Storie fiorentine dal 1378 al 1509
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Storie fiorentine dal 1378 al 1509

  1. 566 pagine
  2. Italian
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Storie fiorentine dal 1378 al 1509

Informazioni su questo libro

Nel 1508 Guicciardini era un giovane aristocratico fiorentino che, grazie anche a un matrimonio ben combinato, vedeva aprirsi davanti a sé le porte di una brillante carriera politica. Nello stesso anno, egli incominciò a scrivere le Storie fiorentine, la sua prima prova letteraria, già manifestando la stretta connessione tra vita, storia e politica che caratterizzerà i suoi scritti successivi. Per diversi aspetti, quest'opera si rivela come il laboratorio di messa a punto di alcuni elementi centrali del metodo guicciardiniano più maturo: l'utilizzo delle fonti; la ricerca della verità anche quando essa non coincide con l'ideale personale; l'indagine delle cause remote degli avvenimenti; il tratteggio dei grandi protagonisti della storia. Tuttavia, le Storie si discostano dall'opera successiva e si rivelano come opera giovanile - che peraltro rimase sconosciuta fino al XIX secolo - poiché vi si coglie l'utopistica speranza nel rinnovamento politico e morale del governo di Firenze, speranza in netto contrasto con il cupo pessimismo, dovuto anche alle disavventure personali cui l'autore andò incontro nel corso degli anni, che caratterizzerà in seguito la Storia d'Italia.

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Informazioni

Editore
BUR
Anno
2011
eBook ISBN
9788858614662
Print ISBN
9788817172332
NOTE
I
1 Luigi di Piero di Ghino (morto nel 1405) fu più volte ambasciatore, e gonfaloniere di giustizia nel 1378, ma venne deposto durante il tumulto dei Ciompi e poi fatto cavaliere dai Ciompi stessi (cfr. Memorie di famiglia, Op. IX, pp. 4-7 e Cose fiorentine, pp. 67-85). In seguito fu gonfaloniere ancora due volte. La carica di gonfaloniere di giustizia era la più alta della Repubblica, istituita con gli Ordinamenti di giustizia nel 1293.
2 Operai salariati (scardassatori) dell’Arte della lana, e braccianti non qualificati in generale, che si sollevarono nell’agosto 1378 sotto la guida di Michele di Lando, chiedendo di essere rappresentati attraverso tre nuove Arti: Ciompi (o dell’Agnolo), Farsettai e Tintori.
3 Magistratura creata per sovraintendere agli affari militari.
4 Confermati.
5 recata adosso: attirata; contradizione: ostilità.
6 Sconfitti.
7 Trattenerli.
8 Operaio dell’Arte della lana, fu gonfaloniere di giustizia durante il tumulto dei Ciompi. Finì esiliato a Chioggia dopo la reazione oligarchica (gennaio 1382) e morì nel 1401.
9 Da una classe sociale. È evidente il pregiudizio di Guicciardini contro i «plebei».
10 Il primo fu gonfaloniere di giustizia durante il tumulto dei Ciompi; perso il potere, fu decapitato il 17 gennaio 1382. Cfr. anche Dialogo del reggimento di Firenze (d’ora in poi citato come Reggimento), Op. VII, pp. 23 e 139-140. Lo Strozzi fu degli Otto di guerra nel 1378: ebbe vari incarichi come ambasciatore (in particolare fu a Napoli nel 1379), ma abbandonò Firenze nell’82 dopo la fine del tumulto dei Ciompi, senza più farvi ritorno.
11 Dagli ultimi mesi del 1378 a tutto il 1381.
12 Capo della sua potente famiglia contro i Ricci, fu arrestato e poi decapitato il 23 dicembre 1379.
13 Quest’ultimo, incaricato di numerose ambascerie (fu uno dei protagonisti della guerra degli Otto santi), cadde in disgrazia presso i governanti popolani e fu condannato a morte, venendo decapitato il 22 dicembre 1379. Guicciardini lo elogia nelle Cose fiorentine (pp. 79-81), e ne parla anche nell’Oratio accusatoria, Op. IX, pp. 232-233.
14 Data l’instabilità del popolo nelle sue scelte (tipica espr...

Indice dei contenuti

  1. Cover
  2. Occhiello
  3. Frontespizio
  4. Introduzione
  5. STORIE FIORENTINE
  6. Note
  7. Sommario