Inchiostro
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Inchiostro

  1. 400 pagine
  2. Italian
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  4. Disponibile su iOS e Android
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Informazioni su questo libro

Una donna stregata dal potere dell'inchiostro, un libraio ossessionato dal tradimento della moglie, un matematico reso folle dalla perdita del figlio, un editore che non ha mai letto un libro per intero e uno scrittore frustrato. Insieme tenteranno un'impresa impossibile: scrivere il Libro dei libri, capace di dare risposta a ogni domanda, di alleviare ogni dolore. Tributo alla passione di chi cerca nella letteratura le risposte in grado di guarire e dare un senso alla vita, Inchiostro è un romanzo breve e intenso che promette l'impossibile e, giocando, ci regala la cosa più importante: il piacere inimitabile di una buona storia.

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Informazioni

Editore
RIZZOLI
Anno
2012
Print ISBN
9788817056052
eBook ISBN
9788858625101
LO STAMPATORE
13 maggio 1910
Il matematico rilesse la breve lettera che aveva appena scritto:
Gentile Herr Gensfleisch,
mi rivolgo a Lei per chiederle di occuparsi di un progetto di carattere privato.
È mia intenzione, dopo cinque anni di intenso lavoro, procedere alla stampa limitata e senza fini di lucro di un libro del quale non posso rivelarle il contenuto. Le caratteristiche dell’edizione, per la stampa della quale pagherò naturalmente il compenso dovuto, necessitano dell’intervento dello stampatore più abile. Le Sue referenze sono impeccabili. La pregherei dunque di farmi visita presso l’indirizzo indicato nel biglietto allegato, nel giorno e ora specificati.
Cordialmente
Sebastian von der Becke, matematico
Chiuse il messaggio in una busta e la spedì alla tipografia Gensfleisch. Tre giorni dopo, la segretaria di Patrik Gensfleisch la posò sulla scrivania dello stampatore. Il quale, dopo avere controllato la qualità dei pamphlet stampati quella mattina e dopo avere approvato le bozze di stampa dell’Enciclopedia storica universale delle civiltà (settimo volume), salì nel piccolo ufficio dal quale riusciva a dominare l’intero laboratorio. Gli operai, macchiati di inchiostro, lavoravano con destrezza. L’odore di carta e inchiostro era particolarmente intenso. Lo stampatore si sedette al tavolo e si dedicò alla posta. Tra le solite buste di collaboratori, fornitori, debitori, creditori e vari altri «ori», ne trovò una piccola, diversa, dalla quale estrasse una lettera scritta a mano.
La lesse. Normalmente, non lavorava per privati. Di solito si trattava di persone desiderose di pubblicare da sé i loro manoscritti, dopo aver incassato il rifiuto di svariati editori. Altri al posto suo avrebbero cestinato una richiesta formulata in termini tanto vaghi e sibillini. Ma lo stampatore Patrik, della famiglia dei Gensfleisch, era naturalmente incline ad accettare le sfide più strane.
La platea è al completo.
La seconda conferenza della giornata sta per iniziare.
La più attesa.
Trecento scienziati da molti Paesi: Inghilterra, Francia, Italia, Spagna, Russia, Impero austroungarico.
Un ragazzo sale sul palco. Il suo nome: Ludwig Gensfleisch, biologo, della famiglia degli stampatori Gensfleisch. Al centro, un tavolo, una sedia e un bicchiere d’acqua.
Il programma prevede, alle ore 11, Ludwig Gensfleisch, la causa prima: L’origine dell’uomo.
Gli scienziati si sistemano gli occhiali, si accomodano ai loro posti e si preparano a prendere appunti.
Il relatore è nervoso.
Questo potrebbe essere il giorno in cui il destino del mondo, e di conseguenza il suo, cambieranno per sempre.
Lo sente.
Applausi. Formali, freddi.
Poi silenzio assoluto.
Il giovane scienziato prende la parola: «Stimati colleghi, dottori e uomini di scienza, è per me un onore illustrarvi quella che ritengo essere la scoperta più significativa di questo secolo. La teoria che sto per presentarvi costituisce una svolta radicale nella ricerca sulla vera origine dell’uomo. Da sempre la scienza cerca di scoprire da dove veniamo. A differenza di quanto dicono le Sacre Scritture non discendiamo da Adamo ed Eva; eppure, signori, la vera risposta si trova proprio nei testi sacri. “Polvere tu sei e in polvere tornerai!” Genesi, capitolo 3, versetto 19».
Seduto in platea, circondato da scienziati, Patrik Gensfleisch, allora apprendista presso la tipografia, fissa nella mente l’immagine di Ludwig, suo fratello gemello, la sua copia. Nella sua famiglia tutti sanno che egli diventerà lo scienziato più stimato dell’appena costituito Impero tedesco. È orgoglioso di Ludwig.
