Un napoletano come me
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Un napoletano come me

  1. 161 pagine
  2. Italian
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Un napoletano come me

Informazioni su questo libro

Questo libro è una dichiarazione d'amore. Di Alessandro Siani a Napoli. Ma è anche una dichiarazione tutta da ridere, nel nobile solco della comicità partenopea, da Totò a Troisi. Con lo spirito irresistibile che manda in delirio lo stadio San Paolo e gli fa sempre registrare il tutto esaurito nel resto d'Italia, Siani racconta il sapore della sua città e spiega che cosa voglia dire nascerci e viverci, offrendo un ritratto unico ed esilarante di Napoli e della sua filosofia millenaria, fatta di sole, sorrisi e battute fulminanti. Una città in cui si reagisce sempre e comunque con allegria. "Perché 'o napoletano tiene 'a risposta pronta."

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Informazioni

Editore
BUR
Anno
2011
eBook ISBN
9788858619896
Print ISBN
9788817053587

GLOSSARIO

delle voci che ricorrono nel testo
e prontuario per chi vuole
conoscere meglio la lingua napoletana

Abbascio: giù. Al termine spesso in napoletano si antepone l’espressione ’a coppe (“da sopra”): ’a coppe abbascio. Al culmine di un litigio tra marito e moglie all’interno di un appartamento, è frequente sentir dire: «Mò si nun ’a fernisce te votto ’a coppe abbascio!» («Ora se non la finisci, ti butto giù!»).
Abbuffare: gonfiare. è un verbo che si utilizza anche quando una persona è alquanto noiosa e ripetitiva: «Ce staje abbuffanno!». Se, oltre a essere noiosa, racconta anche molte bugie, si dice: «Ce staje abbuffanno di palle».
Abbuscarsi: guadagnare. È diverso da abbuscare, che nel dialetto napoletano più antico significa “essere picchiato”. Oggi il verbo viene anche utilizzato nei casi in cui un uomo riesce a ottenere le “simpatie” di una donna: «M’aggio abbuscato ’na femmena…». In caso di mancata conquista, la donna viene paragonata a un ortaggio: «Uah, nun t’ ’e abbuscato nu friariello!». A proposito del friariello: oltre a essere un tipico ortaggio campano, indica anche persone sciocche: «T’ ’e fatte fa’ comme nu friariello!». Associato alle salsicce, il friariello dà vita a una pietanza eccezionale: la mitica “sasiccia e friariello” (Vedi anche Sfunno).
Acalare: abbassare. Il verbo viene anche utilizzato come invito a essere più umili, a volare più in basso: «Acala ’e scelle!».
Accattare: comprare. In alcune discussioni, per sancire il suo valore e la sua furbizia, il napoletano utilizza la splendida espressione: «T’accatto e te venno», che significa: «Posso fare di te ciò che voglio». Nei casi limite ricorre all’espressione: «T’accatto e te venno, po’ t’accatto e te venno ’n’ata vota a prezzo ’e costo…». Se un turista viene a Napoli e gli propinano un acquisto ambiguo, può rispondere: «Guaglio’, fa’ ’o bravo, io t’accatto e te venno». In questa transazione commerciale e verbale viene naturalmente omessa la ricevuta.
Accocchiare: racimolare, raggiungere un risultato positivo. Nel caso in cui qualcuno si dimeni senza ottenere alcun risultato utile, si dice: «Te stai sbattenno, stai facenno, ma nun he accucchiato niente ’a stammatina…».
’A cuollo: da dosso. Questa espressione viene spesso utilizzata per sbarazzarsi di un interlocutore troppo pressante, fastidioso: «M’ ’e fa’ nu piacere: scinne ’a cuollo!».
Addò: dove. Nel linguaggio napoletano contemporaneo questo avverbio, unito al verbo “andare”, diventa “addò va…”, per indicare una persona ambigua, inaffidabile, difficilmente collocabile. Tipica è la frase: «Stai alla larga, chisto è nu poco addò va…».
Alluccare: gridare.
Ambressa: presto.
Ammuccarsi: imboccare, legarsi. Significa anche “essere creduloni”, “prendere per buona ogni frottola”. Ma questo verbo ha anche un significato sentimentale: “baciare”. A Milano si dice “limonare”. A Napoli “limonare” significa al massimo prendere un paio di limoni e spremerli ’ngoppe a ’na ’mpepata ’e cozze. I ragazzi utilizzano il verbo ammuccarsi per chiedere gli esiti di un approccio amoroso: «Pasca’, te si’ ammuccato cu chella?».
Ammunnare: sbucciare.
