo di questa mattinata meravigliosa e si deposita nel petto di Santina, proprio accanto al cuore.
Cortina di Vacanze di Natale a Cortina?
Cortina che c’è Christian De Sica in un albergo elegantissimo che dice alla moglie “Che l’hai data anche al prete?”. Cortina che c’è Emanuele Filiberto che invita a cena due che ha appena conosciuto. Cortina con tutte quelle macchinone con dietro gli sci. Le sale in gola un grido che non riesce a trattenere.
“Noooooooooooooooooooooooo.”
“Invece sì” dice Marika, “ma vi dovete spicciare, vi porto su io in macchina e poi al ritorno prendete la corriera per Longarone e poi il pullman per Forno, va bene?”
Fortuna che Gessica si è tolta via quasi tutta la neve e ha proprio l’aria della sciatrice.

STATALE 51
in direzione Cortina
Ore 12.10

Il viaggio per Cortina con la Punto della maestra Marika è meraviglioso.
Lei sta seduta dietro e non è che ci sia tanto posto, ma non gliene importa, c’è così tanto da vedere fuori.
Il finestrino non si può abbassare. Pazienza.
Guardare è già tantissimo.
La strada è un nastro d’argento che si appoggia dolcemente tra le montagne. E le montagne sono di tutti i colori, rosa e oro e verde scuro e bianco latte. Le rocce brillano come se dentro ci fossero incastonate tante minuscole schegge di diamanti. Il cielo è di velluto celeste. Ci sono parecchi mucchi di neve sporca buttati di lato, ma non conta.
Dopo Longarone, il paesaggio cambia, la valle diventa stretta e ci deve essere un fiume che scorre in basso, di sotto. A un certo punto, tra le rocce, lei vede una cascata di ghiaccio luminoso e subito la indica a Gessica tutta eccitata.
Salgono ancora, il sole non si vede più.
Attraversano un lago mezzo gelato e mezzo no, e poi la strada diventa una specie di autostrada e agguanta le montagne di fronte con un viadotto che sembra un animale che salta.
Su su attraversano, uno dopo l’altro, tanti paesi con le case col tetto a punta e la gente allegra per le strade, e le piazze con la statua dei caduti e tanti striscioni che dicono Auguri.
Poi la strada torna in piano, c’è una curva stretta, un ristorante sull’angolo e sotto il cartello San Vito di Cadore.
“Siamo quasi arrivate” fa la maestra Marika. “Speriamo che non ci sia già traffico.” Poi si volta verso di lei e fa “Oggi sono tutti in paese, sulle piste non c’è nessuno”.
Ma l’ha già detto! Un sacco di volte. Perché lo ripete continuamente?
Strano.
Purtroppo la strada è diventata brutta. Gli abeti sono spogli, di un marrone bruciacchiato, la neve è sparita. Ce n’è pochissima, e molto sporca, in mucchietti sparsi ai lati della strada. Nella desolazione, però, c’è una casa antica, con scritto sopra “Casa cantoniera”, ha il tetto rosso e accanto tanti giocattoli antichi di ferro, macchinine, scivoli, trenini, sembra pr...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Frontespizio
  3. Copyright
  4. Dedica
  5. Sabato 29 dicembre 2012
  6. Domenica 30 dicembre 2012
  7. Lunedì 31 dicembre 2012
  8. Il primo dell’anno 2013
  9. Mercoledì 2 gennaio 2013
  10. Dieci anni dopo
  11. Diario di scrittura
  12. Grazie
  13. Indice