La conferenza, ne è sicuro, sarà un successo.
Nel giorno e ora indicati nella lettera, lo stampatore si recò presso la residenza del matematico.
«Cerco il signor Sebastian von der Becke» disse alla cameriera che lo fece entrare.
Varcata la soglia, lo stampatore fu pervaso da una strana sensazione che andava montando man mano che procedeva lungo il corridoio. Le pareti erano ricoperte da pagine di libri strappate, attaccate le une alle altre senza soluzione di continuità. Provò un senso di claustrofobia, come se si stesse addentrando in un labirinto di parole dal quale, presentiva, non sarebbe riuscito più a uscire.
Hellen lo fece accomodare in biblioteca, dove il matematico lo stava aspettando.
«Prego, si accomodi» lo invitò, offrendogli la poltrona davanti alla sua.
Lo stampatore sedette.
Anche la biblioteca era tappezzata di pagine.
Alcuni secondi di silenzio.
Poi il matematico disse: «Grazie di essere venuto, Herr Gensfleisch. Temevo che la mia proposta l’avrebbe insospettita».
«Il suo timore era legittimo. Di solito, accettiamo solo grandi commesse. Non lavoriamo con semplici privati.»
«E dunque cosa l’ha spinta a venire?»
«La sua lettera parlava di un libro dal contenuto misterioso. E la cosa ha catturato la mia attenzione.»
«Capisco. Potrei sapere, per pura curiosità, cosa sta stampando attualmente nel suo laboratorio?»
«Un’enciclopedia.»
«Completa?»
«Il settimo volume. Oltre ad alcuni pamphlet.»
«E giornali?»
«No, abbiamo smesso. Da un paio d’anni, ormai. Passavamo intere nottate a impaginare gli articoli che ci arrivavano al pomeriggio. Sa, alle tre di notte i giornali devono essere in rotativa. Eravamo diventati schiavi dell’inchiostro. E poi i quotidiani sono spesso fonte di problemi. Ricorderà sicuramente la spiacevole intervista di Guglielmo II su “The Daily Telegraph”. La Francia, l’Inghilterra e il Giappone non l’hanno ancora perdonato. Da allora, la censura impedisce di lavorare come si deve…»
«E libri?»
«Certamente!»
«Per questo l’ho contattata. C’è un libro che vorrei stampare.»
«Questo lo avevo inteso. Mi parli del contenuto.»
«È un testo che ho scritto io stesso.»
«E che diversi editori hanno rifiutato, immagino.»
«In realtà non l’ho inviato ad alcun editore.»
«E di che cosa parla, dunque, questo libro?»
«Prima di rivelarglielo, ho bisogno di sapere se può procurarmi l’inchiostro necessario. Mi hanno riferito che la sua è l’unica tipografia di Magonza che produce inchiostro artigianalmente.»
«Esatto. Lo facciamo da sempre. Per inerzia, suppongo. Prima o poi ci decideremo a comprarlo dai grandi produttori, come fanno tutti gli altri. E di che cosa ha bisogno, esattamente?»
«Non lo so.»
«Non lo sa? Mi sta prendendo in giro?»
«No, certo che no, Herr Gensfleisch. Nella maniera più assoluta, glielo garantisco. Non ha idea di quanto bisogno abbia di lei. Sono disposto a pagare qualsiasi prezzo. Anzi, il prezzo lo stabilisca lei. Accetterò di pagare qualunque cifra.»
Patrik Gensfleisch si spazientì.
«Il manoscritto. Mi mostri il manoscritto o dovrò considerare concluso questo incontro.»
«Be’… in realtà non c’è alcun manoscritto» balbettò il matematico.
Lo stampatore rimase a bocca aperta e dopo qualche secondo scoppiò a ridere.
«Questo è il colmo! Ah, ah, ah! Lei è pazzo! Ah, ah, ah!»
Si ricompose: «È evidente che questa visita è stata una perdita di tempo. Come le è venuto in mente di convocarmi qui per chiedermi di stampare un manoscritto che non è stato ancora scritto? Che sfacciataggine!».
Sebastian von der Becke rimase serio. Le pagine alle pareti sembravano soldati schierati a proteggere il proprio generale. Lo guardò negli occhi e poi disse: «Mi ascolti bene. Il manoscritto non c’è perché ci stiamo ancora lavorando. Come vede siamo circondati da delle frasi, duemila per l’esattezza. Le ho selezionate, una a una, nell’arco di cinque anni. E poi le ho appese qui, dietro di me, alle sue spalle, su tutte le pareti della casa. Le avrà notate. Mi ci è voluto del tempo, ma ora sono finalmente nell’ordine giusto».
Lo stampatore si alzò in piedi e si avvicinò a una delle pareti. Inforcò gli occhiali per leggere alcune delle frasi sottolineate: «Il desiderio degli uomini deve adeguarsi al suo volere», o «Che la nostra esistenza sia realtà o finzione, il risultato è lo stesso».