Andare ’nfreva: arrabbiarsi (letteralmente “farsi salire la febbre”). Per indicare un’arrabbiatura, a Napoli c’è anche un termine tipico degli ambienti giuridici: «Stai accusanne…» (abbreviazione di: «Stai accusando il colpo…»).
Annanze: davanti.
Appicciare: accendere. Il verbo viene utilizzato per indicare coloro che hanno fatto il passo più lungo della gamba e ne sono rimasti scottati: «Uah, te si’ appicciato!». Ma talvolta caratterizza anche il comportamento delle suocere che alimentano i dissidi e i dissapori coniugali: «’A gno’, state appiccianno ’o ffuoco!». Gno’ è diminutivo di gnora, che a sua volta è diminutivo di signora, che a sua volta è diminutivo di signora suocera.
Appiccicarsi: litigare.
Arapire: aprire.
Arète: dietro.
Arrefonnere: rimetterci. Questo verbo può anche avere un significato figurato. Poniamo il caso che esci con una ragazza con l’intenzione di trascorrere una serata che si possa chiudere “in bellezza”. A spese tue, noleggi una macchina sportiva, la porti a prendere un aperitivo, le offri una cena al ristorante, poi la porti al cinema, poi a ballare, e prima di tornare a casa, con gli ultimi soldi che ti sono rimasti, le offri anche un caffè. Se lei nel momento clou ti dà un bacetto sulla guancia e ti augura la buonanotte, frate’, ci hai arrefuso!
Ascire a pisce fetienti: litigare furiosamente. Ma non si tratta del classico litigio che scoppia all’improvviso. È uno scontro preceduto da incomprensioni, equivoci, frasi male interpretate, scaramucce, “punzecchiature”, che in un crescendo rossiniano conducono alla frase cruciale: «Stamme ascenne a pisce fetienti…». Per far capire ancora meglio l’espressione, c’è da sottolineare che, durante questo percorso minato, appena uno dei due contendenti intuisce dove si sta andando a parare, può in maniera frettolosa e sbrigativa proporre la deposizione delle armi dicendo: «Mò è meglio ca ce ne jammo, primma ca ascimme a pisce fetienti…».
Assettarsi: sedersi.
Azzeccoso: appiccicaticcio. L’aggettivo viene spesso adoperato per i rapporti amorosi troppo stretti e asfissianti. Soprattutto d’estate la cosa può diventare un dramma: «Mamma mia, staje sempe azzeccato ’ncuollo!». Il verbo “azzeccare”, a sua volta, è molto significativo quando si vuole indicare la mancata realizzazione di un progetto, di un desiderio, di un’ambizione. Quando, cioè, dopo tanto impegno, tanti sforzi, tanti sacrifici inutili, vieni anche deriso in maniera imbarazzante. In questo caso, hai azzeccato ’na figura ’e merda! Ma se non ti arrendi e ci riprovi senza raggiungere neanche la seconda volta il traguardo desiderato, la dose viene rincarata: «Guaglio’, n’he fatta ’n’ata!». Imperterrito, insisti con tutte le tue forze fisiche, morali e spirituali… Se nemmeno così raggiungi l’obiettivo, ti sentirai dire: «Ma ’e figure ’e merda ’e tieni p’applausi?!».
Bell’e bbuono: all’improvviso. Variante di all’intrasatte.
Buffettone: schiaffone.
Cagnare: cambiare.
Cainàto: cognato.
Cammisa: camicia.
Casatiello: dolce pasquale a forma di torta, preparato con pasta di pane, uova, strutto e salumi. È anche un vocabolo unisex che viene utilizzato per chi è gonfio e goffo: «Pare ’o casatiello». Se qualcuno riesce ad avere un rapporto sentimentale con una persona che ha queste fattezze, si dice: «T’ ’e ajzato ’stu casatiello?!».
Cattò (o gattò): tipico della cucina partenopea, è uno sformato di patate arricchito con uova, prosciutto, salame, provola e pangrattato. è una versione nobile, ingentilita, del proletario casatiello. Difatti, il termine deriva dal francese gateau. Da noi c’è questa tendenza a napoletanizzare vocaboli ed espressioni italiani e stranieri. La “chiave d’arresto”, ad esempio, diventa “chiave terrestre”: così, quando chiudo l’acqua a...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Frontespizio
  3. Se permettete…
  4. Il napoletano nel mondo e il mondo dei napoletani
  5. Al ristorante
  6. Il colesterolo di Natale
  7. In palestra
  8. La partecipazione di nozze è un avviso di garanzia
  9. Al cinema
  10. Nel traffico di Napoli
  11. «Questa casa non è un albergo.»
  12. «Con l’euro vedrete soldi mai visti!»
  13. In ospedale
  14. Ho conosciuto una donna alternativa
  15. Le vacanze
  16. Spot olimpionici
  17. Mode
  18. I politici? Partiti…
  19. A scuola
  20. Innamorarsi a Napoli
  21. Glossario
  22. Indice