La bottega del caffè
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La bottega del caffè

  1. 208 pagine
  2. Italian
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La bottega del caffè

Informazioni su questo libro

Nel Settecento compare un nuovo protagonista: è La bottega del caffè, punto d'incontro degli intellettuali dell'epoca ma anche sfondo di una vita quotidiana dai risvolti spesso oscuri. Goldoni è il primo a percepire la novità e a farne l'ambiente di una commedia corale. Attorno all'onesto caffettiere Ridolfo ruotano le vicende di personaggi dalla moralità spesso dubbia, dediti al gioco d'azzardo e all'intrigo. La bottega del caffè viene qui ripubblicata con un'introduzione di Lunari, che la collega alla stagione del nuovo teatro goldoniano, e con apparati completamente aggiornati.

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Informazioni

Editore
BUR
Anno
2012
eBook ISBN
9788858627730
Print ISBN
9788817124775

LA BOTTEGA DEL CAFFÈ

Commedia di tre atti in prosa rappresentata per la prima volta in Mantova la Primavera dell’Anno 1750.










Il testo della presente commedia è quello delle edizioni Paperini di Firenze (t. I, 1753) e Pasquali di Venezia (t. I, 1761).
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A SUA ECCELLENZA IL SIGNOR CONTE

LODOVICO WIDIMAN NOBILE PATRIZIO VENETO1

Fra i Protettori2 miei benignissimi posso annoverar per mia gloria il Nome grande di V. E., e siccome cresce in noi il godimento di un bene, allorché di possederlo pubblico vanto dar ci possiamo, aspirai da gran tempo a tale felicità, che reca a me sommo onore, e alle Opere mie un singolare vantaggio. Varie son le cagioni, onde pregevole al sommo riconoscere può ciascuno la protezione dell’E. V., o se riguardo si abbia all’antichità del nobilissimo suo Casato, alla ricchezza del patrimonio, agli onori, alle dignità, allo splendore della Famiglia, illustre non meno nella Germania che nell’Italia; ma ciò che maggiormente si ha in pregio dagli uomini di buon senso, consiste nelle virtù dell’animo e nel sapere, di cui l’E. V. cotanto abbonda; laonde3 dichiarandosi Ella in favore di qualche opera, o di qualche Autore, l’accredita4 col di Lei nome e dalle critiche lo difende. Le mie Commedie precisamente hanno questo di buono, mercè della grazia benignissima che loro l’E. V. comparte,5 che non possono essere disprezzate, quando Ella le approva.6 Fra gli studi più elevati e più seri, de’ quali per ornamento suo si compiace, non esclude quelli della Commedia, amandola anzi talmente, che fra i sontuosi trattamenti della sua magnifica Villeggiatura, la rende il più caro oggetto del suo piacere e dell’altrui amenissimo divertimento. L’estemporanea Commedia quella è che Italiana unicamente può dirsi, poiché da altre Nazioni non fu trattata; e questa, che sulle pubbliche scene sembra ormai declinata,7 brilla e risplende nel di Lei delizioso Bagnoli, dove i più nobili e i più valorosi Soggetti ad esaltarla s’impiegano.8
Se l’E. V., perfettissimo conoscitore di cotal genere di Teatrali Rappresentazioni, delle Opere mie si compiace, niuno ardirà lacerarle,9 e le rispetteranno i maligni in grazia di un sì venerabile Nome e della sua validissima protezione, di cui supplicandola più che mai, con profondissimo ossequio mi rassegno.10
Di V. E.
Umiliss. Divotiss. e Obbligatiss. Serv.
CARLO GOLDONI
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L’AUTORE A CHI LEGGE

Quando composi da prima la presente Commedia, lo feci col Brighella e coll’Arlecchino,1 ed ebbe, a dir vero, felicissimo incontro per ogni parte.2 Ciò non ostante, dandola io alle stampe, ho creduto meglio servire il Pubblico, rendendola più universale, cambiando in essa non solamente in toscano i due Personaggi suddetti, ma tre altri ancora, che col dialetto veneziano parlavano.
Corse in Firenze3 una Commedia con simil titolo e con vari accidenti4 a questa simili, perché da questa copiati. Un amico mio di talento e di spirito fece prova di sua memoria; ma avendola una o due volte sole veduta rappresentare in Milano, molte cose da lui inventate dovette per necessità framischiarvi. Donata ho all’amicizia la burla, ed ho lodato l’ingegno; nulladimeno, né voglio arrogarmi il buono che non è mio, né voglio che passi per mia qualche cosa che mi dispiace.
Ho voluto pertanto informare il Pubblico di un simil fatto, perché confrontandosi la mia, che ora io stampo, con quella dell’amico suddetto, sia palese la verità, e ciascheduno profitti della sua porzione di lode, e della sua porzione di biasimo si contenti.
Questa Commedia ha caratteri tanto universali, che in ogni luogo ove fu ella rappresentata, credevasi fatta sul conio degli originali riconosciuti. Il Maldicente fra gli altri trovò il suo prototipo da per tutto, e mi convenne soffrir talora, benché innocente, la taccia d’averlo maliziosamente copiato. No certamente, non son capace di farlo.
I miei caratteri sono umani, sono verisimili, e forse veri, ma io li traggo dalla turba universale5 degli uomini, e vuole il cas...

Indice dei contenuti

  1. Copertina
  2. Frontespizio
  3. CRONOLOGIA DELLA VITA E DELLE OPERE DI CARLO GOLDONI
  4. INTRODUZIONE
  5. LA FORTUNA DELLA «BOTTEGA DEL CAFFÈ»
  6. DOCUMENTI E GIUDIZI CRITICI
  7. NOTA BIBLIOGRAFICA
  8. LA BOTTEGA DEL CAFFÈ