Quelle non erano frasi qualsiasi. Erano frasi dense, piene di possibili significati, di un’arcana sapienza. Lo stampatore respirò profondamente, tornò alla sua poltrona e disse: «Da dove sono tratte queste frasi?».
«Sono il risultato di una ricerca scientifica. Corrispondono a un algoritmo segreto, a una soluzione.»
«Non si aspetterà che le creda.»
Ma mentre pronunciava quelle parole, lo stampatore avvertì una strana eccitazione impossessarsi di lui. Pensò che forse, per la prima volta, si trovava di fronte al progetto che stava cercando da anni.
«L’argomento, potrebbe dirmi almeno l’argomento di questo strano libro?» domandò indicando le pareti.
«Si tratta del motivo.»
Patrik si alzò come se avesse visto un fantasma, poi si sedette di nuovo e chiese, sconcertato: «Il motivo? Ha detto il motivo?».
«Proprio così, il motivo» ribadì convinto Sebastian von der Becke.
Patrik Gensfleisch, della famiglia degli stampatori Gensfleisch, desiderava da tempo stampare un libro eccezionale, un libro che parlasse del motivo. Ne aveva bisogno per saldare un antico debito di inchiostro. Di colpo lo stampatore non era più infastidito dallo strano comportamento di von der Becke, tutto l’opposto.
«Mi dica, di che motivo parla questo libro?»
Velando le sue parole di mistero, il matematico rispose: «È il libro che spiega tutto; il motivo della nostra follia, delle nostre sofferenze. Per dirla in altri termini, l’origine di tutte le cose».
L’origine di tutte le cose, Patrik, hai sentito?, disse lo stampatore fra sé e sé. Sei stato fortunato, questo libro parla della causa prima, è il libro che speravi di incontrare, il libro che salderà il tuo debito. Oh, santo cielo! Ti è capitato tra le mani proprio quando ti eri dato per vinto, quando avevi smesso di cercarlo.
Il suo viso si illuminò.
«E come ha fatto a trovare la causa prima?»
«Non è stato facile. Per cinque anni ho cercato in montagne di libri secondo un metodo segreto di mia invenzione. Le frasi che ci circondano sono altrettanti frammenti del motivo. Crede che quest’incarico possa interessarle, dopo tutto?»
«Naturalmente. Non può immaginare da quanto tempo io sia alla ricerca della causa prima. Piuttosto, come farò a essere certo che si tratti del motivo autentico? Il testo da lei compilato è così disordinato e frammentario che è impossibile leggerlo dall’inizio alla fine.»
«Deve avere fiducia in me. In fondo, non rischia nulla. Non dovrà fare altro che stamparlo. E a lavoro finito capirà che la sua fiducia era ben riposta.»
Lo stampatore esitò. Ma il matematico aveva ragione. Avrebbe letto la prova di stampa. E poi avrebbe deciso se portare a termine l’incarico oppure no.
«Bene. Facciamo così: preparerò una stampa di prova. Se è il testo che cerco, lo stamperò nel mio laboratorio. Me ne occuperò personalmente. È una promessa.»
Il matematico sorrise soddisfatto. Poi aggiunse: «A me bastano due copie».
«Che cosa? Non s’è mai vista un’edizione di due copie soltanto. Se il libro è quello che lei dice ne faremo cento copie. Un numero simbolico ma sufficiente. Cento copie andranno benissimo. Le assicuro che non intendo arricchirmi sfruttando il suo libro. Solo tener fede a un’antica promessa. Faremo un’unica edizione. Che ne pensa?»
«Cento copie mi sembrano troppe… Ma potrei accettare se in cambio lei si impegnasse a risolvere la questione dell’inchiostro.»
«Benissimo. Come lo vuole? Nerofumo?»
Il matematico fece una smorfia: «Non è importante il colore. Il libro deve poter essere letto ma non conservato, ecco tutto».
«Cosa?»
«Letto e non conservato, proprio così.»
«Letto e non conservato! E perché mai?»
«Quando ho cominciato a trascrivere queste frasi a penna, mi sono reso conto dei pericoli insiti nella mia impresa. E se qualcuno iniziasse a stampare copie su copie del nostro libro? Questo testo non deve uscire dalla nostra piccola Magonza. La sua diffusione indiscriminata avrebbe conseguenze imponder...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Rizzoli la scala
  3. Frontespizio
  4. Lei - Maggio 1900
  5. Il libraio - Giugno 1900
  6. L’autore - Maggio 1905
  7. Lo stampatore - 13 maggio 1910
  8. Il correttore di bozze - 13 giugno 1910
  9. L’editore - 19 giugno 1910
  10. Lei - 24 giugno 1910
  11. Ringraziamenti